Comunicato ufficiale della Fraternità S. Pio X sulla consacrazione di Mons. Faure

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Comunicato della Casa Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X riguardo la consacrazione episcopale di don Faure

Oggi, 19 marzo, Mons. Richard Williamson ha conferito la consacrazione episcopale a don Jean-Michel Faure, presso il monastero benedettino Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile).

Mons. Williamson e don Faure non sono più membri della Fraternità San Pio X rispettivamente dal 2012 e dal 2013 a causa delle aspre critiche che avevano formulato contro ogni relazione con le autorità romane, denunciando ciò che, a loro modo di vedere, costituiva un tradimento dell’opera di Mons. Lefebvre.

La Fraternità San Pio X deplora che tale spirito di opposizione giunga al punto di effettuare una consacrazione episcopale. Nel 1988 Mons. Lefebvre aveva chiaramente manifestato la sua intenzione di consacrare dei vescovi ausiliari, senza giurisdizione, in ragione dello stato di necessità in cui si trovava la Fraternità San Pio X e i fedeli cattolici, con il solo scopo di permettere ai fedeli di ricevere i sacramenti tramite il ministero dei sacerdoti che avrebbero ordinato. Dopo aver tentato l’impossibile nei confronti della Santa Sede, Mons. Lefebvre procedette alle consacrazioni episcopali davanti a migliaia di sacerdoti e fedeli e diversi giornalisti del mondo intero. Tutto mostrava che quest’atto, malgrado l’assenza di autorizzazione di Roma, era posto pubblicamente per il bene della Chiesa e delle anime.

La Fraternità San Pio X denuncia la consacrazione episcopale di don Faure che, malgrado le affermazioni del consacratore e del consacrato, non si apparenta minimamente alle consacrazioni del 1988. In effetti tutte le dichiarazioni di Mons. Williamson e di don Faure provano con evidenza che essi non riconoscono più le autorità romane se non in maniera puramente retorica.

La Fraternità San Pio X riafferma che l’attuale stato di necessità nella Chiesa legittima il suo apostolato nel mondo, senza per questo ritenersi dispensata dal riconoscere le autorità ecclesiastiche per le quali i sacerdoti pregano in ogni Messa. Essa intende proseguire la sua opera di formazione sacerdotale secondo i suoi statuti.

Essa vuole pure conservare il deposito della fede e della morale, opponendosi agli errori, da qualunque parte essi provengano, al fine di trasmettere tale deposito per mezzo della liturgia tradizionale e della predicazione, nello spirito missionario del suo fondatore: Credidimus caritati (1 Gv. 4,16).

[da: sanpiox.it]

13 Commenti a "Comunicato ufficiale della Fraternità S. Pio X sulla consacrazione di Mons. Faure"

  1. #Alessio Paolo Morrone   19 marzo 2015 at 8:22 pm

    Sono perfettamente in linea con la FSSPX.Partendo dal presupposto che i cosidetti “lefebvriani” non sono “scismatici”,ma al contrario è la Chiesa ecumenica post-conciliare ad aver eseguito lo “strappo”,lo scopo della FSSPX è proprio quello di rimanere nella Chiesa.Per riportare a poco a poco tutte le pecorelle smarrite dal Concilio Vaticano II,nel sicuro ovile della Tradizione.Certi exploit alla mons.Williamson,a mio modesto parere,sono totalmente gratuiti e fini a se stessi.E non portano a niente.Permettetemi una simbologia “di pancia” e volgarotta:questo episodio mi fa venire in mente una scoreggia in uno tsunami!

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  2. #Nicòla   19 marzo 2015 at 10:06 pm

    AD MULTOS ANNOS.

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  3. #Franco el Canario   19 marzo 2015 at 10:46 pm

    Pero`,come potra`la FSSPX proseguire nel tempo attesoche`la chiesa ufficiale si guardera`bene da creare nuovi vescovi in quel ambito.
    Forse conta su qualche nuovo ” convertito” gia`appartenente al rango episcopale?
    Credo sia un problema che si presentera` prima o poi.
    Il Signore li protegga e doni loro lunga vita.

