Omosessuali cattolici: la testimonianza di Alberto

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Nel presentare questa stupenda testimonianza di vita (che si aggiunge a quella di Jovi, condivisa qualche tempo fa) invitiamo tutti i nostri amici e lettori a pregare quotidianamente perché tutti, e soprattutto i giovani, possano vivere la purezza secondo la propria condizione. [RS]

 

Mi chiamo Alberto, ho 40 anni e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, che per grazia di Dio e buona volontà si sforza di vivere la castità come mi è indicato da Cristo e proposto dalla Chiesa.

Dopo un infanzia difficile, in cui ho subito gli effetti negativi del divorzio dei miei genitori ed il trauma di un introduzione violenta alla sessualità, ho cominciato a sviluppare, già in età preadolescenziale, un’attrazione erotica per persone del mio stesso sesso. Crescendo ho provato difficoltà ad accettare questo orientamento sessuale nella sua giusta dimensione di ferita dell’anima, restando in bilico tra pulsioni inutilmente represse e la coscienza, legata al senso comune, che in queste ci fosse qualcosa di profondamente innaturale.

La fonte maggiore di sofferenza era dovuta a due fattori: il primo è il senso di isolamento rispetto ai miei coetanei, accentuato dall’incapacità di comunicare questa mia condizione; il secondo è un bisogno insopprimibile di affetto che, erroneamente, credevo potesse essere soddisfatto solo da una persona del mio stesso sesso. Col tempo ho cominciato gradualmente a vivere una vita sempre più disordinata, in una frustrante ricerca di calore umano.

Nonostante il ripetersi di relazioni, dapprima più stabili e poi sempre più nevrotiche e inconsistenti, non riuscivo a saziare con la carne quella sete profonda che, ora comprendo, ha una natura spirituale. Ai disordini sessuali, a tratti anche compulsivi, si sono rapidamente aggiunti un consumo problematico di alcol, psicofarmaci e stupefacenti. In tutto questo la mia fede viveva come un’altalena di avvicinamenti seguiti da fughe. Si succedevano i propositi di cambiar vita con rovinose ricadute. Fino a quando mi sono trovato al collasso spirituale, economico, sociale e fisico.

In quel momento, difronte allo spettacolo desolato del mio fallimento esistenziale sono state provvidenziali le parole ferme e caritatevoli di un sacerdote che mi ha ammonito, dicendomi che se non avessi preso una sincera decisione di cambiare vita non avrebbe più potuto darmi l’assoluzione. Questo mi ha fatto comprendere come fossi al punto di non ritorno e allora ho intrapreso nella Chiesa un cammino, non facile ma necessario, che gradualmente mi sta restituendo ad una vita di pienezza.
Presso la basilica di sant’Anastasia al Palatino di Roma, la mia città, è sorto non a caso a fianco all’adorazione eucaristica perpetua il servizio Courage (www.courageitalia.itdi accoglienza della Chiesa cattolica per consentire alle persone omosessuali di vivere una vita casta, dedicando la propria vita a Cristo attraverso il servizio agli altri, la lettura spirituale, la preghiera, la meditazione, la direzione spirituale individuale, la partecipazione assidua alla Messa e la ricezione frequente dei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Si tratta di gruppi di autoaiuto animati da uno spirito di comunione in cui tutti possono condividere pensieri ed esperienze, e così garantire che nessuno debba affrontare i problemi dell’omosessualità da solo, nella consapevolezza della verità che le amicizie caste sono non solo possibili ma necessarie, in una vita cristianamente casta e in questo modo aiutarsi reciprocamente per instaurarle e sostenerle per vivere una vita che possa servire da buon esempio per gli altri.

Nella bellezza di Cristo, reso visibile nel sacramento della Santa Eucaristia, ho identificato la bellezza della mia vita in Cristo, sono stato ispirato ad una vita più piena in Cristo, e ricevo la grazia per viverla. Per me, persona che prova attrazione per lo stesso sesso, l’incontro con Cristo, che è la pienezza della bellezza è, in un modo particolare, l’incontro con Colui che rivela la verità dell’amore casto.

 

Fonte

 

 

8 Commenti a "Omosessuali cattolici: la testimonianza di Alberto"

  1. #Vincenzo de Simone   20 dicembre 2014 at 7:51 pm

    una confessione bellissima.una vita difficile vissuta nel segno della fede in cristo e nella chiesa cattolica.onore ad una persona pulita-coerente-ricca di coraggio.

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  2. #luciano   20 dicembre 2014 at 10:11 pm

    Cristo è medico e medicina chiedi con ferma fede la grazia di cui hai bisogno.Dio ti benedica tanto.sei nelle mie preghiere.

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  3. #Giuseppe Viglizzo   22 dicembre 2014 at 7:36 pm

    Grazie Alberto, preziosa testimonianza per tutte le persone omosessuali che non conoscono queste possibilità e questi percorsi
    per salvare l’anima.

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  4. #jeannedarc   23 dicembre 2014 at 12:54 am

    la purezza dà proprio fastidio al principe di questo mondo!

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    • #Cris   23 dicembre 2014 at 2:21 pm

      é esattamente così… lo stimolo alla mondanità e all’istinto sono proprio atti a far perdere la purezza dell’anima….
      Chiunque sappia resistere a queste tentazioni egoistico-materialiste, talora fortissime, é un vero eroe…

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  5. #bbruno   1 gennaio 2015 at 3:54 pm

    bravo, Alberto, e fortuna per te che la Grazia di Dio ti ha assistito e ti ha fatto incontrare quel sacerdote..Pensa che disgrazia se ti fossi imbattuto nel consiglio dei moderni ‘pastori’, che pur tuttavia imperversano, che stravedono per le debolezze altrui, scambiandole per ‘diversità’ positive, dalle quali non c’è bisogno alcuno di uscire…(ogni allusione è puramente casuale…).

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  6. #claudio   11 giugno 2015 at 10:39 pm

    aiutare le persone a superare comportamenti che sono degradanti per la persona è giusto e lodevole, sbagliato sarebbe voler cambiare l’affettività delle persone. Attenzione a non pensare, anche solo implicitamente, che per essere accettati e amati da Cristo bisogna prima diventare “normali”, ovvero anche, assumere forme standard identificate come “lasciapassare”. L’amore di Gesù per le persone è da subito e per sempre incondizionato: esempio più tipico Zaccheo, l’icona del super-peccatore accolto gratuitamente (e semmai convertito proprio da questa esperienza di incondizionatezza). Ritenere e far credere che prima dell’abbraccio amante di Gesù bisogna prendersi un “patentino” di abilità sarebbe semplicemente anticristiano tout court

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