Due massoni tra le vittime di Charlie Hebdo: uno era il fondatore della rivista

MARIS-246x300

– di Davide Consonni –

Non è chiaro quanti massoni popolassero la redazione di Charlie Hedbo. Due sicuramente, uno fu il fondatore. Quel che è chiaro e certificabile è che due delle vittime della strage islamista nella redazione della rivista, avvenuta il 7 gennaio, furono iniziati al Grande Oriente di Francia. Si tratta di Bernard Maris e di Michel Renuad. Il primo, Bernard Maris, noto economista, scrittore e giornalista, fu professore universitario presso l’Istituto di Studi Politici di Tolosa e presso l’Istituto di studi europei dell’Università di Parigi VIII divenne perfino membro del consiglio generale della Banca di Francia. Bernard Maris ha scritto per diversi giornali: Marianne , Le Nouvel Observateur , Le Figaro Magazine , Le Monde e ovviamente Charlie Hebdo , in quest’ultima si firmava con  lo pseudonimo di ” zio Bernard “. Per la rivista Charlie Hedbo fu caporedattore fino al 2008. Non solo, Maris fu coofondatore della rivista Charlie Hedbo e ne possedeva una quota dell’11%. 

Bernard Maris non rese mai nota la sua affiliazione massonica per ovvi motivi, non avrebbe certo giovato che l’opinione pubblica sapesse che il caporedattore e coofondatore della più famosa e blasfema rivista satirica di Francia fosse massone. Fu iniziato massone nel 2008 all’interno del loggia “Roger Leray” del Grande Oriente di Francia. Tale loggia è celebre nel panorama massonico francese per annoverare tra i suoi affiliati molti politici noti e rodati: Jean-Luc Mélenchon (Partito della Sinistra), Bernard Pinerolo (Consigliere di Stato, PS), giusto per nominarne alcuni. Tant’è che tale loggia porta tale nome in onore di colui (socialista) che fu Gran maestro del Grande Oriente di Francia fino al 1981. 

Ieri il Maestro Venerabile della Loggia “Roger Leray” , Jean-François Dauriac (deputato partito PS), ha inviato un messaggio ai massoni del Grande Oriente di Francia, qui di seguito il testo:

“Miei cari fratelli e sorelle,
mi dispiace informarvi che il nostro fratello Bernard Maris è stato ucciso questa mattina nella redazione di Charlie Hebdo.  Iniziato nella nostra Loggia Roger Leray nel 2008, il dolore dei suoi fratelli e sorelle della loggia è così violento date le circostanze della sua scomparsa. […]  Per quelli di voi che lo desiderassero, saremo lieti di darvi il benvenuto alla TENUE EXCEPTIONNELLE, Martedì 13 Gennaio 12:30-2:30 p.m .. OMAGGIO A BERNARD MARIS: Meditazione e riflessione sulle LIBERTÀ E PROMOZIONE LAICITA. Invito a tutti i fratelli e sorelle di tutte le obbedienze massoniche di Francia.
Fraternamente, il Venerabile Maestro Jean-Francis Dauriac.

 

Passiamo oltre. La seconda vittima della redazione di Charlie Hedbo iniziata al Grande Oriente di Francia è Michel Renaud, fu iniziato alla loggia Lux Perpetua di Clermont-Ferrand. Michel Renaud, si trovava all’interno della redazione per intervistare uno dei vignettisti assassinati. Renaud, 69 anni, ex giornalista di Europe 1 e di Le Figaro ed ex direttore delle comunicazioni della città di Clermont-Ferrand. 

Daniel Keller, il Gran Maestro del Grande Oriente di Francia rende noto che anche il padre di Tignous (vignettista assassinato il 7 Gennaio) è un membro dell’obbedienza massonica del Grande Oriente di Francia, inoltre specifica che il figlio di un altro fratello è tra i feriti del 7 gennaio, per concludere afferma che la moglie di uno dei vignettisti assassinati fosse iniziata alla Gran Loggia femminile di Francia. Il gran Maestro Keller ribadendo che la rivista Charlie Hedbo è “un fiore all’occhiello della democrazia francese” invita tutti i massoni francesi a contribuire finanziariamente al mantenimento della rivista.

Insomma, concludendo, ora è chiaro ciò che alcuni ipotizzarono: la rivista Charlie Hedbo fu megafono satirico di diverse logge massoniche.

Fonti 1
Fonte 2
Fonte3


 je-ne-suis-pas-charlie-672x300

3 Commenti a "Due massoni tra le vittime di Charlie Hebdo: uno era il fondatore della rivista"

  1. #bbruno   10 gennaio 2015 at 12:28 pm

    hanno raccolto quello che hanno seminato: predicare odio (seppure sotto apparenze ‘libertarie’ ) equivale a diventare bersagli dell’ odio! Au nom de la LIBERTE’, of course! ( e questi sarebbero i forgiatori del nuovo mondo “nearer to the heart’s desire”. Certo, il desiderio di un cuore votato a Lucifero, loro suprema deità!

  2. #DANILO FABBRONI   19 gennaio 2015 at 10:19 am

    https://www.youtube.com/watch?v=Dyc-I2EWMZc

    68’, Magie, Veleni & Incantesimi Spa. Del Potere Oscuro e la
    Rivoluzione del ‘68 , sui lati opachi del movimento sessantottino.
    Sfilano qui, in questo testo, serrati, uno accanto all’altro, come in un cinemascope d’altri tempi, veri e
    propri assi di briscola come Adorno, Abbie Hoffman, Alain Danielou, Althusser, Anna Freud, Agnelli,
    Antoine Bernheim, Benjamin, Aurelio Peccei, Carl Schmitt, Crowley, la premiata ditta C.I.A., Calasso,
    Combriccole dell’Alta Finanza, Culianu, D.A.F. De Sade, David Cooper, Freud, Foucault, Guy Debord,
    Gregory Bateson, Giordano Bruno, gangsterismo, Horkheimer, Henry Luce, Ian Fleming, Isherwood,
    il Tavistock, i robber barons americani fomentatori delle Guerre dell’Oppio per portare la civiltà occidentale
    – tanti Oriana Fallaci ante litteram – ai “selvaggi” distanti da “Il Secolo Americano”, James
    Bond, Jacob Taubes, James Hillman, Jerry Rubin, Jung, Kennedy, Leo Strauss, la Sandoz, lo spettacolo
    della “rivoluzione” (telecomandata), l’LSD, Marylin Monroe, Marcuse, Mircea Eliade, malavita,
    Margaret Mead, Michel David-Weill, Nietzsche, Rockefeller, Ronald Stark, stupefacenti a fiumi, servizi
    segreti a gò-gò, Thomas Mann, Timothy Leary, Vaneigem, Wystan H. Auden, Zolla, ed altri, in una
    sequela da Circo Barnum, insomma tutti gli “eroi” cangianti di una delle più grandi magie che la storia
    contemporanea possa ricordare: il Sessantotto.
    Squadernati in un affresco d’assieme, ecco comparire tutti gli incantesimi e i veleni mortali che non
    sono per nulla d’antan, ma viceversa, rappresentano la tragica realtà vivente al giorno d’oggi.
    Basandosi su testi inediti in Italia e poco o niente discussi, connessi in una fitta quanto inusuale trama,
    si mostra il cui prodest del ’68 venendo a cadere la foglia di fico che ha sempre visto tale accadimento
    come spontaneo ed indice di libertà, essendo vero il perfetto contrario.

  3. Pingback: #JESUISGAZA? | Radio Spada