Il Cattolicesimo Romano e l’ideologia vegetariana

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di Alessandro Luciani

 

La Santa Pasqua è ormai alle porte e questo è chiaro anche a chi non conosce il calendario, infatti basta farsi un giro su internet, o su qualsiasi social network, per imbattersi in immagini virali di ogni tipo inneggianti all’astensione dalle carni di qualunque animale e, spesso, anche da tutto ciò che dagli animali deriva. In fondo siamo ancora in tempo di Quaresima – penserete voi giustamente –  e la cosa non sarebbe un male (anzi), se non fosse che non ci si astiene dalle carni per spirito di penitenza, come la Chiesa ha sempre insegnato a fare, ma ci si astiene perché si attribuiscono dei presunti “diritti” agli animali che popolano la terra. Non è raro vedere gruppi di attivisti paragonare l’omicidio all’uccisione di un animale e spesso si giunge persino a considerare disgustoso cibarsi di “cadaveri” di animali, come se il mangiare carne fosse una sorta di perversione da estirpare.
Se queste idee malsane fossero un’esclusiva di gruppi evidentemente acattolici (per non dire “anti-cattolici”) – tutto sommato – il sottoscritto non si meraviglierebbe molto, tuttavia non è così, basta infatti andare a spulciare un po’ nel mare magnum di internet per imbattersi in gruppi, associazioni e fondazioni di sedicenti “cattolici” vegetariani/vegani, i quali non si astengono dalle carni per penitenza ma perché considerano gli animali creature dotate di un’anima immortale. Sembrerebbe, inoltre, che per questi individui gli animali non solo possederebbero un’anima immortale come quella che ogni essere umano possiede, ma, analogamente all’uomo, sarebbero addirittura eredi del Paradiso.

In questo articolo non mi occuperò di mostrare i legami dell’ideologia vegetariana, vegana e animalista con diversi movimenti di matrice occultista, esoterica e neopagana, ma mi limiterò a mostrare gli errori di questo “nuovo” movimento ideologico e politico (sì, anche politico), essendo presenti tutt’ora nel Parlamento Italiano diversi sostenitori di queste bizzarre teorie “dirittanimaliste” (non citerò i loro nomi per pura decenza).

 

Per iniziare è bene confutare l’errore fondamentale alla base di questa ideologia: quello relativo all’anima degli animali.

