L’Anticristo. Esegesi e storia di una tremenda verità di fede (parte 4)

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[…] Parlandosi finalmente della morte dell’Anticristo, si dice che l’empio allorché avrà congregato i suoi due grandi eserciti per dare l’ultima rovina alla Chiesa ed a tutti i seguaci di Gesù Cristo, invece di vincere resterà vinto e morrà insieme con i suoi soldati.

Scrive san Giovanni che quando i nemici di Dio avranno circondato il campo dei cristiani e la città di Gerusalemme (chiamata la città diletta), scenderà fuoco dal cielo e li divorerà; il demonio che li aveva sedotti insieme con l’Anticristo, nominato la bestia, e col falso profeta suo compagno saranno gettati ad ardere in eterno nell’inferno: Et ascenderunt supra latitudinem terræ, et circuierunt castra sanctorum, et civitatem dilectam; et descendit ignis a Deo de coelo, et devoravit eos, et diabolus qui seducebat eos, missus est in stagnum ignis et sulphuris, ubi et bestia et pseudopropheta cruciabuntur die ac nocte in sæcula sæculorum ([1]).

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Dicono poi gli esegeti e specialmente il cardinal Gotti con Malvenda nel suo libro de Antichristo, per conciliare che l’Anticristo sarà ucciso nel monte Oliveto, ch’egli, vedendo la strage dei suoi, fuggirà disperato dal campo e si nasconderà in qualche luogo segreto del monte Oliveto o di Gerusalemme; finalmente sarà ucciso in loco per mano di san Michele Arcangelo ([2]).

Così spiega san Tommaso ([3]) quel testo dell’Apostolo, che ivi al versetto 8 dice: Et tunc revelabitur ille iniquus, quem Dominus Iesus interficiet spiritu oris sui. Spiega san Tommaso: Id est mandato suo, quia Michæl interfecturus est eum in monte Oliveto ([4]).

Per conciliare poi quello che dice san Tommaso, seguito da Gotti e Malvenda, col testo di san Giovanni riferito prima, può dirsi col Silveira che san Michele, per comando di Cristo, ucciderà l’Anticristo con un fulmine del cielo e lo confinerà nell’inferno.

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Morto che sarà l’Anticristo, dicono gli interpreti, nella Chiesa si godrà una gran pace, con gran rendimento di grazie dei fedeli a Dio. È incerto, poi, quanto vi sarà di tempo dalla morte dell’Anticristo sino alla fine del mondo ed al giorno del giudizio universale. San Girolamo ([5]) e Teodoreto con altri teologi, dal testo di Daniele che dice: Beatus qui expectat et pervenit usque ad dies mille trecentos triginta quinque. Tu autem vade ad præfinitum et requiesces, et stabis in sorte tua in finem dierum ([6]), interpretano che passeranno 45 giorni. Secondo sant’Alfonso, non è possibile stabilire altro su questa materia.

Tratto da Il Diavolo e l’Anticristo, C. Di Pietro, Edizioni Radio Spada, Milano/Potenza, 2014, cap. XXII, p. 117 ss.

Prossima puntata sabato 27.12.2014

CdP Ricciotti (qui il video http://radiospada.org/2014/06/i-dottori-della-chiesa-e-lanticristo-video-losai/)

Parte 1: http://radiospada.org/2014/11/lanticristo-esegesi-e-storia-di-una-tremenda-verita-di-fede-parte-1/

Parte 2: http://radiospada.org/2014/11/lanticristo-esegesi-e-storia-di-una-tremenda-verita-di-fede-parte-2/

Parte 3: http://radiospada.org/2014/12/lanticristo-esegesi-e-storia-di-una-tremenda-verita-di-fede-parte-3/


Note:
[1] Apoc. 20, 8 ss.: «[…] e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli».
[2] Gotti theol. de fine mundi tract. 15. q. 2. §. 2. dal n. 10. al 12.
[3] In ep. 2. ad Thess. lect. 2.
[4] Dissertazioni teologiche-morali appartenenti alla vita eterna opera di S …  Di Alfonso Maria : de’ santo Liguori (santo), p. 57.
[5] In c. 12. Dan.
[6] Dan. 12,12-13: «Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni. (13) Tu, va’ pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla fine dei giorni».

 

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