Bergoglio, discorso ai Valdesi. È possibile parlare di precursore dell’Anticristo?

Bergoglio, discorso ai Valdesi: un precursore dell’Anticristo?

di CdP Ricciotti.

Il 22 giugno 2015, lunedì, a Torino, Bergoglio, in visita “pastorale”, ha detto ai Valdesi:

L’unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità. I fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro. Ciò è ben chiaro nel Nuovo Testamento, dove, pur essendo chiamati fratelli tutti coloro che condividevano la stessa fede in Gesù Cristo, si intuisce che non tutte le comunità cristiane, di cui essi erano parte, avevano lo stesso stile, né un’identica organizzazione interna. Addirittura, all’interno della stessa piccola comunità si potevano scorgere diversi carismi (cfr 1 Cor 12-14) e perfino nell’annuncio del Vangelo vi erano diversità e talora contrasti (cfr At 15,36-40). Purtroppo, è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro. Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri. È per iniziativa di Dio, il quale non si rassegna mai di fronte al peccato dell’uomo, che si aprono nuove strade per vivere la nostra fraternità, e a questo non possiamo sottrarci. Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono. Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci! (clicca qui).

Dunque, sostiene Bergoglio: «L’unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità». Allora ci troveremmo davanti ad uno Spirito Santo difforme o deforme (che non sarebbe più Spirito di Verità bensì “spirito di opinione”, proprio come quella sbagliata di Bergoglio): uniti nella difformità dottrinale e morale. Pertanto lo Spirito Santo fornirebbe, al bisogno, diverse versioni di fede e costume, a secondo di luoghi, epoche, soggetti, etc. Per conclusione logica: lo Spirito Santo sarebbe sincero con alcuni e menzognero con altri, pertanto non esisterebbe (modernismo = ateismo). Il chiaro riferimento è alla diversità (o non uniformità) di dottrina (fede, morale, culto, legge) dei Valdesi, perché PROPRIO di questo si tratta, non di cavilli burocratici. Eppure la Chiesa cattolica ci insegna sin dalla sua fondazione che la «Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica come Cristo la volle» (n° 107 Catechismo san Pio X).

Ancora più precisamente la «Chiesa è una, perché tutti i suoi membri ebbero, hanno ed avranno sempre unica la fede, il sacrificio, i sacramenti e il capo visibile, il Romano Pontefice, successore di san Pietro, formando così tutti un solo corpo, il corpo mistico di Gesù Cristo» (n° 108).

La «Chiesa è santa perché sono santi Gesù Cristo suo capo invisibile, e lo Spirito che la vivifica; perché in lei sono santi la dottrina, il sacrificio e i sacramenti, e tutti son chiamati a santificarsi; e perché molti realmente furono santi, e sono e saranno» (n° 109).

Successivamente Bergoglio prosegue «i fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro. Ciò è ben chiaro nel Nuovo Testamento, dove, pur essendo chiamati fratelli tutti coloro che condividevano la stessa fede in Gesù Cristo, si intuisce che non tutte le comunità cristiane, di cui essi erano parte, avevano lo stesso stile, né un’identica organizzazione interna».

Egli prova ad includere, mediante evidenti forzature (stili diversi e organizzazioni diverse, dice) ed approssimate presunzioni (fratelli che condividevano la stessa fede in Cristo), i Valdesi nella comune “chiesa”.  Eppure noi sappiamo che «nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di essa, perchè non può averne insieme con quella le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle altre Chiese che si dicono cristiane» (n° 117).

Come se nell’Istituzione (Una e Santa) possano esistere organizzazioni diverse (sedicenti “chiese” non Una e non Sante) nella dottrina, nel culto, nella legge, nella morale. Dove e quando? Ci dica Bergoglio: vorremmo degli esempi. Sono pure illazioni conciliari che qui Bergoglio enfatizza nel gelido silenzio di una “gerarchia” sempre più taciturna, immagino vile, comunque collusa.

Prosegue affermando che «addirittura, all’interno della stessa piccola comunità si potevano scorgere diversi carismi (cfr 1 Cor 12-14) e perfino nell’annuncio del Vangelo vi erano diversità e talora contrasti (cfr At 15,36-40)».

In pratica Bergoglio usa impropriamente la Scrittura (contro il Dogma), evidentemente sbagliando, per giustificare l’eresia Valdese, definendo di fatto gli stessi una «piccola comunità», caratterizzata da «diversi carismi», oggi come all’epoca di Cristo «talora con contrasti» e «diversità».  La Chiesa ci dice invece che «gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti», per esempio i Valdesi, etc… (n° 127).

Sempre la Chiesa ci dice che è «danno gravissimo essere fuori dalla Chiesa perchè fuori non si hanno nè i mezzi stabiliti nè la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria» (n° 131).

