J. Ratzinger: Gesù risorto non mangiò con gli Apostoli, san Luca mente e fa mitologia

J. Ratzinger: Gesù risorto non mangiò con gli Apostoli, san Luca mente e fa mitologia

di CdP Ricciotti.

Nel precedente mini dossier sul “papa pensionato”, J. Ratzinger, abbiamo evidenziato un’altra sua “piccola” menzogna (clicca qui), laddove egli sostiene, strizzando l’occhio agli Ortodossi, che il Primato di Giurisdizione del Pontefice, così come noi lo conosciamo, avrebbe «assunto una forma» nuova proprio «nei secoli diciannovesimo e ventesimo». Questa è una chiara impostura.

Poniamo anzitutto che contra factum non valet argumentum; che non può essere possibile “essere cattolici” abbracciando nel contempo un credo compromesso con l’errore, facciamo un’altra serie di valutazioni sulla “fine teologia” di J. Ratzinger, teologia che certamente cattolica non è, non può esserlo e ce lo dimostra l’evidenza.

Alla nota 334, pagina 169, di «Apologia del Papato» (EffediEffe 2014), parafrasando mons. Spadafora e don E. Innocenti, scrivevo:

«Ratzinger […] subisce il fascino della moderna cultura esegetica tedesca [quella modernista, NdA], la quale, sul tema delle apparizioni del Risorto, “spacca il capello in quattro” per sottolineare la soggettività della percezione interiore dei destinatari della “dimostrazione” offerta da Gesù Risorto.

Possiamo noi – soprattutto in quanto persone moderne – dar credito a testimonianze del genere?”: così Ratzinger introduce la questione, sulla scorta di “luminari” tedeschi […] e sottolinea: “[…] anzi, secondo Luca, si lascia addirittura offrire un pezzo di pesce da mangiare”. […] Secondo il Professore [ovvero J. Ratzinger, NdA], i racconti presentano un “linguaggio mitologico” [espressione appresa probabilmente dal Loisy o dagli eredi suoi estimatori, tipica del metodo esegetico storico critico che, come ho già documentato citando mons. Spadafora ed altri, il Ratzinger favorisce ambiguamente, NdA]: “Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno spirito, raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito. Gran parte degli esegeti [già condannati dalla Chiesa per il metodo esegetico usato, NdA] è dell’avviso che qui Luca, nel suo zelo apologetico, abbia esagerato […]” (Cf. «Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione», LEV, Vaticano 2011, p. 298).

«[…] Gli italiani trarranno da queste pagine la conclusione che la loro guida è perplessa [secondo la Chiesa, invece, la loro guida è “eretica” poiché rigetta chiaramente la storicità dei Vangeli e l’interpretazione secondo “unanime consenso”, NdA]. Invocheranno su di essa la grazia divina, ma non si attenderanno per ora da essa quella scossa di fede, quella conferma nella fede, di cui hanno urgente bisogno per continuare la loro missione storica […] e per salvarsi dalla propria estinzione demografica, culturale e apostolica» (Cf. «La crisi italiana da Wojtyla a Ratzinger», don E. Innocenti, SFAU, Roma, 2012, pp. 106 e 107).

befintro3

«Secondo J. Ratzinger, san Luca avrebbe mentito, inventando l’episodio di Gesù che mangia, per enfatizzare il fatto che Gesù non era solo uno spirito: «Gesù invece non viene dal mondo dei morti – quel mondo che Egli si è lasciato definitivamente alle spalle – ma al contrario, viene proprio dal mondo della pura vita, viene da Dio come il realmente Vivente che è, Egli stesso, fonte della vita». In pratica, secondo la “fantateologia bipolare” di J. Ratzinger, san Luca avrebbe mentito o inventato; si legge: «[…] entrerebbe in contraddizione con la sua stessa narrazione, secondo cui Gesù all’improvviso sta in mezzo ai discepoli in una corporeità che non è legata alle leggi dello spazio e del tempo» (Ivi.)] per giustificare un qualcosa, niente di meno che la Resurrezione (ovvero, sempre secondo la logica di J. Ratzinger, il fine giustifica i mezzi).

«Verrebbe da dire, parafrasando don Innocenti, che gli italiani «la scossa di fede» – all’inverso – la hanno ricevuta in data 11 febbraio 2013 quando J. Ratzinger (Benedetto XVI) ha annunciato al mondo le sue “dimissioni”, pur conservando fantasticamente tutti gli onori dell’ormai ex “ufficio”, ma scaricando gli oneri a terzi. Ancora si evince la bipolarità del soggetto; alterazioni della forma e del contenuto del pensiero contro l’equilibrio che è, invece, “conferma di fede”».

