Un calendario per l’Inquisizione

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Apprendiamo con gioia dell’uscita del calendario 2015 stampato a cura del centro librario Sodalitium e dell’Istituto “Mater Boni Consilii”, dedicato alle glorie dell’Inquisizione romana, e ne riportiamo l’editoriale, certamente ricco di spunti per i nostri lettori. 

Un delirio chiamato libertà religiosa

Otto settembre 1907: Papa San Pio X promulga l’enciclica Pascendi dominici gregis per condannare il modernismo, “sintesi di tutte le eresie, strada aperta all’ateismo”. Nel paragrafo VI dell’enciclica, Papa Sarto elenca i punti principali del programma riformatore dei modernisti: tra essi lo svecchiamento delle Congregazioni romane, e in capo a tutte “quella del Sant’Uffizio e dell’Indice”.
Sette dicembre 1965: ultima sessione pubblica del Concilio Vaticano II, nella quale Paolo VI proclama il culto dell’uomo (allocuzione Noi concludiamo). Lo stesso giorno, furono votati e promulgati gli ultimi quattro documenti conciliari, tra i quali la dichiarazione Dignitatis humanæ personæ sulla libertà religiosa, mentre Paolo VI ed il “patriarca” scismatico Atenagora dichiaravano la reciproca remissione delle scomuniche del 1054. Porta la data del 7 dicembre 1965 anche il motu proprioIntegræ servandæ con il quale era soppressa la Suprema Congregazione del Sant’Uffizio, da allora sostituita dalla congregazione per la dottrina della Fede. Non si trattava solo di un cambiamento di nome o di regolamento, ma di spirito e finalità, in accordo appunto con la dichiarazione Dignitatis humanæ che, proclamando il diritto alla libertà religiosa, condannava implicitamente la dottrina e la prassi contraria della Chiesa. Vennero esauditi così i voti dei modernisti, dei quali si erano fatti portavoce, l’8 novembre 1963, nel famoso discorso contro la Curia Romana ed il Sant’Uffizio tenuto in Concilio, il cardinale Frings ed il suo giovane perito Joseph Ratzinger. La procedura del Sant’Uffizio, aveva dichiarato il card. Frings, “non si addice più alla nostra epoca, nuoce alla Chiesa ed è oggetto di scandalo per molti”. Invano aveva replicato “in preda a una emozione violenta e con la voce interrotta da singhiozzi” il segretario del Sant’Uffizio, card. Ottaviani, appellandosi all’autorità del Papa, innalzando “un’altissima protesta contro le parole che sono state pronunciate contro la Suprema Congregazione del Sant’Uffizio, il cui presidente è il Sommo Pontefice”. Quel presidente in cui confidava il cardinal Ottaviani, meno di due anni dopo, avrebbe solennemente dato ragione al cardinal Frings e a tutti i nemici del Sant’Uffizio (e della Chiesa).

È evidente, infatti, che i malfattori di ogni risma non possono desiderare che l’abolizione della polizia, così come il nemico alle frontiere si rallegrerebbe della soppressione dell’esercito avversario. Allo stesso modo, il Pastore del gregge non ha solo il compito di condurre pecore e agnelli nei pascoli ma anche di difenderli dal lupo rapace. Un Pastore che, per principio, ritenesse non essere suo dovere e suo compito combattere contro i lupi che non cercano che di uccidere e sbranare, e avesse come intenzione programmatica non opporsi a essi e persino incoraggiarli, avrebbe per il fatto stesso dichiarato le sue dimissioni dal ruolo di Pastore.

