Nota del Patriarcato di Venezia

83-04-012

 

Venezia, 8 maggio 2015

 

In riferimento alla vicenda della chiesa veneziana di S. Maria della Misericordia e all’allestimento lì predisposto dal padiglione islandese nell’ambito della nuova edizione della Biennale d’Arte, si precisa quanto segue.
L’edificio in questione, chiuso al culto, non appartiene più a realtà ecclesiastiche ma è proprietà di privati dal 1973.
Per ogni utilizzo diverso dal culto cristiano cattolico va richiesta autorizzazione all’autorità ecclesiastica indipendentemente da chi, al momento, ne sia proprietario; tale autorizzazione, per questo specifico sito, non è mai stata richiesta né concessa.
Nello scorso mese di febbraio, inoltre, era stata richiesta al Patriarcato di Venezia la concessione di altri edifici sacri situati in città da mettere a disposizione per questa stessa installazione artistica; tale concessione non fu accordata per le stesse motivazioni che oggi vengono qui confermate.
La singolarità dell’intervento proposto – ora realizzato nella chiesa di S. Maria della Misericordia – comportava, infatti, maggiore attenzione e richiedeva il coinvolgimento delle comunità religiose interessate e non solo la valutazione dell’intervento artistico e l’eventuale autorizzazione all’uso di uno spazio, a chiunque esso appartenga.
La scelta di usare una chiesa chiusa al culto – e di proprietà non più ecclesiastica – non risolve questo aspetto, ma lo ignora. L’intervento così attuato ricade su componenti della città che avrebbero dovuto essere maggiormente coinvolte per meglio condividere un’esperienza che ha risvolti sociali, culturali e religiosi, anche nella prospettiva di accrescere le relazioni cordiali e la serena convivenza tra quanti vivono e frequentano Venezia, per eccellenza città dell’incontro tra culture e fedi differenti.

 

 

Fonte

2 Commenti a "Nota del Patriarcato di Venezia"

  1. #Roberto Martelli   12 maggio 2015 at 9:56 pm

    comunicato ipocrita ai limiti del pilatesco

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  2. #bbruno   16 maggio 2015 at 2:43 pm

    confermo, Roberto, pilatesco e da presa per i fondelli… Questi sono i nuovi pastori, che conducono il gregge al macello…. e al gregge gli sta bene, se si affidano a tali pastori, che il gregge incantano e intordiscono con le dolci parole delle intese cordiali e della serena convivenza… con chi alla fine ti mette la mano al collo e ti strozza… Che vogliamo di meglio: morire contenti di tanta apertura!!!

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