NonSoloCattoComunismo. Pio XI condannò liberalismo e comunismo

Pubblichiamo per i nostri lettori un estratto del libro appena pubblicato dalle Edizioni Radio Spada in questo 2015, 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale: 

L’opposizione magisteriale a fascismo, nazionalsocialismo, liberalismo e comunismo.

Le encicliche “Non Abbiamo Bisogno”, “Mit brennender Sorge”, “Quadragesimo Anno”, “Divini Redemptoris”

con saggi introduttivi di Pietro Ferrari e Andrea Giacobazzi  (cliccare per andare alla scheda)

Già ieri avevamo pubblicato un estratto della prefazione di Andrea Giacobazzi. Il seguente pezzo è solo un assaggio della prefazione scritta da Pietro Ferrari alle seconde due encicliche. Ovviamente il testo completo tratta di molti altri temi che incontrerete nel volume cartaceo.

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Il Novecento conobbe l’incandescente dinamismo delle nuove idee, autentici detonatori e miraggio di mondi nuovi, come schizzate da un moderno Vaso di Pandora: liberalismo, laicismo, socialismo, nazionalismo, democratismo, comunismo. Secondo Don Sarda y Salvany in Le mal social, ses causes, ses remèdes, il massonismo progetta lo Stato che troverà in se stesso la sorgente della sua autorità, unico autore del diritto anche nella proprietà potendola annullare, come in effetti avvenne dopo la Rivoluzione Francese e la Breccia di Porta Pia per i beni ecclesiastici, e poi, con la Rivoluzione Bolscevica con la proprietà civile diffusa.

Appare evidente come la Chiesa approvasse, seppur con distinguo e correttivi, l’impianto corporativo e partecipativo dell’economìa fascista, incoraggiandone l’aspetto più marcatamente tradizionale. La ‘Quadragesimo Anno’ è di sconvolgente attualità nella analisi dello sviluppo del capitalismo finanziario:

“E in primo luogo ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l’accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento…”.

E’ con la ‘Divini Redemptoris’, Lettera Enciclica sul comunismo ateo del 19 marzo 1937, che il Santo Padre Pio XI riprenderà nuovamente la questione speculare della dialettica rivoluzionaria tra Capitale e Lavoro, Liberalismo e Comunismo, fratelli superbi nutriti dalla madre giacobina e condannati all’odio reciproco. Il Comunismo è una “nefanda dottrina…barbarie peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte del mondo all’apparire del Redentore…satanico flagello…”. Questa l’indicazione del Papa in difesa del Cattolicesimo, ieri e sempre, come elemento vivificatore della società: “…una sana prosperità deve essere ricostruita secondo i veri princìpi di un sano corporativismo che rispetti la debita gerarchia sociale, e come tutte le corporazioni devono unirsi in un’armonica unità, ispirandosi al principio del bene comune della società…”.

Le Edizioni Radio Spada sono liete di ripresentare al pubblico queste perle meravigliose del Magistero Pontificio, autentiche bussole orientative oggi più di allora, segni tangibili della presenza del Vicario di Cristo e dimostrazione storica che la Provvidenza non dimentica mai di occuparsi degli uomini, di ogni tempo e di ogni luogo.

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