E. M. Radaelli, il fallibilismo, il sedeplenismo. Breve risposta su Radio Spada

E. M. Radelli, il fallibilismo, il sedeplenismo. Breve risposta di Radio Spada

di CdP Ricciotti.

Recentemente E.M. Radaelli, sul sito Chiesa e post concilio (clicca qui), ha risposto ad un editoriale di Radio Spada firmato da Pietro Ferrari (clicca qui); oggetto del dibattito, come al solito, è l’infallibilità della Chiesa.

Perché, dopo tutto quello che è stato detto e dimostrato dalla Chiesa nei secoli, detto e dimostrato durante il Concilio Vaticano, ancora ne dobbiamo discutere?

Con estremo realismo e con concretezza priva di sofismi ed “artifizi linguistici”, si può e si deve dire la verità: da Roncalli in avanti, compreso nel sedicente “concilio” Vaticano II,  il “magistero” della Chiesa ha contenuto e contiene errori su questioni che riguardano la fede ed il  costume. Negata questa premessa, sarebbe come discutere del nulla: inutile.

Com’è è possibile? Può la Chiesa cattolica somministrare veleno ai suoi figli? Può la Chiesa cattolica approvare e divulgare false dottrine di fede? Può la Chiesa cattolica imporre leggi immorali? Può la Chiesa cattolica canonizzare degli eterodossi? Può la Chiesa cattolica approvare regole religiose eretiche?

La risposta è no.

Ho spiegato nel dettaglio le motivazioni di ciò nel mio libro Apologia del Papato, sul piano dogmatico, della teologia morale, del diritto canonico e, necessariamente, secondo le cronache storiche a noi note.

Gratuitamente resi disponibili sul web alcuni miei scritti dove le questioni sono già ampiamente risolte:

1) L’infallibilità della Chiesa e del Papa: Magistero universale e ordinario

2) Sull’infallibilità nella canonizzazione

3) BENEDETTO XVI: “RILEGGERE I DOCUMENTI DEL CONCILIO ALLA LUCE DELLA TRADIZIONE”

4) Sulla necessità dell’infallibilità del Pontefice e sulla condanna della collegialità

5) Sulla Perpetuità ed Invariabilità della Chiesa (anche in caso di sede vacante)

6) La tremenda frase degli edicolanti: “… la Chiesa apre a …”!

7) Contro i falsi profeti: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”

8) Dalla Chiesa monarchica alla “chiesa conciliare”: la potestà di giurisdizione

9) Confusione e belligeranza nel “cattolicesimo” contemporaneo: la zizzania?

10) Si vede subito che tali teorie sono in contrasto con la fede cattolica …

11) Commento critico all’articolo «Parlare o tacere? Questo è il dilemma»

12) Quando l’infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa? Le novità sul caso Liberio

13) Frutti del Concilio Vaticano II: il ritorno nelle catacombe?

14) PUÒ ESISTERE UN PAPA NOTORIAMENTE ERETICO?

15) Collegialità, depravazioni e pillole di giudaismo. Imposizioni alla gioventù impreparata

16) Breve dissertazione sul «modernismo». Cosa bisogna sapere?

17) Breve commento critico al significato pratico dell’editoriale: «Contro-rivoluzione liturgica – Il caso “silenziato” di Padre Calmel»

18) Riflessioni a margine dell’urlo di dolore del prof. Roberto de Mattei. Lettera aperta al medesimo!

19) INTERPRETARE LA SACRA SCRITTURA OGGI. OVVERO COME VIVERE SERENAMENTE L’ERESIA E L’IMMORALITÀ

20) LA CANONIZZAZIONE DEI SANTI, QUANDO «CIVILTÀ CATTOLICA» ERA CATTOLICA!

21) Ho sempre ritenuto assurdo il sedevacantismo, ora invece lo sto seriamente prendendo in considerazione. Opinioni?

22) Un Papa che canonizza un eretico non è Papa!

23) San Tommaso, sant’Alfonso, la Chiesa: l’infallibilità nella canonizzazione

24) Preminenza di san Pietro e Chiesa Madre e Maestra

25) Breve confutazione allo scritto «Permanenza del papato, permanenza della Chiesa»

26) INFALLIBILITÀ PROMESSA E CONDIZIONI

27) TRADIZIONE E OGGETTI DI MAGISTERO (brevi cenni)

28) Chi è Papa e chi non è papa. Da «Apologia del Papato» di Carlo Di Pietro

29) Riflessione sulla partecipazione alla Santa Messa in stato di necessità

30) Lettera sul Papato materiale agli stimati amici di NON POSSUMUS

31) ALCUNE OBIEZIONI SU ERESIA E PAPI

32) LE FALSE CANONIZZAZIONI ED IL TRIONFO DI SATANA SECONDO I MODERNISTI

33) Novus Ordo Missae: «impressionante allontanamento dalla teologia cattolica»

34) Breve commento argomentato a: “Christianus mihi nomen est, catholicus cognomen”

35) Un Concilio universale della Chiesa può sbagliare?

36) Agosto 1950: Papa Pio XII condanna i moderni “fallibilisti”

37) Non è Francesco (di Antonio Socci) ed il Diritto canonico

 ***

Torniamo alle domande iniziali.

  • Può la Chiesa cattolica somministrare veleno ai suoi figli?

Secondo l’opinione largamente condivisa da Chiesa e post concilio e dai suoi principali autori, la risposta è “ni”, ma anche “si”, assolutamente “si”. Perché questa posizione “fallibilista” è fallace? Usiamo la retta ragione. Perché i cattolici di tutto il mondo non devono contattare Chiesa e post concilio per ottenere l’imprimatur su ciò che la Chiesa “somministra” ma, al massimo, come è sempre stato da san Pietro fino a Pio XII, è vero l’esatto contrario. Madre è Maestra è la Chiesa, non un sito internet con i suoi autori, sebbene rispettabili.

  • Può la Chiesa cattolica approvare e divulgare false dottrine di fede?

Secondo l’opinione largamente condivisa da Chiesa e post concilio e dai suoi principali autori, la risposta è “ni”, ma anche “si”, assolutamente “si”. Perché questa posizione “fallibilista” è fallace? Usiamo la retta ragione. Perché non saranno certo Amerio, Radaelli, Livi, Gherardini, De Mattei, etc… a dover dire al sottoscritto ed ai cattolici di tutto il mondo se quella tale dottrina X approvata dalla Chiesa, dal Pontefice, è cattolica o non lo è. Dovrebbero capire che “sotto processo” al massimo possono essere messi loro dall’Autorità, non viceversa. La casa di Dio è la Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della verità.

  • Può la Chiesa cattolica imporre leggi immorali?

Secondo l’opinione largamente condivisa da Chiesa e post concilio e dai suoi principali autori, la risposta è “ni”, ma anche “si”, assolutamente “si”. Perché questa posizione “fallibilista” è fallace? Usiamo la retta ragione. Perché un’Istituzione immorale non può essere Chiesa. L’incompatibilità è nelle sue note distintive. “Santa” nella dottrina, nella morale, etc … è la Chiesa. “Santo” non è un sito internet, laddove i suoi autori che, in buona o mala fede – certamente approfittando del disagio in cui versa attualmente il mondo del cattolicesimo tanto da osteria quanto accademico – si permettono il lusso di “fare le pulci alla Chiesa”.

