Danilo Quinto interviene sulle polemiche di questi giorni contro Radio Spada

 

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Un libro sul Papa pubblicato da Radio Spada: alla larga!


di Danilo Quinto

Non c’è da dedicare molto tempo alla vicenda, piccola piccola – e per certi versi esilarante – che vede protagonista Andrea Zambrano. Bisogna comprenderla, questo sì, ma basta poco.

Intanto, non esprimo commenti sul fatto che il giornalista in questione aveva accettato da un mese di introdurre il mio intervento del 25 aprile – di questo si trattava – e nel momento in cui ha deciso di tirarsi indietro, non ha ritenuto di farmi neanche una telefonata.

E’ molto più interessante trarre da questa vicenda – che peraltro giudico estremamente positiva, perché fa chiarezza – alcune considerazioni:

In questo mondo cattolico così pusillanime, non sono pochi coloro che, pur di occultare la Verità, sono disposti ad affermare che Gesù Cristo è morto di freddo e non per le percosse, le sevizie e la messa in Croce. Di più: si vorrebbe far credere che la Sua morte e la Sua resurrezione non siano l’unica strada della salvezza degli uomini, ma equivalgano ai messaggi delle altre religioni o professioni religiose. Come se la scelta di Dio che si fa Uomo per dare a tutte le creature umane la possibilità della redenzione attraverso il pentimento delle loro colpe, fosse una favoletta e non un fatto storico, che si può comprendere con la ragione. Ancora di più: si convoca un Sinodo straordinario sulla famiglia, che comunque vada – e da tempo sono in tanti all’interno della Chiesa che si stanno adoperando perché vengano prese decisioni contrarie alla dottrina del Vangelo e di Gesù Cristo – sarà seguito da un Giubileo straordinario, proclamato della Misericordia, come se i Giubilei nella storia della Chiesa non fossero tutti stati convocati per chiedere e celebrare la Misericordia di Dio rispetto ai peccati degli uomini. Ancora, ancora di più: ammazzano nel mondo per ogni dove e a decine di migliaia i cristiani e la Chiesa, il Papa, si ricordano solo ora che si consuma questo martirio, senza richiamare i testi dei Padri della Chiesa sulla “guerra giusta”, ma delegando all’autorità civile la scelta del modo per fermare gli assassini.

Di che cosa meravigliarsi, quindi? Forse del fatto che può essere un po’ compromettente introdurre l’intervento dell’autore di un libro che parla di atti e comportamenti compiuti dal Vicario di Cristo, pubblicato da una casa editrice che è anche espressione di un gruppo di persone che intendono essere libere e, quindi, cattoliche?

Si può davvero credere che se Emma Bonino e Marco Pannella non avessero trovato in questi decenni un’opposizione del tutto inconsistente alle loro battaglie anti-umane, avrebbero potuto conseguire le loro vittorie? Il leader radicale oggi non ha neanche più bisogno di evocare i diritti cosiddetti civili, che sono divenuti “patrimonio della coscienza di tanti”, un “fiume carsico”, come lui sostiene, perché all’interno del mondo cattolico vi sono state connivenze e complicità. Identiche a quelle che vengono espresse oggi, da parte di tutti coloro che tacciono rispetto ad un pontefice che, senza farle smentire, asseconda di fatto le interpretazioni del suo pontificato e le parole virgolettate che vengono stampate negli articoli di un pensatore laico e ateo, come Eugenio Scalfari si definisce.

Il silenzio copre tutto, anche le esternazioni e le parole in libertà delle omelie del Papa – che vengono peraltro lette e ripetute da molti parroci impreparati e incompetenti – com’è accaduto nel corso della meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, il 20 dicembre 2013. Il Papa affronta il passo del Vangelo di Luca (1, 26-38), che incardina nei cristiani l’amore per il progetto di Dio, attraverso la mediazione della Madonna. «Era silenziosa – dice – ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! “Tu, quel giorno – questo è quello che abbiamo letto – mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che regnerà per sempre e adesso lo vedo lì!”. La Madonna era umana! E forse aveva la voglia di dire: “Bugie! Sono stata ingannata!”».

Si chiede rispetto per il Papa. D’accordo. Si può anche chiedere che egli rispetti la Madre di Dio?

Hitler, che a Dunkerque preferisce non sterminare gli inglesi – perché pensa, in futuro, di poter chiudere un accordo con loro – aveva una sua moralità. Anche Pannella, che racconta di uno o due figli sparsi per il mondo che non ha mai conosciuto, come se fossero dei cioccolatini – nonostante le telefonate papali che dovrebbero portarlo alla conversione – ha una sua moralità. Preferisco la moralità perversa del male, all’ignavia, all’ipocrisia, alla pavidità e alla complicità con il male, al silenzio che si consuma rispetto alla necessità di gridare dai tetti la Verità.

Il mio è un libro di dolore, che mi darà una cattiva fama e che racconta fatti circostanziati e frasi virgolettate. Che mi hanno ferito. Solo ex cathedra il Papa è infallibile. Tutto ciò che è descritto nel libro avviene al di fuori di questa dimensione.

Un sacerdote di una Diocesi del Nord mi ha scritto: «Grazie per averci donato il bellissimo libro Ancilla Hominis. Il tuo libro mette concretamente in evidenza lo straordinario disordine dottrinale e morale e di confusione pastorale che oggi intendono dominare nella Chiesa Cattolica; e quindi con il tuo libro ci offri uno stimolo necessario per un progetto di verifica e di rielaborazione della vita pastorale delle comunità cristiane. Tutti dovrebbero leggerlo».

C’è qualcuno per cui, quel libro, valeva la pena scriverlo.

 

 

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