J. Ratzinger: Kasper è un dono prezioso per la Chiesa. Gli scismatici eretici orientali sono pastori nella Chiesa di Cristo

J. Ratzinger: Kasper è un dono prezioso per la Chiesa. Gli scismatici eretici orientali sono pastori nella Chiesa di Cristo

di CdP Ricciotti.

Torniamo a parlare di J. Ratzinger e della sua “teologia sopraffina”. Per consultare l’elenco dei precedenti mini-dossier clicca qui.

Sabato 12 novembre 2005, Discorso ai “vescovi” della Bulgaria (italianoinglese). Cosa dice:

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«Nei suoi imperscrutabili disegni, Dio vi ha posto ad esercitare il vostro servizio ecclesiale fianco a fianco dei nostri fratelli della Chiesa ortodossa bulgara. Auspico che le buone relazioni esistenti si sviluppino ulteriormente a vantaggio dell’annuncio del Vangelo del Figlio di Dio, principio e fine di ogni azione compiuta dal cristiano. A tale proposito, vi chiedo, venerati Fratelli, di recare il mio cordiale saluto al Patriarca Maxim, primo Gerarca della Chiesa ortodossa di Bulgaria. Vogliate rendervi tramite del mio augurio per la sua salute e per la felice ripresa del suo ministero. Ho ancora vivo il ricordo della rispettosa e fraterna accoglienza da lui riservata al mio amato Predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, durante la visita pastorale da lui compiuta nel vostro Paese. Occorre proseguire il cammino intrapreso, intensificando la preghiera perché si affretti l’ora in cui potremo sedere all’unica Mensa, per mangiare l’unico Pane della salvezza».

Sedere all’unica “Mensa” col “Patriarca Maxim” della “chiesa” ortodossa di Bulgaria, che questi “torni in salute” per adempiere al suo “ministero”. Quindi J. Ratzinger augura ad un eretico scismatico di tornare in salute per adempiere nuovamente al suo “ministero” di eretico scismatico, per sedere all’unica “Mensa”. Di che cosa sta parlando?

Lunedì 23 maggio 2005, Discorso a Parvanov, Presidente della Bulgaria (italiano inglese). J. Ratzinger afferma:

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«Ricordo anche i volti e la cordialità dei Rappresentanti della venerabile Chiesa ortodossa di Bulgaria, desiderosa di ravvivare il dialogo della carità nella verità. Le chiedo di farsi interprete dei miei sentimenti di gratitudine presso di loro, in particolare con il venerato Patriarca bulgaro, Sua Santità Maxime. Abbiamo davanti a noi un dovere comune:  siamo chiamati a costruire insieme un’umanità più libera, più pacifica e più solidale. In questa prospettiva, desidero formulare l’auspicio fervente che la Sua nazione sappia promuovere continuamente in Europa i valori culturali e spirituali che costituiscono la sua identità».

J. Ratzinger definisce Maxime «sua Santità», parla genericamente di «umanità più libera, più pacifica e più solidale». Su che base? Estromettendo la vera fede non può esserci vera pace, come ci insegna san Pio X nella «Notre Charge Apostolique». J. Ratzinger ciancia anche circa presunti «valori culturali e spirituali» di cui egli auspica la «fervente […] promozione».

28 gennaio 2009, Messaggio per Kirill di Mosca (italianoinglese). La parole di J. Ratzinger sono le seguenti:

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«La saluto con gioia mentre assume la responsabilità di pastore  della venerata Chiesa Ortodossa Russa. Ricordo bene la buona volontà  che ha caratterizzato i nostri incontri durante il suo servizio  come Presidente del Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca. In occasione della sua intronizzazione desidero, quindi, riaffermare la mia stima e la mia vicinanza spirituale. Prego affinché il nostro Padre celeste le conceda i doni abbondanti dello Spirito Santo nel suo ministero e le permetta di guidare la Chiesa  nell’amore e nella pace di Cristo».

Ratzinger, come se niente fosse, parla di «pastore», di «responsabilità» nel continuare a divulgare scisma ed eresia, di «buona volontà» ma senza dimostrare desiderio di tornare nella vera Chiesa (che buona volontà può mai essere ?), di «Sua Santità Cirillo» (santità di cosa?), di «intronizzazione» (il papato, con Ratzinger e compari, ha rinunciato al trono, per poi cederlo a questi impostori?), di «stima e vicinanza spirituale», di «ministero» e di «doni abbondanti dello Spirito Santo» per uno scismatico eretico, senza per nulla accennare alla conversione. Normale amministrazione per uno che afferma che la Chiesa non deve più convertire (clicca qui).