Il «carisma», difatti, non è l’eresia di cui parla Bergoglio, ma è un dono di Dio; una fonte di doni ricevuti gratuitamente da Dio. Il credente ha ricevuto il carisma della grazia per essere lui stesso esempio. San Paolo ci fornisce esempi di carismi (ne ho già parlato più volte in passato). Di certo i Valdesi non hanno carismi poiché sono eretici.

Bergoglio parla inoltre di «disaccordi» su questioni di fede e costume, come se i disaccordi debbano ricevere la stessa valutazione prima e dopo che la Chiesa ha definito una qualsiasi questione (negazione di una verità rivelata e definita = eresia). Accettare la diversità? Quindi Gesù Cristo, stando a Bergoglio, avrebbe sbagliato quando ha corretto i Sadducei (dice: «continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità»), che non credevano nella resurrezione (così come si deve), dicendogli «siete in grande errore». Sempre secondo Bergoglio, Gesù avrebbe dovuto dire: «accetto la vostra dottrina poiché siete solo una piccola comunità con alcune diversità e contrasti».

E poi, come se non accettare l’idea dell’altro porti necessariamente a farsi la guerra (dice: «finiscano per farsi la guerra l’uno contro l’altro»). Dove? Quando? Ci erudisca Bergoglio per cortesia.

Termina con il solito ignobile “mea culpa”, attribuendo le presunte colpe di alcuni uomini di Chiesa, talvolta umanamente in peccato, molte altre volte normali reazioni umane di autodifesa, a tutta la Chiesa (alla Santa dottrina/morale della Chiesa), volendo mostrare invece una Chiesa crudele e vendicativa nella dottrina, nella morale e nella prassi. Una visione immaginaria da eresiarca, così come abbiamo dimostrato brevemente.

Addirittura un protestante mediamente acculturato riconoscerebbe in questo discorso somme di eresie e di adulterazioni storiche notevolissime.

Nello stesso contesto Bergoglio bacia la “bibbia” valdese ricevuta in dono.

Cosa ci dice invece la Chiesa?

884 D. Si può leggere qualunque traduzione volgare della Bibbia? R. Si possono leggere quelle traduzioni volgari della Bibbia, che sono riconosciute fedeli dalla Chiesa cattolica, e sono accompagnate da spiegazioni approvate dalla Chiesa medesima.

885 D. Perché si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia, che sono approvate dalla Chiesa? R. Si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia che sono approvate dalla Chiesa, perché essa sola è legittima custode della Bibbia.

886 D. Per mezzo di chi possiamo noi conoscere il vero senso delle Sacre Scritture? R. Il vero senso delle Sacre Scritture noi possiamo conoscerlo solo per mezzo della Chiesa, perché solo la Chiesa non può errare nell’interpretarle.

887 D. Che dovrebbe fare il cristiano se gli venisse offerta la Bibbia da un protestante o da qualche emissario dei protestanti? R. Se ad un cristiano venisse offerta la Bibbia da un protestante, o da qualche emissario dei protestanti, egli dovrebbe rigettarla con orrore, perché proibita dalla Chiesa; che se l’avesse ricevuta senza badarvi, dovrebbe tosto gettarla alle fiamme, o consegnarla al proprio parroco.

888 D. Perché la Chiesa proibisce le Bibbie protestanti? R. La Chiesa proibisce la Bibbie protestanti perché o sono alterate e contengono errori, oppure, mancando della sua approvazione e delle note dichiarative dei sensi oscuri, possono nuocere alla Fede. Per questo la Chiesa proibisce eziandio le traduzioni della Sacra Scrittura già approvate da essa, ma ristampate senza le spiegazioni dalla medesima approvate.

La Chiesa ha sempre chiaramente definito i soggetti che si esprimono in questo modo: «precursori dell’Anticristo», i quali non possono essere formalmente Papi (secondo la teologia sarebbero “non papi” in attesa di destituzione canonica), dunque sono criticabilissimi, poiché “inabili al Pontificato” privi della fede cattolica (la valutazione è esclusivamente dottrinale, surrogata inequivocabilmente da dogmatica e morale, senza voler esprimere alcun giudizio umano – si dice privi della fede poiché ciò si evince dal foro esterno), ma come dice san Giovanni: «Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo».

Come ci insegna la Chiesa, di «precursori dell’Anticristo» ce ne sono stati e ce ne saranno purtroppo tanti, solitamente venivano annientati o arginati dal Pontefice e dalla Chiesa. Oggi la situazione sembra differente. A fronte delle valutazioni che ogni teologo ed erudito contemporaneo saprà fare, è allora possibile parlare di «precursore dell’Anticristo»?

Di Valdesi, Bergoglio, eresia, anticristi, etc… si è già tanto parlato. Invito il lettore ad un approfondimento in archivio: http://radiospada.org/tag/carlo-di-pietro/

Da notare il commento (o meglio il diktat) del gestore della pagina Facebook dell’Organo News.Va Italia: Nella Chiesa non si parla più di ‘eretici’ ma di ‘comunità ecclesiali’. La piena realizzazione dello spirito del “concilio” (Vaticano II), contro il dogma e contro la morale cattolica (che invece sono immutabili; cf. Dei Filius, Pastor Aeternus, etc…). Possiamo rispondere al soggetto in questione che la nostra fede non è in vendita, non si baratta con uno stipendiuccio da admin di pagina Facebook.

