Toni Brandi sul GENDER nelle scuole. Plagio, pornografia, lavaggio del cervello addirittura negli asili

Toni Brandi sul GENDER nelle scuole. Plagio, pornografia, lavaggio del cervello addirittura negli asili

A cura di CdP Ricciotti.

[ATTENZIONE: CONTIENE ANCHE ALCUNE FRASI PORNOGRAFICHE] Nel contesto dell’appuntamento del 29.3.2015 a Potenza presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Basilicata, alla presenza delle Istituzioni si è discusso di: «AGGRESSIONE DELLA TEORIA DEL GENDER ALLA FAMIGLIA»; in un clima di emancipato dibattito e di condanna a violenze e discriminazioni, abbiamo raccolto anche il contenuto dei vari interventi di Toni Brandi (Direttore Responsabile  http://www.notizieprovita.it/).

In precedenza abbiamo già pubblicato la «Lezione sul GENDER», nello stesso contesto, di Alexey Y. Komov, Ambasciatore alle Nazioni Unite del World Congress of Families: «La linea suicida che pretende di cambiare la natura umana».

Oggi rendiamo noti alcuni dati, episodi, documenti, utilizzati dal dott. Brandi per dimostrare che «l’aggressione del gender alla famiglia è più grave di quel che sembra», pertanto invitiamo i lettori a condividere il presente scritto per favorire la libera informazione sull’argomento.

Ben lontani dalla sistematica censura mediatica e governativa, proviamo a dar voce al sentimento popolare e non alle lobby di potere, alla maggior parte degli italiani, soprattutto giovani genitori, che «si vedono costretti sempre più spesso a tacere davanti questi soprusi, indottrinamenti innaturali e pornografici». L’invito è all’informazione «utile per resistere, per scendere in piazza contro la dittatura del gender». In futuro forniremo le date.

Secondo Toni Brandi, i nostri bambini, giovanissimi e giovani sono sottoposti ad un vero «lavaggio del cervello» attraverso una serie di silenti iniziative che «puntano all’omosessualizzazione della società ed alla dissoluzione della famiglia», così come la storia la consegna, così come la natura la vuole. Questo stato di cose ha dei risvolti sociali tremendi, oltre a «favorire la denatalità ed il business del gender», argomenti che dovremmo trattare nel dettaglio in futuro con lo stesso Brandi.

È bene, dunque, che le famiglie italiane sappiano cosa sta accadendo nelle scuole e chi sono mandanti (e/o finanziatori) ed esecutori di questi «Progetti ispirati al gender e/o all’omosessualismo», inoltre autori di questa discriminazione religiosa. Alcuni esempi pratici  (Schema di lettura: Scuola e Grado – Luogo e Data – Descrizione Progetto / Episodio – Promotori e Finanziatori):

Per le scuole di ogni ordine e grado / Europa – 2010; versione italiana del dicembre 2011; diffusa nell’ottobre 2013 / Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA / «“Standards per l’Educazione Sessuale in Europa”, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di direttive per l’educazione sessuale nelle scuole europee. Ci sono specifiche direttive per le diverse fasce d’età: da 0-4 anni; 4-6; 6-9; 9-12, 12- 15 e sopra i 15 anni. Quando i bambini hanno da 4 a 6 bisognerebbe già informarli sulle “relazioni omosessuali”, e dai 12 anni sulla “identità di genere”. Soprattutto, da 0 a 4 anni, i bambini devono già sapere di avere il “diritto di esplorare le diverse identità di genere ” e essere informati “sul piacere nel toccare il proprio corpo, e sulla masturbazione infantile precoce»;

