[Mattia Rossi per Radio Spada] Le antifone O nella novena di Natale

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di Mattia Rossi

 

Tra i vari siti e blog cattolici (stavo per scrivere “tradizionalisti”, ma trattasi né più né meno di cattolici-e-basta) spicca senz’ombra di dubbio l’eccellente “Vigiliae Alexandrinae” [1]. Questi ottimi “commentari cattolici nel tempo della crisi della Chiesa”, come recita la descrizione del blog, giovedì scorso hanno offerto una preziosa pagina sull’Aspettazione della Santa Vergine, la festa che Papa Martino I confermò otto giorni prima del Natale [qui]: l’attesa della venuta terrena del Salvatore, con l’istituzione di quel culto, assumeva, così, un tratto distintivo fortemente mariano espresso, appunto, nel desiderio anche liturgico del divin Parto.

Ma, a ben vedere, che la fine dell’Avvento abbia una connotazione mariana, così come il suo inizio era proiettato escatologicamente alla seconda venuta [ne ho parlato qui], ci è fornito anche da altri esempi.

Il primo, il più evidente, è il Proprium della IV domenica d’Avvento. L’offertorio di questa domenica è lo stesso del giorno dell’Annunciazione: “Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui”. Sono le parole dell’arcangelo Gabriele mescolate a quelle di Elisabetta che la Chiesa ha fuso in un’unica antifona (la preghiera popolare verrà compilata in seguito e proprio a partire da quest’antifona) offerta alla Vergine nell’ultima domenica che precede la celebrazione liturgica del mistero dell’Incarnazione, a nove mesi di distanza dall’Annuncio.

E poi, sempre nella IV d’Avvento, troviamo il communio: “Ecce Virgo concipiet, et pariet filium: et vocabitur nomen eius Emmanuel”. Dopo una semplice declamazione dell’“Ecco, la Vergine…”, il notatore gregoriano pone tutta la sua forza espressiva sul seguito. Mediante fini procedimenti retorici modificativi dei neumi, notiamo un poderoso rallentamento ritmico sul “concipiet” a sottolineare l’avvenuto concepimento divino, sull’“et” seguente che introduce il secondo verbo (“pariet”) anch’esso fortemente allargato e amplificato, fino ad arrivare, attraverso un evidente climax, al secondo pesante “et” che prelude al terzo significativo verbo, “vocabitur”, nel quale ogni nota esige un risalto ritmico.

 

Ma non solo: la tradizione musicale gregoriana ci ha trasmesso anche altri collegamenti, quantunque meno perspicui dei precedenti, tra la venuta di Cristo e la Vergine Maria. Non sempre risalta all’occhio, infatti, che le celeberrime “Antifone O” della novena di Natale, oltre ad essere teologicamente e spiritualmente sublimi preghiere per la venuta di Cristo, possono anche essere viste nientemeno che come il preludio e la coda al Magnificat.

Tali antifone si presentano fin da subito come concepite retoricamente: esse, infatti, incominciano tutte e sette con il vocativo “O” cui segue un sostantivo che corrisponde ad altrettanti titoli di Cristo (“Sapientia”, “Adonai”, “Radix”, “Clavis”, “Oriens”, “Rex”, “Emmanuel”) che, letti dall’ultimo al primo, formano l’acrostico “ero cras”, “sarò domani”.

Anche la composizione musicale delle antifone è retoricamente ridondante. Tutte iniziano con “O” e terminano con l’invocazione “veni” e l’intervallo che il notatore pone su “O” e su “veni” è esattamente lo stesso (una quarta) in una costruzione anaforica che rafforza, così, il doppio significato delle antifone: da un lato l’invocazione al Signore (“O Sapientia”, “O Adonai”, …), dall’altro la supplichevole richiesta, “veni”.

Al centro di queste antifone, dicevamo, è però incastonato non un salmo qualunque, ma il cantico evangelico della Beata Vergine, il Magnificat: “Non senza ragione”, scrive Reinerius di Liegi (1130-1188) nel suo Commento, le antifone “sono unite al Cantico della Vergine, poiché questa celebrazione la dedichiamo sia alla Madre che al Figlio, e con certezza affermiamo che la perfezione dei carismi, sovrabbondante nel Figlio, fu totalmente presente nella Madre”.

 

 


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Un commento a "[Mattia Rossi per Radio Spada] Le antifone O nella novena di Natale"

  1. #bbruno   23 dicembre 2014 at 10:30 pm

    ma Bergoglio l’ILLUMINATO alla messa di Natale dicono farà eseguire Mozart…. Chissà, la MUSICA FUNEBRE MASSONICA? O l’invocazione di PAPAGENO alla sua sognata PAPAGENA???

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