11351245_1122195571143444_5785782979084660805_n

36 Commenti a "Bergoglio, discorso ai Valdesi. È possibile parlare di precursore dell’Anticristo?"

  1. #frank10   25 giugno 2015 at 8:44 am

    Grazie Ricciotti, come sempre ottimo articolo.
    Mi è piaciuto in particolare l’esempio dei Sadducei, fa sempre più effetto citare ed esemplificare dalla vita di Gesù: è poi incontestabilmente impossibile ribattere.

    Temo che l’atteggiamento di molti chierici oggi, anche sinceri, sia attendere che il “papa” si esprima ereticamente con la forma dell’infallibilità per poter concludere che non può essere papa, dunque eretico.
    E credo pure che i modernisti ne siano perfettamente al corrente e usino questa tattica per poter intanto diffondere il più possibile le loro eresie dal massimo pulpito. Oltretutto, loro che non credono all’infallibilità, non la useranno mai… un modo come un altro per estinguere una credenza.

    Penso invece, come te, che se per affermare una Verità cattolica sia necessaria l’espressione del Magistero della Chiesa nelle sue forme di infallibilità, non sia affatto necessario per proclamare gli errori delle varie eresie: chiunque li diffonde coscientemente, pubblicamente, costantemente, come appunto fa Bergoglio, e altri prima di lui, è eretico e diffusore di eresie dalla massima cattedra possibile.
    Come si fa a lasciare che ciò accada giustificandolo come discorsi da dottore privato e quindi non infallibili. Certo che non sono infallibili, ma pur essendo discorsi eretici di dottore privato sì, ma totalmente pubblici e predicati a tutta la terra, qualificano chi li fa come “eretico”. Non mi pare ci possano essere dubbi.
    Con le conseguenze date espresse del decadimento dalla carica che riveste e conseguente autorità.

    Un conto sono ipotesi che un Papa potrebbe avanzare come dottore privato in certi argomenti ancora non definiti e lì potrebbe pure errare parlando come dottore privato, come ad es. papa Giovanni XXII e le anime dei defunti.
    Totalmente diversa è l’espressione pubblica di idee contrarie all’insegnamento già definito infallibilmente dalla Chiesa stessa. Come si fa a definirle espressioni da dottore privato in quanto non infallibili? Oltretutto, nelle prediche e nei discorsi ufficiali, un Papa non svolge forse anche lì il suo Magistero ordinario? Benchè non infallibile, ma pur sempre Magistero. Pubblico.

    Se la Chiesa avesse nelle sue regole questo tipo di situazione di tollerare un papa che come dottore privato può predicare per decenni al mondo eresie come nulla fosse, avrebbe un vulnus tale in sè da non poter essere protetta adeguatamente come faro di luce e insegnamento.

    Grazie ancora anche per il tuo libro molto interessante e chiaro sul Papato.

    Rispondi
    • #ricciotti   25 giugno 2015 at 9:41 am

      “Temo che l’atteggiamento di molti chierici oggi, anche sinceri, sia attendere che il “papa” si esprima ereticamente con la forma dell’infallibilità” —> è già accaduto innumerevoli volte negli ultimi 50 anni.

      Rispondi
      • #frank10   25 giugno 2015 at 10:04 am

        Intendi alcune dichiarazioni conciliari del CVII?
        Io intendevo come singola persona, da “papa” che parli “ex cathedra”, con Magistero straordinario: potresti farmi qualche esempio di questa tipologia di dichiarazioni papali ex cathedra eretiche negli ultimi 50anni?
        In ogni caso, se pure possono essere stati discussi qui e là nel mare magnum degli articoli e saggi su Internet, sarebbe molto interessante una raccolta in forma sintetica in un solo articolo con tutti o quasi gli interventi incriminati relativi all’infallibilità, sia Straordinaria che Ordinaria e universale, magari un lavoro in corso da aggiornare. Un po’ come hai ottimamente fatto con gli interventi di Ratzinger.
        Il più adatto a farla dovresti essere tu, ci conto, quando potrai. 😉

        Rispondi
      • #frank10   25 giugno 2015 at 10:14 am

        Ottimo, non lo ho letto, provvederò.
        Ribadisco però l’utilità di un articolo sintetico pubblico su Internet.

        Rispondi
      • #ricciotti   25 giugno 2015 at 10:32 am

        Ne ho pubblicati tantissimi dove si trova ciò che cerchi. http://radiospada.org/tag/carlo-di-pietro/

        Rispondi
    • #bbruno   25 giugno 2015 at 3:17 pm

      ma frankio, al di là del sofisma insostenibile della separazione tra il magistero ordinario e quello straordinario, come definirebbe il ‘magistero’ di quel papa (cioè di ‘questi papi’ ) che per via di insegnamento ‘ordinario’ smentiscono e contraddicono l’insegnamemnto ‘straordinario e solenne’ della Chiesa della quale loro si dicono parte???