Per le scuole di ogni ordine e grado / Tutto il territorio nazionale – da applicarsi nel triennio 2013 – 2015 / Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Dipartimento per le Pari Opportunità / «“Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” dell’UNAR. Il documento contiene direttive da attuare anche nelle scuole, basate sulla “identità di genere”, sulla promozione dei diversi tipi di “famiglie”, sul sostegno ai processi di “transizione di genere”, ecc. Promuove la parificazione di ogni “orientamento affettivo” e si propone di “favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni”. E’ stato redatto dopo consultazione esclusiva con associazioni LGBT»;

Centro ricreativo estivo, gestito dalla Cooperativa “Systema”, per bambini 4-10 anni / San Benedetto del Tronto (Ascoli) – agosto 2008 / Comune di Ascoli / «Recita teatrale gay: il Principe Azzurro si fa corteggiare dalle principesse Biancaneve, Cenerentola ed altre come i “tronisti” del programma Uomini e donne di Maria De Filippi; alla fine il principe sceglie un uomo ammettendo candidamente di essere gay»;

Liceo Scientifico “Galeazzo Alessi” – terzo anno / Perugia – aprile 2011 / Gruppo Giovani Omphalos Perugia / «Assemblea studentesca avente per oggetto “orientamento sessuale, identità di genere, bullismo omofobico” e per relatore un esponente del Gruppo Giovani Arcigay Perugia. Viene messo a disposizione degli studenti un opuscolo con immagini di una coppia di ragazzi nudi e una coppia di ragazze nude e consigli pratici per attività sessuale di tipo omosessuale»;

Scuola materna comunale “I Sei colori di Ugo” / Roma (quartiere Africano) – marzo 1013 / Iniziativa delle maestre / «Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse” (in particolare, omosessuali), sostituite dalla, “festa delle famiglie”»;

Operatori scolastici / Friuli Venezia Giulia – novembre 2013 / Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Arcigay e Arcilesbica / «Questionario; ‘Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico”: domande per rilevare “l’omofobia” tra gli insegnanti. Si chiede di esprimere il proprio accordo/disaccordo su frasi come: “il rapporto sessuale tra due uomini è qualcosa di sbaglialo”;  “penso che i gay siano disgustosi”; “l’omosessualità è una malattia”.  Oppure: “A scuola, quando a qualcuno viene detto o viene scritto di lui “finocchio, frocio, culattone ”, cosa fa Lei generalmente?”»;

Liceo Classico Giulio Cesare – quinta ginnasio / Roma – gennaio 2014 / Iniziativa delle insegnanti, in applicazione della “Strategia nazionale” dell’UNAR / «A minori di 16 anni alcuni insegnanti hanno chiesto di leggere e poi di svolgere un tema sul romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco. Il romanzo parla di una bambina “figlia” di due omosessuali tramite utero in affitto, e contiene descrizioni dettagliate di masturbazione e di rapporti orali tra ragazzi: “Si inginocchiò …e poi, con un guizzo fulmineo … ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l ’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce.Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”»;

200 insegnanti di scuole dell’infanzia e asili nido / Roma – gennaio 2014 / Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale; Associazione “Scosse” – 36.312 euro / «Progetto “La scuola fa la differenza”: otto corsi formativi “dedicati anche a chi lavora con la delicata fascia di età 0-3 anni.  Obiettivi del progetto sono “supplire a carenza formative … in merito alla costruzione delle identità di genere … in particolare per nidi e scuole dellinfanzia”, promuovere “la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali”, “decodificare comportamenti… che possono veicolare modelli identitari e di relazione stereotipati e stereotipanti, al fine di decostruirli e fornire a bambine e bambini un orizzonte più libero …»;

Istituto Comprensivo n.5 Coletti – terza media / Treviso – gennaio 2014 / Azienda Unità Locale Socio Sanitaria ULSS 9 di Treviso / «Nell’ambito del progetto “Educazione all’affettività” viene proiettato ai ragazzi (minori di 14 anni) il film “Le migliori cose del mondo” di Laìs Bodanzky. Il film racconta il dramma di un ragazzino, il padre del quale, scopertosi gay, abbandona moglie e figli per vivere con il suo compagno; il tutto accompagnato da scene esplicite di masturbazione da parti di giovanissimi attori»;