  • Può la Chiesa cattolica canonizzare degli eterodossi?

Secondo l’opinione largamente condivisa da Chiesa e post concilio e dai suoi principali autori, la risposta è “ni”, ma anche “si”, assolutamente “si”. Perché questa posizione “fallibilista” è fallace? Usiamo la retta ragione. Perché la Chiesa non può imporre dalla Cattedra, con dichiarazione solenne ed universale, il culto ad un eterodosso, forse dannato, indicandolo parimenti come via di santità ed esempio da imitare, di sicura dottrina, ortodossia di fede e santa morale. Forse i signori di Chiesa e post concilio, detto ironicamente ma con rispetto, pensano che i cattolici di tutto il mondo, prima di venerare un santo, debbano inviar loro una e-mail per chiedere un parere, un assenso? Ovvero: «salve gentili gestori di Chiesa e post concilio ed autori, posso pregare ed imitare il santo X o no? È veramente santo?». Suvvia, non scherziamo.

  • Può la Chiesa cattolica approvare regole religiose eretiche?

Secondo l’opinione largamente condivisa da Chiesa e post concilio e dai suoi principali autori, la risposta è “ni”, ma anche “si”, assolutamente “si”. Perché questa posizione “fallibilista” è fallace? Usiamo la retta ragione. Pertanto prima di scegliere un percorso di vita religiosa, sempre secondo questa logica, il fedele dovrebbe consultare le pubblicazioni di Chiesa e post concilio e dei suoi autori, casomai inviar loro una e-mail, per capire se un Ordine religioso ha una “regola santa” o una “regola diabolica”. Questo è un volersi sostituire a Dio, alla Chiesa.

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Talvolta per motivare questo assurdo “fallibilismo”, già condannato dalla Chiesa, come è stato ampiamente dimostrato, negli stessi ambienti si usa adottare e difendere la posizione “sedeplenista”, ovvero si usa credere e far credere che un privato cittadino, alla luce dei suoi studi, possa decidere se in uno specifico momento il Pontefice sta utilizzando i suoi “pieni poteri” o meno. Pertanto, sempre secondo questa logica, a prescindere dall’evidenza dei fatti, i cattolici di tutto il mondo dovrebbero contattare Chiesa e post concilio con i suoi autori e domandare: «cari amici, secondo voi, in quello specifico documento o momento, il Pontefice voleva essere tale o voleva essere il signor nessuno?».

Ironie a parte, sebbene questa sia la loro posizione tradotta in linguaggio semplice, va specificato che tale erroneo approccio alla Chiesa, alla Monarchia di diritto divino, è lo stesso che viene fortemente sponsorizzato da numerosi altri siti di “fallibilisti” e “sedeplenisti”.

A chi credere? Solo alla Chiesa che li smentisce sonoramente; in secondo luogo alla retta ragione, così come è stato brevemente dimostrato. D’altronde al vero cattolico basta il Catechismo. Allo studioso della materia compete di approfondire studiando il Magistero e non i siti internet che vorrebbero farsi “inquisitori dell’Inquisizione” senza averne alcun titolo … proprio come facevano i Calvinisti quando promuovevano assurde forme di pseudo – resistenza all’Autorità in atto.

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 Caput imperare, non pedes. L’opposto è di luciferina memoria.

Il tema è decisamente dogmatico. Dice Pio XII nella H.G.: «[…] taluni, più audaci […] Aggiungono poi che la storia dei dogmi consiste nell’esporre le varie forme di cui si è rivestita successivamente la verità rivelata, secondo le diverse dottrine e le diverse opinioni che sono sorte nel corso dei secoli. Da quanto abbiamo detto è chiaro che queste tendenze non solo conducono al relativismo dogmatico, ma di fatto già lo contengono; questo relativismo e poi fin troppo favorito dal disprezzo verso la dottrina tradizionale e verso i termini con cui essa si esprime […]».

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Oltre all’inoppugnabilità (indiscutibilità) delle decisioni del Pontefice (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 3074) che si manifestano come dopo esposto, si deve filiale assenso anche ai Documenti dottrinali presentati non come infallibili, dove essi non trattano esplicitamente di una materia già infallibile per altre decisioni (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 2922, 3407 e 3885).

Cosa significa? Lo spiega chiaramente Papa Pio XII nella H.G.: «[…]Né si deve ritenere che gli insegnamenti delle Encicliche non richiedano, per sé, il nostro assenso, col pretesto che i Pontefici non vi esercitano il potere del loro Magistero Supremo. Infatti questi insegnamenti sono del Magistero ordinario, di cui valgono poi le parole: “Chi ascolta voi, ascolta me” (Lc 10,16); e per lo più, quanto viene proposto e inculcato nelle Encicliche, è già per altre ragioni patrimonio della dottrina cattolica. Se poi i Sommi Pontefici nei loro atti emanano di proposito una sentenza in materia finora controversa, è evidente per tutti che tale questione, secondo l’intenzione e la volontà degli stessi Pontefici, non può più costituire oggetto di libera discussione fra i teologi. […] Le scienze sacre con lo studio delle sacre fonti ringiovaniscono sempre; al contrario, diventa sterile, come sappiamo dall’esperienza, la speculazione che trascura la ricerca del sacro Deposito. […] Dio insieme a queste sacre fonti ha dato alla sua Chiesa il vivo Magistero, anche per illustrare e svolgere quelle verità che sono contenute nel Deposito della fede soltanto oscuramente e come implicitamente. E il divin Redentore non ha mai dato questo Deposito, per l’autentica interpretazione, né ai singoli fedeli, né agli stessi teologi, ma solo al Magistero della Chiesa. Se poi la Chiesa esercita questo suo officio (come nel corso dei secoli è spesso avvenuto) con l’esercizio sia ordinario che straordinario di questo medesimo officio, è evidente che è del tutto falso il metodo con cui si vorrebbe spiegare le cose chiare con quelle oscure; anzi è necessario che tutti seguano l’ordine inverso. Perciò il Nostro Predecessore di imperitura memoria Pio IX, mentre insegnava che è compito nobilissimo della teologia quello di mostrare come una dottrina definita dalla Chiesa è contenuta nelle fonti, non senza grave motivo aggiungeva le seguenti parole: “in quello stesso senso, con cui è stata definita dalla Chiesa”».

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Ancora, in  «Denzinger», EDB, 2009, n° 3070 ss. e 3116 si reclama per la Sede di san Pietro l’intatta tutela della fede (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 363, 775, 1064, 1807 ss., 2329, 2923 e 3006). Al Papa, difatti, spetta l’infallibilità ogni qual volta esercita la sua Autorità come maestro di tutti i credenti, ovvero definisce ex cathedra, ovvero prende decisioni circa questioni di fede e costume, come anche l’infallibilità è promessa nel definire tutto ciò (dottrina, interpretazione, legge, culto, ecc…), senza il quale verrebbe compromesso (o non sarebbe presentato in maniera corretta) il Deposito della fede (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° [221 353], 2329 ss., 2539, 2781 3069 ss. e 3074).