Ecco un’altra bugia di J. Ratzinger. San Luca dice: «“Avete qui qualcosa da mangiare?”. Gli misero davanti un pezzo di pesce arrostito. E davanti ai loro occhi lo prese e lo mangiò» (Lc. XXIV, 41-43). Secondo J. Ratzinger questo episodio sarebbe «mitologico», perché Gesù « non viene dal mondo dei morti» e questa sarebbe una «esagerazione» di san Luca. J. Ratzinger afferma l’esatto contrario della verità, ovvero mente, dando direttamente del bugiardo a san Luca, sebbene lo faccia con eleganza di stile (cf. Humani Generis, Pio XII).

Gli Apostoli, difatti, pensarono dapprima di vedere uno spirito, non il vero Gesù, tanto che questi li dovette rassicurare: «Perché siete sconvolti? Guardate le mie mani e i miei piedi, ché sono proprio io. Toccatemi e guardate, poiché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io!» (Lc. XXIV,38); poi mangiò con loro.

Ora, questa non è una semplice bugia, ma una vera eresia poiché J. Ratzinger va apertamente contro il dogma dell’Inerranza (clicca qui) e contro la Convergenza dei Padri (clicca qui). Lo fa spesso e volentieri, così come abbiamo già dimostrato e continueremo a farlo.

Brevemente vediamo cosa ci dice il Concilio di Trento (Paolo III), Decreto sulla Vulgata, 1546: «[…] per frenare certi spiriti indocili, stabilisce che nessuno, fidandosi del proprio giudizio, nelle materie di fede e morale, che fanno parte del corpo della dottrina cristiana, deve osare distorcere la sacra Scrittura secondo il proprio modo di pensare, contrariamente al senso che ha dato e dà la santa madre Chiesa, alla quale compete giudicare del vero senso e dell’interpretazione delle sacre Scritture; né deve andare contro l’unanime consenso dei Padri, anche se questo genere di interpretazioni non dovesse essere mai pubblicato […]».

Per i dubbiosi, questo perché oggi va di moda il sola Scriptura, come fosse cosa normale ed ammissibile, ognuno crede lecito di aprire la Bibbia e di interpretarla secondo i propri pruriti, guardiamo ad un’altra bugia inconfutabile di J. Ratzinger.

83903036

«Questa è una mela. Chi non è d’accordo può andar via», soleva dire l’Aquinate prima di iniziare le sue lezioni. Nessuno crede di essere paragonabile neanche all’unghia del mignolo del piede di san Tommaso d’Aquino, però l’evidenza di un essere o di un fatto non può essere determinata da un disonesto pensiero, altrimenti saremmo illogici o, a nostra volta, se consapevoli, saremmo bugiardi.

Il 14 febbraio 2013, il giorno dell’invenzione del presunto “papato emerito”, J. Ratzinger disse: «Sono molto grado per la vostra preghiera. Anche se mi ritiro in preghiera so che voi sarete vicini a me, anche se per il mondo rimango nascosto» (clicca qui).

Leggiamo bene: «per il mondo rimango nascosto». A si? Il Dizionario della lingua italiana dice che «nascosto significa sottratto alla vista, non visibile, in segreto, senza farsi vedere». Significa anche «senza farlo sapere».

Ecco un’altra delle tante menzogne di J. Ratzinger. Lo dimostreremo con delle semplici immagini corredate da didascalia.

Titola «Il Messaggero» il 23 marzo 2013, un mese dopo lo slogan «per il mondo rimango nascosto», «Castel Gandolfo, Papa Francesco prega con Benedetto: “Siamo fratelli”»:

bef0

Da «Sky Tg24» del 23 dicembre 2013: «Papa Francesco in visita da Benedetto XVI»:

bef2

Titola «La Repubblica», 12 febbraio 2015: «Concistoro, i 20 cardinali scelti da Francesco. Anche Ratzinger alla cerimonia»:

bef3

Ma già il  24 febbraio 2014, precedente concistoro, J. Ratzinger ed JM. Bergoglio avevano fatto i populisti insieme. Titola «Vatican Insider»: «Francesco e Benedetto contro il carrierismo»:

Concistoro: il Papa crea 19 nuovi cardinali

In 28 settembre 2014 i due avevano incontrato insieme i nonni. Si legge sul «Quotidiano.net»: «Papa Francesco e Benedetto XVI incontrano i nonni: “Abbandono è eutanasia nascosta”»:

bef5

Già il 5 luglio del 2013 avevano “consacrato” insieme il Vaticano a san Michele. Da «Vatican Insider»:

bef6

Di episodi, foto e video da riportare ce ne sarebbero tanti, ma il tempo è prezioso e non ci sembra opportuno di dedicarlo ulteriormente per dimostrare che «una mela è una mela», poiché «una mela è una mela».

Ricordiamo solamente la perfetta continuità e condivisione nella dottrina fra J. Ratzinger e JM. Bergoglio: «Ecco la Lumen Fidei, la prima enciclica di papa Francesco ma redatta a quattro mani con Joseph Ratzinger. Il documento ripercorre la storia della fede cristiana» (da «Vatican Insider», del 5 luglio 2013).

