Qui invenit amicum

SCV+Apud amicos vita iucunda, sine amicis autem acerba est!

Questo articolo è dedicato a chi crede che l’amicizia sia un dono divino e che, avendo DIO come trait d’union, due o più individui restino Veri Amici sia in questa vita, sia per l’Eternità. Nella Millenaria Storia della Chiesa Cattolica, infatti vi sono molti esempi di Amicizia Santa e Sincera dimostrataci e vissuta dai santi.

È fuor di dubbio che il primo Illustre Maestro ed Esempio di Vero Amico sia Nostro Signore Gesù Cristo che, come ricorda il santo Evangelista Giovanni, ha chiamato i suoi Apostoli non servi, ma amici (Gv15,12-17): ” 12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come IO vi ho amati. 13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. 14 Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel Mio Nome, ve lo conceda. 17 Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

Sul suo esempio vediamo come  S. Pietro abbia una predilezione per Marco e per Santa Petronilla, S. Paolo per S. Timoteo e S. Tecla. S. Gregorio Nazianzeno si gloria cento volte dell’amicizia che aveva per S. Basilio e così la descrive: ” Si aveva l’impressione che in noi due ci fosse una sola anima con due corpi. Non bisogna prestare fede a coloro che dicono che tutto è in tutto; tuttavia è vero che tutti e due eravamo in ciascuno e ciascuno nell’altro; coltivare la virtù e ordinare i programmi della nostra vita alle speranze future; questo era il modo di uscire da questa terra mortale, prima di morire “.

  1. Agostino dice che S. Ambrogio voleva molto bene a S. Monica, per le rare virtù che ammirava in lei, ed ella gli voleva bene come a un angelo di Dio.
  2. Girolamo, S. Gregorio, S. Bernardo e tutti i più grandi Servi di Dio hanno avuto amicizie personali senza pregiudizio per la loro perfezione. San Paolo, rimproverando ai Gentili il disordine morale della vita, li accusa di essere gente senza affetto, ossia gente incapace di amicizia. S. Tommaso, il “Doctor Angelicus”, dice che l’amicizia è una virtù: certamente parla dell’amicizia personale perché, dice, la vera amicizia non può essere estesa a molte persone. La perfezione dunque, non consiste nel non avere amicizie, ma nell’averne una buona, santa e bella.

Come distinguere un’amicizia mondana da una giusta e santa?

Si può distinguere l’amicizia mondana da quella santa e virtuosa perchè la prima è un’abbondanza di lusinghe, di lodi sulla bellezza, la grazia e le qualità sensuali, mentre la seconda, invece, ha un linguaggio semplice e schietto, loda soltanto la virtù e la grazia di Dio, unico suo fondamento. 

Bisogna dunque fare attenzione a non lasciarsi trarre in inganno nelle amicizie, perchè spesso Satana si sostituisce a coloro che amano. Si comincia sempre dall’amore virtuoso ma, se non si è molto saggi, si insinua presto l’amore frivolo, poi si passa all’amore sensuale, poi a quello carnale; il pericolo esiste persino nell’amore spirituale, se non si fa molta attenzione, benché la sua purezza e il suo nitore rendano più evidenti le brutture che Satana vuole insinuarvi: ecco perché il diavolo, quando ci prova, fa le cose con maggior acume e tenta di far scivolare le
sozzure in modo quasi impercettibile.

Quando il Maligno ha tediato Giuda lo ha fatto poco alla volta, lo ha tentato sui suoi punti deboli e alla fine lo ha indotto a fare la cosa peggiore possibile, ossia tradire l’Amico per Eccellenza, il Maestro, quello che ha riposto in lui la sua Fiducia e che infine è stato tradito da uno che ha chiamato Amico e Discepolo.
Gesù usa parole durissime per lui: 24 Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di Lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’Uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
La fedeltà è un elemento essenziale per l’Amicizia e DIO la chiede e la esige, sebbene come Padre Misericordioso sia sempre disposto a perdonare chiunque torni a LUI con tutto il cuore; è stata infatti, dopo l’Amore, la richiesta più importante che ha fatto ai Progenitori prima del tradimento.
La Fedeltà non osservata porta allo scandalo, all’inciampo e chi non si rialza rischia di far la fine di Giuda!
6 Chi invece scandalizza […], sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

Come fare ad evitare il supplizio di Giuda?
Occorre perdonare ed esser ben disposti a farsi perdonare!
Questo ritengo sia il terzo elemento fondamentale nel rapporto d’amicizia e anche in questo il Vangelo ci insegna cosa fare. 21 Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». 22 E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino
a settanta volte sette.
23 A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25 Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. 26 Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. 27 Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29 Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. 30 Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere,
fino a che non avesse pagato il debito.
31 Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. 32 Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. 33 Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? 34 E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. 35 Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».
Se DIO quindi è sempre disposto a perdonarci e a rialzarci quando cadiamo nell’errore, allo stesso modo è d’uopo che due amici siano sempre disposti a correggersi e perdonarsi per mantener sempre saldo il loro legame.
Impariamo dunque dal Vangelo e dai Santi a vivere l’Amicizia ricordando che 19 […] se due […] sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli […] la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

Simone Petrus Basileus I.G.
Fonti: Vita dei Santi & Vangelo