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Il Magistero (in aggiunta) si esprime in maniera solenne o straordinaria quando vuole contrastare errori con maggiore effetto o vuole presentare punti dottrinali più chiaramente e distintamente (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 3683). Ciò non significa che nelle definizioni di Magistero ordinario e universale il Pontefice non sia assistito dallo Spirito Santo (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 2879, 2922, 3011 e [3885]). Il Papa, se lo ritiene opportuno, può comunque antecedentemente avvalersi anche del consiglio o delle riflessioni di terzi (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 2020, 2390, 2875-2880, 3020, 3625, 3884 ss.).

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Il Magistero solenne od ordinario e universale, invece, condanna affermazioni che non concordano con la dottrina della fede e della morale ed impone, all’occorrenza, le dovute censure teologiche o in generale o in particolare (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 721-739, 840-844, 891-899, 921-924, 941-946, 951-979, 1028-1049, 1087-1097, 1101-1103, 1110-1116, 1121-1139, 1151-1195, 1201-1230, 1361-1369, 1391-1396, 1411-1419, 1451-1492, 1901-1980, 2001-2006, 2021-2065, 2101-2166, 2170 ss., 2201-2268, 2281-2285, 2290-2292, 2301-2332, 2351-2374, 2400-2502, 2571-2575, 2601-2685, 2791-2793, 3201-3241, 3401-3465, ecc…). Vengono anche condannate quelle affermazioni che contrastano l’autorità dottrinale della Chiesa (Cf.  «Denzinger», EDB, 2009, n° 1477-1480 e 3401-3408).

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Ancora si studi in «Denzinger», EDB, 2009, n° 2600-2700.

Assolutamente diverso è il caso dell’eventuale Decreto dottrinale con involontario doppio senso (Cf.  «Denzinger», EDB, 2009, n° 1407). Spiega difatti Papa Sisto IV, in «Romani Pontificis provida», del 27 novembre 1477, che non si può condannare il «lodevole desiderio», sebbene espresso «ambiguamente», ma solamente quando e se questo «lodevole desiderio» è una «intenzione» – chiara secondo «retta ragione» –  che «mira unicamente ad un bene evidente». Esempio: come fa notare anche Papa Pio VI nell’«Auctorem Fidei», il Documento eventualmente ambiguo comunque è salvo, ma da chiarire, se mira al bene comune; se all’incontrario astutamente conduce all’errore (tipo se sovverte una precedente interpretazione già nota o già definita) va biasimato e la Chiesa ha il dovere di porvi tempestivo rimedio, mediante condanna. Il Pontefice chiaramente descrive dove termina il «salutare pensiero» e dove comincia espressamente «codesta feroce, interminabile congiura», da condannarsi, giammai da confermasi o da giustificarsi «con sfacciata ostinazione».

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 I Papi ed i Concilii si richiamano esplicitamente all’illuminazione dello Spirito Santo (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 102, 265, 444, 631, 702, 707, 1151°°, 1500 ss., 1600, 1635, 1667, 1726, 1738, 1820 e 1848).

Nell’adempiere la loro funzione dottrinale e nell’esporre una dottrina (che è libera da errore), il Papa ed i pastori della Chiesa – quando questi ultimi esercitano il Magistero unitamente al successore di san Pietro – godono dell’assistenza dello Spirito Santo. In seguito spiego gli estremi ed il manifestarsi di questa assistenza, qui rimando al «Denzinger».

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Si sappia, sin da subito, che la scienza teologica dell’azione correttiva – preciso, se pastorale ordinaria e universale – non può sacrificare l’oggetto materiale della fede, quindi Dio, il Dogma e/o il Deposito della fede. Altrimenti non correggerebbe nulla, ma aggraverebbe solo la situazione. La logica da tenersi sempre a mente è che la Chiesa – né esplicitamente e né implicitamente, né dietro sofismi e né dietro diplomatici raggiri di parole – non può contraddire la Chiesa sulle questioni di fede e costume.

Le dottrine rivelate e definite sono un confine invalicabile per qualsivoglia scienza (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 3042), inclusa la pastorale. Sebbene siano esistite alcune decisioni dottrinali contrastanti, la Chiesa stessa vi ha posto il previsto rimedio (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, H3h) o ha spiegato esaustivamente il caso escludendo ogni pertinacia.

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Nel testo Apologia del Papato dedico numerosi capitoli alla questione, credo molto esaustivi. Va inoltre aggiunto che si deve obbedire (si deve essere legati con l’obbedienza della fede) e ritenere infallibilmente assistito, tutto quel Magistero solenne oppure ordinario e universale, promulgato in un Concilio ecumenico dai vescovi riuniti come maestri e giudici della fede, secondo le intenzioni espresse  (Cf. «Denzinger», EDB, 2009, n° 1248-1251).

Così Papa Martino V nella Bolla «Inter cunctas» del 22 febbraio 1418: «[…] così pure se lui crede che ciò che il Sacro Concilio […] che rappresenta la Chiesa universale, ha approvato e approva a favore della fede e per la salvezza delle anime, questo deve essere approvato e tenuto per fermo da tutti i fedeli di Cristo: e che ciò che ha condannato e condanna come contrario alla fede e ai buoni costumi, questo deve essere dagli stessi tenuto per fermo, creduto e affermato come condannato».

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 La Chiesa, oltre ciò che è già stato detto, esplicitamente condanna anche quelle proposizioni che implicitamente affermano che la Chiesa si sarebbe allontanata dalla fede (ingiuste condanne di articoli, ingiuste scomuniche e presunto oscuramento di verità); Cf.  «Denzinger», EDB, 2009, n° 1225, 1480, 2491-2501, 2601, 2612-2614, ecc…

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Alla luce di tutto ciò mi domando: come è possibile che Chiesa e post concilio insista su argomentazioni già ben risolte dalla Chiesa, proprio nel senso opposto a quello che Chiesa e post concilio con i suoi autori sostiene?

Per di più. Leggo nell’introduzione al pezzo di Radaelli: «coglie l’occasione per sviluppare e approfondire una questione centrale nell’attuale temperie ecclesiale».

Nego “sviluppare”, ammetto “approfondire”. La quaestio è di carattere decisamente dogmatico, pertanto mi rifaccio alla Dei Filius, Concilio Vaticano, dove il Sommo Pontefice Pio IX pontifica ex cathedra: «La dottrina della fede che Dio rivelò non è proposta alle menti umane come una invenzione filosofica da perfezionare, ma è stata consegnata alla Sposa di Cristo come divino deposito perché la custodisca fedelmente e la insegni con magistero infallibile. Quindi deve essere approvato in perpetuo quel significato dei sacri dogmi che la Santa Madre Chiesa ha dichiarato, né mai si deve recedere da quel significato con il pretesto o con le apparenze di una più completa intelligenza. Crescano dunque e gagliardamente progrediscano, lungo il corso delle età e dei secoli, l’intelligenza e la sapienza, sia dei secoli, sia degli uomini, come di tutta la Chiesa, ma nel proprio settore soltanto, cioè nel medesimo dogma, nel medesimo significato, nella medesima affermazione [VINC. LIR.Common., n. 28]».