10 asili nido e 36 scuole materne / Venezia – febbraio 2014 / Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le politiche contro le discriminazioni / «Distribuzione della favola gay “E con Tango siamo in tre” (Ed. Junior): storia di due pinguini, entrambi maschi, che si incontrano nello zoo di New York e si innamorano. Il custode del parco affida loro un uovo di un’altra coppia perché lo covino: nasce così Tango»;

Per gli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori / Febbraio 2014 / UNAR e Istituto A.T. Beck € 10.000 / «Diffusione, all’insaputa del MIUR, della trilogia di manuali dal titolo “Educare alla diversità a scuola”. I libretti chiedono agli insegnanti di “non usare analogie che facciano riferimento a una prospettiva eteronormativa (…) Nell’elaborazione di compiti, inventare situazioni che facciano riferimento a una varietà di strutture familiari ed espressioni di genere. Per esempio: “Rosa e i suoi papà hanno comprato tre lattine di tè freddo al bar. Se ogni lattina costa 2 euro, quanto hanno speso? ”. Quanto alla definizione di “omofobia”: I tratti caratteriali, sociali e culturali, come il grado di religiosità, costituiscono fattori importanti da tenere in considerazione nel delineare il ritratto di un individuo omofobo (…) vi è un modello omofobo di tipo religioso, che considera l’omosessualità un peccato ”. Gli insegnanti dovranno tentare di fare immedesimare gli alunni “eterosessuali” con gli “omosessuali” e mettere gli alunni “in contatto con sentimenti e emozioni che possono provare persone gay o lesbiche ”. E’ proposto un elenco di documentari come “Kràmpack”, in cui la masturbazione fra due ragazzi è presentata come esplorazione e “gioco”»;

Vari asili nido e biblioteche comunali / Perugia, Città di Castello, Terni, Marsciano (Umbria) – febbraio 2014 / Comuni di Perugia, Città di Castello, Terni, Marsciano / «Distribuzione dei libretti dell’UNAR e favole gay come “Qual è il segreto di papà” di Francesca Pardi (Ed. Lo Stampatello), storia di un papà che abbandona la propria famiglia per andare con un uomo e spiega ai suoi figli la propria omosessualità; e “Piccolo uovo”, di Francesca Pardi (Ed. Lo Stampatello) – racconto a fumetti che propone ai più piccoli un “viaggio per conoscere i più diversi tipi di famiglie”»;

Per le educatrici dei Nidi e le insegnanti delle Scuole dell’infanzia di Roma Capitale / Roma – Febbraio 2014 / Dipartimento Servizi educativi e Scolastici del Comune di Roma / «Piano di aggiornamento per l’anno scolastico 2013-2014. Intende “sostenere … la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali”; “favorire le insegnanti/educatrici nella lettura dei processi di identificazione degli stereotipi e dei pregiudizi di genere”; “favorire la formazione di personalità libere e per la decostruzione degli stereotipi»;

Scuola dell’infanzia “Umberto I” / Camposampiero (Padova) – marzo 2014 / Iniziativa delle maestre / «Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse” (in particolare, omosessuali)»;

Scuola dell’infanzia parrocchiale “Padre Antonio di Mandriola” / Mandriola (frazione di Albignasego, Padova) – marzo 2014 / Iniziativa delle maestre / «Cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie “diverse”, contro il parere del parroco»;

Scuola dell’infanzia Paritaria Cattolica Parrocchiale Ragni – dal primo anno della scuola materna / Cusago (MI) – aprile 2014 / «La favola gay “E con Tango siamo in tre” (vedi sopra) è stata spiegata dal personale dirigente della scuola, sottolineando che affrontare queste tematiche è necessario, come da alcune direttive dell’OMS. Si afferma di dover trattare tematiche sessuali con bambini molto piccoli (3-6 anni). I testi non erano in alcun modo menzionati né nel POF né nel Progetto Pedagogico ed Organizzativo della scuola»;