      Può Dio permettere che la Chiesa possa confondere i suoi figli nella contraddizione tra due forme di insegnamento l’una in contrasto con l’altra??? Dica lei col suo buon senso. Se ha bisogno che tale assurdità venga smentita in forma solenne, l’unica degna di assenso, ascolti queste parole del Vaticano I:

      “Si devono credere di verità divina e cattolica TUTTE le verità che sono contenute nella parola di Dio scritta o trasmessa dalla Tradizione, e che la Chiesa propone di credere come divinamente rivelate, sia con un PRONUNCIAMENTO SOLENNE sia per il tramite del suo magistero ORDINARIO E UNIVERSALE” (Costituzione Dei Filius).

      Che cosa si apetterebbe, che il papa Bergoglio, mettendo in atto tutta la pompa attinente alle formulazioni magisteiali solenni, “ per l’autorità a lui conferita da Cristo e dai santi Apostoli Pietro e Paolo”, “pronunzi dichiari e definisca” “come dogma divinamente rivelato”: che non c’è più bisogno che la gente creda in Cristo per salvarsi o che non esiste al mondo una verità che dovremmo credere di fede assoluta??? Che ognuno ha la verità che gli pare??? O che il matrimonio cristiano si possa sciogliere, e che a nessuno va negata una seconda (o terza…) possibilità, questa ogni volta da rafforzare con una adeguata benedizione???

      Sa troppo bene il Furbesco, e prima di lui i suoi simili in furberia, che non c’ è maniera più sicura, infallibile, per smontare in toto l’edificio della fede cristiana, che questo suo/loro continuo ed esclusivo (e sornione) uso dello strumento magisteriale ‘ordinario!

      Il magistero ordinario che uccide il magistero straordinario, e così far fuori la Verità di fede, cioè la Chiesa, cioè Dio e il suo Cristo: STRAORDINARIO davvero!:

      Rispondi
      • #frank10   25 giugno 2015 at 4:22 pm

        Attenzione, bbruno, io non ho mai detto di crederlo, anzi la penso come te e ricciotti!

        Ho solo riportato quello che molti preti e vescovi (per non parlare dei laici) attuali, anche in buona fede, credono che sia necessario per accorgersi che un “papa” non sia più da seguire: una qualunque definizione di Magistero straordinario che vada contro anche a un solo pronunciamento definito infallibilmente nel passato. La confusione la fanno nascere dal Magistero ordinario che non ha sempre la caratteristica dell’infallibilità.
        Del resto, è anche vero che essere tenuti all’obbedienza in tutti gli insegnamenti del M.Ord., non vuol dire che sia tutto infallibile, e infatti anche lì ci sono espressioni particolari e argomenti precisi per individuarlo.
        Ma, come ho detto, per capire se un “papa” è eretico, non è necessaria una fallita infallibilità: è sufficiente la sua costante, cosciente, continua professione di insegnamenti pubblici contrari alla dottrina di sempre della Chiesa. Il fatto che lui non ci impegni a crederlo con una formula infallibile, non toglie il fatto che lui ci creda e la diffonda, che sia quindi eretico di fatto. E non si può tirare in ballo il dottore privato, essendo comunque insegnamenti pubblici di Magistero.
        Al limite, si potrebbe ammettere che un papa possa esprimere un’eresia e rimanere ancora papa finchè non gli viene mostrato chiaramente il suo errore e, non volendo correggerlo, diventi pertinace: allora *vorrebbe* essere eretico e quindi decadrebbe. Appunto, anche in questo caso, non si varrebbe della prerogativa dell’infallibilità per errare, ma sarebbe evidente che è eretico. Che è appunto la situazione dei papi postconciliari.

        Inoltre, oggi i Modernisti, saltano addirittura la parte dottrinale, agendo subdolamente nello stimolare comportamenti e modi di vita, la famosa prassi. Che a lungo andare ovviamente plasma anche le idee e le menti: ecco perché loro contano sul fattore tempo, perché più tempo passa, più si radicano le nuove idee veicolate dal comportamento e i tempi diventeranno maturi per eventuali nuove dottrine “ufficiali”.
        Ma lasciar fare fino a quel giorno, vuol dire aver già perso la battaglia.

        Quindi in sostanza, la mia richiesta a Ricciotti di avere dei pronunciamenti eretici ex cathedra fatti dai postconciliari era nell’ottica di quelli che non se la sentono ancora di prendere posizione netta.
        Io mi ricordo solo quello di Woytyla contro il sacerdozio femminile, ma almeno *quello* era corretto.
        Per il resto non ricordo pronunciamenti dottrinali eretici ex cathedra da dopo il Concilio.
        Certamente le recenti canonizzazioni aprono altre conferme drammatiche, ma non nei termini di dottrine esplicitamente negate di cui parlavo prima.