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Ancora, leggo: «dopo aver chiarito come i fedeli si devono comportare davanti a un magistero pastorale e davanti invece a quello dogmatico; rileva che dal Vaticano II, invece, i Pastori vogliono che i fedeli obbediscano al magistero pastorale come al dogmatico;sfida allora quei Pastori a fare un’ordalia: se ciò che affermano a livello pastorale va obbedito come fosse il dogmatico, provino ad affermarlo allora anche a livello dogmatico: se riescono, i fedeli obbediranno, ma se non riescono, sia anàtema sulle loro affermazioni».

Sono obbligato a dubitare su: “aver chiarito come i fedeli si devono comportare davanti a un magistero pastorale e davanti invece a quello dogmatico”. Nulla è stato chiarito, se non secondo autocelebrativi criteri criptoanarchici, come è stato dimostrato, peraltro già esplicitamente condannati ex cathedra dal Sommo Pontefice Pio VI nella Auctorem Fidei.

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Dove leggo: «rileva che dal Vaticano II, invece, i Pastori vogliono che i fedeli obbediscano al magistero pastorale come al dogmatico». Certamente i sedenti presso il “concilio” Vaticano II millantarono la promulgazione di documenti meramente pastorali (??? nuova dottrina da loro coniata ???), questo nel loro comune dire e sentire; tuttavia, e questo è certo secondo il CJC come secondo la retta ragione, i documenti del “concilio” Vaticano II oggetto di confutazione, sebbene fossero venduti come “pastorali”, nella realtà rispettavano precisamente ogni specifica nota distintiva del “documento dogmatico”: 1) autore; 2) oggetto materiale della fede; 3) dunque materia, fede e/o costume; 4) forma richiesta in dogmatica; 5) intenzione esplicita di definire; 6) riferimenti scritturali a supporto; 7) esposizione della nuova dottrina.

A sostegno di tali affermazioni ricordo la Pastor Aeternus del Sommo Pontefice Pio IX, la Satis Cognitum del Sommo Pontefice Leone XIII, la Humani Generis del Sommo Pontefice Pio XII. Tali documenti espongono, fra l’altro, i tratti distintivi del Documento infallibile.

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Dove leggo: «se ciò che affermano a livello pastorale va obbedito come fosse il dogmatico, provino ad affermarlo allora anche a livello dogmatico». Nego e sorrido. Chiamo a sostegno, per esempio, il documento Orientalis … del Sommo Pontefice Pio XII.

Questo basti per far comprendere al lettore che è necessario capire dove si fa teologia e dove filosofia. Nel caso in questione certamente le risposte fornite, di filosofia neogallicana, nulla approfondiscono, piuttosto hanno pretesa di “sviluppare” ciò che invece è immutabile. Questo è modernismo (cf. Pascendi …., San Pio X).

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Dove finisce la teologia e comincia la filosofia aulica o da bottega?

Ce lo spiega, per esempio, il Sommo Pontefice Pio XII già citato: «Queste affermazioni vengono fatte forse con eleganza di stile; però esse non mancano di falsità. Infatti è vero che generalmente i Pontefici lasciano liberi i teologi in quelle questioni che, in vario senso, sono soggette a discussioni fra i dotti di miglior fama; però la storia insegna che parecchie questioni, che prima erano oggetto di libera disputa, in seguito non potevano più essere discusse».

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Credo che chiunque voglia parlare di questioni teologiche già risolte dalla Chiesa, debba desistere, qualora la sua intenzione, che emerge così audacemente dallo scritto, sia contrapposta evidentemente al dogma, di aperta sfida (es. Leone X, Exsurge Domine ….), onde evitare di incorrere in condanne da parte dell’Autorità quando tornerà ad essere in atto.

Certo è, per concludere, che alcuni autori, nei loro scritti, omettono specifiche citazioni di Magistero della Chiesa, che certamente sarebbero di immediata ed autorevolissima confutazione.

Non dubito della buona fede degli autori ma, date le circostanze, data la pertinacia, così come io ho compreso il senso dello scritto, sono obbligato a farlo. Perdonatemi l’eccessivo sarcasmo. Saluto cordialmente e spero che nessuno si senta offeso dal presente scritto.

32 Commenti a "E. M. Radaelli, il fallibilismo, il sedeplenismo. Breve risposta su Radio Spada"

  1. #Gianluigi   25 gennaio 2015 at 1:08 pm

    I documenti conciliari non hanno le condizioni (in particolare la volontà definitoria come richiesto dalla Pastor Aeternus) per essere ritenuti infallibili ed infatti sono dottrinalmente errati: ecco dimostrato che gli autori da lei citati (Amerio, Gherardini ecc,,) hanno pienamente ragione.

    • #bbruno   26 gennaio 2015 at 11:55 am

      allora si dà il caso di una chiesa che nella circostanza solenne di un concilio ecumenico, di proposito non intende parlare con autorità: quello che dice vale solo come discorso da bar, magari su varie di politica e di sport- temi eminentemente di libera discussione!!!

      E il bello si è che su quei documenti quella chiesa ha impostato costantemente il suo insegnamento e il suo comportamento, segno che sono vincolanti e dirimenti – nel senso che ‘definiscono’ la nuova fede e quindi la nuova prassi, vedi preghiere ‘ecumeniche’ ad Assisi… (ricordiamo bene le parole di Ratzinger appena fatto papa di essa chiesa, e il suo giuramente di seguire in toto li dettami del detto concilio…, rigorosamente sulla linea dei suoi antecedenti SOCI in papato conciliare. Questo poi che felicemente regna – su questa povera infelice chiesa loro- non si prende nemmeno la briga di camuffarsi dietro al detto Concilio : lui, senza più remora alcuna, va direttamente alla fonte, dalla quale è scaturita tutta la nuova chiesa: LA LOGGIA!’

      Per il ragionamento qui formulato, noi continueremmo, quindi, ad avere la Vera Chiesa di Cristo, che da un punto in poi – sono solo qualche decennio – insegnerebbe una fede sbagliata, in base ai “documenti dottrinalmente errati” di quel concilio.

      No grazie, non è possibile!

      Gli Amerio i Gherardini & C., se hanno pienamente ragione ” quanto al riconoscimento dell’errore dottrinale in quei documenti, sono patetici nel loro sforzo di ingoiare l’assurdo: davvero uno sforzo da disperati. E qui hanno torto marcio.

      • #Gianluigi   26 gennaio 2015 at 12:44 pm

        Infatti Bergoglio non è Pontefice ma antipapa, essendo anche un massone. Pontefice è ancora Benedetto XVI. La volontà definitoria deve risultare da particolari ed appropriate espressioni (ad esempio Anatema sit, ecc) le quali chiariscono senza ombra di dubbio che la Dottrina esposta nel Magistero non è soggetta ad eventali future variazioni. I documenti del CVII non hanno nessuna di queste espressioni rimandanti ad una volontà definitoria. I documenti conciliari hanno un linguaggio descrittivo ma assolutamente non definitivo per cui, ripeto, non rispecchiano una delle condizioni stabilite dalla dogmatica Pastor Aeternus per aversi infallibilità.

