Il tempo della carità cristiana: perché aderisco alla campagna #IOSTOCONDANILO

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di Massimo Viglione

Danilo Quinto è noto negli ambienti cattolici legati alla tradizione e all’impegno per la difesa dell’ordine naturale, della vita e della famiglia sia per la sua attività di scrittore, editorialista, intellettuale, sia anche per la sua sincera conversione (avvenuta più di dieci anni or sono) dopo una vita spesa al servizio del male, ovvero come militante e tesoriere del Partito Radicale di Pannella e Bonino.

Proprio la sua conversione alla vera fede lo ha portato – come era inevitabile – al completo distacco da quella vita e da quel mondo, distacco doloroso dal punto di vista economico, sia perché ha dovuto rinunciare ai benefici stipendiali e ad aspettative di carriera, sia perché vittima di processi legali con Pannella da cui è uscito ovviamente con le ossa rotte. Ma un distacco altresì ricchissimo di esperienza interiore di fede e speranza.

Quinto, che ha moglie e figlio, ha vissuto in questi anni collaborando a riviste, fra le quali l’agenzia cattolica SIR. Non aveva un contratto, ma veniva pagato regolarmente ad articolo riuscendo così a far entrare quel tanto al mese necessario alla mera sopravvivenza, come lui stesso ci spiega nell’articolo, che invitiamo a leggere, “Nel rispetto assoluto della tua libertà”, che troverete nel sito radiospada.org.

Ma Quinto ora è stato licenziato in tronco dalla medesima agenzia, con l’accusa di aver offeso l’attuale pontefice nel suo libro Ancilla hominis e in altri articoli. A nulla è valso a Quinto il ribadire al direttore dell’agenzia che 1) lui collaborava con pseudonimo, come impostogli da loro stessi e quindi l’agenzia non correva rischio alcuno; 2) che mai ha offeso Bergoglio; l’esito non è mutato: fine del rapporto lavorativo e “buona fortuna” (come si legge nel racconto di Quinto stesso nel su citato articolo).

Ora Danilo Quinto è di fatto senza entrate fisse, con un affitto da pagare e una famiglia da mantenere. Tutto questo impone alcune brevi ma inevitabili riflessioni, sia a carattere generale che specifico. Partiamo dalle prime per arrivare alle seconde.

  • Ancora una volta la misericordina si mostra una pasticca velenosa per qualcuno e ancora una volta per chi è cattolico fedele alla Tradizione e al Magistero Universale della Chiesa nella sua totalità. Misericordia con tutti a partire dai nemici della fede cattolica, ma poi questa misericordia va a diminuire man mano che si passa al mondo cattolico, fino a scomparire del tutto quando all’interno di questo ci si avvia per i lidi della fedeltà a duemila anni di teologia, morale e dottrina, dove a volte anzi diventa veleno. Si può dire che sia inversamente proporzionale alla serietà della fede personale: meno cattolico sei, anzi, più nemico della fede sei, più sarai riversato di misericordina. Peccato però che in questo modo non solo tale pratica si dimostra effimera e parziale (e quindi in quanto tale non coerente con quello che dichiara di voler essere), ma anche contraria al Vangelo, visto che troviamo testualmente scritto dall’Apostolo: «Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede» (Gal. 6,10).
  • Dopo questo inciso, veniamo al nostro mondo, cui questo articolo è rivolto. Sappiamo tutti molto bene quante divisioni, lacerazioni, guerre sotterranee e non, caratterizzano appunto il mondo cattolico della Tradizione e in generale della difesa del diritto naturale, sia a livello ideologico, sia a livello associativo, sia programmatico, sia perfino (e forse soprattutto) personale, individuale. Ma occorre dire – e chi scrive lo dice anzitutto a se stesso – che tutto questo, se in parte è forse anche inevitabile che accada (specie a livello ideologico, l’unico serio e valido in sé), in gran parte è invece conseguenza della generale mancanza di carità che ci coinvolge tutti. Mancanza di carità sia verso Dio stesso, visto che anteponiamo le nostre ubbie alla difesa spassionata della Verità e dei nostri fratelli in pericolo, sia verso la Chiesa per le stesse ragioni, sia verso il nostro prossimo (accuse, maldicenze, esclusioni aprioristiche, minacce di querele o querele reali, dispettucci di varia natura e ripicche, ecc. ecc.). Di tutto questo dovremo rispondere a Dio, tutti, e ciascuno di noi individualmente. E se questa verità vale sempre in tutti i tempi, ebbene, oggi, in questa società del tutto satanicamente pervertita e nemica irriducibile di Dio e dell’uomo, vale infinitamente di più, e, senza che ci nascondiamo dietro a un dito, ne siamo tutti interiormente consapevoli. È tempo quindi di riparare a tutti gli errori di questi anni e fare ogni sforzo per aprirci a una carità piena, sia verso la buona battaglia in sé, sia verso i singoli fratelli che lottano per il bene.
  • E qui veniamo infine a un’occasione concreta per iniziare a esercitare questa carità. Danilo Quinto, come ognuno di noi, ha i suoi difetti e spero non me ne vorrà se dico che il suo passato – dal quale ha abiurato in piena coerenza come la sua vita degli ultimi dieci anni dimostra ineccepibilmente – ancora gli opprime un po’ l’anima (del resto, a chi di noi gli errori e le colpe del passato non pesano nell’anima?), specie nei rapporti umani; ma è un nostro fratello nella lotta contro la Rivoluzione satanica e sovversiva, gnostica e antiumana, e lo dimostra quotidianamente da anni. Si possono non condividere alcuni suoi atteggiamenti, qualche scelta, un certo temperamento caratteriale (e non è certo il solo ad avere questi limiti), ma è fuor di discussione che oggi è un combattente sincero in difficoltà serissima, e lo è proprio a causa della sua pubblica difesa degli ideali che tutti ci accomunano, lo è per il suo coraggio di difendere la Verità. Non è neanche il solo ad essere in difficoltà: ma in questo momento lui lo è più di chiunque altro. È un nostro fratello che chiede aiuto ai suoi fratelli di battaglia, i quali dovrebbero essere consapevoli che stiamo andando a vivere giorni tali nei quali nessuno di noi è al di sopra dei pericoli che ci sovrastano. Ecco quindi un’occasione per sforzarsi sia di aiutare una famiglia in estrema difficoltà economica, sia di sostenere un nostro combattente, sia di sconfiggere noi stessi dal nostro stesso io.

