L’impossibilità o il rifiuto di pascere la Chiesa dimostrano entrambe che Bergoglio non è Papa

 

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di Patricio Shaw

Introduzione

Nella magna confusione attuale, sorge il dubbio se la persona che oggi siede sul Soglio di Pietro sia realmente il vero Vicario di Cristo. Dimostreremo con argomenti filosofici irrefutabili, che non lo è. Bergoglio potrà vestirsi da papa, agire da papa, governare dagli uffici del papa, manifestarsi come papa, però non è un vero papa. Ecco perché:

Ciò che un Papa deve avere soltanto come totalità estensiva, se gli manca, può soltanto mancargli totalmente

Dio ha dato al papa piena (e soltanto piena) potestà di pascere (pascendi) la Chiesa. Questa è una sentenza di Fede dei Concili Fiorentino e Vaticano I.

D’altronde, in Bergoglio ci sono, come minimo, una quantità di abilità (a proposito non diciamo “poteri”) deficienti, radicalmente contradittorie con la potestà di pascere la Chiesa. Orbene, la presenza di questi poteri in Jorge Bergoglio indica, e anche spiega, come lui non abbia ricevuto da Cristo la piena potestà di pascere la sua Chiesa. Cristo soltanto concede questo potere con pienezza radicale —in maniera di totalmente richiamare e occupare l’ufficio papale (che non può essere né diviso né assaltato neanche dal proprio detentore), e ciò estensivamente ovvero abbracciando almeno passivamente la totalità degli affari vitali della Chiesa, bensì non necessariamente intensivamente ovvero con totale fervore ed attualizzazione totale del bene possibile della Chiesa. Pertanto, Jorge Bergoglio non ha niente del potere divinamente concesso di pascere la Chiesa, potere che è inseparabile dal papato formale e dall’autorità papale, e da molte altre proprietà estremamente significanti dentro della Chiesa e verso di Lei.

Piuttosto che dire che un papa cade dal suo ufficio per eresia, occorre dire che un uomo prova di difettare dell’ufficio papale, per ragione di difettare di certi poteri che gli sono inseparabili. Questa mancanza di poteri papali, se non si prova infallibilmente per la loro inattività, si prova infallibilmente per l’attività di abilità che contraddicono radicalmente i poteri papali garantiti da Dio, poteri che sono dati in maniera piena ed indivisibile: tutto o nulla, bensì il tutto non sia ricevuto con tutta perfezione.

Non c’è vero potere per il male

A parlare è San Tommaso: “Secondo Anselmo nel libro sul Libero Arbitrio, poter peccare non è libertà, né una parte della libertà. Quindi l’essenziale atto del libero arbitrio è di potere in direzione al bene.”[1]

La Chiesa non può fondarsi se non totalmente e infallibilmente

Sant’Alfonso insegna: “Se Pietro è il fondamento della Chiesa, senza dubbio la sua potestà deve essere suprema ed infallibile; altrimenti l’edificio della Chiesa giammai sarebbe in sicurezza, se non in continuo pericolo di cadere”[2].

Orbene, acciocché il Papa provveda ad essere effettivo fondamento della Chiesa visibile, che è Una, il suo potere fondativo per rispetto della religione anche deve essere uno, indiviso. Altrimenti mancherebbe la stessa essenza di un potere fondativo.

Se un uomo che posa come papa prova ad esercitare (ed a fortiori avere: omne, quod agit, potens est agere[3]: tutto ciò che agisce, è potente per agire) qualsiasi abilità (“potenza”) religiosa fondativa distinta dal potere sopra il quale l’organizzazione della Chiesa visibile dipende, prova la mancanza di unità ed integrità per fondare la Chiesa visibile. Però, dato che Cristo soltanto può dare a un Papa conduzione e permesso per provvedere al fondamento (per partecipazione) alla Chiesa visibile in un modo integro suo, questa mancanza d’integrità nel potere di fondare la Chiesa da un supposto Papa, lo prova carente di quel potere in qualsiasi misura, con il quale anche manca il papato formale in qualsiasi misura.

Orbene, Bergoglio ha praticato delle abilità religiose fondative distinte e contrarie ai poteri che sono divinamente diretti all’unica Chiesa vera. Così, lui manca in qualsiasi misura dei poteri religiosi fondativi divinamente diretti all’unica Chiesa vera, e non è portatore del Papato formale.

Due casi in cui la piena potestà, e con essa il Papato formale, vengono contraddetti

  1. Un uomo che esercita sopra la Chiesa Cattolica una violenza contraria al potere di pascere, manca la piena potestà di pascere la Chiesa, e per tanto non è papa.
  2. Un uomo che esercita “poteri di pascere” conformi a gruppi umani contrari alla Chiesa Cattolica, manca la piena potestà di pascere la Chiesa, e per tanto non è papa.