        • #bbruno   26 gennaio 2015 at 2:08 pm

          quindi la Chiesa di Cristo per insegnare la Verità avrebbe bisogno di farlo attraverso l’uso di “particolari ed appropriate espressioni”! Dire che Dio è l’ “Unico” per noi e musulmni ed ebrei, dire che l’uomo ha diritto alla religione che vuole, anzi alla voce della sua coscienza, dire che l’eresia è compatibile con l’ ortodossia, dire che le chiese cristiane tutte qualsiasi professione di fede facciano sono tutte modi della stessa chiesa, dire che…., questo sarebbe possibile, perché queste affermazioni mancherebbero della formula sanzionatoria ANATEMA SIT chi pensa iil conrrario??? Ma i Concili della Chiesa non si convocavano per mettere a fuoco la Verità di Cristo, nei periodi di particolare conflittualità su di essa?)

          Quest’ultimo sarebbe invece stato convocato, non per chiarire punti della fede, ma per eliminarli, così, tanto per divagare dalla solita rigidezza – “non è più tempo di dogmi”, “tutto è già stato definito” – diceva flaccidamente il papa Giovannone … e quindi che possiamo fare se non sbaraccare tutto, e gettarlo dalla finestra, per dare aria nova al baraccone! cosa questa, per colmo, non compromettente per l’ infallibilità della Chiesa ( nel suo insegnamento ORDINARIO e, STRAORDINARIO ), per l’ assenza voluta della formula magica sanzionatoria ( che di proposito non si è voluta utilizzare per creare la massima confusione possibile: tra infallibilismo e fallibilismo!). E Ratzinger ha fatto egregiamente questa parte, lui insofferente dell’ortodossia cattolica già da studentello, e poi come professore e consigliere e perito conciliare. e cardinale ‘custode della verità (la sua ), e papa. Letto niente di quanto si va esponendo al riguardo su queste pagine??? E questo sarebbe il vero papa: un giudeo negatore di Cristo e amico di tutte le congreghe ebraiche e massoniche di ‘sto Mondo (per es. B’nai B’ rith )??? Su, un po’ di informazione e di senso LOGICO….

        • #bbruno   26 gennaio 2015 at 2:13 pm

          le acrobazie vanno bene al circo…

  2. #bbruno   25 gennaio 2015 at 2:41 pm

    facciamo il caso che io sia un amante della verità un cercatore della verità e stia ancora angustiandomi per trovare questa verità.

    M’imbatto finalmente in un frase di un certo Gesù di Nazareth , scritta in uno dei libro che parlano di Lui, dove al discepolo suo che gli ha appena fatta quella bella dichirazione di fede, annuncia che la Chiesa che vuol fondare, su di lui la vuol fondare, su quella fede che ha appena confessata, e a garanzia della permanenza incorrotta di essa, rivolge una speciale preghiera a Dio, perché quella fede non venga mai meno….

    Bene. Poi esamino la storia. Vedo che questa chiesa di Gesù, per quasi duemila anni ha ininterrottamente custodito e affermato quella stessa fede dalla quale è nata, la fede di quel discepolo fondante, senza mai correggerla contraddirla o smentirla… non mi importa in nome di quali motivazioni. ( le storie di deviazioni da essa, per opera di certi Liberio e Onorio, capi di quella Chiesa, non essendo altro che pure invenzioni, create ad arte e per fini di parte, smontate dalla stessa citica storica…).

    Poi ne vedo un’altra, che pretende di essere anch’essa uscita dalla stessa fonte della precedente, da quello stesso Gesù, garantita dalla stessa preghiera, e constato, confrontando e ragionando, che dal momento stesso della sua costituzione, e nel corso dei decenni a seguire, con zelo indefesso e passione, non fa che scombinare smentire sconfessare capovolgere negare – e deridere!” – quella stessa verità che quella di prima aveva mantenuta inalterata per i secoli, pur a costo di grandi sacrifici.

    Convinto dal principio che la verità non possa che permanere identica a se stessa, pur nella ricchezza dei suoi approfondimenti, verso quale di queste due chiese – se mi rimane la voglia della verità, e permane la suggestione per la figura di quel Gesù di Nazareth – io mi dovrei orientare??? In quale delle due vedo avverarsi la promessa e la garanzia di quel Gesù??? In quale posso vedere la Sua presenza promessa per i secoli a venire???

    .

    • #ricciotti   25 gennaio 2015 at 7:58 pm

      giusta riflessione.
      non a caso san Pio X ammoniva: il modernismo è nelle viscere di essa.
      la Chiesa sempre una rimane, sempre con le stesse note distintive: una, santa, cattolica ed apostolica.
      purtroppo oggi quel modernismo che era nelle viscere si è allargato a dismisura.
      bisogna essere in grado di riconoscere l’evidenza e, per fare ciò, basta anche “solo” conoscere il Catechismo.
      allora, come scrissi tempo fa, in uno stato di grave necessità il fedele che ha quantomeno studiato l’ottimo Catechismo di san Pio X saprà regolarsi ed orientarsi.
      per di più la Chiesa si è espressa più e più volte, dunque, senza timore di sbagliare, chi è scismatico, eretico od apostata, è fuoriuscito, si è separato, dalla Chiesa e non può essere né riconosciuto Chiesa e né seguito.
      tutto qui.
      credere in più Chiese è da eretici.
      credere in una Chiesa eretica è da eretici.
      credere in una Chiesa apostata è da eretici.
      sono verità dogmatiche queste.
      1 + 1 = 2.
      a poco servono i sofismi che usano alcuni soggetti.
      vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.
      chiese, chiesette, parrocchie, paramenti, stipendi, pensioni, agi, privilegi, potere, giornali, giornalini, associazioni, etc….
      se un giorno dovessero dire la verità, perderebbero tutto questo.
      ma a noi cosa importa possedere tutto l’oro di questo mondo e poi perdere la salvezza eterna?
      saluti.
      C.

  3. #Gianluigi   26 gennaio 2015 at 1:52 pm

    Per quanto riguarda le espressioni usate nel caso di Magistero infallibile e quindi con volontà definitoria è possibile leggere un testo molto chiaro in merito e precisamnete “dall’opinione al dogma” di Padre Sisto Cartechini. Questo libro non è un discorso da bar.

    • #bbruno   26 gennaio 2015 at 2:17 pm

      (correggo l’impostazione):

      le acrobazie vanno bene al circo…

      • #Gianluigi   26 gennaio 2015 at 7:23 pm

        Mi spiega a cosa è servito il documento dogmatico del Concilio Vaticano I Pastor Aeternus? se non a separare il Magistero della Chiesa in infallibile e fallibile?

      • #bbruno   26 gennaio 2015 at 9:54 pm

        – Io veramente nella Pastor Aeternus del Vaticano I leggo:

        “Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una NUOVA dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con FEDELTÀ, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede. Fu proprio questa dottrina apostolica che tutti i venerabili Padri abbracciarono e i santi Dottori ortodossi venerarono e seguirono, ben sapendo che questa Sede di San Pietro si mantiene SEMPRE IMMUNE DA OGNI ERRORE in forza della divina promessa fatta dal Signore, nostro Salvatore, al Principe dei suoi discepoli: “Io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.

