[DANILO QUINTO PER RADIO SPADA] Emma Bonino, ‘la malattia ti fa bella’

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di Danilo Quinto

 

«Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici di routine che però hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma ciononostante richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno sei mesi».

Così, Emma Bonino oggi ai microfoni di Radio Radicale.

Con voce che sembrava rotta dall’emozione, ha poi aggiunto: «Non sono intenzionata ad interrompere le mie attività perché da una passione politica non ci si può dimettere, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche cui è necessario dare in questo momento una priorità assoluta, cosa non facile anche per me. Ho tre commenti da fare. Il primo è rivolto agli operatori dei media: vi pregherei di rispettare questa situazione senza mettersi a fare indagini o robe varie, ringrazio gli operatori che anche nei momenti più difficili mi sono stati accanto nel limite delle loro possibilità, in particolare ringrazio Antonella Rampino, Giovanna Casadio, Stefano Folli, Stella Pende, pochissimi altri, oltre che la stampa straniera. A tutti coloro che in Italia e altrove affrontano questa o altre prove voglio solamente dire che dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata. Infine agli ascoltatori, come ho detto dovrò ridurre le mie attività ma spero che il vostro affetto e incoraggiamento si trasformino in iscrizioni ai radicali e al Partito Radicale, che possono essere simpatici o meno, non li avete mai apprezzati moltissimo, ma forse è arrivato il momento di dirvi che le battaglie che portiamo avanti, che portano avanti, magari oggi sembrano marginali ma invece sono fondamentali per la vita di tutti e per la democrazia, in particolare in questo momento così difficile per il mondo. Vi ringrazio tutti quanti e spero che magari per una volta mi ascoltiate sul serio, grazie ancora, buon giorno e buon anno a tutti».

La notizia induce qualche riflessione, che vorrei condividere con i lettori di Radio Spada. Per una serie di ragioni, che sarebbe arduo spiegare in poche righe, Emma Bonino è certamente il personaggio politico più amato dagli italiani. Lo dimostrano tutti i sondaggi che da vent’anni a questa parte si svolgono in occasione delle elezioni del Presidente della Repubblica. Anche quelli di questi giorni – tra gli altri, di Euromedia Research, La Stampa, il Corriere della Sera – confermano questa tendenza: è largamente prima in tutte le classifiche. Non mi pare si possano nutrire dubbi sul fatto che se l’elezione fosse diretta, la leader radicale vincerebbe senza problemi. Nello scenario politico attuale, ha anche chance di essere la candidata preferita dei grandi elettori, per due ragioni: non ha competitrici donne alla sua altezza e potenzialmente rappresenta una candidatura trasversale, che potrebbe mettere d’accordo più parti dello schieramento politico.

La notizia della sua malattia, quindi, viene data in un momento molto particolare, nel quale sono altissime le probabilità di una sua elezione. Conoscendo bene le strategie radicali – che non hanno mai fatto l’economia di utilizzare, anche a fini propagandistici, vicende private che altri non renderebbero mai pubbliche – questo è un dato di fatto dal quale non si può prescindere. Rilevarlo, non significa di certo pensare a male, ma solo pensare, in relazione ad un’esperienza e ad una conoscenza diretta che per quanto mi riguarda è durata oltre vent’anni.

Del resto, non mancano i primi segnali in questa direzione.  Su Twitter è partito subito, con grande successo, l’hashtag #forzaemma e tanti le hanno dedicato i loro pensieri. Gad Lerner ha scritto sul suo blog: «Come sempre Emma Bonino ci dà una lezione esemplare di trasparenza e lealtà, merci assai rare nella politica italiana». Luciana Littizzeto: «Ho sempre creduto che Emma Bonino sia una delle donne forti della politica italiana. Dai Emma, ce la puoi fare». Ivan Scalfarotto: «Forza, grande Emma». Gianni Pittella: «Da una passione poilitica non ci si dimette: in una frase tutto lo spirito di una grande combattente. Forza Emma, oggi più che mai». Ignazio Marino: «Un’altra battaglia da vincere». Corrado Passera: «Il grande coraggio di guardare in faccia il male e combatterlo». Franco Frattini: «Cara Emma Bonino sono certo che grazie alla tua forza e al coraggio vincerai anche questa battaglia. Tutto l’affetto che meriti». Fondazione Veronesi: «Nulla che la scoraggi, nulla che la fermi, nulla che le metta paura: il prof. Veronesi per Emma Bonino». Una «campagna» sembra essere iniziata, certificata dai servizi dedicati dai Tg di prima serata.

Molti si rammaricano perché con il suo annuncio – dicono – Emma Bonino avrebbe rinunciato alla corsa per il Quirinale. Senza considerare che è stata la stessa Bonino a dichiarare «non sono intenzionata ad interrompere le mie attività, perché da una passione politica non ci si può dimettere» e che anche Pannella, dopo l’annuncio di avere due tumori, ha moltiplicato i suoi interventi pubblici, i suoi digiuni e i suoi ricoveri in ospedale.

I radicali sono così. Tenaci.