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  4. #Mardunolbo   19 marzo 2015 at 11:04 pm

    Non sono assolutamente in linea con la Fsspx che rinunciando da tempo a fare diga contro la deriva vaticansecondina , è riuscita ad escogitare, fuori da ogni logica ecclesiastica e dottrinale il motto “papa sì ma non obbedisco” dando quella spinta schizofrenica o gallicana a tutto il loro operato che confonde e divide la chiesa di tradizione, ancora unica chiesa cattolica esistente.
    Quindi ben hafatto mons Williamson a decidersi per questo gran passo che lo dovrà portare secondo un filo logico e di fede cattolica reale, a rinunciare alla fedeltà ad un papa eretico o apostata richiamandosi alle regole pre Vat.II , quelle secolari , dichiarate e conclamate + volte da papi e da santi teologi.
    Forza mons Williamson, ci mancano sacerdoti e vescovi che procedano nella missione di restaurare la chiesa cattolica ovunque nel mondo !

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  5. #juan   19 marzo 2015 at 11:58 pm

    “Essa vuole pure conservare il deposito della fede e della morale, opponendosi agli errori, da qualunque parte essi provengano”

    Ecco allora cominciate con smettere di professare l’eresia che la Santa Chiesa di Dio nella sua gerarchia può insegnare l’errore è indurre i fedeli alla dannazione eterna. poi ne riparliamo…

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  6. #fr bernard n.i.   20 marzo 2015 at 5:15 am

    Non riscontro alcuna differenza oggettiva tra le ordinazioni di emergenza di Mons. Lefbvre allora e quella recente di Mons. Williamson, nè riscontro alcuna differenza in termini di
    “spirito di opposizione”.

    Preso atto che Williamson è fuori dalla San Pio X e dato per buono che le ragioni che a suo tempo indussero Mons. Lefebvre a procedere ad ordinazioni irregolari (emergenza) sono oggi persino più gravi, è conseguente che secondo il medesimo criterio adoperato allora da Levebvre, anche oggi qualunque vescovo che rilevasse e valutasse “emergenziale” una ordinazione (ovvero quella operata da Mons. Williamson) va valutato coi medesimi criteri.

    Seguendo quei medesimi criteri ed assumendo necessariamente il dato contingente odierno (ovvero lo sfascio a cui stà giungendo la Chiesa Cattolica sotto la direzione sudamericana), bisogna onestamente ammettere che è persino più giustificato in termini di “emergenza” Mons. Williamson oggi, di quanto non lo fu Mons. Lefebvre allora:

    A quel tempo si devastò la liturgia, ma oggi si stanno intaccando la dottrina, i Sacramenti e i Comandamenti.

    Le ordinazioni episcopali “di emergenza” non sono appannaggio esclusivo della San Pio X nè sono state “brevettate” ad Econe e siccome l’emergenza che portò Mons. Lefebvre a fare quattro ordinazioni, è oggi ancora più grave ed acuta di quanto non fu allora ben vengano fatti come questo e non per spirito scismatico ma per la necessità di salvare la vera fede cattolica dalla apostasia di Roma che già a Suo tempo Mons. Lefebvre denunciava e combatteva e su cui convergono tante profezie ed ammonimenti di santi e sante oltre che i gravissimi fatti a cui assistiamo quotidianamente.

    Nè possiamo ammettere che l’unica entità che abbia diritto ad invocare “l’emergenza” o il potere di salvare anime del popolo cattolico è la Fraternità San Pio X.