        Purtroppo anche l’ottimo don Curzio, ha giustificato questa resistenza a insegnamenti eretici non infallibili come legittima, mantenendo l’autorità del papa, come ho scritto in quest’altra discussione: http://radiospada.org/2015/06/ve-lo-avevo-detto/

        Rispondi
        • #bbruno   25 giugno 2015 at 8:47 pm

          Se ho ben capito, frankio, tu dici:

          che il “Magistero ordinario non ha sempre la caratteristica dell’infallibilità” e che il “ magistero ordinario non è sempre tutto infallibile” (‘tutto’ poi che significa??? o lo è o non lo è… ).

          – a queste affermazioni risponde la Costituzione’ Dei Filius’ nella citazione da me riportata: sono affermazioni non vere: il magistero ordinario è infallibile come quello straordinario; differisce solo nella modalità.

          Spiega bene J.-M.-A. Vacant che cosa si debba intendere per insegnamento ordinario:

          Questo magistero [ordinario]non è altra cosa da quellodfi cui la Chiesa intera ci offre continuamente lo spettacolo, quando la vediamo parlare senza sosta per bocca del papa e di tuttri i vescovi cattolici, mettersi dappertutto a disposizone e alla portata di tutti gli uomini…Questa modalità di insegnamento è facile mostrare che sempre è stato eserciato alla stessa maniera e che sempre se ne è riconsciuta l’ INFALLIBILE autorità.

          È esattamemte questo modo di insegnare quello che risponde, per se stesso, più pienamente alla missione della quale Cristo ha incaricato i suoi Apostoli; giacché egli ha ordinato loro di disperdersi su tutta la terra, per insegnare, tutti i giorni, la sua dottrina. Le sue parole sono categoriche: Andate e istruite tutti i popoli e insegnate loro a osservare ciò che io vi ho detto, ed Io sarò con voi fino alla fine dei tempi”.

          -Come si sia arrivati a questa nefasta forma di strabismo per la quale ci si è fissati sull’ insegnamento ex catherdra come fosse quello esclusivamente dotato del carattere di infallibilità, ce lo spiegano bene queste osservazioni:

          “Si comprende facilmente come si sia potuto introdurre questo slittamento di prospettiva : dal 1870 in poi i manuai di teologia hanno preso come enunciati delle loro tesi i testi medesimi del detto concilio. Nessuno di questi trattava ‘in recto’ dell’ inseganento ordinario del solo Sovrano Ponrefice, questo un po’ alla volta lo si è perso di vista e tutto l’insegnamento papale è sembrato RIDURSI ALLE SOLE DEFINIZIONI EX CATHEDRA. Essendosi l’attenzione concentrata interamente su queste, ci si è abituati a non considerare gli interventi dottrinali della Santa Sede che nella sola prospettiva del giudizio solenne: quello che da se solo apporta all’insegnamento tutte le garanzie richiestae. In questa prospettiva era di fatto impossibile cogliere la vera natura del magistero ordinario” (Dom Paul Nau).

          2- Se poi ci si attiene -sbagliando- alla limitazione della garanzia di infallibiltà pontificia alle sole definizioni ex cathedra, in forza di quel pronunciamento solenne, ex cathedra, sulla infallibilità personale del Sommo Pontefice, emesso da quel Concilio, cadono radicalmemte tutte le ipotesi di stato di eresia per un Sommo Ponrefice. A garantirlo dall’ errore , e a garantire tutti noi, c’ è la promessa di Cristo: ed è più che sufficiente.

          .Pensare che un papa possa essere dichiarato eretico, e quindi fatto decadere, nel caso di una sua ostinazione nell’errore, nonostante tutti i nostri sforzi per ‘correggerlo’ e portarlo sulla retta via, è solo una ipotesi di fantasia estranea alla dottrina cattolica ( e se mi permetti, sommamente ridicola: un papa che resiste alle correzioni nostre, RESISTE nell’ errore, e noi, correttori del papa, super-papi, lo facciamo dimettere….)

      • #frank10   25 giugno 2015 at 9:16 pm

        che il “Magistero ordinario non ha sempre la caratteristica dell’infallibilità” e che il “ magistero ordinario non è sempre tutto infallibile” (‘tutto’ poi che significa??? o lo è o non lo è… ).

        Quello che intendevo dire è che ogni cattolico è moralmente obbligato ad assentire e a credere
        anche al Magistero Ordinario, anche in quelle espressioni che non impegnano l’infallibilità.
        Cioè in quelle espressioni va ubbidito, anche se non impegna il carisma dell’infallibilità.
        La differenza tra Magistero “infallibile” e “autentico”.
        A differenza di quello Straordinario che è sempre infallibile.