Ci sembra evidentissimo che il “bugiardello” non è san Luca, ma è proprio lui: J. Ratzinger

Per consultare l’elenco completo dei mini-dossier su J. Ratzinger cliccare qui.

34 Commenti a "J. Ratzinger: Gesù risorto non mangiò con gli Apostoli, san Luca mente e fa mitologia"

  1. #Agostino Arciprete.   25 febbraio 2015 at 12:24 pm

    Basta solo guardare la foto con la mitra satanica di Pan per capire di quale affabulatore stiamo parlando! Sono già colpiti, lui ed i suoi accoliti, da anatemi eterni dai veri Papi: Paolo IV, Pio V, Pio IX, Pio X, Pio XII, da San Paolo di Tarso, da S.Giovanni dell’Apocalisse, da Gesù di Nazaret, Figlio di Dio Creatore, … e li sarà pianto e stridor di denti …

  2. #Mardunolbo   25 febbraio 2015 at 12:28 pm

    Angheran ghin-go, oltre le 3 galline sul comò, esponga lui con dotta disquisizione “alla ratzinger” cosa invece avrebbe detto il teologo di Tubinga .Saremo tutt’occhi rivolti da altra parte rispetto alle 3 galline…

  3. #guelfonero   26 febbraio 2015 at 12:07 pm

    Inutile perdere tempo con inutili polemiche con persone morte (dentro) da tempo. SI prosegua con queste utili pubblicazioni Ad Maiorem Dei Gloriam. Complimenti all’autore. 🙂

    • #ricciotti   27 febbraio 2015 at 1:28 am

      ad maiorem Dei gloriam
      thanks

  4. #Francesco   26 febbraio 2015 at 11:19 pm

    L’autore di questi articoli non sa leggere i libri e tutte le sue affermazioni sono innestate e percorse da un pregiudizio insanabile che gli fa leggere i condizionali da Ratzinger affibiati ai teorici che critica come da attribuire allo stesso Ratzinger.
    Qui vi cito dal libro Gesù di Nazareth volume 2 il riassunto dello stesso Ratzinger che fa capire come non vi sia in lui ombra di eresia.

    <>

  5. #Francesco   26 febbraio 2015 at 11:21 pm

    L’autore di questi articoli non sa leggere i libri e tutte le sue affermazioni sono innestate e percorse da un pregiudizio insanabile che gli fa leggere i condizionali da Ratzinger affibiati ai teorici che critica come da attribuire allo stesso Ratzinger.
    Qui vi cito dal libro Gesù di Nazareth volume 2 il riassunto dello stesso Ratzinger che fa capire come non vi sia in lui ombra di eresia.

    3. RIASSUNTO: LA NATURA DELLA RISURREZIONE DI GESÙ E IL SUO SIGNIFICATO STORICO

    Chiediamoci ora ancora una volta, in modo riassuntivo, di quale genere sia stato l’incontro con il Signore risorto. Sono importanti le seguenti distinzioni:
    – Gesù non è uno che sia ritornato nella normale vita biologica e che poi, secondo le leggi della biologia, debba un giorno nuovamente morire.
    – Gesù non è un fantasma (uno «spirito»). Ciò significa: non è uno che, in realtà, appartiene al mondo dei morti, anche se può in qualche modo manifestarsi nel mondo della vita.
    – Gli incontri con il Risorto sono, però, anche una cosa diversa da esperienze mistiche, in cui lo spirito umano viene per un momento sollevato al di sopra di se stesso e percepisce il mondo del divino e dell’eterno, per poi ritornare nell’orizzonte normale della sua esistenza. L’esperienza mistica è un momentaneo superamento dell’ambito dell’anima e delle sue facoltà percettive. Ma non è un incontro con una persona che dall’esterno si avvicina a me. Paolo ha distinto molto chiaramente le sue esperienze mistiche – come ad esempio la sua elevazione fino al terzo cielo descritta in 2 Corinzi 12,1-4 – dall’incontro con il Risorto sulla via di Damasco, che era un avvenimento nella storia, un incontro con una persona vivente

    • #ricciotti   27 febbraio 2015 at 1:34 am

      “L’autore di questi articoli non sa leggere i libri”
      se ne sei convinto tu. bah!
      “L’esperienza mistica è un momentaneo superamento dell’ambito dell’anima e delle sue facoltà percettive. Ma non è un incontro con una persona che dall’esterno si avvicina a me. Paolo ha distinto molto chiaramente le sue esperienze mistiche – come ad esempio la sua elevazione fino al terzo cielo descritta in 2 Corinzi 12,1-4 – dall’incontro con il Risorto sulla via di Damasco, che era un avvenimento nella storia, un incontro con una persona vivente”
      questa esperienza è totalmente diversa da quella degli Apostoli con Gesù.
      aggiungo: questo non cambia ciò che Ratzinger dice, ovvero che Gesù non ha mangiato veramente il pesce, che san Luca faceva mitologia ed esagerava. tutto qui.
      non entri nel merito.
      saluti.