    Si rifletta anche sul fatto che gli anni passeranno e che anche gli altri vescovi della San Pio X diventeranno troppo anziani ed avranno necessità di essere affiancati e poi rimpiazzati, ed a meno di scendere a patti con la deriva sudamericana in corso, (dando ragione a chi lo afferma), si dovrà nuovamente procedere a nuove ordinazioni presbiterali anche nella Fraternità, e non sarà certo coi “dialoghi” presso la Ecclesia Dei che si potranno ottenere nuovi vescovi, quindi si faccia un pò di lucida autocritica anche nella San Pio X.

    Quando infine si afferma che Williamson e Faure “non riconoscono più le autorità romane se non in maniera puramente retorica” pretendendo implicitamente da parte della San Pio X di riconoscere le autorità romane in forma “non retorica”, facendo esattamente le stesse cose che fanno Williamson, e Faure (magari in luoghi e tempi differenti) sinceramente si evidenzia una ipocrisia che non fa certo onore.

    Consiglio ai cari amici della Fraternità di continuare la loro opera meritoria e preziosa come ritengono più giusto, ma rispettando ed apprezzando come meritano pure quelli che lavorano in buona fede e con coraggio, condividendo i medesimi obiettivi, seguendo strade differenti dalla stessa (e differenti assai poco in questo caso). Questo comunicato era meglio non farlo, bastava stringatamente riportare la notizia e specificare che Williamson e Faure non fanno più parte della Fraternità, il resto è superfluo ed anche un pò penoso.

    Sia lodato Gesù Cristo.

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    • #Rio Kan   25 marzo 2015 at 2:44 am

      Ottima risposta, credo rispecchi fedelmente la fede cattolica nei fatti.

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  7. #Catholicum   20 marzo 2015 at 10:41 am

    Bisogna stare molto attenti, a mio parere la posizione della FSSPX esprime l’equilibrio tipicamente cattolico. Domando: la FSSPX a sinistra, per così dire, ha la Chiesa Vaticana eretica ma che condivide pur sempre la stessa tradizione, a destra ha i sedevacantisti che anch’essi condividono la stessa tradizione cattolica. Ma i sedevacantisti se a sinistra hanno la FSSPX con la medesima tradizione a destra cosa hanno? La chiesa palmariana? C’è un burrone. E’ una posizione non sbagliata in sè stessa ma per se stessa pericolosissima e contraria a quanto raccomanda il catechismo, di stare lontani dai pericoli. Ecco perchè preferisco in cuor mio ritenere la sede vacante ma stare un po’ più lontano dal burrone! Ecco mi pare che sed. sottovalutino l’importanza di questa realistica dicotomia. Grazie e leggerei volentieri le vostre risposte

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  8. #Nicòla   20 marzo 2015 at 1:02 pm

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sedevacantismo

    I “Catholic home alone” (così chiamati in inglese), sono l’ala più estrema del sedevacantismo. Dato che leggono ed interpretano in modo strettamente lettaralistico il CJC, (non diversamente da come i TdG ed i fondamentalisti evangelici si comportano con la Bibbia), reputano che: i sacramenti dei montiniani sono quanto meno dubbi. Quelli dei “dissidenti” sono illeciti, poiché compiuti senza il rispetto del CODICE. Quindi, se ne stanno a casa.

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  9. #Fossil   21 marzo 2015 at 11:34 am

    Sebbene conosca ed apprezzi la Fraternità di san Pio X^, essa non ha l’esclusiva per nuove ordinazioni e pertanto ben venga un nuovo Vescovo che possa pascere il gregge di Cristo, cercando di riunirlo e di proteggerlo da tutto il sudiciume che c’è nella Chiesa Cattolica Romana odierna.E’ tempo di procedere anche a nuove ordinazioni perchè lentamente gli attuali vescovi invecchiano…le questioni interne della Fraternità non possono essere sanate a colpi di comunicati contro chi non è dei loro. Non diamo altre occasioni al diavolo per agire anche nei confronti di chi è in buona fede! Avanti Fraternità senza ridondanti comunicati ed avanti anche mons. Williamson e mons.Faure!

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