J. Ratzinger: ci sono santi pagani, fuori dalla Chiesa ci si salva in larga scala

J. Ratzinger: ci sono santi pagani, fuori dalla Chiesa ci si salva in larga scala

Anche oggi parliamo di J. Ratzinger, della sua “fine teologia” e del rapporto che egli ebbe (ed ha) con le “false religioni”. Pochi giorni fa abbiamo evidenziato che, secondo J. Ratzinger, «l’Induismo è altissimo e purissimo, marcato dall’idea dell’amore», come pure, in puro spirito vaticanosecondista, egli si fa promotore di «[…] stima e il rispetto verso le altre religioni e culture, con i semi di verità e di bontà che vi sono presenti e che rappresentano una preparazione al Vangelo […]» (clicca qui). Per un elenco completo delle precedenti “puntate” cliccare qui.

San Pio X nella «Pascendi Dominici gregis» evidenziava questo pericolo: «Quanto siamo qui lontani dagli insegnamenti cattolici! Simili vaneggiamenti li abbiamo già uditi condannare dal Concilio Vaticano. Vedremo più oltre come, con siffatte teorie, congiunte agli altri errori già mentovati, si spalanchi la via all’ateismo. Qui giova subito notare che, posta questa dottrina dell’esperienza unitamente all’altra del simbolismo, ogni religione, sia pure quella degl’idolatri, deve ritenersi siccome vera. Perché infatti non sarà possibile che tali esperienze s’incontrino in ogni religione? E che si siano di fatto incontrate non pochi lo pretendono. E con qual diritto modernisti negheranno la verità ad una esperienza affermata da un islamita? con qual diritto rivendicheranno esperienze vere pei soli cattolici? Ed infatti i modernisti non negano, concedono anzi, altri velatamente altri apertissimamente, che tutte le religioni son vere».

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Nel suo libro «Salt of the Earth», 1996, alla pagina 24, J. Ratzinger, alla domanda «Non potremmo noi però accettare anche che qualcuno possa essere salvato tramite una fede che non sia quella Cattolica?», risponde: «È certamente possibile che qualcuno riceva dalla sua religione le direttive che lo aiutino a divenire una persona pura, le quali anche, volendolo, lo aiutino a piacere a Dio ed a raggiungere la salvezza. Questo non viene affatto escluso da ciò che ho detto; al contrario, ciò succede indubbiamente su larga scala».

Ci è noto dalla Chiesa, sin dalla sua fondazione, che l’uomo che non ha conosciuto a sufficienza la Chiesa, se non ha desiderato di proposito la sua ignoranza, qualora muoia senza peccati mortali, può salvarsi. Questa è la Misericordia. Da qui, ad affermare che «ciò succede indubbiamente su larga scala», che una falsa religione possa fornire «direttive che lo aiutino a divenire una persona pura», che «lo aiutino a piacere a Dio»  c’è di mezzo il «Diluvio universale».

Apprendiamo dal «Catechismo Tridentino»: «Quanti vogliono conseguire la salute eterna devono aderire alla Chiesa, non diversamente da coloro che, per non perire nel diluvio, entrarono nell’arca».

Rientro del Papa Emerito Benedetto XVI in Vaticano

Il «Sillabo» di Papa Pio IX (8 dicembre 1854) contiene un’esplicita condanna di quattro proposizioni (XV-XVIII) che sono espressione dell’indifferentismo. Nel dettaglio: 1) la proposizione XV condanna il soggettivismo razionalistico; 2) la proposizione XVI condanna la negazione del dogma Extra ecclesiam nulla salus; 3) la proposizione XVII condanna un’attenuazione dello stesso dogma; 4) la proposizione XVIII condanna la negazione del dogma in relazione al protestantesimo.

Ratzinger, qui ed altrove, va controcorrente, contro il dogma, indifferente alle condanne della Chiesa.

Il «Catechismo di san Pio X» del 1905 riafferma il dogma agli articoli 169, 171 e 172. In particolare l’articolo 169 riprende un’immagine del «Catechismo del Concilio di Trento» e recita: «No, fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell’Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa».

Ratzinger ha anche affermato (clicca qui) che gli scismatici eretici «Ortodossi sono Chiesa di Cristo». Come ho dimostrato anche in «Apologia del Papato» (EffediEffe 2014) al capitolo «PAROLA CHIESA ODIATA DAI NOVATORI», J. Ratzinger non crede che la Chiesa di Cristo, all’epoca della fondazione, fosse un’Istituzione gerarchica. Da questa sua idea antidogmatica di modernismo, come da tante altre già ricordate, discendono probabilmente determinate affermazioni liberali e di indifferentismo.

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Commentando gli «Atti degli Apostoli», sempre con boriose e quasi inafferrabili osservazioni esegetiche, secondo J. Ratzinger: «Paolo dunque non intendeva la Chiesa come istituzione, come organizzazione, ma come organismo vivente, nel quale tutti operano l’uno per l’altro e l’uno con l’altro, essendo uniti a partire da Cristo» [Cf. «Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald», Ed. Vaticana, Città del Vaticano, 2010; Cf. «Il Papa si racconta. Un’anteprima», di S. Magister, riv. dig. L’Espresso, 23 novembre 2010].

In altre occasioni J. Ratzinger condannerà pubblicamente la struttura Gerarchica della Chiesa Istituzione, ma ne parleremo in altri mini-dossier.