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 6:27 pm

        Smetti di citare a sproposito?!
        Perché citi il paragrafo delle esperienze mistiche quando Ratzinger afferma proprio che l’incontro dei discepoli con Gesù non è da annoverare tra queste?

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 6:29 pm

        Di nuovo Ratzinger fa affermare ai teologi che critica – il condizionale ti fa suonare qualche campanello? – che sarebbe esagerato. Impara a leggere e a studiare.

  6. #Francesco   26 febbraio 2015 at 11:27 pm

    Cito a sostegno Angelo Scola dall’incontro del 2006 con Eugenio Scalfari:

    …Questi atterriti, letteralmente atterriti. Scappano, si chiudono a serramanico nel cenacolo, hanno paura di ogni cosa. Come si spiega che improvvisamente, improvvisamente questi escono fuori, annunciano a tutti, si fanno mettere in galera. Tutti vanno alla morte, tutti danno la vita. Si spiega perché l’hanno visto, perché l’hanno rivisto!!! Perché se non l’avessero rivisto dentro la sua nuova forma di esistenza che non era più legata allo spazio e al tempo anche se poteva entrare nello spazio e nel tempo. Poteva mangiare con loro, poteva passare le pareti per stare con loro, ma non è più trattenibile – questi sono gli unici due indizi che abbiamo prima del morire di ciò che sarà il nostro corpo risorto. Ma il dato di fatto che schianta la questione è che questi qui sono passati dal terrore del più radicale insuccesso – cosa che mondanamente parlando è oggettiva – al dare la propria vita perché l’avevano rivisto…..

    • #ricciotti   27 febbraio 2015 at 1:30 am

      ho capito, ma questo non cambia ciò che Ratzinger dice, ovvero che Gesù non ha mangiato veramente il pesce, che san Luca faceva mitologia ed esagerava. tutto qui.

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 12:10 pm

        Ribadisco che non leggi e non sai leggere i libri.
        Cito:

        In base a tutte queste notizie bibliche, che cosa possiamo ora dire veramente sulla peculiare natura della risurrezione di Cristo? Essa è un evento dentro la storia che, tuttavia, infrange l’ambito della storia e va al di là di essa. Forse possiamo servirci di un linguaggio analogico, che sotto molti aspetti rimane inadeguato, ma può tuttavia aprire un accesso alla comprensione. Potremmo (come abbiamo già fatto anticipatamente nella prima sezione di questo capitolo) considerare la risurrezione quasi come una specie di radicale salto di qualità in cui si dischiude una nuova dimensione della vita, dell’essere uomini. Anzi, la stessa materia viene trasformata in un nuovo genere di realtà. L’Uomo Gesù appartiene ora proprio anche con lo stesso suo corpo totalmente alla sfera del divino e dell’eterno. D’ora in poi –dice una volta Tertulliano –«spirito e sangue» hanno un posto in Dio (cfr De resurrect. mort. 51,3: CC lat. II 994).

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 12:13 pm

        Il tuo pregiudizio è talmente radicato che ti permette – non che sia lecito – di saltare o non considerare tutto il testo o di leggerlo alla luce della tua personalissima pre-opinione, pre-giudizio. Questo grida “vendetta” alla corte del giudizio divino. Mi dispiace davvero tanto.

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 12:19 pm

        Vai a rileggere il testo.
        Infine, la prova del l’eresia dovresti trovarla nelle azioni di governo della Chiesa. Dopo mi leggo gli articoli che mi hai segnalato nell’altro post.

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 12:22 pm

        Cito:

        È essenziale il fatto che con la risurrezione di Gesù non è stato rivitalizzato un qualsiasi singolo morto in un qualche momento, ma nella risurrezione è avvenuto un salto ontologico che tocca l’essere come tale, è stata inaugurata una dimensione che ci interessa tutti e che ha creato per tutti noi un nuovo ambito della vita, dell’essere con Dio. A partire da lì bisogna anche affrontare la questione circa la risurrezione quale avvenimento storico. Da una parte, dobbiamo dire che l’essenza della risurrezione sta proprio nel fatto che essa infrange la storia e inaugura una nuova dimensione che noi comunemente chiamiamo la dimensione escatologica. La risurrezione dischiude lo spazio nuovo che apre la storia al di là di se stessa e crea il definitivo. In questo senso è vero che la risurrezione non è un avvenimento storico dello stesso genere della nascita o della crocifissione di Gesù. Essa è qualcosa di nuovo, un genere nuovo di evento. Bisogna, però, al tempo stesso prendere atto del fatto che essa non sta semplicemente al di fuori o al di sopra della storia. Come eruzione dalla storia che la supera, la risurrezione prende tuttavia il suo inizio nella storia stessa e fino a un certo punto le appartiene. Si potrebbe forse esprimere tutto questo così: la risurrezione di Gesù va al di là della storia, ma ha lasciato una sua impronta nella storia. Per questo può essere attestata da testimoni come un evento di una qualità tutta nuova.