Il potere papale di pascere soltanto può essere vero se la Chiesa stessa ne specifica l’esercizio.

La potestà di pascere di un Papa è una potenza attiva

La potestas pascendi è una potenza attiva, e pertanto, quel che vale per una potenza attiva, vale per la potestà di pascere: “in potestate prælationis, quæ habitualis potentia est”.[4]

La potestà di pascere di un Papa, come qualsiasi potenza di chicchessia, soltanto può essere per il bene

La possibilità —diciamo impropriamente “potenza”— di perpetrare il perverso, cioè, di fare il male, non può riferirsi al bene; per tanto non è da desiderarsi. Dato che ogni potenza è da desiderarsi, si rende facile di capire che la possibilità, o valenza, o “potenza” dei cattivi, non è una potenza. Si noti che la ragione può formarsi così a partire dalla lettera: ogni potenza che è una potenza della natura, è desiderabile e si riferisce al bene; dunque la “potenza” del male non è una potenza.[5]

Un pastore dell’anticattolicesimo non può essere Papa formale

Un’applicazione finale del tomismo a la plena potestas pascendi Ecclesiam papale è ricca in conseguenze.

Poiché infatti gli abiti, le potenze e gli atti si distinguono mediante gli oggetti, è necessario che la virtù che ha un oggetto speciale sia una virtù speciale[6].

Gli abiti, le potenze e gli atti si distinguono per i suoi oggetti. In altri passaggi San Tommaso dice che si specificano. Tale deve essere dunque il caso con la potestà papale di pascere, che è una potenza. Orbene, l’oggetto della plena potestas pascendi Ecclesiam ovviamente è Ecclesia. Dunque, la piena potestà papale del pastore sulla e verso la Chiesa si distingue e si specifica dalla Chiesa stessa.

Se un pretendente al Papato fa alla Chiesa qualcosa di contrario al dovere di pascerla, il suo fare governativo non è distinto né specificato dalla Chiesa stessa affatto. Il suo fare governativo è estraneo e contradittorio alla plena potestas pascendi Ecclesiam, di cui egli è pertanto privo, sicché non è papa formale. La privazione del papato formale arreca la privazione di tutto quanto il papato formale arreca: autorità, infallibilità, fondamentalità dottrinaria, regolazione prossima della Fede e, a fortiori, qualsiasi maniera o grado di comunicazione con la vita cattolica.

Inoltre, se la pretesa potestà (religiosa) di pascere di un pretendente al papato si dirige a una comunità acattolica in quanto acattolica, allora questo potere è distinto e specificato non dalla Chiesa, ma da quella comunità. Per tanto, una volta di piú, egli manca la plena potestas pascendi Ecclesiam e quindi non è papa.

Santo Tommaso sopra l’impossibilità

Nelle sue Quæstiones disputatæ de potentia[7] il Dottore Angelico dice:

  1. Possibile è di tre tipi: (1) secondo la potenza attiva o passiva; (2) secondo se stesso; (3) secondo la potenza matematica
  2. Impossibile è di tre tipi: (1) per causa del difetto della potenza attiva, sia per cambiare la materia, o per qualsiasi altro difetto; (2) per causa di che qualcosa si resista o lo s’impedisca; (3) per ciò che si dice che è impossibile di farsi, perché non può essere termine dell’azione.

Impossibilità che segue alla potenza, contro la piena potestà

A(1) Sembra essere perfettamente applicabile alla potenza attiva e piena di pascere la Chiesa che ogni vero Papa ha ricevuto da Cristo. Questo è un dogma del Concilio di Firenze che è stato enfaticamente ripetuto dal Concilio Vaticano (“Primo”):

“Sostenuti dunque dalle inequivocabili testimonianze delle sacre lettere e in piena sintonia con i decreti, chiari ed esaurienti, sia dei Romani Pontefici Nostri Predecessori, sia dei Concili generali, ribadiamo la definizione del Concilio Ecumenico Fiorentino che impone a tutti i credenti in Cristo, come verità di fede, che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice detengono il Primato su tutta la terra, e che lo stesso Romano Pontefice è il successore del beato Pietro, Principe degli Apostoli, il vero Vicario di Cristo, il capo di tutta la Chiesa, il padre e il maestro di tutti i cristiani; a lui, nella persona del beato Pietro, è stato affidato, da nostro Signore Gesù Cristo, il pieno potere di guidare, reggere e governare la Chiesa universale. Tutto questo è contenuto anche negli atti dei Concili ecumenici e nei sacri canoni.”[8]

(B) spinge a un’interessante domanda: Perché Bergoglio non pasce la Santa Chiesa Cattolica? Ci sono soltanto due risposte possibili: non può (per causa del difetto della potenza attiva) o non vuole (poiché egli stesso si resiste alla potenziale potestà sua di pascere, e l’impedisce mettendoci un ostacolo).