«Le anime dei vegetali e degli animali non sussistono e non sono prodotte per se stesse o direttamente, ma soltanto come il principio per mezzo del quale il vivente esiste e vive. Siccome dipendono totalmente dalla materia, una volta distrutto il composto di corpo e anima vegetale o animale, ipso facto  anche esse scompaiono in maniera indiretta o per accidens e non per se» (S. Th., I, q. 75, a. 3; ivi, q. 90, a. 2; S. Cont. Gent., lib. II, cap. 80 e 82.).  Detto questo è necessario ricordare che per San Tommaso (e per la teologia cattolica) il termine “anima” non sta a significare necessariamente l’anima razionale (e cioè l’anima immortale, esclusivamente umana), infatti nel nostro caso ci si riferisce all’anima sensitiva e vegetativa e cioè all’anima dei vegetali e degli animali la quale consiste, semplicemente, nel primo principio che aggrega le forze materiali e dà loro la vita. Sappiamo bene che l’anima è principio sostanziale di vita (non solo accidentale) e di fatto il vivente senza un’anima non potrebbe vivere, tuttavia San Tommaso ci dice che l’anima vegetale o animale è “incompleta” e che sussiste esclusivamente in ragione del corpo, a differenza dell’anima umana che è spirituale e che è sussistente per se stessa, infatti, come sappiamo, se il corpo umano muore l’anima non cessa di esistere.
In definitiva però, è necessario notare che l’anima sensitiva e vegetativa non è pura materia, ma, piuttosto, una forza o un’energia, cioè un principio di vita che informa e governa il corpo degli animali (o la materia dei vegetali) facendoli vivere.  Parimenti ricordiamo che «Al contrario dell’anima vegetale e sensibile, l’anima umana è per sé sussistente. Essa viene creata da Dio quando il soggetto che la riceve è sufficientemente disposto ed allora può esservi infusa. Essa è per sua natura incorruttibile ed immortale» (S. Th., I, q. 75, a. 2; ivi, q. 90; ivi, q. 118; Q. disp. De Anima, a. 14; De Potentia, q. 3, a. 2; S. Cont. Gent., lib. II, cap. 83 ss.). Questo possiamo costatarlo, si dice infatti che “Agere sequitur esse” e se l’uomo agisce spiritualmente ciò significa che è spirituale dato che ogni facoltà è specificata dal proprio oggetto e dalle sue operazioni, quindi, se una determinata facoltà coglie un oggetto immateriale e spirituale è anch’essa a sua volta immateriale e spirituale perché è specificata dalle sue operazioni e dai suoi oggetti. Sappiamo che l’anima umana conosce razionalmente oggetti immateriali e spirituali, ne consegue, perciò, che anche essa debba essere spirituale e immateriale, altrimenti non potrebbe conoscerli, esattamente come non possono conoscerli gli animali e i vegetali.
Quindi, se l’animale non è dotato di un’anima razionale, e cioè immortale (come quella umana), l’uomo nei suoi confronti – a maggior ragione – non ha doveri (tantomeno giuridici) e l’animale non ha “diritti”. I doveri che l’uomo ha verso gli animali sono relativi al fine degli animali: il proprio nutrimento, l’aiuto nel lavoro e nelle altre mansioni (cfr: Genesi IX, 2-3)

Dopo aver confutato (in misura sufficiente, anche se potremmo portare ulteriori argomenti che però renderebbero questo articolo eccessivamente prolisso) l’errore relativo all’anima degli animali nelle teorie dei vegetariani/vegani sedicenti “cattolici” è chiaro a tutti che, per processione logica, l’animale in se non ha alcun diritto all’infuori del proprio fine, tuttavia, se ciò ad alcuni non bastasse, mi limiterò a riportare la rispettiva sanzione del Concilio di Braga (che, seppur non tra i concili ecumenici, esprime una dottrina da tutti accettata e, conseguentemente, una condanna), il quale decretò che «Se qualcuno reputa cibi immondi le carni, che Dio diede in uso agli uomini e, non per disciplina del suo corpo, ma perché li ritiene immondi, si astiene da essi in modo da non gustare neppure verdura cotta con la carne come dissero Manicheo e Priscilliano, sia anatema.» (Papa Giovanni III, Concilium Bragense I, 572).

Per concludere ricordiamo che «Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza. Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità. Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.» (1Timoteo IV, 1-5)

Asteniamoci quindi dalle carni in attesa della Santa Pasqua e facciamo penitenza per riparare ai nostri peccati e a tutte le nostre iniquità, attendiamo che il Redentore risorga e gustiamo i frutti del Suo Santissimo Sacrificio attraverso la Santa Messa, accostiamoci ai Santi Misteri e depositiamo ai piedi del Signore Gesù Cristo tutte le nostre debolezze e le nostre imperfezioni, abbandoniamo gli idoli di questo mondo e tutti i loro superbi ed insensati diritti e combattiamo in favore dei Diritti di Dio insieme alla Santa Chiesa di Dio affinché in Cielo e in terra sia solo uno il grido: «Sanctus, sanctus, sanctus, Dominus Deus Sabaoth.»

 

17 Commenti a "Il Cattolicesimo Romano e l’ideologia vegetariana"

  1. #Simone Petrus Basileus   2 aprile 2015 at 10:17 pm

    è vero, ma è pur vero che diversi ordini Cattolici praticano il vegetarianesimo o cmq l’astinenza totale dalle carni per tutto l’anno. Inoltre quando DIO creò il genere umano, li fece tutti vegetariani. (genesi).