        Ho trovato su Internet 3 differenti errori:
        – Se uno rifiuta ciò che è dogma di fede è scomunicato.
        – Se uno rifiuta un insegnamento definitivo commette un errore nella fede.
        – Se uno rifiuta un insegnamento relativo al magistero ordinario autentico insegna una dottrina che viene classificata prossima all’errore, erronea, temeraria, pericolosa.

        Insomma, ci sono differenze tra “Straordinario”, “Ordinario e Universale” e “Autentico”.
        In ogni caso era per dire che non serve l’esercizio dell’infallibilità per capire se un papa è eretico.

        Rispondi
        • #bbruno   26 giugno 2015 at 9:47 am

          Io rimango sul punto: non si danno due tipi di indegnamento, l’uno fallibile l’altro infallibile: equivarrebbe a distruggere sia l’uno che l’altro.

          L’insegnamento è la missione prima e costante della Chiesa, “andate e istruite”, e se questo non è garantito sempre e in ogni punto non è garantita la Chiesa. E ognuno libero di credere quello che vuole, aanche che Bergoglio sia papa ( e con lui Ratzinger e Woitila e Montini e Roncalli. Credo di avere già argomentato, e non trovo replica a questa.

      • #frank10   25 giugno 2015 at 9:20 pm

        Insomma, ci sono differenze tra “Straordinario”, “Ordinario e Universale” e “Autentico”.
        E intendo che le prime due forme esercitano l’infallibilità, mentre la terza no, pur andando creduta e obbedita.

        Rispondi
    • #bbruno   25 giugno 2015 at 3:29 pm

      dimenticavo di aggiungere, a termine del mio commento:

      “e tutto ciò per preparare la via all’ Anticristo”.

      Rispondi
  2. #ricciotti   25 giugno 2015 at 9:43 am

    “potrebbe pure errare parlando come dottore privato, come ad es. papa Giovanni XXII e le anime dei defunti” –> fu prossimo all’eresia e non eretico, non essendoci stata ancora definizione a riguardo. Venne dopo la definizione.

    Rispondi
    • #Nicòla   25 giugno 2015 at 3:58 pm

      ATTENZIONE! papa Giovanni XXII, sapeva di avere delle idee sbagliate circa le anime dei defunti, solo che non riusciva a liberarsene e chiese preghiere ed istruzioni per essere aiuto a farlo.

      Rispondi
      • #ricciotti   25 giugno 2015 at 4:30 pm

        A prescindere, difatti fede istituire anche una inquisizione per valutare i suoi studi. Tuttavia non fu mai eretico, ma prossimo all’eresia.

        Rispondi
  3. #ricciotti   25 giugno 2015 at 9:44 am

    “Come si fa a definirle espressioni da dottore privato in quanto non infallibili? Oltretutto, nelle prediche e nei discorsi ufficiali, un Papa non svolge forse anche lì il suo Magistero ordinario? Benchè non infallibile, ma pur sempre Magistero. Pubblico” –> Difatti, a prescindere dalla forma ex cathedra, il Pontefice nell’insegnamento della fede e del costume, in quanto Chiesa docente, non può sbagliare o, se dovesse sbagliare, tosto giunge la correzione.

    Rispondi
  4. #ricciotti   25 giugno 2015 at 9:45 am

    “avrebbe un vulnus tale in sè da non poter essere protetta adeguatamente come faro di luce e insegnamento” –> difatti la Prima Sede è senza macchia.

    Rispondi
  5. #ricciotti   25 giugno 2015 at 9:45 am

    “Grazie ancora anche per il tuo libro molto interessante e chiaro sul Papato” –> prego. AmDg. Grazie a te per averlo letto.

    Rispondi
  6. #Matteo   25 giugno 2015 at 4:57 pm

    Spettabile Redazione, Egregio Ricciotti, vorrei si riflettesse su questo punto, magari utilizzando lo spunto per futuri articoli.

    Per essere eretico un papa non deve proclamare eresie in
    ex-cathedra, ma è bastante che sia eretico in forma manifesta e pertinace. Se un papa è eretico in forma manifesta e pertinace il Bellarmino insegna che esso decade dal papato ipso facto.

    Mi pare quindi del tutto pleonastico continuare ad aspettare pronunciamenti che impegnino l’infallibilità del pontefice, in quanto Bergoglio, se mai lo fosse stato, certamente non lo è più, già dalla intervista rilasciata a Scalfari, o magari dalla diffusione della Evagelii Gaudium, le sue eresie manifeste sono tali e tante che la decadenza ipso facto è palese, (ammesso che Bellarmino sia degno di fiducia
    più di Kasper o di Marx o magari di Introvigne). Al confronto delle bergogliate recenti e passate, gli svarioni di prossimità di G23 sono bazzecole.

    La prima sede è senza macchia, ma il sedente è tutto impiastrato.

    Rispondi
    • #bbruno   26 giugno 2015 at 10:02 am

      se permette, Matteo, diciamo ‘sedente apparente’,

      in realtà capo della chiesa conciliare, un’altra società, che abusivamente (la legge non lo consentirenbbe ) mantiene la setssa ragione sociale..