      • #Francesco   27 febbraio 2015 at 12:31 pm

        Te lo cito per comodità. E mi raccomando, leggi bene. Leggi i condizionali, guardando a chi son riferiti.

        Gesù invece non viene dal mondo dei morti –quel mondo che Egli si è lasciato definitivamente alle spalle –ma al contrario, viene proprio dal mondo della pura vita, viene da Dio come il realmente Vivente che è, Egli stesso, fonte della vita. Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno «spirito», raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito. Gran parte degli esegeti è dell’avviso che qui Luca, nel suo zelo apologetico, abbia esagerato; con una tale affermazione egli avrebbe ricollocato Gesù in una corporeità empirica che con la risurrezione è stata superata. In questo modo egli entrerebbe in contraddizione con la sua stessa narrazione, secondo cui Gesù all’improvviso sta in mezzo ai discepoli in una corporeità che non è legata alle leggi dello spazio e del tempo. Io penso che sia utile esaminare qui anche gli altri tre brani in cui si parla della partecipazione del Risorto ad un convito. Il testo appena commentato è preceduto dalla narrazione di Emmaus. Essa si conclude con la notizia che Gesù si mise a tavola con i discepoli, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede ai due. In quel momento si aprirono loro gli occhi «e lo riconobbero. Ma Egli sparì dalla loro vista» (Lc 24,31). Il Signore sta a tavola con i suoi come prima, con la preghiera di benedizione e lo spezzare il pane. Poi sparisce davanti alla loro vista esterna, e proprio in questo scomparire si apre la vista interiore: lo riconoscono. È un vero incontro conviviale e tuttavia è nuovo. Nello spezzare il pane Egli si manifesta, ma solo nello sparire diventa veramente riconoscibile. Secondo la struttura interiore, questi due racconti conviviali sono molto simili a quello che troviamo in Giovanni 21,1-14: i discepoli hanno trascorso una notte senza successo; nessun pesce è entrato nelle loro reti. Al mattino Gesù sta sulla riva, ma essi non lo riconoscono. Egli chiede loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Alla loro risposta negativa comanda loro di prendere nuovamente il largo, e questa volta tornano con una pesca sovrabbondante. Ora però Gesù, che ha già posto del pesce sulla brace, li invita: «Venite a mangiare». E adesso essi «sapevano» che era Gesù. Particolarmente importante ed utile per comprendere il modo di partecipare ai conviti, proprio del Risorto, è l’ultimo racconto; esso si trova negli Atti degli Apostoli. Nelle traduzioni comuni, però, l’affermazione singolare di questo testo non viene alla luce. Così nella traduzione italiana ufficiale si dice: «Si mostrò ad essi…durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme…» (At 1,3s). A causa del punto –giusto per la costruzione della frase –dopo la parola «regno di Dio», viene oscurata una connessione interiore. Luca parla di tre elementi che caratterizzano lo stare insieme del Risorto con i suoi: Egli «apparve», «parlò» e «stette a tavola». Apparire –parlare –stare a tavola: sono queste le tre auto-manifestazioni del Risorto, strettamente connesse tra loro, con cui Egli si rivela come il Vivente.

  7. #Mardunolbo   27 febbraio 2015 at 3:13 pm

    Tutte queste citazioni non tolgono nulla dalla analisi di Ricciotti che commenta, giustamente una delle tante osservazioni “dotte” di Ratzinger che pretende di capire ed interpretare ,lui e solo lui da “teologo”, fatti che sono accaduti e furono narrati secondo la realtà che vissero al tempo gli Apostoli.
    Che uno, mettiamo pure fosse papa, mettiamo pure teologo, si aggiudichi la facoltà di interpretare pezzi del Vangelo secondo una sua visione moderna (e modernista !) lo giudico spregevole, pericoloso e fuorviante ! Anche se non sconfessa la resurrezione di Gesù, si permette di obiettare su un fatto che non può essere oggetto di analisi e di esclusione proprio per il fatto che la Resurrezione va al di là di ogni comprensione umana, ma rispecchia comunque, molto bene, la TEORIA di Einstein sul rapporto tra Energia e Materia.
    Sulla base di questa TEORIA, nulla impedisce al Creatore di trasformarsi a piacere in materia od energia.
    Prima di aprire bocca e scrivere le sue ratzingate, lo pseudo papa ora emerito avrebbe potuto, se intendeva aggiungere qualcosa in più alla fede nella Resurrezione, argomentare dottamente sulle leggi della Fisica e sulle teorie inerenti.
    Ma non l’ha fatto !
    Anzi, l’emerito ha scritto pure quel commento “emerito sull’asinello di Betlemme, inesistente, ma assunto come simbolo della mansuetudine di popolo, senza tener conto che San Giuseppe non era un povero cretino che faceva camminare sua Moglie, incinta del nono mese, da dove erano a Betlemme !
    E credo che già questa “bestialità” sull’asinello basti ed avanzi ad identificare il personaggio