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    • #cristiano   4 aprile 2015 at 5:40 pm

      resta il fatto che il vegetarianesimo é una ideologia sempre più simile ad un tipo di fascismo, che vuole imporsi forzosamente agli altri…. per non parlare dei vegani….

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    • #Alessandro Luciani   7 giugno 2015 at 6:56 am

      Caro Simone,

      Alcuni ordini cattolici si servono di una dieta vegetariana perché adottano uno stile di vita incentrato sulla penitenza e sulla mortificazione e non perché riconoscano presunti e assurdi “diritti” agli animali a causa di uno sterile sentimentalismo (come i vegetariani di oggi) o perché mangiare carne sia da considerarsi, di per se, impuro.

      Inoltre ti ricordo che Dio quando creò l’uomo lo creò anche senza il Peccato Originale. Il peccato ha ferito la natura umana e, quindi, ha avuto anche ripercussioni sul corpo, la natura si è deteriorata con l’accumularsi dei peccati e se in principio Dio ci fece immortali e vegetariani, il peccato ci ha resi mortali e onnivori. Dio quindi ha stabilito che l’uomo, dopo il Diluvio, si servisse anche delle carni degli animali come cibo e sostentamento.

      «Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe.»

      (Genesi IX, 2-3)

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  2. #Rio Kan   13 aprile 2015 at 12:53 am

    Quoto Simone, Dio pur creando prima gli animali dell’uomo come nutrimento da gli alberi e le graminacee buoni da mangiare Gen 2,9 il primo sacrificio scritto di animali è quello di Abele e lo fece come offerta al Signore non c’è scritto che ne mangiava pur essendo un pastore e se andiamo a vedere l’uso degli animali lo troviamo per esattezza alla cacciata dall’Eden dopo il peccato e fu Dio stesso a dare delle “pelli” ma per vestirsi Gen 3,21 se ne deduce che era questa la vera funzione degli animali. Per constatare l’esattezza del libro di Dio è la scienza che conferma le parole della genesi: la dentatura dell’uomo è propria di chi si ciba di frutta piu che di verdura in quanto i carnivori possiedono le 4 zanne cioè i canini lunghi e pronunciati se l’uomo ancora oggi mangia carne è stato per le catastrofi quali meteoriti e inversioni magnetiche che costrinsero l’uomo a sopravvivere a ogni costo e quindi a cibarsi di tutto, ancora oggi quindi mangiamo carne esclusivamente per l’abitudine di farlo e sia ben chiaro che non potremmo vivere di sola carne mentre lo potremmo fare certamente solo cibandosi di frutta e verdura. Mi preme sottolineare comunque che tutti i piu grandi santi erano vegetariani o vegani e i santi sono il corpo della Chiesa, dovremmo seguire il loro esempio non solo nella quaresima e parlo anche del sottoscritto che mangia carne seppur con una media di circa 1 volta ogni 8-10 giorni, invidio chi ha la costanza di astenersi completamente ma purtroppo il sistema e la quotidianità mi portano sbrigativamente a consumare carne che ci viene presentata in insaccati o da cucinare. Concordo comunque nel fatto che sia blasfemo pensare ai diritti giuridici degli animali in base alla loro anima, Dio ce ne ha dato il dominio.

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  3. #Rio Kan   15 aprile 2015 at 3:13 pm

    Nel sommario c’è scritto che questo articolo ha 3 commenti tuttavia qui nel testo completo risulta un solo commento, come mai cancellate i commenti, perchè non sono di vostro gradimento ??

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    • #Isidoro   15 aprile 2015 at 3:17 pm

      Noi ne vediamo tre, col suo quattro. Saluti.