Cristo stesso ha affidato ai pastori della Chiesa le sue pecorelle, le anime redente dal suo Sangue, e l’integra dottrina da Lui rivelata, che sola può salvare: senza la Fede, difatti, è impossibile piacere a Dio. Ma è una pericolosa illusione pensare che “la verità non si impone che in virtù della stessa verità, la quale si diffonde nelle menti soavemente e insieme con vigore” (DH 1) e che pertanto la Chiesa non deve chiedere per sé che la libertà. È vero, verissimo, che la Fede, in quanto dono sovrannaturale di Dio, può venire solo dalla Sua grazia. Ma difendere la Fede, favorirne la propagazione, reprimere gli errori ad essa contrari, punirne l’abbandono: tutto questo è compito dell’autorità della Chiesa con l’aiuto e il sostegno del potere temporale, al quale spetta assicurare alla società il culto pubblico del vero Dio, la confessione della vera Religione, e il bene prezioso dell’unità religiosa.

Pensare il contrario è non solo un grave errore, ma anche un pratico misconoscimento della natura umana ferita dal peccato originale nell’intelletto, nella volontà e nelle altre facoltà inferiori, e che tende con tanta facilità al male e all’errore.
I Papi e i Vescovi, come successori rispettivamente di Pietro e degli Apostoli, hanno pertanto sempre tenuto fede al loro sacro dovere di combattere l’eresia e tutti gli errori contro la Fede e la morale. Nei momenti però di maggior pericolo, quando la tempesta si manifestava così pericolosa che si poteva pensare che tutto era perduto, ecco che la Chiesa a mali così gravi oppose valido rimedio, che solo i nostri tempi che nulla stimano Dio e la Fede possono aborrire, e questo rimedio fu il tribunale della Santa Inquisizione.

Un primo, grave pericolo, si manifestò nel medioevo col diffondersi dell’eresia catara e manichea, distruttrice non solo delle fondamenta del Cristianesimo, ma anche di tutta la vita sociale. Contro questa eresia, la Provvidenza rispose non solo con la santità – si pensi a San Domenico e San Francesco – ma anche con la nascente Inquisizione, ovvero con l’invio di giudici delegati direttamente dal Papa per gli affari della Fede e la repressione dell’eretica pravità. E furono proprio due Papi strettamente legati a san Francesco, Innocenzo III e Gregorio IX, che provvidero a questo rimedio (in modo compiuto solo con Gregorio IX, personale amico del Santo d’Assisi). Ed è agli ordini mendicanti tanto amati dal popolo, i Domenicani soprattutto, ma anche i Francescani, che la Chiesa affidò questo ­compito.

Il secondo pericolo, la seconda grave infezione che minacciava di corrompere tutta la Cristianità, si manifestò nella penisola iberica alla fine del XV secolo, quando riconquistata la Spagna alla fede dopo quasi otto secoli di occupazione della maggior parte del territorio, i cristiani si trovarono a convivere con numerosi musulmani e giudei, nemici interni che spesso solo apparentemente e falsamente si facevano battezzare, covando nel loro cuore un insanabile odio per i dogmi della Trinità e dell’Incarnazione, per la Chiesa ed il battesimo. Papa Sisto IV istituì allora, su domanda dei Re Cattolici, con la bolla Exigit quell’Inquisizione che sarà detta Spagnola (e poi estesa al Portogallo, e a tutti i domini delle due corone) e che durò fino al 1820, appoggiandosi sempre su di un vasto sostegno popolare.

Il terzo, quasi mortale pericolo si manifestò con l’eresia luterana. Fu allora che, su domanda del cardinal Gian Pietro Carafa, futuro Paolo IV, il Papa Paolo III istituì con la bolla Licet ab initio del 21 luglio 1542 la prima e più importante congregazione della curia romana: la Sacra e Universale Inquisizione. La storiografia più recente, seppure con intenti non condivisibili, ha enormemente rivalutato il ruolo di Papa Carafa e di questa istituzione nel successo della Controriforma cattolica e quindi nella salvezza della Chiesa (umanamente parlando) pericolante. Alla riforma dei costumi e al conseguente rifiorire della santità era però sempre necessario affiancare – pensava Paolo IV, e dopo di lui san Pio V – il Tribunale della Fede. Ad esso dobbiamo se l’Italia fu preservata dalle terribili guerre di religione, che devastarono altri paesi, conservando l’unità religiosa nella vera fede.

