Il patriarca siro-ortodosso e Bergoglio: quale comunione e quale Chiesa di Cristo?

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E’ stato un incontro segnato da amicizia e da grande vicinanza spirituale quello di ieri tra Francesco e il Patriarca Siro Ortodosso di Antiochia e tutto l’Oriente. Francesco ha invitato Sua Santità Mor Ignatius Aphrem II a pregare per tutti i martiri del Medio Oriente e ad affrettare il cammino di piena comunione tra le due Chiese.

 

L’unità della Chiesa di Cristo resta la fonte di speranza più forte di tutte”: i cristiani devono lavorare insieme, aggiunge il Patriarca, per alleviare le sofferenze dell’umanità e intensificare la “comunione piena”.

E’ quella che il Papa, prendendo la parola, definisce il “santo pellegrinaggio“. Francesco cita le tappe verso la comunione tra le due Chiese, segnate in passato da Papa Paolo VI e San Giovanni Paolo II. “Quante cose sono cambiate da quei primi incontri”, osserva, ma “la sua, Santità è ancora oggi una Chiesa di martiri”. “Quanto dolore! Quante vittime innocenti! Di fronte a tutto questo, sembra che i potenti di questo mondo siano incapaci di trovare soluzioni. Santità, preghiamo insieme per le vittime di questa efferata violenza e di tutte le situazioni di guerra presenti nel mondo”.

 

In questo “momento di prova”, è l’altro invito rivolto da Francesco al Patriarca,” rafforziamo i legami di amicizia tra le Chiese Cattolica e Siro Ortodossa”. “Affrettiamo i nostri passi sul cammino comune”, “scambiamoci i tesori delle nostre tradizioni”, che tanto hanno in comune, “come doni spirituali”; “Tenendo fisso lo sguardo al giorno in cui potremo celebrare la nostra appartenenza all’unica Chiesa di Cristo intorno allo stesso altare del Sacrificio e della lode”.

 

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