Liceo Classico Muratori / Modena – aprile 2014 / «Intervento di Vladimiro Guadagno, in arte, “Luxuria” e Alberto Bignardi (presidente di Arcigay Modena) all’assemblea di istituto: discorso di Luxuria sulla figura del transgender e su come trans si nasce”.  Proiettato il video sulla transessualità del regista Pierfrancesco Diliberto»;

Scuola primaria Villaggio Giardino, quinta elementare / Arzignano (VI) – aprile 2014 / Comune di Arzignano / «Quattro lezioni tenute dalla psicoioga e sessuologa Federica Bastianello che ai bambini ha spiegato “come si può cambiare sesso; da maschio a femmina e da femmina a maschio” e cosa sono i “trans gender”»;

Istituto scolastico I.T.C.G. Cattaneo – Dall’Aglio – secondo anno / Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) – aprile 2014 / Comitato Provinciale Arcigay “Gioconda” di Reggio Emilia / «Alcuni rappresentanti dell’Arcigay, dopo aver tenuto in classe una lezione contro l’omofobia, hanno distribuito a studenti minorenni un opuscolo illustrativo intitolato “SAFER SEX HIV e Infezioni Sessualmente Trasmissibili” contenenti descrizioni dettagliate su come avere rapporti omosessuali: “… nel caso di rimming (pratica sessuale che comporta il contatto della bocca con l’ano o con le regioni perianali, ndr), se la tua bocca entra in contatto con le feci…. Per proteggerti dall’epatite A durante i rapporti oro-anali puoi utilizzare …un preservativo tagliato a metà e appoggiato all’ano del partner “Se fai il pompino senza preservativo, non farti venire in bocca e non ingoiare … Se però capita che l ’altro ti venga in bocca, sputa lo sperma immediatamente …»;

Diverse scuole nella provincia di Milano / Provincia di Milano – aprile 2014 / Ufficio della consigliera di parità di Milano e Monza/Brianza; Agenzia Formazione e Lavoro / «Diffusione del progetto “ImPARI a scuola”, guida operativa finalizzata a “diffondere la cultura di genere nei percorsi scolastici primari e secondaririflessione sulle differenze e sugli stereotipi di genere”’, la famiglia è definita come “sentimento”»;

Laboratorio didattico per bambini 4-8 anni / Bologna – marzo-giugno 2014 / Centro di documentazione del Cassero, in collaborazione con le Famiglie Arcobaleno e l’associazione Frame, e patrocinato dal Comune / «Ciclo di incontri in cui si legge ai bambini la fiaba gay “E con Tango siamo in tre” (Ed. Junior)»;

Genitori di figli che frequentano le scuole materne comunali / Verona – settembre 2014 / Comune di Verona / «Lettera del Comune che invita ad educare i loro figli alla lettura, allegando la pubblicità del libretto gay “E con Tango siamo in tre”»;

Corsi per educatrici ed insegnanti di asili nido, scuole materne, elementari e medie. Fascia 0-6 anni / Roma – Settembre 2014 / Associazione “Scosse”, patrocinio di Roma Capitale / «Progetto “Educare alle differenze”: sostiene che bisognerebbe introdurre i bambini da 0-6 anni alla conoscenza e condivisione del transgenderismo, dell’intersessualismo e del transessualismo finora tabù per tutto ciò che concerne il rapporto con questa fascia di età e la riflessione che la riguarda” e “attuare le linee guida dell’OMS che evidenziano la necessità di introdurre l’educazione sessuale, in relazione alle differenze di genere, secondo un approccio globale, da prima dei 4 anni»;