Santità e Inquisizione, abbiamo detto. Ma anche santità di tanti inquisitori, uomini religiosi, uomini di legge, ma anche pastori, che avevano come scopo la conversione e la salvezza dei rei, e che sapevano bene che esponevano la loro vita al coltello dell’eretico, come lo dimostrano i tanti martiri o confessori ai quali rendiamo omaggio nel calendario di quest’anno 2015. Pensiamo alla grande santità di un san Pietro da Verona, o di un san Pio V!

Quando gli stati cattolici iniziarono ad allontanarsi dalla Chiesa, minati dai Lumi dei filosofi e delle Logge, i Re tolsero il loro appoggio, l’appoggio del “braccio secolare”, e soppressero questi Santi Tribunali. Si voleva rendere onore alla Tolleranza, alla Libertà, e rendersi autonomi dall’autorità “di Roma”. Pochi anni dopo, resa la Chiesa inerme e indifesa, indifeso e inerme fu pure lo Stato, e la Rivoluzione eresse in pianta stabile la tollerante ghigliottina. Sono gli eredi di quei Lumi (lo ammettono essi stessi) e forse anche di quelle Logge, che hanno voluto distruggere l’ultima difesa della dottrina, il Sant’Uffizio, l’8 novembre 1963, e il 7 dicembre 1965. Con la Giornata del Perdono del 12 marzo 2000, voluta da Giovanni Paolo II, e il documento “Memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato” redatto dalla Commissione teologica internazionale e approvato dal prefetto della congregazione per la dottrina della Fede, J. Ratzinger, i modernisti hanno rinnegato appunto il passato della Chiesa, e la lotta contro l’eresia voluta dalla Chiesa, dai Sommi Pontefici, da tanti Santi, per preservare la fede dei semplici, salvare le anime, mantenere integro il deposito della Fede. Noi al contrario della Chiesa e del suo passato non ci vergogniamo; lo rivendichiamo tutto, e anche per questo dedichiamo quest’anno 2015, a 50 anni dalla dichiarazione sul presunto diritto alla libertà religiosa, a condannare come delirio detto “diritto” e a rendere omaggio a quei tanti Santi che tale lo considerarono e come tale lo combatterono.


http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=news&op=news_show_single&ide=262 (Fonte primaria)

Per richiedere il calendario scrivere a: info@sodalitium.it

26 Commenti a "Un calendario per l’Inquisizione"

  1. #bbruno   11 dicembre 2014 at 2:01 pm

    ecco riaffermata la “spada” della Verità che fa chiarezza tra questa e l’errore: nessun compromesso! Una spada che fa male, che divide ” l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera ” e fa in modo che “nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”…Gesù è venuto a portare questa spada, non l’intesa ad ogni costo… il ‘volemose bene’ ad oltranza, a prescindere… la misericordia a nessun prezzo…, il Dialogo, l’ Incontro, la PACE, la PACE la PACE come parola di etichetta, parola vuota e imbelle, per cui Ezechiele dice, a chi la cerca in questo modo, “cercherete pace e pace non avrete”… Si vede, no? e si dimostra tutto il vacuo farfugliamento umanitarista-massonico,di Bergoglio, e agenzie collegate…

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  2. #Mardunolbo   11 dicembre 2014 at 4:58 pm

    Si vede anche in tutti le nazioni in cui viene dipinta la Libertà come estrema aspirazione ! Negli Usa troneggia la statua della Libertà e mai come negli Usa furoreggia il servilismo ai potenti e la menzogna eletta regina dominatrice di un popolo purtroppo da sè ignorante per origini recenti ed orgoglioso della sua potenza economica e militare.
    Mai come in nazioni come queste la libertà di cui si parla è la licenza totale di pochi di circuire e maneggiare al meglio la libertà di tutti.
    Ovvero, ciò che succede quando manca una guida spirituale ,la Chiesa, che con amore induca l’uomo a servire ed onorare Dio.
    Altri ne prendono il posto per indurre l’uomo ad essere schiavo e servire Mammona

