Perché l’allarme omofobia e l’educazione sessuale sono parte di un unico progetto. Contro la famiglia.

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di Massimo Micaletti

 

Ricordo un lucidissimo editoriale di Marcello Veneziani di poco più di un anno fa, in cui il “Cucù”[1] rivolgeva un appello alle persone con tendenze omosessuali affinché non si facessero strumentalizzare per una battaglia che non era e non è per i loro diritti, ma per la distruzione della famiglia. Sembrano passate decine di anni, era solo il maggio 2013 e, sebbene il pericolo fosse ormai ben presente, la marea omomane non era ancora così montante e pervasiva e non sembrava incredibile che fino a poco tempo prima Fiorello alla radio si permettesse di prendere in giro questa adesso intoccabile categoria antroposindacale con degli sketch sulle vicende di due camionisti gay.

Oggi non è più così, l’isteria omomane è debordata dal politicamente corretto per sfociare – come ampiamente prevedibile – nel politicamente forzato, una grigia d’acciaio in sui si sono immediatamente inquadrati prima i soliti tizi “libberieribbelli”, ossia cantanti, scrittori, registi ed attori campati dallo Stato, seguiti dalle “bocche della verità”, quindi giornalisti, opinionisti, scientisti, analisti, cui si sono aggiunti i soliti tizi “fidatevi”, ossia politici, qualche magistrato, istituzioni di ogni ordine, grado, rango e schiatta, per essere poi raggiunti dai soliti tizi “piùbbuonidiGgesù”, ossia qualche cardinale “coraggioso” e qualche prete “chelluilaggentelacapisce”. Insomma, un blocco compatto in marcia verso gaie mete, tetragono ed omologato che manco ai tempi del fascismo.

A proposito di fascismo, cosa stavo dicendo? Ah già, Marcello Veneziani.

Dunque, le parole di Veneziani nell’editoriale cui ho fatto cenno sono forse il tentativo più coraggioso da parte di un’area non certo di sagrestia di avvertire lettori e pensatori di quale fosse il nerbo e fulcro di tutta l’operazione “mondo gaio”.

Chiaramente non condivido gran parte di quell’editoriale, perché è impregnato di quell’ipocrita e conformista tolleranza antropologica che è poi l’humus per i totalitarismi ideologici quando non politici; ma un merito è indiscusso, ed è il disvelare la trama, ossia che l’ideologia gay è rimbalzata da una parte all’altra della nostra cultura e del nostro pianeta non perché chi tesse questa trama voglia bene alle persone con tendenze omosessuali, ma perché è un’ideologia perfettamente funzionale a disarticolare la famiglia ed a veicolare la tanto sospirata dai soliti quattro intelligenti (contro milioni di persone di buon senso) educazione sessuale nelle scuole, che sarà il colpo di grazia all’ultimo sottilissimo diaframma che separa l’uomo dalla bestia.

L’educazione sessuale nelle scuole appunto. Vi siete chiesti cosa c’entrino i libretti con pisellini e masturbazione con la discriminazione delle persone con tendenze omosessuali? Intendo: al di là del dato oggettivo per cui nel nostro Paese non esiste alcuna emergenza omofobia, anche ammettendo ed assolutamente non concedendo che fosse necessaria una massiccia asfissiante martellante campagna di sensibilizzazione-educazione-normalizzazione sul tema, c’è bisogno di includere nel pacchetto lezioni di autoerotismo o vagine di pezza?

L’infondata, inesistente urgenza di far capire a bambini di quattro o sette anni che una persona con tendenze omosessuali non va perseguitata è divenuta occasione di introdurre questi poveri bimbi ad un mondo che non gli appartiene, non ha alcun senso per loro e non gli apparterrà neppure se la Maestra sorridendo tenta di fargli il lavaggio del cervello. E se vogliamo saggiare i frutti della cosiddetta “educazione sessuale” (che è oltre ad essere nel merito una boiata è praticamente un ossimoro sul piano semantico) facciamoci un giro in Nordeuropa, dove dopo anni di “consapevolezza precoce del proprio corpo” gli aborti, le malattie a trasmissione sessuale e le violenze tra i giovani sono continua ascesa.

Perché dunque abbinare la lotta alla (pretesa) discriminazione e per la (pretesa) famiglia arcobaleno alla sessualizzazione dell’infanzia? Perché i nemici della famiglia hanno colto la palla al balzo per avere truppe fresche dopo aver già bruciato femministe, sessantottini, radicali e comunisti nella crociata contro l’unica cosa che è rimasta a proteggerci dal loro sogno: l’uomo come animale che lavora, gode, consuma, paga e crepa. La famiglia è un grosso intoppo su questa via, il solo grosso intoppo rimasto (l’altro, la Fede condivisa è saltato da un pezzo) e va raso al suolo con ogni mezzo. Anche a costo di utilizzare un’ideologia ridicola, scientificamente priva di fondamento e dalle conseguenze umane e sociali devastanti come quella del gender.

Viene in mente il darwinismo, teoria indimostrata, indimostrabile e manco originale che è stata imposta al mondo scientifico e poi alle masse perché funzionale alla costruzione materialista di mondo senza Dio guidato dal caso e dalla violenza del più forte sul più debole. Come il darwinismo è stato usato per farci credere che Dio non esiste o se esiste se ne infischia di noi, così la teoria del gender viene usata per farci credere che la famiglia non esiste o se esiste ce ne possiamo infischiare. E per rafforzare il concetto, affianchiamo alle gaie pretese anche un bel programma di fondamenti della masturbazione o della copula per alunni delle elementari o bimbi dell’asilo: il risultato è che le persone con tendenze omosessuali non solo vengono lasciate nella loro condizione che anzi viene magnificata ed indicata come via privilegiata per la felicità, ma sono anche impiegate come piazzisti dell’idraulica copulativa e dei sensi insensati.

Viene in mente pure “Il mondo nuovo”, di Aldous Huxley, romanzo in cui si immagina e si descrive una società controllata con la selezione genetica, con la droga e – appunto – con la sessualità precoce, per cui i bambini  possono girare nudi e dedicarsi a giochi erotici nella totale serena indifferenza degli adulti.

A questo punto, cari paladini LGBTQ e via consolanteggiando, le ipotesi sono due.

Potete riconoscere con onestà che nel pacchetto LGBTQ non c’è solo la lotta al bullismo contro le persone con tendenze omosessuali ma anche l’introduzione alla sessualità dermoidraulica per bambini; allora però non vi meravigliate se noi diciamo che la vostra ideologia non è solo scientificamente infondata e socialmente pericolosa ma pure perversa e bestialmente carnale.

Oppure vi dissociate e chiarite una volta per tutte che la lotta al bullismo, alle discriminazioni e finanche le battaglie per matrimonio gaio e l’adozione gaia non c’entrano nulla con i piselli di peluche ed i libricini in cartonato con la mamma nuda. In questa seconda ipotesi vi assicuriamo che noi cattolici ci arrabbieremo lo stesso, ma forse un po’ meno. Forse.

 

 


[1]    http://www.ilgiornale.it/news/interni/921540.html

3 Commenti a "Perché l’allarme omofobia e l’educazione sessuale sono parte di un unico progetto. Contro la famiglia."

  1. #Alfredo pompilio   13 dicembre 2014 at 4:31 pm

    Perfettamente d’accordo .

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