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  4. #giorgio   18 aprile 2015 at 9:08 pm

    Rammento senza citare le sacre Scritture che in gran parte ignoro,che l’insegnamento del Divino Gesu’mi induce ad essere compassionevole verso delle povere creature mercificate fino all ‘assurdo costringendole ad una tormentosa esistenza sia nei lagher allevamenti che nei disgustosi e cruenti mattatoi.Amo pensare che il dolce buonGesu’avesse pensato uno spazio di vita anche per loro in mezzo all natura e non chiusi in anguste gabbie dove nemmeno il riposo gli e’consentito.Certo che non verro’inserito nei commenti , perche’anche voi siete fortemente ideologici,vi ringrazio lo stesso

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    • #jeannedarc   19 aprile 2015 at 12:43 pm

      il cattolico non ammette maltrattamenti fini a se stessi per nessuna creatura. tuttavia ha ben chiara la gerarchia tra creature e quindi non può ritenere illecita l’uccisione di creature o il loro asservimento per gli scopi leciti e buoni del proprio mantenimento e del proprio sviluppo.

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  5. #Elena Manzoni di Chiosca   24 aprile 2015 at 12:59 am

    Sta di fatto che i vegetariani vivono mediamente dieci anni meno degli onnivori, i vegani venti. Quali “grandi santi” sarebbero stati vegetariani? Certo non San Francesco, come si evidenzia nei “Fioretti”; nè San Filippo Neri, nè San Pio da Petralcina…. Questa mi pare proprio una gran bufala.

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  6. #giorgio   25 aprile 2015 at 9:26 am

    Basta documentarsi un minimo per sapere che carne e insaccati possono favorire patologie tumorali.Purtroppo sono dati scientifici.

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    • #orkylnero   28 marzo 2016 at 3:13 pm

      Dati scientifici privi di ogni fondamento, presi da una realtà completamente diversa (usa) sia nella qualità che nei modi di allevamento. Altri studi scientifici quali università di Vienna o Budapest invece attestano aumento di infarti, ictus e addirittura depressione. Vorrei capire perché i bambino trattato con cure vegane finiscono alla ospedale

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      • #Felice   29 marzo 2016 at 7:48 am

        il problema non sono le carni, ma la quantità industriale di conservanti, stabilizzanti e di trattamenti chimici a cui sono sottoposti i cibi industriali. La sana salsiccia fatta con maiale, sale e pepe è un toccasana (oltre che una delizia per il palato)

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  7. #Loredana Affatato   29 marzo 2016 at 1:19 am

    “Misericordia io voglio, non sacrificio”! In principio Dio ci ha creati tutti vegetariani! Il peccato originale ci ha portato a uno stato tale di decadenza che ora consideriamo tutte le altre creature solo cose da usare e trucidare a nostro piacimento! Ma in principio non era così! Chi incrocia lo sguardo di qualunque animale come può dire che è una cosa? Come puo’dire che e’ un essere inanimato privo di sentimenti e incapace di provare dolore e sofferenza? Cristo è venuto a insegnarci ben altro, ma solo santi della portata di San Francesco D’ Assisi possono rivelarci il vero volto di Dio, il vero volto del Cristo! A cosa servono penitenze senza carità e feste sanguinarie senza misericordia? Come possiamo parlare di amore quando non esitiamo a tagliare la gola a un agnellino per imbandire la nostra tavola delle feste? L’agnello. Proprio il simbolo di Cristo. E noi continuiamo a crocifiggerlo spargendo sangue innocente di esseri viventi, non di pupazzi di cartone! E parliamo di amore? Usiamo le creature di Dio come fossero oggetti, le schiavizziamo, le torturiamo, le vivisezioniamo e ammazziamo in tutti i modi inutilmente e a miliardi nei mattatoi di tutto il mondo senza porci scrupoli di coscienza di alcun tipo e poi osiamo parlare di amore? Non è questo l’amore di cui è venuto a parlarci Gesù! Forse questo amore strano, diviso e non globale è il tipo di amore che viene insegnato dalla religione cristiana, ma non è il tipo di amore che ci ha insegnato Gesù! Basta approfondire la tematica cercando fra la crudezza del Dio biblico il suo vero volto rivelatoci dall’amore infinito del Cristo che ha dato la sua vita per noi. E noi che lo abbiamo conosciuto dobbiamo svelare al mondo il vero volto dell’amore del Padre, poiché la creazione stessa aspetta la manifestazione dei figli di Dio! E i figli di Dio non uccidono nessuno. I figli di Dio rispettano, amano e si prendono cura di tutto ciò che il Padre ha creato! I figli di Dio non spargono alcun genere di sangue innocente! E chi ha orecchi per intendere intenda!