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  3. #Ruggero Romani   15 dicembre 2014 at 7:54 pm

    quasi che fosse inverno,

    brucia cristiani Pio come legna,

    per avvezzarsi al fuoco dell’inferno

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    • #bbruno   15 dicembre 2014 at 8:13 pm

      quando non si hanno argomenti, o quando si è colpiti giustamente, si diventa poetastri da strapazzo. Tecnica antica come il mondo: calumniez calumniez..Fare la vittima è poi la starda per aprire il cuore dei deboli ( di mente e di cuore ). Ci fossi ancora Pio, che benedizione: quanti non piomberebbero davvero nell’inferno, seguendo i Bergogli ( et similes ) come se fossero dei Cristi…

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    • #bbruno   15 dicembre 2014 at 8:24 pm

      aggiungo: un papa, un vero papa, non ha il diritto il dovere di buttare fuori dalla chiesa chi non è cristiano??? O solo i bergogli hanno il diritto di cacciare quelli che non si piegano alle sue simpatie erga omosessuali, o si ribella ai suoi inchini melensi a manca e a destra, per giunta facendo uso dello stesso potere – questa volta abusivo – che viene negato ai Pio? Ognuno si tenga la Chiesa che vuole: chi quella dei Pio, dei Leone, dei Gregorio…e chi quella dei Bergogli e Ratzingere e Woitila e Montini e Roncalli, con accompagnamento dei Bugnini, Tisserant Viollt Marcinkus Marx e naturalmente Kasper…

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  4. #Ruggero Romani   16 dicembre 2014 at 12:19 pm

    Figli, meno giudizio
    e più fede comanda il Sant’Uffizio.
    E ragionate poco,
    ché contro la ragion esiste il foco.
    E la lingua a suo posto,
    ché a Paolo quarto piace assai l’arrosto.

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    • #guelfonero   16 dicembre 2014 at 12:37 pm

      L’arrosto piace molto anche a noi. Piergiorgio Seveso

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      • #bbruno   16 dicembre 2014 at 1:01 pm

        Ruggero, ma arruolati nell’ Isis, e portaci la civiltà e …la fede (quella giusta, questa volta)! .- ma quanti sputacchioni sul piatto dove mangiano, che miseria!

        Rispondi
      • #Ruggero Romani   16 dicembre 2014 at 2:24 pm

        bravo! incominci col mangiare il diacono Lorenzo…

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        • #bbruno   16 dicembre 2014 at 4:23 pm

          siccome vedo è affascinato dal fuoco, perché non distrarsi e non citare altri tipi di fuoco che quelli lei cita, con ossessione monomaniacale, e non parlare un po’ – per variare sul tema – anche di altri tipi di fuochi, per esempio di quelli libertari scagliati su Dresda o Hiroshima e Nagasaki o di quelli purificatori accesi nei campi di concentramento germanici, o, per variare, non passare da frate FOCO al suo opposto GELO, al quale i fratelli della rivoluzione umanitaria affidavano il compito di purificare e di redimere i recalcitranti al Sol Radioso dell’ Avvenir, come nelle distese SIBERIANE??? Su un po’ di fantasia…

          Come vedo non la invito ad esempi lontani nella storia ( addiritturanella sua ripsosta che si vuole spiritosa viene a nominare il Santo Martire Lorenzo, secolo???, e che c’ entra???), sui quali ognuno non amante della verità ha buon gioco di far calare le ombre e le confusioni che gli convengono, ma di fatti contemporanei, difficilmente, non dico, negabili, ma nemmeno interpretabili….Ad onore certo delle Magnifiche Sorti e Progressive…. ( se poi vuole uscire da queste, allora c’è il campo dei TAGLIAGOLA e CROCIFISSORI che attende una sua visitina, e le sue spiritosaggini a buon mercato….)

  5. #Ruggero Romani   16 dicembre 2014 at 7:14 pm

    visto che a lei piace l’arrosto umano ,ho pensato che apprezzasse anche la grigliata….