Il rifiuto considerato come segno sicuro dell’impossibilità (antecedente)

Se egli pone il suo rifiuto a pascere la Chiesa, per quella stessa ragione anche ha l’impossibilità di pascerla. Ciò si spiega così: per rifiutarsi a esercitare la potenza attiva papale di pascere —cosa che lui riesce a fare spettacolarmente— lui deve avere un potere attivo in conflitto con il papale —che non sarebbe proprio potere, ma abilità. Deve avere, almeno, l’abilità attiva di rifiutare il potere attivo papale di pascere la Chiesa. Se è così, il potere attivo di pascere la Chiesa non sarebbe estensivamente pieno in lui, ma sarebbe tagliato dalla violenza contraria (a proposito non diciamo “dal potere contrario”). Orbene, siccome la potestas pascendi papale è estensivamente piena, ed inoltri non può, come potestà, essere meno che piena, una mancanza di pienezza estensiva in lei equivale alla sua nullità. Un uomo che manca completamente del potere di pascere la Chiesa che Dio aggiunge pienamente (almeno nell’ordine estensivo) e inseparabilmente ai suoi Vicari, non può avere la minima autorità papale.

Il rifiuto considerato come rifiuto

In riferimento all’impossibilità di pascere che segue al rifiuto, questo stesso rifiuto è per se causa sufficiente perché Bergoglio abbia perso o giammai abbia ricevuto l’autorità papale, poiché lo priva dalla perfezione della materia. Certe disposizioni o forme accidentali che perfezionano l’uomo sono necessarie perché un uomo diventi materia prossima per ricevere in se la forma del papato, come lo spiega eccellentemente la Tese di Cassiciacum, e fra dette disposizioni o forme accidentali conta l’intenzione dominante, costante, abituale ed oggettiva di cercare il Bene della Chiesa, o, come dicevamo, di pascerla.

Volontà di pascere con impossibilità intrinseca

Se si assume che Bergoglio realmente voglia pascere la Chiesa ma vi fallisca, dunque questo fallimento indica qualche impossibilità. Ma donde verrebbe quell’impossibilità? Certo, non dalla prima ragione data da San Tommaso, ovverossia, un difetto intrinseco della divinamente concessa ed assicurata potestas pascendi.

Volontà di pascere con impossibilità estrinseca

L’unica altra ragione data da San Tommaso per una impossibilità con riferimento al potere, è un impedimento o legatura esteriore. Però, in addizione al fatto che a Bergoglio lo si vede libero (anzi troppo libero), lui non potrebbe essere impedito né legato se fosse Papa, perché niente di violento, neanche le porte dell’Inferno, possono prevalere contro della Cattedra di San Pietro.

Conclusione del rifiuto

Se Bergoglio può pascere la Chiesa che lui non pasce, l’unica ragione che resta perché lui non la pasca, è il rifiuto. Un rifiuto a pascere la Chiesa è incompatibile con l’autorità papale, come lo spiega egregiamente Mons. Guérard des Lauriers.

Conclusione dell’impossibilità

Se Bergoglio vuole pascere la Chiesa che lui non pasce, l’unica ragione che resta perché lui non la pasca, è l’impossibilità. Un’impossibilità secondo il potere di pascere è impossibile in un vero Papa, giacché potrebbe scaturire soltanto da un difetto intrinseco o da un impedimento intrinseco, e ambedue sono impossibili a un vero Papa. L’unica spiegazione possibile dell’impossibilità che ha Bergoglio per pascere la Chiesa, è la radicale assenza in lui della plena potestas pascendi che è inseparabilmente aggiunta alla forma papale ed all’autorità  papale.

Come conseguenza, tanto se Bergoglio fallisce a pascere la Chiesa per rifiuto o per impotenza, lui non ha né forma né, quindi, autorità papale.

 

 


[1] De veritate, q. 24 a. 10 arg. 10
[2] Vindiciæ pro Romani Pontificis Auctoritate.
[3] Santo Tommaso, Summa contra gentiles, II, 5.
[4] Santo Tomás, Super Sent., lib. 2 d. 44 q. 2 a. 3 expos.
[5] Guillelmus Wheatley, In De consolatione Philosophiæ, lib. 4 cap. 3
[6] Santo Tommaso Super Sent., lib. 2 d. 44 q. 2 a. 1 co.
[7] q. 1 a. 3 co.
[8] Costituzione Dommatica “Pastor Æternus”, cap. III.

