[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinale Francesco Sforza di Santafiora

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Dei conti di Santa Fiora, nacque a Parma nel 1562.

Fu educato alla vita e alla disciplina militare e a 18 anni, terminati gli studi, si aggregò al cugino Alessandro Farnese per domare la ribellione protestante nelle Fiandre. Partecipò in tre anni a moltissimi combattimenti e il re Filippo II lo nominò ancora giovanissimo comandante generale delle truppe italiane. Sposato giovanissimo con Virginia de’ Medici, figlia del Granduca di Toscana, rimaneva quasi subito vedovo.  Con una certa sorpresa il Santa Fiora, entrato da pochissimo nella “famiglia pontificia” per il matrimonio della sorella con il figlio naturale di Papa Gregorio XIII Boncompagni, veniva creato, il 12 dicembre 1583, cardinale diacono del titolo di San Giorgio al Velabro.

Nominato a soli 21 anni sui campi di battaglia, l’eminentissimo Sforza raggiungeva subito Roma, dove iniziava immediatamente gli studi di teologia, canonistica, storia ecclesiastica con lo stesso impegno con cui si era dedicato alle discipline militari.

Gregorio XIII lo aggregò a varie congregazioni della curia, Sisto V gli affidò il rafforzamento della flotta pontificia, Gregorio XIV lo mandò legato a latere in Romagna per la lotta contro il banditismo. In quell’occasione il cardinale riuscì in breve tempo a distruggere ed estirpare numerose bande armate, uccidendone e disperdendone i componenti. Papa Clemente VIII si servì spesso di lui per incarichi simili e lo inviò in sua vece a battezzare il futuro Cosimo II, granduca di Toscana. Partecipò, con notevole autorevolezza a nove conclavi, incoronando Papa Leone XI e Paolo V. Nello spirito della riforma tridentina ascese al sacerdozio nel 1614 e all’episcopato nel 1618.

Seppe sempre unire alla preparazione militare e politica molta pietà e fervore religioso: mutò molte volte il titolo cardinalizio e concluse la sua vita dopo 41 anni cardinalato, l’11 settembre 1624, “pieno di meriti e onori”. Pur avendo avuto una prima formazione mondana, fece onore alla Sacra porpora.

A cura di Piergiorgio Seveso