    • #Francesco   27 febbraio 2015 at 3:30 pm

      Commento disordinato, supercazzolante e privo di elementi per quanto riguarda la prima parte. Ratzinger non afferma che da risorto Cristo non mangiò, anzi non fa altro che ripetere le parole convito, pesce, cena…
      Le analisi dell’autore si fondano su questa citazione usata come chiave interpretativa:
      “Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno spirito, raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito. Gran parte degli esegeti [già condannati dalla Chiesa per il metodo esegetico usato, NdA] è dell’avviso che qui Luca, nel suo zelo apologetico, abbia esagerato […]” (Cf. «Gesù di Nazareth. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione», LEV, Vaticano 2011, p. 298).

      Peccato che venga ritenuta di Ratzinger opinione che invece è degli esegeti da Lui stesso criticati. Quindi l’analisi è fallace.

  8. #Mardunolbo   27 febbraio 2015 at 3:18 pm

    La prova dell’eresia di Ratzinger o, quantomeno nell’apostasia sta nel suo governo della chiesa, nelle sue manifestazioni pubbliche ,nei suoi scritti fuorvianti.
    Non a caso una lettrice degli scritti di Ratzinger capì che Gesù fosse un uomo qualunque e me lo disse chiedendomi spiegazioni !!!!!
    Questo è stato l’effetto, moltiplicabile per migliaia e migliaia di lettori, dei “dotti” scritti di Ratzinger !
    Che magnifico “capo” della chiesa cattolica !

    • #Francesco   27 febbraio 2015 at 4:12 pm

      Se la prova del malgoverno dovesse essere una incomprensione del testo di una tua amica siamo a posto.
      Gli umili, i popolani, gli “ignoranti” nel senso letterale del termine è bene che non leggano testi difficili perché poi fanno confusione.
      Questo lo dico anche all’autore di questi articoli pregiudizievoli, miopi e certamente affettati.

  9. #Mardunolbo   27 febbraio 2015 at 11:30 pm

    Senti Francesco , detto il Bergoglio, scendi dalla cattedra, ripresentati laico come sei in realtà, parla davvero con la gente, come fingi di parlare, ascolta e capirai un po’ di più ! Tu non capisci proprio nulla e non hai nemmeno l’umiltà per poterlo capire…..
    Infatti non hai nemmeno capito che le tue citazioni riaffermano quanto Ricciotti ha scritto e spiegato !
    Mi sono rifiutato di leggere “Gesù di Nazaret” come non ho letto “Leonardo da Vinci” o “Bonaventura da Bagnoregio” o altra similia.
    Se Ratzinger avesse scritto “Gesù Cristo il Nazareno” sarebbe stata un’altra solfa , e se non lo capisci ancora fattelo spiegare da Ricciotti che forse ha più pazienza di me con gli ignoranti.

    • #Francesco   27 febbraio 2015 at 11:57 pm

      Per me si chiude qui. Parli dunque di ciò che non conosci e ancor peggio pretendi di giudicarlo. Mi dispiace che non vi sia in voi sensibilità per la verità, ma preconcetto indistruttibile di essa. Io non mi ergo a difensore di Ratzinger per partito preso. Semplicemente mi da molto fastidio la critica preconcetta e ideologica. Mi da molto fastidio una critica il cui impianto è fallace. Parliamo seriamente di queste cose, parliamone in modo adeguato, e non con opinioni da bar.
      Non darmi del Bergoglio perché mai come in questo periodo mi sto avvicinando alla Sacra Tradizione della Chiesa e non è certo la confusione della Chiesa post ultimo Conclave che mi ha donato questo desiderio di approfondimento e di conoscenza.
      Mi dispiace della vostra cecità ed erranza. Il metodo di giudizio non può essere più sbagliato. Non si può né si deve per amor del vero criticare ingiustamente solo perché si è convinti della colpevolezza altrui. Mostratemi oggettivamente e senza macchinazioni dove sta l’errore, ma con citazioni non decontestualizzate, con citazioni avvenute, con argomentazioni solide dove non prevalga il dubbio sulla realtà, dove non prevalga l’idea fissa sul contenuto, dove non prevalga l’affettazione e l’avventatezza. Non si può criticare all’acqua di rose. Criticate teologi? Fatelo armati della medesima serietà.

