Un Vescovo ‘anormale’

Articolo originale pubblicato, a firma di J. M. De Prada, su ABC.es; traduzione, con adattamenti, a cura di Ilaria Pisa.

 

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Il rapporto annuale 2014 della fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre ha incluso Juan Antonio Reig Plà, Vescovo di Alcalá de Henares (Spagna), tra le persone perseguitate a motivo della loro fede cattolica. Il rapporto, che comprende gli eventi verificatisi fino al giugno 2014, non contempla naturalmente le ingiurie e le calunnie degli ultimi due mesi, giunte dopo la pubblicazione del suo messaggio pastorale «Chiamare le cose con il loro nome», probabilmente il documento più pregnante e lungimirante firmato dalle gerarchie ecclesiastiche spagnole negli ultimi anni. La miglior prova della forza di questo documento è stata la reazione furibonda e scomposta che ha attraversato forze politiche di diverso segno, che si sono trovate concordi nel vituperare Reig Plà.

 

Un’offesa, in particolare, ha assunto un fascino paradossale: “Vogliamo un Vescovo normale!” 

 

Perché, in effetti, Reig Plà è un Vescovo decisamente anormale, che non si immischia coi potenti di questa terra e non dà a Cesare quello che è di Dio; che con vista acuta discerne e illustra quali sono le cause ultime dei mali che ci affliggono; che “osa” ricordare la dottrina della Chiesa, in un’epoca di equivoco e di mistificazione. Non deve pertanto stupire che la cagnara dei politicanti lo denigri, né che si decreti un giorno contro di lui la persecuzione 
più sulfurea e dolorosa, quella promossa dai confratelli nella fede, come annunciò Cristo: «Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio». Un Vescovo così anormale stona, e sottolinea la differenza dei Vescovi “normali”; un Vescovo così merita, senza dubbio, l’ostracismo del mondo. Ma, per quanto il mondo lo perseguiti, nessuno potrà privare Reig Plà della consolazione di una ricompensa nei cieli; e, durante il pellegrinaggio terreno, della consolazione (più modesta) di dare speranza, con l’esempio personale, agli afflitti.

 

Nel messaggio pastorale menzionato, Reig Plà ha scritto verità che ben pochi Vescovi “normali” avrebbero il coraggio di sottoscrivere. Per esempio, ha dichiarato che i partiti politici maggioritari son divenuti vere e proprie strutture di peccato; che il Partido Popular è liberale come tutti gli altri, infettato dall’ideologia del gender e servo dell’«imperialismo transnazionale» del denaro; che «non è moralmente giustificabile la posizione di quei cattolici che hanno collaborato con il Partido Popular nel promuovere la riforma della legge dell’aborto», che ha risentito di una “dottrina del male minore” inaccettabile; che alcuni esempi della Chiesa Cattolica non hanno certo propiziato, ma caso mai ostacolato, il sorgere di nuovi soggetti politici, finalmente tetragoni nel difendere il diritto alla vita, la famiglia, la giustizia sociale o l’attenzione ai più poveri.

 

E’ naturale, allora, che i nemici – esterni e interni – esecrino e perseguitino un Vescovo come Reig Plà: non conviene a molti, oggi, che la dottrina cattolica giunga ai fedeli senza circonlocuzioni né addolcimenti.

 

2 Commenti a "Un Vescovo ‘anormale’"

  1. #bbruno   25 dicembre 2014 at 8:33 pm

    Questo Vescovo Reig Plà ha dimenticato la lezione del suo Capo: “teneri” dovete essere, dal cuore tenero e “non di pietra”, “misericordiosi” al punto da lasciare ognuno crepare nella sua malattia o infezione…Che non abbiano a soffrire per la cura, certo! Il famoso ospedale da campo di Bergoglio non l’ha capito questo vescovo ? Davvero A-NORMALE!

    Ma a proposito, perché non anche un bel ‘vaffa’ al suo capo che induce tutti in tentazione… lassista ??? Perché prendersela solo col versante Partitico? Chi vuole la distruzione del matrimonio, per via misericordiosa, certo, chi vuole la benedizione dei Gay, per via di tenerezza, certo, non sta anche dalle sue parti??? E allora??? “Verbum Dei non es alligatum”, quindi: ” insta opportune, argue, obsecra, increpa in omni patientia, et doctrina” Non resistettero gli Apostoli in faccia alle autorità religiose del trempo loro??? Ma non è meglio “obedire Deo quam hominibus”, etiamsi Collis Vaticani????