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    • #bbruno   16 dicembre 2014 at 9:32 pm

      se a lei piace dire scemenze, faccia pure…

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  6. #Ruggero Romani   18 dicembre 2014 at 2:42 pm

    invece quelle di quest’ articolo cosa sono?

    Rispondi
  7. #bbruno   18 dicembre 2014 at 3:10 pm

    prenda atto che tra le supposte o gonfiate ‘storie’ sull’ ‘Inquisizione’ (sa che vuol dire, intanto, questa parola? ) e gli orrori reali e documentati (lei dubita di Dresda e di Hiroshima e dei Lager e Gulag, secolo scorso… — vittime collegate ?) del mondo ‘moderno’ anti-cristiano ce ne corre ….E ci vuole un bel coraggio a impancarsi a giudici, nel nome del rispetto dell’ uomo!! ( Lo sa per esempio che il ‘garantismo’ , che la facoltà di ricusazione del giudice, che addirittura la scelta della ‘giuria’ a propria difesa furono procedimenti invetati dalla … Inquisizione? Si informi su, non guasta, almeno che non si intesti a condannare la pagliuzza nell’ occhio altruin, guardando dalla trave nel suo!

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  8. #Ruggero Romani   18 dicembre 2014 at 8:21 pm

    non si poteva ricusare il giudice, ma solo i testimoni, che però erano nascosti all’imputato.

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  9. #bbruno   18 dicembre 2014 at 8:45 pm

    … la giuria e il giudice. i testimoni te lo credo che erano tenuti nascosti: facile capirlo. E la giuria non aveva nulla a che a fare con quella di oggi: poteva essere formata da competenti in teologia scelti dall’imputato stesso. Si legga un po’ qualche manuale diverso da quelli di una sponda fissa: per esempio, Jean Garaudy o Jean Dumont, per dirne due che mi vengono alla mente…le aggiungo anche Characters of the Inquisition, di W.T.Walsh. Buona lettura, se ne ha voglia.

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  10. #Ruggero Romani   19 dicembre 2014 at 5:25 am

    lei si legga il del col e l’eymerich-pena…non esiste nessuna possibilità di recusare il giudice… pensi al processo di meco del sacco.

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    • #bbruno   19 dicembre 2014 at 11:32 am

      la ‘vulgata’ sull’inquisizione la conosciamo tutti: ce l’ hanno inoculata col latte materno…perché il Supremo Sistema Sanitatio Intellettuale voleva così. Si legga anche altre storie sulla vicenda, su, quelle che parlano di un ‘altra storia e poi valuti. Se è capace di giudizio sereno e onestà. Intorno all’inquisizione sui catari, per esempio, ci hanno detto, e io ci ho creduto fino a ieri, robe turche per mano cattolica: per esempio quella battuta orrenda: “ammazzateli tutti che Dio riconocerà i suoi”: BALLA! Lo storico dell’ Inquisizione H.C.Lea, certamente non un simpatizzante di area cattolica, dice per esenpio che si trattò allora della salvezza della civiltà ( civiltà tout-court). E allora? Comunque impancarsi a giudici e condannare senza appello dalla sponda anticristiana l’inquisizione, le ho già detto, e lei qui svicola, che è una vergogna, e una VIGLIACCATA, quando da quella parte ci sono gli orrori sopra esemplificati….Non ci ha fatto caso? E vuole che ci mettea anche i tribunali di Robesperre &C, quelli di Stalin, quelli di Hitler, o se vuole , quello di Norimberga? ma mi faccia il piacere! Questi sono fatti recenti, lergati alla MODERNITA’,, non fatti lontani che è troppo facili descriverli ignorando dissimulando nascondendo e ingigantendo e …alla fine falsificando. Sia in pace.

      ( e cerchi anche di argomentare, quando risponde, e non limitarsi alle battutine…)

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  11. #Ruggero Romani   19 dicembre 2014 at 2:37 pm

    nolite proicere margaritas ante porcos

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  12. #Ruggero Romani   19 dicembre 2014 at 2:40 pm

    e comunque l’eimerich-pena è un manuale inquisitoriale del ‘300 aggiornato nel XVI secolo… altro che vulgata,….