  10. #stefano prior   3 marzo 2015 at 6:51 pm

    I miei sinceri complimenti al signor Francesco. Ero approdato a questo sito per capire di più sulle critiche verso Ratzinger: io lo ritengo unico e vero Papa attuale della Chiesa Cattolica, come quinto ed ultimo marito della samaritana al pozzo di Sichar. Ebbene: i dubbi su argomenti comunque complessi (e che inducono, nella loro complessità, un senso di smarrimento), svaniscono nel leggerLa, Francesco. Grazie.

  11. #ricciotti   10 marzo 2015 at 2:46 pm

    Francesco quando ti va di entrare nell’argomento e di non essere off topic, ti rispondero’.
    saluti.

    • #Francesco   18 marzo 2015 at 9:23 am

      Quando pubblicamente in un commento dichiarerai di aver sbagliato a citare la frase incriminata sul “avrebbe”, allora se ne potrà parlare. Finché infatti non viene meno il metodo di critica pregiudizievole, “parlare” (stiamo scrivendo e leggendo mentre occorrerebbe parlare di persona per questioni come queste) non servirebbe a nulla.

      Quando imparerai a leggere correttamente un testo se ne potrà riparlare. Quando smetterei di attribuire erroneamente porzioni di testo all’autore mentre egli stesso non se lo attribuisce, se ne potrà riparlare. Quando comincerai ad avere quel minimo di umiltà ricettiva, unica che può permettere un approccio a un testo scritto (da un cardinale, mica da mia nonna) allora se ne potrà riparlare.

      Cito : Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno «spirito», raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito. Gran parte degli esegeti è dell’avviso che qui Luca, nel suo zelo apologetico, abbia esagerato; con una tale affermazione egli avrebbe ricollocato Gesù in una corporeità empirica che con la risurrezione è stata superata. In questo modo egli entrerebbe in contraddizione con la sua stessa narrazione, secondo cui Gesù all’improvviso sta in mezzo ai discepoli in una corporeità che non è legata alle leggi dello spazio e del tempo. Io penso che sia utile esaminare qui anche gli altri tre brani in cui si parla della partecipazione del Risorto ad un convito. Il testo appena commentato è preceduto dalla narrazione di Emmaus.
      … Luca parla di tre elementi che caratterizzano lo stare insieme del Risorto con i suoi: Egli «apparve», «parlò» e «stette a tavola». Apparire –parlare –stare a tavola: sono queste le tre auto-manifestazioni del Risorto, strettamente connesse tra loro, con cui Egli si rivela come il Vivente.

  12. #PetrusLXXVII   10 marzo 2015 at 4:39 pm

    I presupposti sono più importanti delle argomentazioni signor Ricciotti. Se lei parte da presupposti sbagliati, perché preconcetti o perché privi di sano senso critico, l’intera impalcatura tematica da lei eretta sarà infondata. Per cui, prima di invitare altri a “non essere off-topic”, inviti se stesso ad argomentare con logica e onestà intellettuale!

  13. #Mardunolbo   10 marzo 2015 at 11:09 pm

    x stefano prior : ohhh., sì anche io, leggendo le argomentazioni di Francesco (detto il bergoglino) mi sono svaniti i dubbi che potevo avere riguardo alla cavillosità e virtuosismi lessicali di certi personaggi che seguono + un papa (che si vede) che Gesù (che or non si vede ancora).

    x Petrus 77° (non 666°): ma guarda che analisi notevole ! Complimenti, e dove sono i “presupposti sbagliati o preconcetti ” di chi argomenta citando fatti e detti che chiunque può trovare citati da altre fonti ?
    Allora, o sono erronei i fatti raccontati (ben, grazie, ma quali sono veri e quali falsi ?) o vengono dichiarati pregiudizi fatti raccontati che destano immediato scandalo…Ma che diano scandalo certe frasi di Ratzinger non è colpa di chi le cita !

  14. #PetrusLXXVII   10 marzo 2015 at 11:49 pm

    Signor Mardunolbo, arriva a comprendere che l’onere di provare che le frasi contestate a Ratzinger siano da interpretare nel senso che darebbe scandalo, spetta a chi argomenta e non ai lettori che criticano chi scrive poiché abusa di arbitrrio apodittico? Lo capisce questo?
    Le conclusioni del Ricciotti circa le reali intenzioni a cui vuol condurre il pensiero di Benedetto XVI, sono solo sue e rispondono solo alla sua personale logica e di chi, come lei, è sulla sua stessa lunghezza d’onda ideologica.. aimè, scambiata per la “vera fede” da contrapporre all’avverso (suo malgrado) “666” di turno!!!
    Consiglio fraterno.. scenda signor Mardunolbo, scenda dal piedistallo delle sue certezze!