Afferma Pio XI nella «Mortalium Animos»: «Perciò [i Pancristiani] sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio».

Il Pontefice puntualizza: «Tra costoro ci sono anche alcuni, benché pochi in verità, i quali concedono al Romano Pontefice un primato di onore o una certa giurisdizione e potestà, facendola però derivare non dal diritto divino, ma in certo qual modo dal consenso dei fedeli; altri giungono perfino a volere lo stesso Pontefice a capo di quelle loro, diciamo così, variopinte riunioni. Che se è facile trovare molti acattolici che predicano con belle parole la fraterna comunione in Gesù Cristo, non se ne rinviene uno solo a cui cada in mente di sottomettersi al governo del Vicario di Gesù Cristo o di ubbidire al suo magistero. E intanto affermano di voler ben volentieri trattare con la Chiesa Romana, ma con eguaglianza di diritti, cioè da pari a pari; e certamente se potessero così trattare, lo farebbero con l’intento di giungere a una convenzione la quale permettesse loro di conservare quelle opinioni che li tengono finora vaganti ed erranti fuori dell’unico ovile di Cristo. A tali condizioni è chiaro che la Sede Apostolica non può in nessun modo partecipare alle loro riunioni e che in nessun modo i cattolici possono aderire o prestare aiuto a siffatti tentativi; se ciò facessero, darebbero autorità ad una falsa religione cristiana, assai lontana dall’unica Chiesa di Cristo».

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Ratzinger ha costantemente affermato e fatto il contrario di quello che la Chiesa sostiene, spingendosi a dichiarare: «Fa d’uopo considerare l’ipotesi per cui questa arcaica confessione [degli Ortodossi eretici scismatici, NdR], scollegata dal primato di giurisdizione e confessante un primato d’onore e di agape, non venga in effetti riconosciuta come una ‘formula adeguatamente riflettente la posizione occupata da Roma nella Chiesa’», in «Principles of Catholic Theology», 1982, pp. 216-217 (in futuro vedremo esattamente il documento con la traduzione integrale della pagina, ve ne avevo già parlato circa due anni fa qui).

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Ratzinger in «Truth and Tolerance», 2004, alla pagina 207, scrive: «Il fatto che in ogni epoca vi sono stati e vi sono ancora dei ‘santi pagani’ è perciocché ovunque ed in ogni epoca – seppure spesso con difficoltà ed in maniera frammentaria – il discorso del “cuore” può essere ascoltato, perché il Dio (del Torah) può essere sentito dentro di noi, nel nostro essere creaturale, come chiamata al dovere, ed è quindi possibile per noi trascendere ciò che è meramente soggettivo al fine di trasformare uno verso l’altro e verso Dio».

Apprendiamo dal “fine teologo” mito dei “tradizionalisti” per autoacclamazione, che esistono i «santi pagani» ovunque, anche nel Giudaismo che rigetta apertamente Cristo. Qui alcuni cenni cattolici sulla santità.

Per un elenco completo delle precedenti “puntate” cliccare qui. Alla prossima …

5 Commenti a "J. Ratzinger: ci sono santi pagani, fuori dalla Chiesa ci si salva in larga scala"

  1. #elisa   10 febbraio 2015 at 9:16 pm

    Nel nostro cattolicesimo, mi sembra, ci viene raccomandato di stare attenti alla “presunzione della salvezza”. Infatti perchè dovrei pensare che personaggi come Gandhi non si siano salvati? Non hanno conosciuto Gesù…per tanti motivi non hanno conosciuto Gesù…ma sono stati uomini retti…certamente non hanno fatto abortire le mogli nè hanno abusato dei loro figli…anche noi cattolici parliamo a volte di qualcosa che la Scrittura non afferma, ma la tradizione della Chiesa si, come il limbo…..come è grande il nostro Padre celeste che non ci permette di capire tutto il Mistero…

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    • #ricciotti   12 febbraio 2015 at 12:21 pm

      Noi non possiamo presumere nomi e cognomi di chi salva e chi no, ecco perché preghiamo per le loro anime, ma dobbiamo ricordare quello che Dio ci ha insegnato, e non è ciò che ciancia ratz.

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  2. #Mardunolbo   11 febbraio 2015 at 12:17 pm

    Gandhi ???????proprio lui cui si offrivano fanciulle giovani giovani negli ultimi anni della sua vita ! E lui, ben disposto le cambiava ogni mese. Non lo dico io bensì lo scrisse Rino Camilleri, ben seguace del nuovo ordine vaticano e della nuova “messa”.
    Comunque, è certo che “la Misericordia di Dio ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolve a Lei….”.
    Nessuno può ergersi a Dio, ma la ragione ci permette di capire qualcosina….

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  3. #bbruno   12 febbraio 2015 at 9:52 pm

    ma costui ci tiene tanto a garantire la salvezza extra ecclesiam, perché sente di non avere niente da spartire con la Chiesa?!? Un figuro che nemmeno cristiano è, e vuol dare garanzie sulla salvezza!…. Ma di quale salvezza parla poi??? Avere già i suoi anni, e non dar segni di resipiscenza! Già, ma lui si sente sicuro! Tra i peccati contro lo Spirito Santo, imperdonabili, non c’è anche l’ impugnare la verità conosciuta ? ( o dobbiamo dire che in costui teologo sommo e sommo pontefice della chiesa cattolica, c’è l’ignoranza invincibile a scusarlo????)

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