        – E nell’ altra Costituzione dogmatica dello stesso Vaticano I, leggo ancora:

        ” Si devono credere con fede divina e cattolica tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio, scritta o trasmessa per tradizione, e che vengono proposte dalla Chiesa, o con SOLENNE definizione, o con il magistero ORDINARIO E UNIVERSALE, come divinamente ispirate, e pertanto da credersi.

        – E sempre, dallo stesso concilio, stessa costituzione P.A. leggo che:

        “La SALVEZZA consiste anzitutto nel custodire le norme della retta fede. E poiché non è possibile ignorare la volontà di nostro Signore Gesù Cristo che proclama: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, queste parole trovano conferma nella realtà delle cose, perché nella Sede Apostolica è SEMPRE stata conservata PURA La religione cattolica, e professata la SANTA dottrina. Non volendo quindi, in alcun modo, essere separati da questa fede e da questa dottrina, nutriamo la speranza di poterci mantenere nell’unica comunione predicata dalla Sede Apostolica, perché IN LEI SI TROVA TUTTA LA VERA SOLIDITÀ DELLA RELIGIO NE CRISTIANA” [Ex formula S. Hormisdae]

        —Dove lei abbia letto, nella P.A., l’ intenzione del concilio di “separare il Magistero della Chiesa in infallibile e fallibile”, davvero non capisco. È una pura assurdità.

        A coronamento leggiamo l’affermazione di Pio XI nella Mortalium Animos:

        “Il Magistero Ecclesiastico infatti, stabilito per divina provvidenza nel mondo allo scopo di conservare INTATTI IN PERPETUO le verità rivelate e di diffonderne con fACILITÀ E SICUREZZA la conoscenza, per quanto si eserciti QUOTIDIANAMENTE per mezzo del Sommo Pontefice e dei vescovi in comunione con Lui, abbraccia PURE il compito di definire, con riti e solenni decreti, quei punti della Sacra dottrina che, per errori di eretici e controversie, occorre spiegare con ulteriore efficacia e chiarezza e ribadire nelle menti dei fedeli.”

        Lei, che crede in questa chiesa, attenda con fiducia che un giorno un papa di essa si alzi per spazzare via con formule e riti solenni quella congerie di errori dottrinali che lei pur riconosce nel Vaticano II e che stanno a fondamento degli insegnamenti della stessa, dicendo: scusate, ci siamo sbagliati! Ma lei è così logico da pensare alla possibilità di una chiesa che, svegliandosi dal suo offuscamento – altro che missione di custodia del deposito della fede intatto e per sempre! – si decida di anatemizzare se stessa???

        Suvvia, siamo seri…

        • #Gianluigi   26 gennaio 2015 at 11:17 pm

          Al termine del quarto capitolo della Pastor Aeternus vi si legge: ” il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quella infallibilità con cui il divino Redentore volle che fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede o ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa”

          Da tale solenne definizione risultano chiaramente le condizioni della infallibilità pontificia. Per aversi definizione infallibile il Papa deve:
          a) parlare come Dottore e Pastore universale;
          b) usare della pienezza della sua autorità apostolica;
          c) manifestare l’intenzione di “definire”;
          d) trattare di fede o di costumi.

        • #bbruno   27 gennaio 2015 at 12:51 pm

          certo, verissimo, il papa ha questo supremo potere magisteriale in proprio, in forza del suo ministero petrino, non subordinatamente al consenso del collegio episcopale… questo afferma il Vaticano I, in opposizione alle vari tesi gallicane o fallibiliste o conciliariste: questo il punto di dottrina da chiarire, cioè da “spiegare con ulteriore [ULTERIORE, non si tratta di novità!] ]efficacia e chiarezza e RIBADIRE [appunto!] nelle menti dei fedeli, a fronte di “errori di eretici o controversie” insorte, come puntualizza la Mortalium Animos.
          Ma con questo lei pensa che si sia voluto separare il.magistero ordinario da quiello starordinario, riservando solo a questo la garanzia della infallibilità??? Ma andiamo: sarebbe come accettare l’insegnamento di un professore quando insegna “dalla cattedra”, e poi ritenere come ovvio che possa anche contraddirlo quando dà una lezione privata! Ma lei quando legge un documento è capace di leggerlo nella sua interezza, coglierne le varie parti in una visione unitaria, senza che queste si contraddicano l’un l’altra? Come fa a vedere permanente nella nuova chiesa di Roma la stessa condizione che la Pastor Aeternus, sì, la Pastor Aeternus, riconosce alla Sede Apostolica: quella di “avere sempre conservata pura la Religione cattolica”???(legga bene, c’è scritto anche questo ).

          Beh senta , se non è convinto, affari suoi. Libertà di religione, no??? La prossima volta che mi vuol rispondere- per satre sul concreto – , risponda almeno su questo: per salvarsi è necessario credere in Gesù, o questa è una semplice opzione, come papale papale afferma il suo vero Ratzinger, il vero papa, per il quale :« un ebreo, e questo è vero per i credenti di altre religioni, non ha bisogno di conoscere o di riconoscere Cristo come il Figlio di Dio per essere salvato” ? Stia al punto e mi risponda. Altrimenti lasci perdere.

        • #Gianluigi   27 gennaio 2015 at 1:29 pm

          Infatti quando Papa Benedetto XVI ha fatto quella affermazione che lei riporta riguardo alla necessità di Credere in Gesù Cristo per salvarsi è indubbiamente errata ma non per il fatto che ha errato Benedetto XVI non è più Pontefice. Questo suo esempio è una conferma che quando degli atti Magisteriali (Straordinari o Ordinari) sono mancanti della volontà definitoria non sono infallibili e quindi soggetti a potenziali errori. Gli errori eventualmente presenti non sono tali perchè il Pontefice legittimo (che in questa situazione ripeto è ancora Benedetto XVI essendo Bergoglio antipapa) in realtà non è Pontefice come alcuni sostengono (sedevacantisti ecc..) ma nonostante il Pontefice legittimo. Sicuramente è necesario credere in Gesù Cristo per salvarsi.

        • #bbruno   27 gennaio 2015 at 1:55 pm

          e allora quel papa non è papa perché eretico ( addirittura non cristiano )- cfr Cum ex apostolatus officio. Che Cristo sia necessario alla salvezza è di fede divina – chi dice il contrario è, dal punto di vista cattolico, un furfante: e tale è il suo Ratzinger, altro che papa legittimo!.
          Che discorso è mai questo di formule definitorie: per denunciare quel suo papa come non papa si aspettava una dichiarazione solenne con volontà definitoria a negazione di una verità di fede divina??? Ma se quello nemmeno cristiano è, come fa ad esser papa legittimo??? Continui pure ad arrabattarsi sugli specchi, i suoi papi conciliari (escluso, per grazia sua, il bergoglio ) son solenni impostori, negatori della fede cattolica, e quindi vadano all’inferno, loro e quelli che li seguono ( se perseverano, e non confessano la loro impostura ) .

