Hanno vinto o’concuorso. Che pacchia, signò.

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di Maurizio Blondet

La Suprema ha dato ancora una volta ragione ai sindacati degli statali: il blocco degli aumenti è “illegittimo”, incostituzionale.  Non solo: la sentenza apre a 3 milioni di statali che potranno avviare vertenze (con scioper, naturalmente) per strappare di più. Ciò costerà a noi contribuenti almeno altri 2 miliardi di euro, che pagheremo perché gli statali avranno l’aumento.

Pagano cioè i lavoratori del privato, i pensionati del privato, gli autonomi –   categoria che non solo non hanno visto “aumenti” dal 2008,  ma che in  centinaia di migliaia  hanno perso il posto (gli statali ce l’hanno sicuro) e spesso hanno accettato decurtazioni degli stipendi altrimenti l’azienda datrice di lavoro chiudeva; hanno accettato “contratti di solidarietà”.

Gli statali non conoscono nessuna “solidarietà” con i cittadini che devono tirare ancor più la cinghia per pagare i loro aumenti, in piena recessione economica e calo del gettito. I loro stipendi sono già del 20% superiori a quelli dei privati dello stesso livello,ma vogliono di più. Perché – dicono gli spudorati – loro “hanno vinto o’concuorso”, mentre i privati no. Per loro la crisi non deve esistere.

Vi pare che   ciò rispetti il principio della “uguaglianza fra cittadini”? Chiedetelo alla Suprema   i cui membri si beccano 450 mila euro, e ora avranno gli aumenti  anche loro…Non ci sarà un lievissimo conflitto d’interessi? Beh, non chiedetelo  nemmeno.

Ma c’è di peggio: come ha notato Stefano Lepri su Il Tempo, per Costituzione deve essere il parlamento a decidere la spesa pubblica. La Corte suprema ha  dunque  espropriato il parlamento, decidendo  lei chi ha l’aumento e chi no, e quanto lo stato deve spendere per far star bene gli statali. Inoltre, ha strappato al governo il potere di governare gli emolumenti dei suoi dipendenti. E’ un datore di lavoro prigioniero e schiavo  dei suoi stipendiati

Che fare, quando la corte costituzionale calpesta la legge? Non si può definirlo un golpe? Ma no.

La Suprema spadroneggia. Legalmente, ovvio: è essa  la “legalità” incarnata e stipendiata.

Questa sentenza è solo l’ennesima del genere: ricordiamo quella con cui ha protetto le paghe dei magistrati  (minimo 7 mila euro mensili)  – ed anche le sue principesche, quindi –  perché una riduzione intaccherebbe “l’autonomia della magistratura”.   La famosa, celebre autonomia della magistratura divisa in partiti e correnti.

Ancora una volta si rivela il vero punto della politica, quello taciuto di più. Che l’Italia è nelle mani della famelica oligarchia parassitaria pubblica, tassatrice e incompetente,  per di più ostacolatrice della libertà di chi imprende (lo sospetta di evasione, lo deve controllare e legare con mille leggine  poliziesche…) che “governa” il paese interpretando le leggi come le fa’ comodo, a suo esclusivo vantaggio. E contro di noi contribuenti, disoccupati, minimi Inps, partite Iva…

Diciamolo in altro modo: siamo preda di una Casta che ci governa come una potenza straniera d’occupazione.

 

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17 Commenti a "Hanno vinto o’concuorso. Che pacchia, signò."

  1. #alessandro   30 giugno 2015 at 10:51 am

    Considerare gli statali una categoria di privilegiati è del tutto ingiustificato, nonché una leggenda metropolitana cui credono ormai solo i gonzi(tanti purtroppo). Detto questo, il problema non è garantire gli aumenti di stipendio cui hanno DIRITTO gli statali(che perlomeno NON possono essere degli evasori impuniti) ma gestire con responsabile oculatezza la spesa pubblica. Possibile che i capri espiatori debbano sempre e soltanto essere gli statali, cui peraltro si da aprioristicamente a tutti dei fannulloni. Si capisce che ciò non è credibile. La solidarietà con i cittadini lo statale l’ha conosciuta, LUI SI’, foss’anche suo malgrado, per quasi sette anni. Non mi pare che chiedano la luna bensì che si stabiliscano delle regole a questa imposta “solidarietà”. ll governo ha poi tutto il diritto e il dovere, in circostanziati documentati e temporanei casi di emergenza di bloccare gli stipendi degli statali ma farlo in modo indiscriminato, ingiustificato e indeterminato non è giusto. Altro discorso va fatto per la Magistratura, all’interno della quale pure vi sono professionisti seri, competenti che meritano lo stipendio percepito. Riguardo i politici, nei confronti dei quali ogni stereotipo è più indulgente e realistico della realtà stessa, andrebbe solamente steso un pietoso velo.

    ***Parzialmente modificato***

  2. #Pierfrancesco Palmisano   30 giugno 2015 at 1:08 pm

    In quanto dipendente pubblico, secondo me il problema per il sistema Italia non è principalmente lo stipendio dei burocrati quanto piuttosto il cattivo funzionamento della macchina amministrativa.