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    • #bbruno   19 dicembre 2014 at 4:08 pm

      io dicevo VIGLIACCATA l’attegiamento di coloro che condannano avendo loro stessi una trave nel loro occhio e grossa come il mondo di m. che hanno costruito.Non se se capisce quello che dico o fa finta, svicolando ogni volta per la tangente. Siccome vedo che fa fatica a capire, veniamo ai tempi di oggi oggi,e provi un po’ ad andare in piazza – piazza dico per ‘pubblica sede’ (scuola istituzioni in genere ) – e contestarvi apertis verbis i dogmi imperanti che gay è bello, che ‘negro” è risorsa, che ebreo è una povera vittima innocente…(ieri dicevano che comunismo è libertà e partigiano era un angelo vendicatore e liberatore… )…o, se vuole, su temi culturali, i dogmi che che l’ uomo discende dalla scimmia….che il mondo ha miliardi miliardi di anni… che prima l’uomo viveva nelle caverne …provi, e poi mi saprà dire…. Oggi non esiste più un tribumale dell’inquisizione, oltrettutto onniveggente e competenteerga omnes ? NOOO! tutti a dirti: sei libero ti pensare come vuoi, e noi ti garantiamo appoggio esattamente come a quelli che vivono per quei dogmi!!! Certo, infamare gli altri è un metodo un po’ semplistico di garantirsi una aureala di superiorità, ma purtroopo funziona ( sulle nostre deboli menti lavaggiate dal bucato permanente di coloro che devono garantirsi il diritto di GOVERNARE il mondo a loro modo,” secondo i desideri del luoro cuore” (nearer to the heart’s desire” )
      -PS: quanto a Nicholas Eymeric proprio nel libro citato: Characters of the Inquisition, di W. T. Walsh, trovera un capitolo intero a lui dedicato: le potrebbe servire per equilibrare i suoi giudizi- se ne ha voglia (nello stesso libro, altri personaggi interessanti: da Mosé. primo Inquisitore, a Bernard Gui, a Torquemada, al card. Ximenes, per finire col supremo vigliacco Llorente, prete apostata massone, che metterà tutto il suo odio anticristiano a servizio dei libertari della Rivoluzione Francese, e poi della sua carriera come storico (!) della Inquisizione spagnola. (Resta il fatt che i condannati dei nuovi regimi si sentiranno fortunati se a scontare la loro pena finiranno in una prigione dell’ ex Inquisizione. COMUNQUE non vorrei averla distratta dalla sfida che le ho posto sopra )
      Su provi a ragionare un po’ lei con la sua testa, a trovare una via tra i pezzi discordanti: non si limiti solo a battute o controcitazioni!

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  13. #Ruggero Romani   20 dicembre 2014 at 6:21 am

    in multiloquio non deerit peccatum

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    • #bbruno   20 dicembre 2014 at 8:23 am

      e ci risiamo con le battute, a corto di argomenti…

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  14. #bbruno   20 dicembre 2014 at 8:52 am

    non mi resta che CONCLUDERE ripetendo una ovvietà nascosta solo ai prevenuti ad oltranza: la verità storica non si conosce dal suono di una sola campana, o di molte campane dallo stesso suono:…

    Tutte le società si basano sui principi che le fondano : la difesa di questi principi è essenziale alla sopravvivenza delle società stesse: così è stato sempre e così è ora. La Societas Cristiana aveva le sue fondamenta nella fede nell’ Uomo- Dio, la Società Moderna nel dogma dell’ Uomo-Scimmia: tutto qui! Quella aveva le sue manifestazioni visibile nella Cattedrali, e nel Poema cui pose mano Cielo e Terra, questa nei Centri Commerciali, nell’ Aborto di Legge e nella Brevettatura dell’ Ovulo Umano! Tutto qui: ad multos annos!

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