  15. #Mardunolbo   11 marzo 2015 at 4:58 pm

    Citazione da Francesco il bergoglino:
    – Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno «spirito», raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito. Gran parte degli esegeti è dell’avviso che qui Luca, nel suo zelo apologetico, abbia esagerato; con una tale affermazione egli avrebbe ricollocato Gesù in una corporeità empirica che con la risurrezione è stata superata. –
    Rendiamoci conto ! Quali sarebbero gli esegeti ? Rahner ? Schillebeck ? O chi altro ?
    Cosa è ” la corporeità empirica che con la resurrezione è stata superata” ?????
    Ma vi rendete conto, difensori strenui dell’indfendibile, che Ratzinger nega la resurrezione “corpo ed anima” ?????
    Cosa sarebbe stato (cosa sarebbe) allora per lui , teologo del tubinga, Gesù Risorto ???? Uno spirito vagante senza corpo ??
    Ma vi rendete conto che non è la prima volta che Ratzinger vuole modificare ed interpretare i Vangeli secondo una sua personale teologia che NON E’ CATTOLICA ??
    Citavo prima la sua innovazione riguardo all’assenza di un asino nella “grotta” di Betlemme….
    Se poi non si VUOLE capire, non si capisce !

    • #Francesco   17 marzo 2015 at 9:00 am

      Dato che continui a citare la stessa citazione che non si può né si deve attribuire al pensiero di Ratzinger, dato che è piena di condizionali riferiti agli esegeti che poi più avanti Ratzinger critica, ti prego di continuare a leggere tutto il capitolo. Facile accusare di eresia chiunque in questo modo. Puoi far dire a chicchessia qualunque eresia e accusarlo con parole che non ha mai processato come proprie.
      Questo si chiama disonestà intellettuale o stupidità. Spero proprio sia la seconda.

  16. #Mardunolbo   11 marzo 2015 at 5:13 pm

    La citazione, da parte di Ratzinger, come di qualsiasi altro autore, di altri, senza ESPRESSAMENTE scrivere che sbagliano, equivale a fare propria la tesi di chi si cita.
    Riprendendo, quindi quanto scrive Ratzinger, risulta che la sua idea è paragonabile, o in linea con quanti hanno criticato S.Luca, poichè descriverebbe una “corporeità empirica” [che evidentemente non garba ad “esegeti” ed a Ratzinger.
    Mi dispiace, m la lingua italiana la conosco troppo bene… Ed aggiungo che le dotte elucubrazioni di Ratzinger NON SERVONO la fede, anzi servono gli equilibrismi dialettici tipici di qualcun’Altro

  17. #Petrus@libero.it   11 marzo 2015 at 10:56 pm

    Io personalmente penso che il Signore Risorto nel suo Corpo Glorioso, non avesse necessità di nutrirsi in risposta alle leggi di natura a cui noi sottostiamo.. tuttavia Egli consumò quel pesce perché aveva necessità di catturare la fiducia dei suoi discepoli smarriti e penso che Ratzinger, considerate le premesse sulla natura della Risurrezione di Cristo fatte sul suo libro (accennate peraltro dal signor Francesco e da voi, signori Ricciotti e Mardunolbo, ignorate nelle vostre riflessioni), la ponesse in questi termini, cioè della non necessità fisioiologica a fronte di un atto compiuto a scopo meramente dimostrativo, da Lui offertoci per far fronte alla “piccolezza” umana!
    Quel che dice Ratzinger, visto nell’integrità del testo lo si intende bene nell’ultimo paragrafo del capitolo in questione (pag. 302): “Quale fosse concretamente la comunione conviviale con i suoi, non entra nella nostra immaginazione. Ma possiamo riconoscere la sua natura inteiore e vedere che nella comunione liturgica, nella celebrazione eucaristica, questo stare a tavola con il risorto continua, anche se in modo diverso”.
    Cosa intendete voi in questa conclusione? E’ chiaro.. premesso che il Corpo Glorioso del Signore Risorto non necessita di sostentamento materiale, e raccolta l’incongruenza logica sottolineata dagli esegeti negazionisti, Benedetto XVI semplicemente ne neutralizza le interpretazioni, veicolando l’attenzione del lettore non sulle modalità, ma verso il significato dell’incontro conviviale con i discepoli. Quando dice “Quale fosse concretamente la comunione conviviale con i suoi, non entra nella nostra immaginazione”, in modo implicito, dimostra di credere ad un evento “illogico” (un Corpo che non necessita di alimentarsi che assume cibo) che i “superficiali” scettici non riescono a immaginarsi!
    I libri vanno analizzati nella loro interezza per comprendere il pensiero dell’autore, sopratutto quando questi è molto sottile..

    • #Francesco   18 marzo 2015 at 9:25 am

      Dio sia ringraziato! Grazie mille per la sottile sottolineatura. Finalmente uno che capisce molto bene.