Don Stefano Bellunato (FSSPX) interviene sulla vicenda di Danilo Quinto

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di don Stefano Bellunato – FSSPX

Mi é stato chiesto di dire la mia sul sostegno dato a Danilo Quinto in questi giorni su Radio Spada e su altri luoghi della blogosfera in seguito al suo licenziamento dalla SIR.

Lo faccio più che volentieri e per le seguenti ragioni.

Io Danilo Quinto l’ho incontrato di persona solo da qualche mese. Non posso dire dunque di conoscerlo direttamente più di altri, che invece lo hanno seguito forse quando era ancora tesoriere del Partito Radicale, prima della sua conversione.

Ma i suoi articoli e le sue prese di posizione verso fatti specifici o insegnamenti dati da uomini di Chiesa, in questi anni tormentati per la fede e la Chiesa Cattolica, li sto seguendo da qualche anno. E l’ho fatto sempre di più sapendo, anche se sommariamente, da dove Danilo Quinto partiva.

Danilo infatti é un convertito, come me.

E questa é una prima ragione per cui posso provare una forte empatia con lui.

Ma molto più di me, Danilo é stato coinvolto nella vita politica italiana, con tutto quel che ne può conseguire. Egli é stato cioé coinvolto in quella vita politica attiva, nella quale é già difficile entrare per milioni di italiani. E quanti farebbero carte false per poterlo fare? Ma se é difficile entrarci per qualsiasi italiano, quanto sarà più difficile uscirvi, solleticati quotidianamente come si è da tutta una miriade di opportunitá economiche, di lavoro, di comfort o di semplice successo mondano?

E questo abbandono della politica attiva, che Danilo ha avuto il coraggio di fare dieci anni fa, non può essere per me che un altro motivo di solidarietà, se non addirittura di ammirazione.

Eppure Danilo non si è fermato qui.

Avrebbe potuto pure lui accontentarsi di un’uscita di scena senza clamore dalla Roma che conta, per potersi trovare un lavoro come tutti e concentrarsi sulla sua famiglia. E se così avesse fatto avrebbe giá fatto perfettamente il suo dovere di Padre e di Sposo cristiano.

E invece no. Lui ha cominciato appunto a scrivere, prima per illustrare il suo cammino verso l’unica vera religione rivelata, e poi per esprimere il suo stupore verso una chiara crisi di fede, che sta attraversando la Chiesa a partire da un certo Concilio e che non risparmia nessun membro della Gerarchia, Papa compreso.

E come lo ha fatto?

Danilo non è un teologo, lui lo ricorda spesso nei suoi articoli. Danilo non ha fatto studi specifici sulla fede cattolica o sulla Chiesa. Non lo ha mai nascosto. Anzi. Altro motivo di ammirazione in un mondo cattolico dove invece ci si fregia spesso di titoli che non si hanno e magari si fondano addirittura giornali, tv o addiruttura “comunità” in nome dei cattolici e della Chiesa senza neppure conoscere il Catechismo.

Danilo no, non é un teologo e non fa finta di esserlo.

Né Danilo è un “estremista” della fede, come può essere etichettato chiunque graviti come me in questo “mito clandestino” della cosiddetta“Tradizione”, che altro invece non è che la confessione della Fede Cattolica di sempre.

Eppure in tutti gli articoli di Danilo sono sempre rimasto piacevolissimamente stupito da un’immediata vicinanza alle sue riflessioni. Il Sensus Fidei, ricevuto nel Battesimo e reso perfetto dai sette doni dello Spirito Santo ricevuti nella Cresima, nonché forgiato da diverse croci sopportate duramente in questi anni, lo guidano quasi senza accorgersene, verso riflessioni spesso tanto semplici quanto profonde e taglienti, per nulla inclini al compromesso e che perciò possono pure risultare anche molto sgradevoli a chi ne è oggetto. Ma é pure innegabile che tali dolorose riflessioni sono sempre accompagnate da un garbo ed un’educazione, testimoni di un vero amore per il prossimo, che raramente si trovano anche tra i polemisti cattolici più noti di lui.

Anche quando Danilo è costretto a nominare determinate persone per rimproverare loro scelte o prese di posizione, lo fa innanzitutto, é mia convinzione, per amore della Verità, unica e infinita, che è Nostro Signore Gesù Cristo. Ma insieme al rimprovero, o addirittura al lamento, è sempre percepibile quella delusione tipica solo di chi in fondo ama veramente il proprio intelocutore, e che non sarebbe possibile esprimere senza vera carità cristiana, cioé senza desiderio del bene spirituale e della salvezza di chi giustamente e fraternamente é oggetto delle sue correzioni. Papa compreso.

Ecco le mie ragioni, e credo, anche le ragioni di chi come me a Radio Vobiscum é felice di aver incontrato Danilo.

Il garbo infatti, che traspariva per me da tempo dai suoi articoli, é stato infatti confermato dall’incontro organizzato da Radio Spada a Reggio Emilia il 25 aprile u.s. Ci andai proprio per sentire lui innanzitutto, nonché per incontrare la cara dott. Maria Guarini, autrice di Chiesa e Post-Concilio, che ancora non conoscevo “de visu”. Non sapevo che i due fossero amici da tempo e mi ha sorpreso, anche se non avrebbe dovuto, la sua affabilità non solo con me, ma con tutti coloro che erano li quel giorno. Era come ci fossimo sempre conosciuti. E credo che questa non sia stata solo la mia impressione, ma pure quella di molte tra le due-trecento persone presenti quel giorno.

Ecco perché …io sto con Danilo. Perché come lui voglio combattere nel mio piccolo per la Verità, il Verbo Incarnato, e voglio farlo pure per amore di quegli stessi che si trovano più o meno lontani da questa Verità, ma che vi sono chiamati come me, perché creati pure a sua immagine e somiglianza.

Un commento a "Don Stefano Bellunato (FSSPX) interviene sulla vicenda di Danilo Quinto"

  1. #Lucius   3 gennaio 2017 at 4:30 pm

    Danilo “perfetta” immagine e somiglianza con Dio,non stento a crederlo,purche’si attribuisca questo dono a Dio solo!Cristo regni