[NOVOROSSIYA] Ucraina: il centro dell’Europa

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di G. S.

«Grazie a un sistema di meridiani e paralleli, in questo punto è stato fissato il centro dell’Europa». Monumento ai confini con la Slovacchia.

“Ucraina” significa letteralmente “sul confine” (u krajna). Un’immensa frontiera naturale, da sempre contesa e conquistata dalle potenze vicine. E’ qui che nasce la Russia.

Il principe scandinavo Oleg nell’882 d.C. conquistò Kiev e dopo aver ucciso i signori locali dichiarò: “Questa città sarà la madre di tutte le città dei Rus’”. I Rus’ erano un clan vichingo il cui territorio comprendeva parte dell’attuale Russia, Bielorussia, Polonia ed ovviamente Ucraina.

In pochi anni, la città divenne il centro di un grande impero che spaziava dal Mar Baltico fino al Mar Nero.

Tappa fondamentale della storia dell’attuale Ucraina è quando, nel 988 d.C., il principe Vladmir convertì tutto il suo popolo, che, da pagano, divenne fortemente cristiano ortodosso. La religione bizantina venne utilizzata da subito come strumento di controllo politico, nei primi anni dell’anno mille, infatti, si contavano solo a Kiev più di 300 edifici sacri.

Nel 1240 il regno dei Rus’ fu conquistato dai mongoli guidati da Baty Khan. Il territorio fu smembrato in tre regni: Galizia, Volynia e Moscovia, che in seguito divennero Polonia, Lituania e Russia.

La storia dell’Ucraina non può essere raccontata singolarmente prescindendo dall’evoluzione della vicina Russia. Infatti, dopo la fine del periodo mongolo seguito dal così detto  dominio “polacco” , con la nascita dell’impero russo, l’Ucraina torna a ricoprire un ruolo centrale dal punto di vista geo-strategico e politico per la Russia.

Sotto lo zar l’Ucraina viene divisa in tre regioni: Piccola Russia, Russia meridionale e Russia occidentale.

Ovviamente la Rivoluzione Russa si ripercuote in tutte le regioni controllate dallo Zar Nicola II e nel 1922 anche l’Ucraina rientra nel sistema sovietico prendendo il nome di Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Abbiamo già spiegato, in grandi linee negli articoli precedenti, l’importanza fondamentale di Kiev, abbiamo già parlato dei gasdotti che attraversano l’Ucraina per arrivare in tutta Europa (di cui parleremo più approfonditamente negli articoli successivi di questa rubrica), ma non è soltanto un’importanza di natura commerciale ed economica. L’Ucraina è fondamentale per la difesa della Russia.

Mosca si trova a soli 480 chilometri dal territorio ucraino, il confine tra i due paesi è costituito da una gigantesca pianura, facilmente percorribile a piedi e di conseguenza fortemente esposta ai rischi di un’eventuale aggressione.

Se consideriamo, poi, l’eventualità che una potenza nemica si impadronisse del corridoio russo tra Ucraina e Kazakistan, al cui centro si trova la città di Volograd (la famosa città chiamata Stalingrado durante il periodo sovietico), la Russia sarebbe completamente tagliata fuori dal Caucaso e di conseguenza il suo confine meridionale sarebbe assolutamente indifendibile.

L’Ucraina, in più, ha due porti sul Mar Nero, Odessa e Sebastopoli, di un’importanza fondamentale per il governo russo, in quanto la perdita del controllo su questi due porti, significherebbe annullare quasi completamente l’influenza di Mosca sul Mar Nero e di conseguenza privare alla Russia l’accesso dal Mediterraneo.

Gli uomini del potere di Kiev, verosimilmente nostalgici per i tempi in cui i loro antenati “patrioti” e “difensori dell’integrità nazionale” collaboravano con Hitler, stanno diffondendo sulla TV nazionale una versione distorta della storia, dove i carnefici diventano i “liberatori”, i “portatori di democrazia”. Basti pensare che Yevhen Perelygin, nominato con il Decreto del Presidente d’Ucraina n.758/2012 Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario nella Repubblica Italiana, ha urlato in pubblico “Viva Bandera!“, replicando ad un gruppo per “l’Ucraina antifascista” presso l’Università di Catania.

Chi è Bandera? Stepan Bandera durante la Seconda Guerra Mondiale collaborò attivamente con i nazisti e il Reich; è stato un politico ucraino, capo della Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e il fondatore dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), nonché collaborazionista durante la seconda guerra mondiale. Alla sua controversa figura si ispirano i moderni movimenti neonazisti ucraini come Pravyi Sektor (settore destro).

Ucraina, terra sovrana certo, ma anche terra di confine, portatrice di una tradizione comune con la vicina Russia e che oggi il nazionalismo fomentato dall’Occidente vorrebbe cancellare definitivamente.

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