Scuola media Roberto Rossellini, Istituto Comprensivo Barbara Rizzo – seconda media / Formello (RM) – ottobre 2014  / Comune di Formello / «Progetto “Come cambio? Cosa cambia? Percorso di educazione affettiva ed emotiva per lo sviluppo dell’identità di genere e corporea”: mira a “sollecitare il senso critico dei ragazzi rispetto agli stereotipi sessuali ed è “arricchito da incontri danza-movimento terapia.  Il progetto prevede la “somministrazione di un questionario su temi riguardanti l’affettività e la sessualità” e parla anche “della prima volta”, “di anticoncezionali”, di “omosessualità e identità di genere ”, ecc»;

Asilo nido comunale “Il Castello Incantato” / Roma (zona Bufalotta) – novembre 2014 / Iniziativa delle maestre, nell’ambito del Progetto “Educare alle differenze” del Comune di Roma / «Lettura delle fiabe gay “Perché hai due papà?”, storia di una coppia gay che ricorre all’utero in affitto per avere dei bambini, e “Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” di Francesca Pardi (Ed. Stampatello). Una favola in cui si legge: “Le due mamme volevano una famiglia, ma mancava il semino. Franci si è fatta dare in una clinica olandese il semino donato da un signore gentile e l’ha messo nella pancia di Mery”. Si è letto ai bambini anche “Il bell’anatroccolo”, storia di un paperotto maschio che scopre di essere una “femminuccia ed è orgoglioso di esserlo”»;

Istituto Comprensivo Randaccio e scuola primaria “Nanni Loy” / Cagliari – novembre 2014 / Associazion e Menabò – Comune di Cagliari / «Progetto di educazione alla lettura “Ci_piacCiAmo” che rimanda ad un elenco di fiabe gay o ispirate al gender come “Il Bell’Anatroccolo” (Lo Stampatello Ed.) e “Nei panni di Zaff” (Fatatrac Ed.), storia di un bambino transgender che vuole essere una principessa e corona il suo desiderio, presentando come normale l’identificazione nel genere opposto al sesso biologico: “Tutti gli dicevano: Ma Zaff! Tu 6 maschio. Puoi fare il re … ma la principessa proprio no. Le principesse il pisello non ce l’hanno!!”; Zaff: “E va bene, ho il pisello ma che fastidio vi dà? Lo nasconderò ben bene sotto la gonna … “Sono la principessa sul pisello … si sfilò il vestito di merletti e fili d’oro e lo consegnò a Zaff. “Farai la principessa col pisello, e che nessuna fiati ”… Zaff indossò il vestito …Il segreto per vivere per sempre felici e contenti: Essere ciò che sentiamo di essere senza vergognarsi mai. “Ciao Zaff. Come va la tua nuova vita da principessa? Bene … Pensi che farai la principessa per molto tempo? … Sicuramente finché ne avrò voglia.»;

Bambine delle scuole primarie / Bari – novembre 2014 / Comune di Bari / «All’interno del progetto “Generare culture non violente”, oltre ad altre iniziative ispirate alla cultura di “genere”, l’autrice Manuela Salvi conduce una lettura animata e laboratorio dal libro “Nei panni di Zaff’ (Fatatrac Ed.), storia di un bambino transgender che vuole essere una principessa e corona il suo desiderio, presentando come normale l’identificazione nel genere opposto al sesso biologico (vedi sopra)»;

Asilo nido comunale “Cecchina” / Roma – dicembre 2014 / Collegio scolastico dell’asilo / «Lettura della favola gay “Piccolo uovo”, di Francesca Pardi (Ed. “Lo Stampatello”) – racconto a fumetti che propone ai più piccoli un “viaggio per conoscere i più diversi tipi di famiglie” – Una mamma dell’asilo chiede maggiori informazioni sul progetto e viene aggredita ed accusata di omofobia durante un consiglio straordinario del Comitato di Gestione di cui la mamma è membro (18.12.2014)»;

