‘La nostra politica è destabilizzare gli Stati’

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di Matteo Carnieletto

È sempre più difficile comprendere i meccanismi della politica estera di uno Stato. Ancora più difficile, ultimamente, è comprendere la politica estera americana.

In un recente documento pubblicato da Der Spiegel, per esempio, si può leggere una dichiarazione di Obama in cui l’Isis veniva definito “una squadra di riserve di basket“. I risultati di questa visione politica sono sotto gli occhi di tutti.

Ancora più strano è stato leggere nel libro Scelte difficili di Hillary Clinton queste dichiarazioni sulla Siria: “Se gli Stati Uniti fossero riusciti ad addestrarla ed equipaggiarla, una forza di ribelli moderati affidabili ed efficaci poteva contribuire a evitare lo sfascio del Paese durante la transizione, sorvegliare gli arsenali di armi chimiche, e scongiurare pulizia etnica e vendette“. Questa affermazione, appurato che le armi chimiche c’erano, ma erano nelle mani dei ribelli, va letta alla luce di quanto scritto da un inviato del The jewish press: “I ribelli siriani che sarebbero poi entrati a far parte dello Stato islamico sono stati addestrati nel 2012 da istruttori americani che lavoravano in una base segreta in Giordania“. Ciò contrasterebbe con quanto la politica estera americana ha sempre ricercato, ovvero la “stabilità a ogni costo“.

Il 3 febbraio scorso, George Friedman – scienziato politico, fondatore dell’agenzia di intelligence Stratfor e molto apprezzato da certi ambienti repubblicani – ha presentato alChicago Council of global affairs il suo ultimo libro, Europe – Destined for Conflict?. Nel suo discorso, Friedman ha fatto alcune considerazioni fondamentali per comprendere la politica estera americana in Ucraina. Friedman, inoltre, ha affermato che l’Europa non esiste, un po’ come Victoria Nuland diceva “l’Unione Europea si fotta“.

Il nemico principale per l’America, prosegue Friedman, è formato dall’asse Germania-Russia e per questo Obama sostiene Kiev: non può permettere che Putin aumenti la propria influenza sul Vecchio continente.

E ancora, ed è questa la frase più interessante: “L’obiettivo non è vincere il nemico, ma destabilizzarlo“. Proprio come è successo durante le primavere arabe e in Ucraina.
Fonte

5 Commenti a "‘La nostra politica è destabilizzare gli Stati’"

  1. #F. el Canario   29 aprile 2015 at 3:04 pm

    Se Cristoforo Colombo fosse in vita io lo rimanderei a COPRIRE questa America.

  2. #bbruno   30 aprile 2015 at 8:05 am

    bisognava invece non consegnarsi mani e piedi al potere giudaico, che nelle sue varie forme occulte e, modernamente, tramite la massoneria, da sempre opera per la dissoluzione di ogni ordine costituito, seconda la massima del SOLVE et COAGULA, o dell’ ORDO ab CHAOS! Il loro ‘coagulare’ nelle sue forme sempre più avanzate, è funzionale alla costituzione del loro ORDINE su tutto il mondo! gli Obama ora e le Clinton sono solo agenti di questa strategia.

  3. #Mardunolbo   1 maggio 2015 at 1:26 pm

    Friedman afferma che “l’Europa non esiste” ….Ah,ahah ! Giusto ! Ma questa frase nè Renzi nè la Merkel , nè Hollande la leggono per non farsi franare il potere massonico sotto i piedi. Dovrebbero fare i conti con i loro popoli assetati di giustizia e vendetta da tutti i patimenti subìti in nome dell’Europa…. E chi lo spiegherebbe poi alle popolazioni ?

    • #bbruno   1 maggio 2015 at 3:34 pm

      E io invece vedo i popoli d’europa più che arrabbiati felici del loro dissolvimento nel grande mare del meticciamento. Era questo il grande sogno del sol dell’avvenire? Veramente un grande e unificato mercato del CUPIO DISSOLVI! Capolavoro indiscutibile della Grande Manovra giudaico-massonica!

      E’ questa la fine e il castigo inevitabili delle “gentes apostatrices” di cui parla il profeta Ezechiele, che tali sono ora diventati i popoli europei, ribelli alla loro civiltà cristiana – perché tutta la storia è, in fondo, sempre ‘storia sacra’ (Sant’Agostino)…

    • #bbruno   1 maggio 2015 at 4:44 pm

      E io invece vedo i popoli d’europa più che arrabbiati felici del loro dissolvimento nel grande mare del meticciamento. Era questo il grande sogno del sol dell’avvenire? Veramente un grande e unificato mercato del CUPIO DISSOLVI! E’ la fine e il castigo inevitabili delle “gentes apostatrices” , di cui parla il profeta Ezechiele, che sono diventati i popoli europei, – perché tutta la storia è sempre ‘storia sacra’ (Sant’Agostino)..