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  8. #marina capri   29 marzo 2016 at 4:00 pm

    Io so soltanto che sento una tristezza infinita, che non riesco a scacciare, se penso alle inutili sofferenze che al giorno d’oggi infliggiamo agli animali sia negli allevamenti intensivi, dove è fuor di dubbio che gli animali sono tenuti in condizioni di abbrutimento tale da farmi vergognare come essere umano, sia negli altri utilizzi, ad es. per scopo ludico nei circhi. Non riesco proprio a considerarli cose, vedo che soffrono, gioiscono, mi vogliono anche bene, non vengono da me per il cibo ma per avere una protezione, le cose non fanno così.
    Del resto Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato sì non li ha equiparati alle cose e neanche ha detto che sono stati creati unicamente per il bene dell’essere umano, ma nel capitolo secondo, II, 69 afferma: “Mentre possiamo fare un uso responsabile delle cose, siamo chiamati a riconoscere che gli altri esseri viventi hanno un valore proprio di fronte a Dio …. Oggi la Chiesa non dice in maniera semplicistica che le altre creature sono completamente subordinate al bene dell’essere umano, come se non avessero un valore in se stesse e noi potessimo disporne a piacimento. Così i Vescovi della Germania hanno spiegato che per le altre creature si potrebbe parlare della priorità dell’essere rispetto all’essere utili…”.
    Mi riesce anche difficile pensare a Gesù Buon Pastore che uccide animali. Nella iconografia cristiana viene sempre ritratto con un agnello tra le braccia o sulle spalle verso il quale ha uno sguardo amorevole. E poi, posso capire se anticamente si cibavano di animali, ma non al giorno d’oggi dove sugli scaffali dei supermercati si trova di tutto. Perché oggi, a differenza dei tempi antichi, se ci cibiamo di animali incrementiamo gli allevamenti intensivi che sono un vero e proprio business, a discapito anche della nostra salute, dell’ambiente perché producono enormi quantità di gas serra, della sofferenza animale (ai maialini tagliano la coda per farne entrare di più nei capannoni ed avere più profitto) e delle popolazioni umane che ancora nel terzo mondo soffrono la fame, perché il 50% del totale della produzione mondiale di cibo va agli animali degli allevamenti invece che agli umani.
    Queste non sono favole, basta documentarsi un pò. Vi invito a vedere un film documentario prodotto da Leonardo Di Caprio, che recentemente è stato anche ricevuto dal Papa, dal titolo “Cowspiracy”, dal sottotitolo alquanto singolare “Il film che le maggiori organizzazioni ambientaliste non vogliono che vediate”; questo perché i maggiori movimenti ambientalisti, tipo Greenpeace, avendo tra i propri soci anche produttori di carne, sono molto reticenti a parlare dell’industria degli allevamenti intensivi, che è ormai dimostrato essere la più dannosa per l’ambiente e la salute umana (oltre alle alla sofferenza provocata agli animali e alle popolazioni del terzo mondo, alle quali sottrae acqua e cibo).

