[20 GIUGNO] Il nemico è il divorzio.

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di Massimo Micaletti

 

A seguito della querelle (qui e qui) suscitata dalle riflessioni di Danilo Quinto sulla manifestazione del 20 giugno, scrivo anch’io due parole sull’evento, per quel che possono valere.

Personalmente non ho nulla contro la manifestazione del 20, che ritengo ottima cosa. Non vi prenderò parte per gravi motivi personali, gli stessi che mi hanno impedito di essere alla Marcia per la Vita, ma se potessi ci andrei; ritengo che il coraggio (al limite dell’incoscienza) di Toni Brandi, che ha lanciato l’iniziativa in pochi giorni e dopo l’annullamento dell’evento del Palalottomatica, pur a rischio di un flop che sarebbe un doloroso boomerang, sia quantomeno encomiabile e c’è da sperare che l’impatto sia tale da indurre ad una seria riflessione chi, comunque, già sappiamo che non rifletterà.

Non va però dimenticato che, al di là delle cronache, il più grave attacco alla famiglia ed ai bambini oggi non è il gender, ma il divorzio. Attaccare il gender tacendo sul divorzio è come prendersela con chi taglia le gomme ai pompieri e non con chi ha appiccato l’incendio.

E’ dai tempi del divorzio che ci spiegano – e ci convincono – che un bambino può crescere felice anche senza un genitore o senza una famiglia sacramentale. L’educazione alla masturbazione viene dal divorzio, dalla teorizzazione che la sessualità può essere vissuta al di fuori della famiglia che a sua volta può essere vissuta al di fuori dal Sacramento. L’idea del “matrimonio” tra due uomini o due donne viene dal divorzio, dall’idea che la famiglia non si regge sul Sacramento ma su quello che gli uomini inventano, su ciò che agli uomini piace e conviene. Il divorzio è il nemico, è contro il divorzio che si dovrebbero riempire le piazze: se davvero crediamo che un bambino abbia bisogno di entrambi i genitori per crescere, se davvero vogliamo unirci per la famiglia a difesa dei piccoli, è contro il divorzio che dobbiamo marciare. Quello è il nemico. Sperare di vincere (vincere davvero, non accontentarsi di eufemismi e paralogismi rassicuranti) sulle unioni gay dopo aver miseramente fallito, pochi mesi fa, contro il divorzio breve, è velleitario: ma è una battaglia che va combattuta, perché alla sconfitta di oggi segua la vittoria di domani.

Ciò detto, spero davvero che il modello di azione non sia quello della Legge 40: in quella sciagurata vicenda è stato fornito su un piatto d’argento lo strumento per legittimare ogni cosa nella produzione dell’Uomo. I Giudici le leggi non possono farle, possono solo “modificarle” e tanto è stato. Ecco perché nei circoli accademici e culturali pro FIVET si diceva, ai tempi del dibattito parlamentare, che serviva una legge, una qualunque (quantomeno per legittimare la piena copertura della fecondazione artificiale da parte del Servizio Sanitario Nazionale), “poi ci penseranno i tempi a cambiarla“. E i regolamenti attuativi – in primis, quello firmato nel 2008 da Livia Turco in piena campagna elettorale, a legislatura finita – hanno fatto la loro bella parte nell’aggiungere scempio a scempio. Se si partisse rivendicando con orgoglio quello che è stato un fallimento – e voglio vedere chi può negare che tutti i caveat a suo tempo lanciati si sono avverati – allora ci sarebbe davvero da preoccuparsi.

Per quel che conta, dico quindi che a Roma il 20 è giusto e bello esserci, ma non per essere arruolati nelle schiere sbandate di chi “unisce” su proposte al ribasso.

Con la Marcia per la Vita si è data ampia prova dell’esistenza di un popolo che ha le tasche piene di compromessi e rospi da ingoiare e che rivendica il diritto ed il dovere di chiamare col loro nome le cose, senza doversi scusare di definire la 194 una legge assassina. Con l’evento del 20, è sempre in quel popolo che si va a pescare, saranno sempre quelli a rispondere e si spera anche molti di più di quei quarantamila dell’8 maggio: queste persone vanno onorate con un impegno serio, integrale, coerente, senza rese preventive o scorciatoie, a servizio solo del Vero, a maggior gloria di Dio.

 

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Radio Spada è tornata più volte sul tema del divorzio. Ecco alcuni articoli:

 

Il divorzio: una tappa della sovversione

Comunione & divorzio: riordiniamo le idee

Fratelli d’Italia? Ha votato ‘Sì’ al divorzio breve. Alla faccia della Tradizione.

Dico-e-non-dico: equilibrismi dal Sinodo sul tema dei Sacramenti ai divorziati “risposati”

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I figli di famiglie distrutte dal divorzio sono a rischio suicidio

 

Un commento a "[20 GIUGNO] Il nemico è il divorzio."

  1. #Marco   15 luglio 2015 at 12:40 pm

    Buongiorno,
    Non sono d’accordo su questo articolo. il problema non è il divorzio – che ai tempi d’oggi è quasi necessario per difendersi dall’altro coniuge divenuto un “persecutore” – quanto la totale mancanza di fede. Ormai non crede più nessuno !!!
    il vero cristiano dovrebbe essere un lottatore, pieno di coraggio spirituale e non un coniglio rinchiuso nella gabbia. è facile starsene in Chiesa e nei gruppi di Chiesa e non uscire a evangelizzare.
    Questa è la verità