9 Commenti a "L’impossibilità o il rifiuto di pascere la Chiesa dimostrano entrambe che Bergoglio non è Papa"

  1. #Mardunolbo   23 maggio 2015 at 4:33 pm

    Non ho capito quasi nulla ! Povero me !

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    • #Joselito   23 maggio 2015 at 11:56 pm

      Sembra facile ma non è difficile, mi diceva sempre il mio professore di meccanica? Forse aveva letto Hegel. Poveri noi!

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  2. #Agostino Arciprete   23 maggio 2015 at 5:59 pm

    Bergoglio è la testimonianza assoluta che la vera Chiesa Cattolica è eclissata da un astro informe e tenebroso! Come è possibile non capire oggi le cose che la Vergine Maria ci ha profetizzato a La Salette quasi due secoli fa? Cos’altro ci doveva dire la Vegine perché finalmente potessimo comprendere la realtà odierna? Invochiamo incessantemente la Santa Trinità perché abbrevi questi giorni di buio fitto e faccia finalmente regnare un vero Vicario di Cristo Nostro Signore!

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  3. #Joselito   23 maggio 2015 at 10:28 pm

    Non mi è chiara una cosa che penso essere fondamentale: la “chiesa” che pasce Bergoglio, dalla quale è stato eletto, è la vera Chiesa? Può, forse, esistere una falsa chiesa che elegga un vero e valido papa che pasca la vera Chiesa? Il senso comune può dirci che da un albero autenticamente albero non può venir fuori un filo d’erba, una pietra, un astro ecc. Da un coccodrillo non ci si può aspettare che si prenda cura e procuri il bene dei leoncelli, per esempio. Ora, ciò che non è Chiesa ma pretende di esserlo non può informare un suo eletto papa su cosa sia il bene da volersi per la vera Chiesa, semplicemente perchè non lo conosce. La falsa chiesa fa solo ciò che crede essere bene per se stessa, secondo le concettualità di bene e male impostagli dalla natura scelta.
    Scusate.

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  4. #Joselito   24 maggio 2015 at 1:47 pm

    ….Essere una determinata cosa non contiene in potenza se non ciò che si confà alla natura stessa dell’essere tale cosa. Un uomo, per esempio, non ha in potenza facoltà di volare come un’aquila. L’uomo può anche decidere di chiamarsi aquila e costruirsi delle ali simili a quelle di questo animale per somigliargli il più possibile, ma la sua natura resta sempre la stessa. Così i modernisti che occupano la sede di Pietro si fanno chiamare con nomi non propri alla loro natura e vestono di rosso e bianco.
    O si è tali, con le potenze adegute all’essere ciò, o si è tuttaltro con le adeguate potenze. Le vie di mezzo, le ibridazioni il Signore non le ha mai tollerate ne tantomeno ordinate.

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  5. #Mardunolbo   24 maggio 2015 at 11:06 pm

    Ecco ! Le spiegazioni di Joselito le comprendo meglio…

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  6. #Tommaso Pellegrino   25 maggio 2015 at 4:02 pm

    “Potrà vestirsi da Papa, agire da Papa, governare dagli uffici del Papa, manifestarsi com Papa”. A me veramente, non pare che Francesco si sforzi neppure troppo per fare nessuna di queste cose (si veste come si veste, agisce come sappiamo, “governa” da Santa Marta e non dal Palazzo Apostolico, che sarebbe poi l’ufficio del Papa, si manifesta più come vescovo di Roma che come Papa).
    Tuttavia, pensate un po’, pur con tutti i suoi difetti, le sue stranezze, le sue sparate ai limiti dell’eresia, che mi farebbero venire la voglia, a volte, di strozzarlo (ovviamente si fa per dire), credo proprio che…SIA PAPA!!!
    Tommaso Pellegrino – Torino
    http://www.tommasopellegrino.blogspot.com

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    • #Joselito   25 maggio 2015 at 4:43 pm

      “Beati” tutti quelli che hanno sempre un “papa” per ogni tempo. Non vedranno fiamma se non al passaggio delle nubi nevose.

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  7. #Tommaso Pellegrino   6 giugno 2015 at 4:23 pm

    “Fiamma”?! “Nubi nevose”?! Che si è fumato, Joselito??!!
    Tommaso Pellegrino – Torino
    http://www.tommasopellegrino.blogspot.com

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