        • #Gianluigi   27 gennaio 2015 at 8:39 pm

          Quindi in base al suo ragionamento S Pietro (primo Papa) e Papa Liberio poichè furono ripresi rispettivamente da S Paolo e da S Atanasio per gli errori commessi da questi Papi entrambe in realtà non sono legittimi Pontefici. La Pastor Aeternus le indica in modo dogmatico cio che è infallibile da cio che non lo è, evidentemente ha stabilito questa distinzione perchè questo documento sapeva benissimo che non sempre il Magistero è infallibile.

        • #bbruno   27 gennaio 2015 at 10:17 pm

          ma allora non si dà pace! quando mai san Pietro è caduto nell’errore di fede? Pietro è caduto vittima della sua paura ( legga San Tommaso d’ Aquino al proposito, se non le basta il racconto evangelico… ): e allora Pietro era solo annunciato capo della Chiesa: in tale funzione entrerà il giorno della Pentecoste, quando, ripieno di Spirito Santo, per primo, come da sua funzione, parlò alla folla senza paura alcuna di Gesù il Messia e Salvatore promesso, e della colpa dei Giudei che in Lui avevano ucciso l’ autore della vita, e della necessità di convertirsi e farsi battezzare nel Suo nome. E non sto a ripeterle tutta la storia, fino alla sua crocifissione a testa in giù perchè indegno di esserlo alla maniera del suo Cristo!

          Quanto alla lettera di sant’Atanasio, si metta il cuore in pace: è stata dimostrata un falso! cfr. Abbé Darras – non per niente fu inserita nel Danzinger post-concilio! ( a quale scopo?Fatica indovinarlo?!???)

          Un consiglio: a lei così amante delle sottigliezze formalistiche, le consiglio – viene proprio a proposito – lo disanima che fa l’ottimo CdP Ricciotti, qui su RS, sul tema “Concilio Vaticano II, pastorale o dogmatico? Avrà forse la soddisfazione di apprendere che in quel concilio l’errore fu proprio dogmaticamente affermato, seppure in maniera insidiosa secondo la solita tattica modernistica di far avanzare l’ errore sotto l’apparenza della riproposizione della verità (sub specie veritatis)! Ah, già, l’ ermeneutica della continuità, del super-sofista Ratzingero!!!
          A me allergico ai cavilli legulei, basta e avanza sapere che un papa, per essere papa, prima condizione sine qua non, necessaria seppure non suffiiente, certo, è che sia un cristiano che crede e professa la vera fede cattolica, sia quando è sulla cattedra che quando passeggia in pantofole nelle sue stanze, o appartamentino che sia…

          E ora basta, please, che stiamo stancando…Lei si tenga il suo Ratzinger papa legittimo, e viva in pace, e lasci vivere in pace!

  4. #anonimo   26 gennaio 2015 at 4:03 pm

    Dal “ libro di Piergiorgio Oddifreddi
    “Sulle spalle di un gigante…e vene un uomo chiamato Newton”
    (Longanesi, Milano 2014)

    Pagg. 38-39: Oddifreddi cita un passo del “Trattato sull’Apocalisse”, di Isaac Newton, di aperta critica alla Chiesa Cattolica del suo tempo; ricordo che Newton abbandonò il Cristianesimo per aderire all’arianesimo, ritenendo S. Anastasio un truffatore ed un imbroglione, così come il Concilio di Nicea del 325 ed i decreti di Teodosio del 381 (proclamazione del Cristianesimo religione di Stato) e del 391 (proibizione dei riti pagani).
    – “Al mondo piace essere ingannato: gli uomini non capiscono, non ragionano mai in modo equilibrato, ma si lasciano completamente trascinare dai pregiudizi, dagli interessi, dalle lodi mondane e dall’autorità della Chiesa nella quale vivono, come dimostra il fatto che tutti restano legati alla religione nella quale sono stati educati…Pochi sono coloro che cercano di comprendere la religione che professano, e chi la studia e cerca di capirla, lo fa più per ragioni mondane o per difenderla, che per indagare se essa è vera o no, con il proposito di scegliere e professare quella religione che, a suo giudizio, risulti la più vera”

    Mi sembra che una simile citazione calzi a pennello con il credo modernista che ha rimpiazzato la fede cattolica tradizionale, con la difesa che ne fanno i teologi, vaticanisti e giornalisti cattolici “normalisti” (per opportunismo, conformismo, piaggeria, carrierismo, ecc.) e con il tripudio delle folle osannanti il “caro leader” George Mario Bergolgio, il Vescovo di Roma, come si definisce egli stesso.

  5. #Francesco   26 gennaio 2015 at 8:51 pm

    Concordo con bbruno e Ricciotti
    Prendiamo il caso della Sacra Liturgia, rimasta immutabile per secoli, il concilio di Trento “blindò” tale liturgia, Paolo VI non poteva ne abolirla ne modificarla, ecco il colpo di genio, se ne fa una ex novo, imponendola a tutti i fedeli, il Vetus Ordo non si è toccato, lo si è solo scavalcato, risultato!, uno scempio della liturgia e oltraggi eucaristici a volontà, grazie alla libera interpretazione, all’adattamento, all’innovazione.
    Altro scempio lo ha recato l’ecumenismo e il dialogismo, abolendo di fatto l’affermazione “ Extra Ecclesiam nulla Salus”, veicolando il messaggio che in fin dei conti in tutte le religioni vi è una parte di verità, così anche la Chiesa non è depositaria, ne custode della “Verità”, ma al pari degli altri ne possiede una parte così che sommandole si abbia infine la verità.
    Nel post concilio, e quindi nelle libere interpretazioni, innovazioni e quant’altro si è permesso la prolificazione di vari movimenti più o meno carismatici, ma che alcuni hanno e seguono una dottrina eretica, ed il loro operare è puramente proprio delle sette, giusto per non fare nome vedi i neocatecumenali, le loro dottrine, la liturgia, la confessione, ed in modo particolare l’Eucarestia, sono puramente eretiche, eppure sono in seno alla Chiesa, cosa che non sarebbe accaduta in epoca passata.
    Francesco

  6. #bbruno   26 gennaio 2015 at 10:01 pm

    grazie della condivisione. Ma stia tranquillo: quelle degenerazioni dottrinali di cui parla esistono solo in questa chiesa, in quanto chiesa altra dalla vera Chiesa. Tutto qui. Sopra ho postato alcune citazioni dai papi della vera Chiesa di Cristo: dalle quali si evince che Chiesa ed errori non possono coesistere.

  7. Pingback: [VIDEO] Bergoglio al RNS: Dovete pregate CON eretici, apostati e scismatici. Cosa ci comanda invece la Chiesa? - Radio Spada

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  9. #RITA BETTAGLIO   17 giugno 2016 at 7:26 pm

    Ho letto gli articoli di Radaelli e questo di Ricciotti e noto subito una cosa: Ricciotti usa un sarcasmo del tutto fuori luogo. Nè Radaelli, che è studioso serio e onesto, nè Chiesa e postconcilio si sono mai sostituiti al Magistero infallibile della Chiesa e perciò è solo di cattivo gusto usare il tono usato da Ricciotti. Che risponda con argomentazioni razionali, non squalificando l’avversario. Perchè, alla fine, ci si autosqualifica!
    A me l’argomentazione di Radaelli pare assai razionale e sensata. Si dimostri che non lo è.
    Se poi ne facciamo questioni di antipatie personali, diciamolo, ma non coinvolgiamo i lettori in liti infantili.