Ancora, nella stessa occasione, il “pensionato del modernismo” dice:

«Consapevole delle enormi responsabilità che accompagnano il ministero spirituale e pastorale  a cui lo Spirito Santo l’ha chiamata, le rinnovo, Santità, l’assicurazione delle  mie preghiere e della mia buona volontà fraterna. Chiedo a Dio Onnipotente  di benedirla con il suo amore, di vegliare sull’amata Chiesa russa […]».

Ancora «Santità», cui lo Spirito Santo lo avrebbe «chiamato», affidandogli «responsabilità nel ministero spirituale e pastorale», con tante «benedizioni». Ma di che “chiesa” sta cianciando J. Ratzinger? Addirittura offende la nostra intelligenza e sensibilità parlando di «amore di Dio», di «veglia sulla “chiesa” russa».

padri della chiesa

Papa San Celestino I, Concilio di Efeso: «[…] tutti gli eretici corrompono le vere espressioni dello Spirito Santo con le loro menti malvagie ed essi attirano sulle loro teste un fuoco inestinguibile». Sant’Agostino (Sant’Agostino, Ep. 185, 11, 50; cf. In Io. ev. tr. 26, 13. – clicca qui): «[…] solo la Chiesa cattolica è corpo di Cristo […] Fuori di questo corpo nessuno è vivificato dallo Spirito Santo». Papa Leone XIII (Satis Cognitum): «Guardate bene, dice sant’Agostino, quello che dovete evitare, guardate quello che dovete osservare, guardate quello che dovete temere. Accade che nel corpo umano, anzi dal corpo umano, si tagli via qualche membro, una mano, un dito, un piede; forse che l’anima segue il membro reciso? Quand’esso era unito al corpo, viveva; tagliato, perde la vita. Non altrimenti l’uomo cristiano è cattolico in quanto vive nel corpo (della Chiesa), tagliatene fuori, diviene eretico; o̲r̲a̲ ̲l̲o̲ ̲s̲p̲i̲r̲i̲t̲o̲ ̲n̲o̲n̲ ̲s̲e̲g̲u̲e̲ ̲u̲n̲ ̲m̲e̲m̲b̲r̲o̲ ̲a̲m̲p̲u̲t̲a̲t̲o̲”. È dunque la chiesa di Cristo unica e perpetua. Chiunque se ne separa, devia dalla volontà e dal precetto di Cristo nostro Signore, e, abbandonata la via della salute, corre alla rovina». Sant’Ireneo pone in risalto che la predicazione della Chiesa è sempre la medesima, poiché la Chiesa possiede lo Spirito Santo, lo spirito di verità: «Dove c’è la Chiesa, c’è anche lo Spirito di Dio, e dove c’è lo Spirito di Dio, c’è la Chiesa ed ogni grazia; ora lo Spirito è verità» (Sant’Ireneo, Adv. haer., III, 24, 1). «La Chiesa è la dimora della verità, da cui gli eretici sono separati» (Sant’Ireneo, cfr. Adv. haer., III, 24, 2.). San Cipriano (San Cipriano, L’unità della Chiesa Cattolica): «[…] La Chiesa estende i suoi rami in tutta la terra con esuberante fecondità e si espande su vaste regioni. Uno solo però è il principio, una sola la sorgente e una sola la madre feconda e ricca di figli. Nasciamo nel suo grembo, ci nutriamo del suo latte siamo animati dal suo Spirito. Chi abbandona la Chiesa non raggiungerà mai Cristo».

19 maggio 2008, J. Ratzinger scrive una Lettera ad Alexis II della Russia (italianoinglese). Egli blatera:

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«A Sua Santità Alessio II. Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. La visita in Russia di Sua Eminenza il cardinale Walter Kasper mi offre la lieta opportunità di salutarla cordialmente, di esprimerle la mia stima per il suo ministero nella Chiesa ortodossa russa».

Cita Kasper, suo amico e fidato emissario. «Il sacerdote Walter Kasper è nato in Germania nel 1933, è stato assistente di Hans Küng e, probabilmente per meriti di Modernismo, K. Wojtyla (Giovanni Paolo II) lo nomina prima “vescovo” di Rottenburg-Stoccarda nel 1989 e poi “cardinale” nel 2001. J. Ratzinger, per la nomina a vescovo di Water Kasper, si congratula scrivendo: “Per la Chiesa cattolica in Germania, in un periodo turbolento, Lei è un dono prezioso” (Cf. 30 Giorni, maggio 1989; Cf. «L’eretico cardinale Walter Kasper», Chiesa Viva, n° 433, dicembre 2010). Bergoglio (Francesco) lo cita addirittura all’Angelus, il 17 marzo 2013, dicendo: «In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene […]» (cf. «Apologia del Papato», C. Di Pietro, EffediEffe 2014, nota 453).

