Comitato No194: Milano e Caserta, 11 aprile 2015, corteo nazionale abrogazione legge 194

Comitato No194: Milano e Caserta, 11 aprile 2015, corteo nazionale abrogazione legge 194

di Pietro Guerini.

Ricordo che sabato 11-4-2015 si svolgerà a Milano, dalle ore 15 alle ore 18, il nostro terzo corteo nazionale, che percorrerà il pieno centro della città meneghina, con partenza da piazzale Cadorna (stazione di metropolitana, linee 1 e 2) ed arrivo in piazza Medaglie d‘Oro, seguendo il consueto percorso foro Buonaparte, largo Cairoli, via Cusani, via Broletto, piazza Cordusio, via Orefici, via Mazzini (a lambire Piazza Duomo), piazza Missori, corso di Porta Romana (stazione di metropolitana, linea 3).

In contemporanea si terrà la nostra analoga manifestazione a Caserta, con partenza da piazza Vanvitelli, nei pressi dell’arcivescovado, ed arrivo davanti alla Reggia.

Il titolo del doppio corteo è ”NO194 per l’abrogazione referendaria della legge 194” (il volantino è scaricabile dal nostro sito www.no194.org, dopo aver cliccato su “ Corteo, 9 ore “ etc).

Una manifestazione dinamica che si affianca alla 9 ore nazionale di preghiera che si svolgerà a Bologna il 13-6-2015, di fronte all’entrata dell’Ospedale Maggiore, e agli altri sit-in mensili che caratterizzano la nostra attività, dalle 9 ore di preghiera su base regionale all’esterno degli ospedali il primo sabato dei mesi dispari, alle adorazioni eucaristiche il primo sabato dei mesi pari (si vedano le sedi sempre su www.no194.org).

Eventi che, come il nostro comitato, hanno una matrice ben precisa, in vista di un fine non certo agevole, per quanto ben più praticabile in base alla riforma dell’istituto del referendum, ma concreto e rispetto al quale essi debbono considerarsi strumentali: l’abrogazione della 194 per via referendaria.

Stante l’assoluta monotematicità del corteo (e del comitato no194), qualsiasi considerazione che durante esso possa essere espressa da un nostro partecipante su altra materia deve sin d’ora ritenersi formulata a titolo del tutto personale ed estranea al comitato ed al contenuto dell’evento.

Al fine, quindi e in particolare, di evitare l’insalata russa di argomenti che i media cercano di ricollegare alle nostre iniziative (onde bollarci come talebani cattolici, omofobi, razzisti o collocarci politicamente), s’invitano i partecipanti ad astenersi da dichiarazioni che esulino dal nostro obiettivo (abrogare la 194 mediante referendum).

Per ragioni analoghe, si chiede ai presenti di invitare i rappresentanti dei media per ogni considerazione tecnica a rivolgersi al sottoscritto.

Le nuove adesioni che abbiamo già ricevuto al corteo di sabato 11-4-15 sono riconducibili, in particolare, a due tipologie di soggetti.

La prima è rappresentata da coloro che hanno ben compreso la natura demagogica e gattopardesca di altre pur ben partecipate manifestazioni analoghe, con le quali si invoca propagandisticamente l’abrogazione della 194, ma per vie inattuabili, quale quella parlamentare, che si vorrebbe inverosimilmente attivare attraverso cortei che, nonostante l’ultratrentennale totale assenza di deputati e senatori abrogazionisti, dovrebbero convertire la maggioranza dei componenti delle due camere!

Componenti sempre più orientati, viceversa, ad adeguarsi (soprattutto sulle tematiche eticamente sensibili) all’orientamento dei loro colleghi che operano presso le istituzioni comunitarie e che anche in questi giorni hanno affermato il diritto delle donne ad un agevole accesso a contraccezione ed aborto, sia pur fatta salva la competenza a decidere sul c.d. diritto di aborto da parte dei singoli stati (cfr  http://www.corriere.it/politica/15_marzo_10/aborto-va-garantito-donne-parlamento-europeo-dice-si-83b56a3a-c724-11e4-ace1-14c9e44d41cb.shtml ).