      E faccio notare che il Bellarmino 1- non è papa: 2- è vissuto tra il XVI secolo e il XVII: ; 3- non è ancora stato definito come dogma l’infallibilità personale del Sommo Pontefice, quindi l’impossibilità che un papa cada in errore. La sua ipotesi quindi di un papa che decade se cade in errore, è un’ipotesi che non ha più ragion d’ essere. Roma locuta est.

      Rispondi
      • #Matteo   26 giugno 2015 at 12:27 pm

        Il dogma dell’infallibilità non nega che un papa possa cadere in errore o in eresia specie quando non impegna l’infallibilità poi, perchè altrimenti vi sarebbe la negazione del libero arbitrio e l’imposizione eretica del servo arbitrio per colui che venisse eletto, il fatto poi che il Bellarmino sia vissuto durante la controriforma non è affatto pertinente caro amico.

        Come vede è più coerente la risposta di Ricciotti che funziona solo se si ritengono eretici i papi conciliari ed eretico il concilio vaticano secondo. In realtà se un fedele in buona fede non ritenesse eretici i papi conciliari e non ritenesse invalido il vaticano II può comunque ritenere eretico bergoglio (perché tale è) e recarsi serenamente in chiesa presso magari la parrocchia di Don Farinella no?
        (su questo aspetto si aprono altri fronti di discussione che ovviamente sono priori di altra sede).

        Concordo infine sulla necessità di evitare il conclavismo che è errore anch’esso.

        Rispondi
    • #ricciotti   26 giugno 2015 at 10:42 am

      “Mi pare quindi del tutto pleonastico continuare ad aspettare pronunciamenti che impegnino l’infallibilità del pontefice” —> questo è vero nella scelta del fedele che, consapevole, sceglie di partecipare solo a Messe di sede vacante.
      Tuttavia, è sempre necessaria la constatazione canonica per poter eleggere, evitando il conclavismo, un Pontefice.
      Se e quando Dio vorrà.

      Rispondi
    • #bbruno   26 giugno 2015 at 12:58 pm

      “Il dogma dell’infallibilità non nega che un papa possa cadere in errore o in eresia….”-

      sì, il dogma dell’infallbilità ammette che il papa possa non essere infallibile!…. Perfetta coerenza logica! La libertà srebbe questa , quella di dire amenità del genere? Certo, ognuno fa uso della sua libertà come crede…. (sarebbe come dire che un cristiano oerché libero può credere e non credere — su, andiamo, non aggrovigliamoci… )

      Rispondi
  7. #Fransi   26 giugno 2015 at 12:08 am

    per pura curiosità: la “bibbia valdese” a cui si fa riferimento sapete per caso quale sarebbe (luzzi, nuova riveduta, diodati, …)?

    Rispondi
    • #Matteo   26 giugno 2015 at 12:29 pm

      Per Bergoglio vanno bene tutte, anzi va bene pure il talmud ed il corano… figurarsi….

      Rispondi
  8. #fra'Ilarione del Getsemani   26 giugno 2015 at 9:16 am

    Questo manifesto servo di Baal, mister “B.B.B.” (Bergoglio B’nai B’rith), non può certamente essere il Santo Padre, ce lo dice con certezza assoluta il Santo Concilio Vaticano (quello vero del 1870 in “Pastor Aeternus”) in particolare, e poi con chiarezza elementare e senza congetture parateologiche, tutto il Magistero della Santa Chiesa Cattolica. Tutto quello che dice, fa o scrive mister B.B.B. appartiene alla serie “oggi le comiche”, per cui si ride a crepapelle! Il vero Papa esiste, altro che, preghiamo incessantemente la Santa Trinità che sveli quanto prima la “vera Chiesa”, attualmente in eclissi, e la faccia risplendere tutta nella sua luce di Verità, … ma Gesù, il Cristo, ed i suoi “veri” Vicari in terra non ci hanno mai ingannato, né potevano ingannarci … abbiamo fede! P. S. Il Santo “vero” Padre solo pochi sanno dove si trovi; per noi può essere dappertutto, ma sicuramente non si trova in Vaticano a S. Marta!

    Rispondi
  9. #Nicòla   26 giugno 2015 at 9:19 am

    La Bibbia regalata a Bergoglio è la prima bibbia valdese, quella del 1170 ca. che comprende passi fatti tradurre da Valdo al prete Stefano d’ Anse. Traduzione dal latino, in francese antico. Faccio notare che, all’epoca, erano, i valdesi, già scismatici, ma non ancora eretici.

    Rispondi
    • #ricciotti   26 giugno 2015 at 10:44 am

      Grazie per la precisazione.
      “Faccio notare che, all’epoca, erano, i valdesi, già scismatici, ma non ancora eretici” —> ad oggi cambia qualcosa?
      Saluti.