Ancora continuità inequivocabile fra Ratzinger e Bergoglio. Inoltre, per J. Ratzinger, Alessio II sarebbe «sua Santità», «degno di stima»; Kasper sarebbe «un dono prezioso per la Chiesa cattolica». Il Dizionario della lingua italiana ci dice che stima è «Alta considerazione, opinione favorevole»; per dono prezioso intendiamo «ciò che si dà o si riceve senza contraccambio e che può essere un bene materiale o spirituale […] di grande valore, pregiato». Kasper, già all’epoca della dichiarazione fatta da J. Ratzinger, era un eresiarca senza eguali. Complimenti.

27 settembre 2007, J. Ratzinger invia la Lettera a tale Daniele di Bucarest (inglese). Cito:

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«[…] il nuovo Pastore chiamato a guidare la Chiesa ortodossa romena. Chiedo allo Spirito Santo di sostenervi in questo ufficio pesante. Possa aiutare la Chiesa ortodossa rumena in suo sviluppo».

Ratzinger augura e prega Dio per lo «sviluppo della “chiesa”» di Bucarest. Egli parla anche di «pastore» mistificando, ancora una volta, il significato della parola (cf. Giovanni X).

29 gennaio 2008, J. Ratzinger assicura le sue preghiere (clicca qui). Dice:

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«Io ed i Cattolici di tutto il mondo preghiamo che la Chiesa ortodossa di Grecia, affinché sarà sostenuta dalla grazia di Dio, nel continuare a costruire sulla base dei risultati pastorali del precedente arcivescovo, e che nel raccomandare l’anima nobile di Sua Beatitudine alla misericordia del nostro Padre celeste sarete consolati dalla promessa del Signore di ricompensare i suoi fedeli servitori».

Muore Christodoulos e J. Ratzinger fiata di «sua Beatitudine», di «fedeli servitori», di «ricompensa», di «consolazione», di «grazia di Dio nel continuare a costruire», di «Chiesa ortodossa di Grecia […] sostenuta dalla grazia di Dio». J. Ratzinger aveva già dimostrato di rigettare la differenza fra Chiesa e “chiese” (clicca qui). Lui si riferisce ad una “chiesa” come se nulla fosse, come se si trattasse della vera Chiesa.

Cosa sappiamo? «Genericamente gli Ortodossi […] NON “hanno conservato con estrema cura il patrimonio dei Padri della Chiesa”, a meno che non si vogliano attribuire ai Padri della Chiesa delle eresie quali: – Essi negano il dogma del Primato di giurisdizione del Papa; – Essi negano dogma della processione dello Spirito Santo anche dal Figlio (“Filioque”); – Essi negano il dogma dell’Immacolata Concezione; – in alcuni casi non riconoscono una vera differenza tra Sacramenti e sacramentali; – non credono nel Purgatorio, anche se invitano a pregare per i defunti; – ecc … (cf. Papa Pio XI, Lettera enciclica Mortalium Animos del 16 gennaio 1928)». Dalla nota 29 del testo «Ero Massone», a mia cura, di Maurice Caillet, EffediEffe 2013. Cf. Matteo VII,15.

Queste cose J. Ratzinger le conosce bene, eppure le omette, affermando l’esatto contrario. La Chiesa, è noto a tutti, difatti, è Una, Santa, Cattolica ed Apostolica; in Essa non c’è posto per gli eretici e scismatici che, per se stessi, si sono separati scientemente (cf. «Mystici Corporis», Pio XII).

6 maggio 2009, J. Ratzinger scrive a Ioan Robu della Romania (italianoinglese). Si legge:

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«Ho appreso con gioia che la Chiesa Cattolica in Romania, la Chiesa Ortodossa Romena e lo Stato Romeno, hanno voluto ricordare insieme il 10° anniversario della memorabile visita del Servo di Dio Giovanni Paolo II in terra romena […] Con tali sentimenti, assicuro il mio ricordo nella preghiera ed invio la mia benedizione a Lei, venerato Fratello, ai presenti e all’intera comunità cristiana in Romania. Un cordiale e benedicente saluto invio anche all’amato Patriarca ortodosso e a tutti i membri di quella nobile Chiesa».

7 aprile 2006, J. Ratzinger, che scrive, scrive e scrive incurante di ciò che Dio vuole e di ciò che la Chiesa ha definito, continua a scrivere. Questa volta scrive ad Alexai II (clicca qui). Possiamo “ammirare” le sue parole:

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«Invoco le abbondanti benedizioni del Signore su di voi stessi e sul vostro ministero, generosamente dedicato alla grande causa del Vangelo».