Ben più tenace di loro, però, è Dio, che offre a Pannella e Bonino – che si avviano, comunque, entrambi alla fine del loro percorso terreno – la possibilità della salvezza eterna. Starà a loro cogliere quest’opportunità rappresentata dalla malattia, che come per tutti, è causa di dolore e di angoscia, ma può costituire anche ragione di bellezza. Starà a loro, infatti, decidere se cogliere quest’occasione per emendarsi dai peccati commessi, attraverso la sofferenza e avvicinarsi alla Croce di Cristo.

Sta a coloro che credono – e a me, innanzitutto, loro «nemico» – pregare perché questo avvenga, certi che in questo caso ci sarebbe una gran festa in Cielo di Angeli e Santi. Nella fede professata dai cattolici, infatti, non c’è spazio per l’odio e per la vendetta. C’è solo un sentimento di coscienza del peccato, al quale apparteniamo per nascita. Solo i gesti e i comportamenti ispirati da Dio e non dagli istinti umani, sono Belli e edificano il bene dell’Umanità intera. Per questo, nel libro che ho dedicato a Emma Bonino, scrivevo: «Cara Emma, mi permetto di pregare per te, perché quando alla fine della tua vita, guarderai l’abisso dell’Eterno, troverai la nuova Eva. La Vergine, donna come te, aspetta di incontrare il tuo sguardo, per donarti, fin da ora, la verità della vita e dissipare il velo delle tenebre che professi nei tuoi gesti mortiferi». Solo qualche giorno fa, Emma Bonino inneggiava alla campagna in atto per l’eutanasia legale, l’ennesimo, devastante obiettivo del solco tracciato dai radicali per secolarizzare e scristianizzare il Paese. Ma di questo fatto, molti cattolici non sono persuasi. Anzi, sembrano non accorgersene. Più«colpevoli» loro dei radicali? Non sta di certo agli uomini giudicare. Di certo, però, agli uomini spetta il compito di dare un «retto giudizio», quello che suggerisce di compiere il Vangelo al fine di distinguere il bene e il male.

9 Commenti a "[DANILO QUINTO PER RADIO SPADA] Emma Bonino, ‘la malattia ti fa bella’"

  1. #bbruno   12 gennaio 2015 at 9:50 pm

    va bene: subito il monumento alla Bonino! E agli italiani, si sa, piacciono i monumenti!

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  2. #andrea   13 gennaio 2015 at 12:39 am

    Sarebbe bello se si rivolgesse al dottor Di Bella per curare il tumore, e guarisse pure..

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  3. #Lorenzo   13 gennaio 2015 at 10:38 am

    Buongiorno, mi piacerebbe vedere pubblicata da voi la verità su questa donna, che nella sua vita ha praticato, per sua stessa ammissione, migliaia di aborti, usando una pompa da bicicletta…
    Marco Pannella invece professa e promuove il “libero amore tra un uomo ed un bambino”.
    In queste condizioni certamente non possono andare in Paradiso.

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    • #jeannedarc   13 gennaio 2015 at 11:06 am

      gentile Lorenzo, abbiamo parlato in diversi articoli dei Radicali, dei loro leader e delle loro strategie. Non facciamo mistero che sono nostri nemici e non li stiamo canonizzando ante mortem. Però il Vangelo invita a pregare per la conversione dei peccatori, e questo facciamo.

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      • #Lorenzo   14 gennaio 2015 at 2:57 pm

        Grazie per la risposta e per lo spazio che concedete a chi, come me, vede il pensiero unico massonico mangiarsi ogni giorno pezi di società e informazione.

        Io intendevo dire che ci vorrebbe un articolo che porti alla memoria le gesta “eroiche” della signora Bonino quando faceva fuori feti “scomodi” come fossero pane ammuffito e non creature di Dio, esseri umani per la precisione! (dico questo perchè lodo il vostro sito per il coraggio di opporsi al pensiero unico massonico).

        La preghiera per loro va bene, la faccio anch’io ma il peccato va denunciato perchè Gesù non perdonò entrambi i ladrioni sulla croce ma solo quello che ammise di essere peccatore!

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  4. #Mardunolbo   14 gennaio 2015 at 1:13 am

    Personalmente non voterei certo la Bonino, anche se il radicalume e l’untume ex democristiano subito intona il suo peana a favore della sciagurata.
    Auguro anche io che il desiderio di Qunto -conversione dell’Emma- si realizzi.
    Sarebbe un doppio colpo mortale ai radicali e seguaci e sarebbe gioia per tutti noi, nonchè in Cielo.
    Ma che avvenga mentre è in vita,poichè se in punto di morte, è certo che verrebbe nascosta questa conversione auspicabile.

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  5. #geppetto   14 gennaio 2015 at 11:43 am

    Bonino l’abortista della pompa la più amata? Ma fatemi il piacere

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  6. #Nicòla   15 gennaio 2015 at 10:11 am

    Loris Fortuna è morto pentito, penitente e recitante le litanie del Sacro Cuore.
    Ma chi ne parla?

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  7. #Enrico M.   3 marzo 2015 at 11:18 pm

    Sapevo di Mitterand, ma non del meno noto Loris Fortuna… son ben contento per loro, ma il problema è che mentre facevano in vita ciò di cui si sarebbero pentiti in punto di morte hanno creato non pochi problemi ai poveri comuni mortali…

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