  10. #RITA BETTAGLIO   18 giugno 2016 at 10:10 pm

    Per ‘Chiesa e post concilio’ intendevo il sito fatto oggetto di dileggio. Radaelli è fallibile come ognuno di noi, ma a differenza di molti, ha competenza e metodo scientifico. Non squalifica l’interlocutore ma controbatte in maniera seria. Non così il motteggio di Ricciotti che non porta argomenti ma livore personale. Me ne dispiace molto perchè Radio Spada è un sito in cui si trovano spesso articoli utili. Ma la polemica di bassa lega disturba molto…specie tra cattolici…

    • #bbruno   19 giugno 2016 at 12:07 pm

      Dove sia l’ “argomentazione razionale e sensata” nel sostenere che un papa è papa pur insegnando senza tenere conto del dato di fede a cui tutti i cristiani sono tenuti, a cominciare, è il minimo, dal papa stesso, io non riesco a vederla. Limitare il crisma dell’ infallibiltà pontificia ai soli casi ‘straordinari’ dell’ “io solennemente dichiaro e definisco”, è un non senso! L’unico e sicuro risultato che ottengono, e a cui mirano, questi ‘papi’ parlando a ruota libera, a braccio, come si dice, o come ‘dottore privato’, come si diceva, è di far passare, infallibilmente il loro insegnamento truffaldino, tutto a scapito del vero insegnamento che infallibilmente viene demolito dalle ‘novità’ da loro propinate senza sosta alcuna. Che cosa crede il novo-cattolico di quello che credeva il cattolico dei tempi andati (o di quello che credono ancora gli sparuti ‘ritardati’ attuali)’? Se non è così, allora sfidiamoli, questi novi papi: che salgano in cattedra, come si dice e come si intende dai sostenitori del ‘papa comunque’, una buona volta, e ci dicano quello che dobbiamo credere col sigillo dell’infallibilità. Non è già abbastanza grande la baraonda dottrinale in atto? É troppo comodo stare rintanati nella falsa modestia di Santa Marta, e divertirsi da lì a fare scempio di ogni senso cristiano, senza pagare dazio!

      Quanto poi al disturbo che la polemica, secondo lei, di bassa lega, creerebbe tra i ‘cattolici’, mi dice lei quale comune sentire ormai esiste tra i cattolici? È la polemica “di bassa lega” che ‘disturba’ i cattolici, o è stata la caduta del comune sentire cristiano cattolico a ‘disturbare’ l’unitàdellafamiglia cattolica? Dove è finita l’unità dei cattolici? Dove sono i cattolici e chi sono i cattolici? Non è la polemica ad aver creato lo scompiglio e la divisione tra i cattolici, ma l’ esasperazione per la distruzione della fede cattolica a opera dei nuovi-papi, della nova- chiesa che non lascia più spazio ormai,a chi vuol rimanere fedele alla fede di sempre, se non al sarcasmo e al motteggio??? Io, come cattolico di questo ultimo tipo, non ho nulla a che vedere, nulla in comune, coi cattolici alla Radaelli: figuriamoci poi con quelli che si esaltano per il rinnovamento portato dal concilio o dalla rivoluzione (goffa anzichenò) di’papa’ Bergoglio!

    • #Ale   7 luglio 2016 at 5:29 pm

      Su Radio Spada si trovano articoli utili perché sempre e limpidamente supportati dal Magistero Perenne di Santa Romana Chiesa. Lei non puù permettersi di giudicare l’utilità del Magistero di Santa Romana Chiesa, lei lo DEVE accogliere e difendere. Su Chiesa e post concilio spesso e volentieri si chiacchiera del nulla come se dipendesse dai commentatori e dagli articolisti trarre dal pestifero marasma di idiozie circolanti quella che è la loro propria verità! Infatti spesso in quel blog si usa parlare di “contributi per la discussione”. Ma cosa volete discutere??? Questo modo di fare è modernismo non cattolicesimo, sig.ra Rita Bettaglio, se ne faccia una ragione!

  11. #Maria   19 giugno 2016 at 4:18 pm

    Bbuno
    Eppure io mi sento cattolica, perche’ lo sono! Al di la di quello che lei può dire di questa chiesa che definisce eretica,i ” cui papi parlando a ruota libera,fanno passare infallibilmente il loro insegnamento truffaldino a scapito di quello vero”.La nostra Santa Chiesa, sotto la Grazia dell’Infallibilita’ lo permette appoggiando in tutto e per tutto questi Suoi Pastori ( uomini ) nel difficilissimo compito di portare il Suo Greggie all’Ovile.Non sta né a lei,ne me,ne ad altri discuterne,senza sapere quello che il nostro Signore ha in serbo per il futuro..Viva,da oltre 2000 anni,per il tanto sangue versato dei martiri,che, oggi ,più ancora di ieri, La rende credibile per Fede.
    Questa signor Bbuno e’ anche la mia fede ,in questa mia chiesa,dove sono cresciuta “nel timor di Dio”,imparando a sentirmi sorella di fratelli, figli dello stesso Padre.
    ( vorrei proprio sapermelo meritare )

    Se non riesce a vedere più cattolici intorno a lei,lo accrediti a se stesso. Non è il mio caso! vedo tante sante persone
    che lavorano silenziosamente per la Gloria di Dio, e sono certa che i miei occhi non sanno ancora vedere abbastanza per quanti altri ce ne sono e che io non conosco.
    Ma il Signore si! Per questo pone ancora fiducia in questa sua S.Chiesa anche se, purtroppo,molti dei suoi figli non la sanno più riconoscere.

    • #bbruno   19 giugno 2016 at 5:00 pm

      ma se “nemmeno Dio è cattolico”, e nemmeno cattolico il papa che l’ha detto – va da sé, no? – almeno ci sia lei ad esserlo!

  12. #bbruno   19 giugno 2016 at 8:01 pm

    l’ultima di questo cagliastro di papa sul matrimonio: è giusto farlo precedere da un accoppiamento di fatto: se va bene, allora sposatevi! Prima accasarsi senza sposarsi era peccato pubblico, ora invece è da saggi! Oh certo,qui non c’entra l’ infallibilità-direbbe Radaelli- mica era seduto in cattedra quando ha distribuito questa perlina! – ma l’effetto è stato folgorante: finalmente un papa come si deve,i Paoni esultano! ….E anche Dio deve rassegnarsi, altrocheminacciare infernoaidivorziatiaifrocieira alle coppiedifatto….Misericordia voglio e non sacrifici (inutili)…..

  13. #Maria   19 giugno 2016 at 8:12 pm

    Bruno
    Sa che non avevo mai pensato se Dio fosse cattolico o meno…… , però al papa si! Anche sebbene si dice,che non lo sia.La Chiesa,nella quale credo fermamente me lo garantisce, e i frutti prodotti me lo confermano.
    Dipende da che parte noi scrutiamo la strada che vogliamo percorrere…… e,purtroppo, non tutte portano a Roma….dal Papa ovviamente.