Ratzinger si esprime come se non esistessero storia e Magistero che riguardano lo Scisma degli Orientali. Basti pensare che già Papa Adriano II, anno 870, Concilio di Costantinopoli IV, Sess. X, «De primatu romanae sedis», diceva: «[…] nessuno altro rediga scritti o discorsi contro il santissimo papa dell’antica Roma, sotto il pretesto di crimini da lui commessi, come ha fatto recentemente Fozio e prima di lui Dioscoro [ se qualcuno usasse tale temerarietà […] riceva la stessa condanna espressa a quelli» (cf. Denzinger 661 ss.). Da Fozio in avanti ben sappiamo cosa è accaduto a causa dei reprobi Orientali, tali ancora oggi.

San Pio X, 26 dicembre 1910, lettera «Ex quo, nono» ai legati apostolici in Bisanzio, Grecia, Egitto, Mesopotamia, ecc. Scrive [AAS 3(1911) 118s.]:

«Errori degli orientali: […] Non meno avventatamente che falsamente si dà adito a questa opinione, che il dogma della processione dello Spirito Santo dal Figlio in nessun modo scaturisce dalle parole stesse dell’Evangelo, o è comprovato dalla fede degli antichi padri; ugualmente, in modo altamente sconsiderato, si mette in dubbio se i sacri dogmi del Purgatorio e dell’Immacolata concezione della Beata Vergine Maria sono stati ammessi dai santi uomini dei primi secoli; […] riguardo alla costituzione della Chiesa […] si rinnova in primo luogo l’errore già condannato dal Nostro predecessore Innocenzo X [Denzinger 1999], nel quale si invita a ritenere san Paolo come un fratello del tutto uguale a san Pietro; -per cui con falsità non minore si insinua la persuasione che la Chiesa cattolica non è stata nei primi secoli un governo di uno solo, cioè una monarchia; o che il primato della Chiesa romana non si fonda su nessun valido argomento. Ma […] non è neppure lasciata intatta la dottrina cattolica sul Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, dal momento che ostinatamente si insegna, che può essere accolta l’opinione che sostiene che presso i greci le parole della consacrazione non ottengono l’effetto se non è già stata proferita quell’orazione che chiamano epiclesi, mentre tuttavia è noto che alla Chiesa non appartiene per nulla il diritto di innovare qualcosa circa la sostanza stessa dei sacramenti; – per lei non è meno stonato che debba essere considerata valida la confermazione amministrata da un qualsiasi presbitero [Denzinger 2522]».

Ratzinger il 17 febbraio 2006 aveva già scritto ad Alexai II (clicca qui), asserendo:

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«[…] possiate continuare a svolgere con frutto la missione che Dio ha affidato a voi […]».

Non un accenno alla conversione alla vera Chiesa; non un riferimento allo spirito del vero ecumenismo, così come ben descritto da Papa Pio XI nella «Mortalium Animos».

A Bartolomeo I, J Ratzinger riserva le seguenti “lusinghe”:

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«[…] questo impegno deriva dalla volontà del Signore e dalla nostra responsabilità di pastori nella Chiesa di Cristo».

Cosa altro aggiungere? Prossimamente renderemo note numerose ulteriori dichiarazioni dell’inventore del “papato emerito”, salamelecchi eretico-agnostici sia ad appannaggio degli Orientali, che dei Protestanti.

San Cipriano: «Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per madre». Catechismo Tridentino, 115: «Ma come soltanto questa Chiesa non può errare nell’insegnare la disciplina della fede e dei costumi, perché governata dallo Spirito Santo, così tutte le altre, che si arrogano il nome di chiese, essendo guidate dallo spirito del demonio, devono necessariamente cadere in perniciosissimi errori di fede e di costumi».

Per consultare l’elenco dei precedenti mini-dossier clicca qui.

3 Commenti a "J. Ratzinger: Kasper è un dono prezioso per la Chiesa. Gli scismatici eretici orientali sono pastori nella Chiesa di Cristo"

  1. #Guido Ferro Canale   24 marzo 2015 at 4:33 pm

    Mi permetto di osservare che da tempi non sospetti si riconosce pacificamente che presso gli Orientali separati vi è vera giurisdizione (quindi p.es. le Confessioni sono valide), anche se non vi è accordo sulla spiegazione del fatto (cfr. la conclusione della Nota explicativa praevia). Se hanno giurisdizione, sono pastori. Che poi non conducano le pecore al pascolo giusto, è altra questione. Tanto più che il pascolo giusto è oggetto di dispute accese anche tra noi…

    • #guelfonero   24 marzo 2015 at 4:46 pm

      Se il pascolo non è quello giusto, sono mercenari, non pastori. Ferro Canale non sia banale. 😉