Se nessuno è tenuto a condividere al 100% ogni frase, tono o scelta di Danilo Quinto nella sua battaglia (e questo vale ovviamente per ciascuno di noi nessuno escluso), d’altro canto nessuno può dire che fino a oggi egli abbia mai fatto sciocchezze imperdonabili o detto eresie. E se anche vi sono stati degli screzi (è accaduto anche con chi scrive), di fronte al bisogno certo e immediato abbiamo tutti il dovere di soprassedere e guardare a quanto dettoci da N.S.G.C. Pertanto, anche per chi non condividesse appieno tutto quanto egli dica o faccia, l’invito rimane assolutamente valido: è il tempo di aiutare un nostro fratello – nella fede e nella battaglia – in grave difficoltà, di aiutare lui e la sua famiglia, il suo bambino. Di aiutarlo ovviamente anzitutto con la preghiera, quindi con il sostegno economico immediato, infine umanamente (questo aspetto troppo spesso lo dimentichiamo).

Per il primo e terzo aspetto, ognuno ci pensi da sé. Per il secondo, forniamo le coordinate bancarie per divenire immediatamente attivi nella carità. Grazie.

Chi volesse aiutare Danilo Quinto e la sua famiglia in questo momento di difficoltà, può farlo aderendo all’iniziativa promossa da Radiospada:

#IoStoConDanilo

Banca UNICREDIT

Intestatario: PASQUALE QUINTO (è il nome sui documenti)

Codice IBAN: IT 66 Y 02008 04020 000101365598.

Causale: Donazione – Campagna #IOSTOCONDANILO

 

4 Commenti a "Il tempo della carità cristiana: perché aderisco alla campagna #IOSTOCONDANILO"

  1. #Nicola   15 giugno 2015 at 7:21 am

    Condivido l’iniziativa.
    Tuttavia propongo anche il boicottaggio nei confronti di chi, forse per pararsi il c… da fulmini bergogliani, ha licenziato lo scomodo collaboratore.

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  2. #anonimo   15 giugno 2015 at 7:54 am

    Viva Gigi Brugnaro, viva Venezia Libera ! Deo Gratias ! era ora, dopo 22 anni di predominio delle sinistre.

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  3. #Gianni.lo   15 giugno 2015 at 4:07 pm

    Sono d’accordo su tutto e condivido il commento che mi ha preceduto, di Nicola. Basta! Vi sono nemici dichiarati, storicamente dichiarati, che se la ridono in modo satanico, poi ci sono ‘amici’ che, non so quanto volenti o nolenti, compiono le opere care ai primi. Il metro di misura di tutto è proprio questo: colpire chi agisce come Danilo. Questo mi basta per comprendere di quanto liquame umano vi è tra le fila amiche e quanto liquame nauseabondo vi è in quelle realtá che pullulano soprattutto in rete che si spacciano per sovranisti, auritiani, poundisti, ecc… Sono solo agenti della ‘verde’, come avrebbe detto Monsignor Benigni. Aprite gli occhi e diffidate da chi, soprattutto in rete, vi parla di Auriti, moneta, sovranità, ecc… Ma a chi la vogliono dare a bere! Togliete la maschera, lupi, serpi, scorpioni! Potete ingannare i pirla desiderosi di sensazionalismo e romanticismo sociale; potete ingannare i nostalgici di ideologie assassine e decadute, abbondantemente condannate dalla Chiesa, ma non potete prendere in giro chi ha sentore di zolfo. Grazie Radio Spada e grazie Danilo. È giunta l’ora di impugnare la spada portata da Cristo!

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