  3. #bbruno   30 giugno 2015 at 2:23 pm

    che meraviglia, non sono anche loro tra quelli chei hanno vinto o’ concuorso???

    • #alessandro   30 giugno 2015 at 2:42 pm

      No, i giudici della Consulta vengono scelti per 1/3 dal PdR, per 1/3 eletti dal Parlamento riunito in seduta comune e per il restante 1/3 eletti dai gradi più alti della magistratura ordinaria e della magistratura amministrativa.

      • #alessandro   30 giugno 2015 at 2:44 pm

        e tra le altre cose, le ricordo che vincere “o’ concuorso” non è ancora peccato.

    • #bbruno   30 giugno 2015 at 10:03 pm

      grazie della precisazione, eletti per cooptazione, che è peggio (senza dimenticare o’concuorso di partenza…. Certo vincere o’ concuorso di per sé non è peccato: peccato è come molte volte si vince, e peccato sempre quando si abusa di esso, quando per esso ci si crede suoeriori agli altri. La sostanza dell’articolo di Blondet è ineccepibile: la spesa la decide il Parlamento: se a deciderla è la casta per il tramite della Magistratura, ai fini della difesa di se stessa, allora abbiamo lo scempio della prepotenza. E un Parlamento che vi soggiace, è un parlamento da calci nel sedere. Succube perché terrorizzato??? Evviva la democrazia!…

  4. #Attilio Licora   30 giugno 2015 at 3:13 pm

    Cari signori, l’attuale situazione italiana non è certo dovuta ai dipendenti statali; è causata dalla evasione fiscale prolungata negli anni da tantissime categorie (che senza tema definisco LADRI) e dall’inefficienza (quando non dalle ruberie) e dagli sperperi della politica. Rispetto a noi la Grecia tra breve si troverà meglio. faccio un piccolo esempio: io fattorino di infima categoria nel 1961 ho avuto redditi per Lire 1.091.000. Il negozio sotto casa ha dichiarato, sempre nel 1961 un reddito di Lire 64.032 e lo ha dichiarato per cinque anni di seguito. VERGOGNA DELLE VERGOGNE – Ladro schifoso!!Circa gli statali si dovrebbe rendere i capi servizio responsabili delle presenze/assenze dei dipendenti. La prima volta che uno viene preso fuori sede dopo aver timbrato il cartellino che venga ripreso, la seconda venga licenziato senza pietà, uomo avvisato mezzo salvato! Putroppo un governo che non rispetta nemmeno le sentenze della Corte Costituzionale oltre a non essere degno di governare è privo di ogni qe qualsiasi legittimazione

  5. #ilariapisa   30 giugno 2015 at 3:44 pm

    il buon Blondet spara un po’ alto, per esempio in relazione allo stipendio del magistrato medio… per il resto concordo con Palmisano: più che dei dipendenti pubblici ex se e del loro trattamento economico, il problema è di una macchina statale farraginosa ed elefantiaca che ha moltiplicato dipendenti spesso senza effettive funzioni.
    di per sé, vincere un concorso è titolo di merito, poi certo non può diventare una scusa per realizzare iniquità (o per non fare nulla). ma iniquità e fannulloni sono diffusi anche nel privato, magari in modo meno evidente.

  6. #Vincenzo   30 giugno 2015 at 9:54 pm

    Non sono un fannullone e ho vinto un concorso. Me ne devo vergognare? Lavoro anche a casa per finire gli atti d’ufficio perchè il lavoro è tanto e il tempo poco (e per il lavoro extra non mi paga nessuno). Mi assumo responsabilità che la maggioranza delle persone non toccano neanche con un dito perchè se sbaglio pago in prima persona e i miei atti vanno alla Corte dei Conti. Devo sorbirmi i cd. (im)prenditori che si lamentano per la tassazione troppo alta (come se io non pagassi secondo le medesime leggi) e sbraitano perchè li becco con le mani con la marmellata (e avendo lavorato per un po’ di anni in un primario studio tributario riesco a capire abbastanza chiaramente i trucchi che gli imprenditori/ladri usano per rubare). Non mi vergogno di applicare le leggi dello Stato, Blondet, e non mi vergogno di aver diritto ad un aumento dello stipendio.

    • #alessandro   30 giugno 2015 at 10:46 pm

      Si consoli, le persone con un briciolo di intelligenza e buonsenso non hanno bisogno delle sue giustificazioni per rispettare lei, il suo lavoro e i suoi diritti legittimi.

  7. #bbruno   1 luglio 2015 at 8:44 am

    sono i custodi della costituzione, per questo grande incarico prendono 450.000 euri l’anno, e poi disattendono la costituizone stessa! Viva la democrazia!

  8. #Vangelo E Vita   6 luglio 2015 at 8:36 am

    Qui il succo del discorso era l’uguaglianza che non esiste I colonnelli della magistratura danno sempre prova dell’abuso di potere. Il Paese é senza mezzi ma li trova per pochi sottraendoli dalle tasche di altri poveri Dai commenti invece emeege l’egoismo e il falso sdegno che difende l’orticello di casa propria. Ma se la gente si stufasse di essere depredata e scioperasse seriamente contro lo Stato, chi vi pagherebbe? Aprite la mente, senza distribuzione equa e solidale non ci sarà futuro.