Note a margine di un flop

salvini

di Pietro Ferrari

Ebbene, dopo più di tre anni dal commissariamento della politica italiana, dopo che Berlusconi fu gettato via dalla scena che conta davvero, abbiamo avuto un periodo di acuìta sudditanza della politica nei confronti delle burocrazie apolidi della BCE. Monti, Letta e Renzi, come varianti seriose o picaresche della decadenza italica. Tutto ciò ha puntellato il divorzio tra gli italiani e la classe dirigente sempre meno rappresentativa delle istanze delle masse popolari, taglieggiate da disoccupazione, tasse e debito.

La sinistra dopo anni di antiberlusconismo diventa berlusconiana, facendo così cadere quella foglia di fico che fu paravento e alibi, per non fare i conti con l’implosione del Muro a Berlino. La prima vera manifestazione politica di opposizione, al di là delle vaffangrillesche ed inutili esibizioni teatrali del populista genovese, doveva assolutamente essere un Evento cruciale.  Ci si aspettava dopo questi anni grigi una grande partecipazione di massa, un qualcosa di eclatante, segno che l’organismo sociale in difficoltà ha comunque ancora una vitalità reattiva e che qualcuno riesce a farlo rimettere in piedi.

Centinaia di migliaia di persone avrebbero dovuto riversarsi nelle strade di Roma ed invece abbiamo assistito ad un flop numerico imbarazzante, peraltro con un messaggio improvvisato ed eterogeneo: brandelli disorientati di ex AN (già ‘invitati’ dalla destra radicale a non avvicinarsi alla sede di Acca Larenzia), con gli ultrafascisti laicisti di CPI (autodefinitisi ‘squadristi mediatici del III Millennio’) assieme ai secessionisti della Padania che senza alcuna sensibilità verso i propri alleati, hanno definito “squadristi” i soliti antifà in contromanifestazione. Comizi sguaiati e cacofonici quanto inadeguati nonostante vi fossero potenziali contenuti ma soprattutto, lo smarrimento dei vecchi militanti dell’area ex missina, militanti riluttanti ma bisognosi di aggregarsi all’iniziativa del barbaro sognante che scende a colonizzare Roma, ma purtroppo in modo più simile alla parodìa del film di Abatantuono che alla cruda potenza di Brenno.

Insomma se non ci fosse stata la trasmissione video della madrina Le Pen, diventata fulcro di quei movimenti identitari europei sempre meno invisi al sionismo, avremmo avuto la percezione di una totale assenza di leaders autentici e in grado di polarizzare sogni, esigenze e ‘rabbie progettuali’. Insomma se Francia, Grecia, Spagna, Ungheria, Inghilterra ed in parte la stessa Germania stanno vivendo una interessante trasformazione dei loro assetti politici, la repubblica di Equitalia tramite la nuova Tecno-DC al potere, come una mamma anaffettiva ma soffocante e rassicurante, pare essere riuscita a sedare l’adolescente smania di avventura dei suoi figli, che oggi però coincide con l’istinto di sopravvivenza. 

          

4 Commenti a "Note a margine di un flop"

  1. #Gianfranco   2 marzo 2015 at 5:50 pm

    Sarà anche un flop che lei dice ma secondo un recente sondaggio (DATAMEDIA RICERCHE ) del 23-02-2015, la Lega Nord è attestata al 14,0%, Forza Italia al 13,2%, mentre il Movimento 5 Stelle 19,3%.
    In democrazia contano i numeri.

    • #P. F.   2 marzo 2015 at 6:23 pm

      Appunto… i “numeri” sono implacabili.

  2. #Mardunolbo   3 marzo 2015 at 11:24 pm

    “…di quei movimenti identitari europei sempre meno invisi al sionismo, …” chi ha intelligenza e conoscenza capisce cosa intendeva dire l’autore. Già, anche in Ucraina il movimento identitario è stato manovrato; è stato ammesso e rivelato. Ed ora il battaglione Azov lo evidenzia in pieno con le immagini di Hitler e svastiche. Tutto serve allo stravolgimento e tutto può essere usato da chi ritiene giusto avere il potere ed esercitarlo sopra l’umanità intera.
    Anche l’Isis ne è un esempio !

  3. #antonio   4 marzo 2015 at 6:38 pm

    faccia lei qualche proposta. viviamo in una dittatura mediatica. per sentire una voce discordante bisogna tenere gli orecchi e gli occhi bene aperti. qualcun mi dica anche cosa ne pensate dell’8 per mille.