Chiunque è in possesso di una conoscenza più che rudimentale della politica nazionale è perfettamente in grado di comprendere che se la 194 verrà riformata dal potere legislativo sarà solo per comprimere l’obiezione di coscienza.

La seconda tipologia di neo-partecipanti è costituita da coloro che hanno aderito a formazioni appartenenti all’infinita galassia di micro-organizzazioni pro-life, fondate e dirette non di rado da generali incapaci di crearsi un seguito numericamente superiore a quello di una bocciofila di paese, ma spesso inaciditi verso chi, a differenza di loro, ha costituito entità consistenti ed agguerriti nel tentativo di distinguersi in qualche modo, tra tesi strampalate, solita pioggia di inutilissime petizioni con cui tediano i naviganti del web, contattati nei casi estremi anche a casa per posta cartacea, conferenze con un pubblico numericamente inferiore a quello dei relatori.

Dalle argomentazioni degli appartenenti a questa seconda tipologia si coglie l’esigenza di aderire ad una realtà che superi l’atomizzazione dell’area (realtà nel caso del nostro comitato caratterizzata da ben oltre 20.000 aderenti, da più di 3.000 attivisti disponibili ad impegnarsi nella raccolta ufficiale delle firme e da oltre un migliaio di partecipanti ai nostri eventi) e che operi in vista di un obiettivo concreto, quello referendario.

Una realtà organizzata e contrastante con il cattocomunismo che monopolizza il pensiero cattolico (o presunto tale) presso la cultura ed i media dominanti, gli ambienti parlamentari e certi settori deviati del clero.

In generale ed a prescindere dai neo-partecipanti al corteo, in questa nostra battaglia, nella quale occorre impegnarsi da subito stante l’attualità e la drammaticità del fenomeno, testimoniata dalla soppressione di 6 milioni di concepiti dal 1978 ad oggi, secondo i dati ministeriali ufficiali, ci avvaliamo del sostegno di diverse componenti della società civile:

-dell’uomo di Chiesa che s’ispira a Don Camillo e non a Don Abbondio, quindi che concepisce l’istituzione ecclesiastica come mezzo e non come fine rispetto agli ideali di fondo che caratterizzano la dottrina cattolica, la quale ultima considera l’aborto volontario non come un problema privato, equiparabile all’adulterio, ma di rilevanza pubblica;

-del cattolico che conosce l’ “Evangelium vitae“ e lotta in coerenza con tale enciclica, consapevole che il cosiddetto cattolico “ adulto “ è in realtà adultero verso valori indisponibili come quello della sacralità della Vita;

-dell’ateo che, al pari di Pierpaolo Pasolini prima dell’entrata in vigore della 194, avvenuta 3 anni dopo il suo decesso, e Oriana Fallaci, ritiene inaccettabile che possa essere legalizzata la soppressione di altro essere umano durante la gravidanza.

Delle due l’una: o si è pro choice o si è abrogazionisti e noi abbiamo effettuato una scelta precisa in quest’ultima direzione dal momento della nostra stessa costituzione.

Iscrivetevi al nostro comitato  tramite il sito www.no194.org e partecipate al duplice corteo di Milano e Caserta del 11-4-15.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato no194 e omonima associazione.

2 Commenti a "Comitato No194: Milano e Caserta, 11 aprile 2015, corteo nazionale abrogazione legge 194"

  1. #Valentina   21 marzo 2015 at 11:35 am

    Io non voglio l’abrogazione della 194. In un Paese civile le donne che vogliono abortire devono poterlo fare in sicurezza, non devono essere costrette a ricorrere agli aborti clandestini, rischiando di lasciarci la pelle. Ci sono tanti motivi per cui una donna può voler abortire: gravidanza in seguito a uno stupro, grave malformazione del concepito, rischio per la vita della madre… In ogni caso la donna viene sempre prima del bambino e solo lei ha il diritto di decidere se portare avanti o no la gravidanza. Nessuna donna è obboligata ad abortire, se decide ugualmente di tenere il figlio anche nei casi più drammatici o se motivazioni di carattere religioso glielo vietano; ma non si può neppure obbligare quelle che la pensano diversamente a portare avanti una gravidanza per qualsiasi motivo indesiderata.