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  9. #Vescovo Eugenio   30 marzo 2016 at 2:07 pm

    Sul regime vegetariano assegnato da Dio all’uomo nella Bibbia: 1.1.3. Orientamenti per l’oggi

    a. La vita

    98. La trasposizione del precetto in un registro assiologico lo apre a prospettive più larghe.

    1) Anzitutto – lo si vede già nel discorso di Gesù – essa obbliga ad affinare il concetto stesso di “rispetto della vita”. Il valore in questione non riguarda solo il corpo; esso si applica anche, nella sua apertura programmatica, a tutto ciò che tocca la dignità umana, l’integrazione sociale e la crescita spirituale.

    2) Ma anche se ci si riferisce al piano biologico, essa premunisce l’uomo da ogni tentazione di arrogarsi un potere sulla vita, sia la propria sia quella degli altri. Per questo la Chiesa comprende il “non ucciderai” della Scrittura come l’appello assoluto a non provocare volontariamente la morte di un essere umano, chiunque esso sia, embrione o feto, persona handicappata, malato in fase terminale, individuo considerato socialmente o economicamente meno redditizio. Nella stessa linea si spiegano le riserve serie che essa oppone alle manipolazioni genetiche.

    3) Con il corso della storia e lo sviluppo delle civiltà, la Chiesa ha pure affinato le proprie posizioni morali riguardanti la pena di morte e la guerra in nome di un culto della vita umana che essa nutre senza cessa meditando la Scrittura e che prende sempre più colore di un assoluto. Ciò che sottende queste posizioni apparentemente radicali è sempre la stessa nozione antropologica di base: la dignità fondamentale dell’uomo creato a immagine di Dio.

    4) Di fronte alla problematica globale dell’ecologia del pianeta l’orizzonte morale aperto dal valore “rispetto alla vita” potrebbe facilmente oltrepassare gli interessi della sola umanità fino a fondare una riflessione rinnovata sull’equilibrio delle specie animali e vegetali, con tutte le sfumature volute. Il racconto biblico delle origini potrebbe offrircene l’invito. Se la coppia prototipo, prima del peccato, si vede affidate quattro consegne: essere fecondi, moltiplicarsi, riempire la terra, sottometterla, allorché Dio le assegna un regime vegetariano (Gn 1,28-29), da parte sua Noè, novello Adamo, che assicura il ripopolamento della terra dopo il diluvio, non riceve più che le prime tre consegne, il che tende a relativizzare il suo potere, e se Dio l’autorizza a un regime di carni e pesci, gli impone ciononostante di astenersi dal sangue, simbolo della vita (Gn 9,1-4). Questa etica del rispetto della vita si appoggia di fatto su un doppio tema di teologia biblica: la “bontà” fondamentale di tutta la creazione (Gn 1,4.10.12.18.21.25.31) e l’ampliamento della nozione di alleanza in modo da includervi tutti i viventi (Gn 9,12-16).

    Nel pensiero biblico che cosa spiega, in fondo, un simile rispetto per la vita? Né più né meno che la sua origine divina. Il dono della vita all’umanità è descritto simbolicamente come un gesto di “soffiare” da parte di Dio (Gn 2,7). Più ancora, questo “soffio interminabile è in tutte le cose”, esso “riempie il cosmo” (Sap 12,1; 1,7). PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA

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  10. #Luca Michieli   30 marzo 2016 at 2:48 pm

    Condannare il vegetarismo è un grave errore. Vi ricordo ad esempio ciò che scrisse San Girolamo (padre e dottore della Chiesa):
    « Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali […].
    Gesù Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l’inizio. Pertanto ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali. »
    (Adversus Jovinanum, I, 30)

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  11. #annalisa   30 marzo 2016 at 5:47 pm

    Mi permetto di consigliare il testo “il vegetarianesimo di ispirazione cristiana” scritto dalla sociologa Marilena Bogazzi, è molto interessante e riassume le motivazioni (a qaunto pare poco conosciute) di tutti i cattolici vegetariani, basate su coscienza personale, tradizione ecclesiale, esempio dei santi e sacra scrittura.

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