      Rispondi
      • #Nicòla   26 giugno 2015 at 9:53 pm

        —> ad oggi cambia qualcosa?
        Dovrebbe cambiare il fatto che, in tale Bibbia ed in tutte quelle pre-adesione al Calvinismo (fine XVI Secolo. Mi domando: fu completa? Non ci furono gruppi di Valdesi che vollero continuare a mantenere una loro identità ?) dovrebbero essere presenti anche i libri “deutero-canonici”. Libri che Lutero ha deciso essere non ispirati e, pertanto li ha tolti dalla Bibbia.
        Saluti.
        Ricambio

        Rispondi
  10. #Matteo   26 giugno 2015 at 12:37 pm

    I valdesi attuali propugnano innumerevoli eresie (non ultimo il rifiuto del primato petrino) e se avessero tenuto in minimo rispetto l’insegnamento del loro fondatore Valdo oggi non esisterebbero affatto. Che sia poi bergoglio a chiedere scusa ai protestanti
    eretici valdesi è abbastanza divertente, perché un eretico chiede scusa ad altri eretici per gli effetti e i danni delle eresie che essi stessi vanno diffondendo. Paradossale.

    Rispondi
  11. #frank10   27 giugno 2015 at 6:36 pm

    Scusa, Ricciotti, mi sono venuti dei dubbi: il discorso del “Magistero autentico” è un’interpretazione postconciliare o dei nuovi tradizionalisti o c’era anche prima?
    A parte l’assurdo uso fatto da Paolo VI nel definire il Concilio stesso come M. autentico e non invece ordinario e universale come hai già spiegato.
    Intendo dire, ad es. un documento indirizzato a una comunità locale, quindi con caratteristiche non di infallibilità anche se vincola all’obbedienza, si può definire “Magistero ordinario autentico”?
    Del resto anche quando nei documenti del Magistero che definiscono l’infallibilità ci sono dei vincoli precisi, vuol dire che al di fuori di quei vincoli l’infallibilità non è tirata in causa, in questi casi è “M. autentico”?
    Oppure come viene chiamato?
    Ho letto parecchio e adesso devo chiarirmi un po’ le idee, dammi una mano.
    Ciao

    Rispondi
  12. #bbruno   29 giugno 2015 at 11:43 am

    mi rivolgo alla direzione di RS per una domanda che non c’entra con l’argomento qui trattato: che significa, nella pagina del motore di ricerca, vedere sotto il vostro indirizzo la dicitura: “questo sito potrebbe essere compromesso” ?. Grazie dell’informazione. Vi saluto bbruno.

    Rispondi
    • #frank10   29 giugno 2015 at 12:11 pm

      Approfitto anch’io dell’OT per segnalare un
      miglioramento del sito: bisognerebbe aggiungere un riferimento di contatto con un moderatore o con il responsabile del sito, in modo da poter segnalare in modo più appropriato eventuali domande sul sito o sulla moderazione (ne ho anch’io).
      In ogni caso: brava RadioSpada per il lavoro che fate!

      Rispondi
  13. #Agostino Arciprete.   29 giugno 2015 at 12:01 pm

    Qualcuno di voi, così zelanti, ricordi a questo “falso” papa, anzi “vero” anti-Papa, cosa dice il Magistero a proposito di questa “feccia” valdese! Non lo dico certamente io, lo dice un “vero”Papa infallibile, e se qualcuno ha dubbi si rilegga la “Mirari vos”, dalla quale stralcio un passo “definitivo” ed “irreformabile” sulla questione.
    “Esempi così luminosi d’inalterabile sommissione ai Principi, che necessariamente derivavano dai santissimi
    precetti della Religione Cristiana, condannano altamente la detestabile insolenza e slealtà di coloro
    che, accesi dall’insana e sfrenata brama di una libertà senza ritegno, sono totalmente rivolti a manomettere,
    anzi a svellere qualunque diritto del Principato, onde poscia recare ai popoli, sotto colore di libertà,
    il più duro servaggio. A questo scopo per verità cospirarono gli scellerati deliri e i disegni dei Valdesi,
    dei Beguardi, dei Wiclefiti e di altri simili figli di Belial, che furono l’ignominia e la feccia dell’uman genere,
    meritamente perciò tante volte colpiti dagli anatemi di questa Sede Apostolica.” Mirari vos di Gregorio XVI -15 agosto 1832. Ecco che ci troviamo a che fare con un vero “figlio di Belial” che visita i suoi “fratelli” valdesi! Ma cosa volete di più perché vi convinciate? Cosa vi aspettate ancora per persuadervi? Salvatevi!!!

    Rispondi
    • #bbruno   29 giugno 2015 at 12:58 pm

      e poi ci meravigliamo, restiamo stupiti e increduli, se ci viene detto che il conclave del 1958 attuò un colpo di mano per costringere al ritiro un papa già eletto che aveva preso il none di Gregorio XVII! Un papa che scegliendo quel nome indicava bene le sue inclinazioni…

      Rispondi

Rispondi