25mila studenti di 50 scuole secondarie di primo e secondo grado nel Lazio / Lazio – febbraio 2015 / Giunta Regionale del Lazio / «Progetto “Promozione dei diritti umani e alla lotta all’omofobia – Rainbow”: mette in connessione associazioni gay e lesbiche europee, scuole e professionisti dei media attraverso lo studio degli stereotipi e promuove il diritto di bambini e bambine, ragazze e ragazzi alla loro identità – con particolare riferimento al genere e all’orientamento sessuale – aiutandoli a contrastare l’omofobia con l’uso di strumenti didattici. In esso si legge: “Le prescrizioni sociali sul genere (ruoli di genere) amplificano quindi le differenze tra maschi e femmine, che non sono però mai “universali”. L’idea dunque che si debba aderire a tale modello per essere “normali” è un ostacolo alla piena realizzazione di chi per qualsiasi ragione non vi si riconosce. Tra le aspettative sociali relative all’essere maschi e femmine, l’eterosessualità … è forse la più forte ”. … “Gli stereotipi relativi al genere (essere maschio o femmina) condizionano la nostra educazione sin dalla nascita anche in riferimento alle emozioni. Nascere femmina spesso significa essere educata ad un maggiore contatto con i propri sentimenti … “È importante riconoscere questa discriminazione sociale… contrastarla e superarla, dando visibilità ai tanti esempi di matrimonio omosessuale e di famiglie omogenitoriali ”. Contiene un gioco (Chi resta indietro?) in cui si chiede ai ragazzi di calarsi nei panni di un personaggio, che può essere ad esempio un “uomo gay con compagno convivente da 10 anni”, oppure un “transessuale MtF con compagno extracomunitario Progetto D@P – Diritti al Punto: percorsi formativi per gli studenti delle scuole medie superiori del Lazio contro l ’omofobia e le altre forme di discriminazione»;

45 classi di scuole dell’infanzia / Friuli Venezia Giulia – marzo 2015 / Comune di Trieste / «Progetto “Gioco del rispetto – Pari e dispari”: kit ludico didattico che prevede che i bambini si travestano con abiti tipici dell’altro genere e parlino dei rispettivi genitali. Secondo l’Associazione Goap, partner dell’iniziativa, bisogna agire precocemente sulle nuove generazioni offrendo loro modelli più egualitari e liberi dagli stereotipi di genere. I travestimenti, “anche con vestiti normali, da maschio e femmina” caratterizzano il gioco “Se fossi” per piccoli da 3-6 anni. Si prevede “lo scambio di ruoli tra tutti i componenti della scuola: i bambini con le bambine (scambiandosi i vestiti laddove è possibile e imitandosi), la maestra con i bambini e viceversa Nel gioco “Se io fossi te: un po’ diversi un po’ uguali, l’importante è che siamo pari”, ai bambini di 5/6 anni si presenta il gioco del dottore: “i bambini/e (che) possono esplorare i corpi dei loro compagni/e (…) ovviamente i bambini/e possono riconoscere che ci sono delle differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale”.Per questo bisogna “nominare senza timore i genitali maschili e femminili”».

Etc, etc, etc …

«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario» (G. Orwell). In futuro ProVita probabilmente diffonderà un dossier dettagliato a riguardo.

5 Commenti a "Toni Brandi sul GENDER nelle scuole. Plagio, pornografia, lavaggio del cervello addirittura negli asili"

  1. #Joannes Picus   14 aprile 2015 at 8:48 am

    Spedito questo articolo all’indirizzo privato di un amico @tiscali.it: risposta “mail content unacceptable”! Messi al bando?

    • #ricciotti   14 aprile 2015 at 5:32 pm

      in che senso? puoi spiegarti meglio?

      • #Luca   15 aprile 2015 at 10:35 am

        Ho ricevuto questo messaggio d’errore che diceva di non poter recapitare l’articolo perché “mail content…” Forse soltanto una coincidenza.