#IoStoConDanilo: adesione dell’Avv. Monfeli

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Segnaliamo che in questi giorni ha aderito alla campagna #IoStoConDanilo anche l’Avv. Tommaso Monfeli:

#IOSTOCONDANILO

di Tommaso Monfeli

Desidero esprimere la mia vicinanza e solidarietà all’amico Danilo Quinto per l’improvvisa interruzione del rapporto di collaborazione con l’agenzia SIR.

E’ sempre motivo di rammarico venire a sapere che un padre di famiglia è rimasto da un giorno all’altro senza lavoro; a tale ovvia considerazione, che suppongo da tutti condivisa, aggiungo l’auspicio che  il mondo dell’informazione cattolica sappia ricollocare una firma che, seppur a volte, trascinato dalla vis polemica, si lascia andare allo scontro verbale ed a giudizi taglienti e sferzanti che possono scuotere l’altrui sensibilità, dall’altro, con la sua attività di scrittore o conferenziere svolta negli ultimi anni, ha dato ampia prova di anteporre la proclamazione, forte e chiara, della Verità sui valori o principi non negoziabili (questi sono i temi che gli stanno più a cuore: vita, famiglia naturale, libertà di educazione, oggi si dovrebbe aggiungere anche la libertas ecclesiae) a qualsiasi compromesso, prudenza verbale o vantaggio economico.

Al riguardo, racconto un piccolo ma significativo aneddoto. Alcuni anni fa intervenimmo entrambi a Milano ad una riunione nella quale alcuni esponenti di realtà politiche di ispirazione lato sensu cristiana discutevano di possibili alleanze elettorali; quando il discorso cadde sui temi eticamente sensibili, si iniziò a parlare di aborto ed il confronto si accese con riguardo all’atteggiamento da tenersi nei confronti della famigerata legge del 22 maggio 1978, n. 194 (intitolata “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”, e quanto bene sia stata da allora difesa la maternità lo vediamo dall’indice di natalità che, nel 2014, è precipitato al minimo storico di 1,29 figli per donna, aprendo prospettive catastrofiche per il futuro del Paese e fornendo un assist meraviglioso ai fautori dell’immigrazione islamica, asiatica ed africana, che dovrebbe, secondo loro, ripianare il deficit demografico – senza contare l’aspetto moralmente più grave, il crimine immane di un numero incommensurabile di anime innocenti sacrificate).

Emersero – per farla breve – tre diverse posizioni. Alcuni, tra cui il sottoscritto e lo stesso Danilo, muovendo dal presupposto che tale legge è contraria al diritto (divino e) naturale, e perciò ingiusta ed immorale, ne proponevano la secca, immediata e totale abrogazione, senza tatticismi e senza preoccuparsi di perdere eventualmente dei voti; altri pensavano che sarebbe stato più saggio e prudente condannare in generale l’aborto e parlare della necessità di rilanciare il tasso demografico italiano, senza però inserire nel programma la cancellazione della legge 194; altri ancora ritenevano l’aborto una questione troppo divisiva, che sarebbe stato opportuno lasciare fuori dal programma e dalla campagna elettorale.

Ricordo bene che, mentre eravamo in una fase di stallo e si stava ragionando per capire come venirne fuori, Danilo chiese la parola, prese il microfono e fece un intervento in cui, condannando senza mezzi termini le posizioni più blande (ma in apparenza più politicamente scaltre) ed apostrofando con parole forti i loro sostenitori (alcuni uscirono dalla riunione piuttosto scossi), spiegò a tutti che nessuna alleanza politica è possibile con chi non ha il coraggio di opporsi al male e pensa anzi di poterci dialogare per il proprio tornaconto. Risultato? La riunione si sciolse, non vi fu nessun accordo e Danilo anche in quel caso ci rimise un rapporto di collaborazione.

Altro elemento di cui tenere conto è il seguente. Non c’è dubbio che il suo modo di esprimersi risulti, a volte, un pugno nello stomaco. Pensiamo però al fatto che Danilo, per un ventennio, ha sperimentato sulla propria pelle cosa significa stara dall’altra parte della barricata e collaborare in prima persona allo scardinamento dei  capisaldi dell’ordine morale e politico. Da questo angolo di osservazione, egli ha potuto studiare il nemico dal di dentro, seguirne le logiche e le strategie, capirne i meccanismi ed i  trabocchetti che era solito tendere agli avversari politici (i quali non di rado abboccavano). Nell’attraversare queste tenebre, Danilo ha compreso che, nell’immane e folle lotta scatenata da personaggi più o meno noti contro l’ordine naturale e contro la Chiesa cattolica, ogni piccolo cedimento, per quanto giustificato dall’esigenza di evitare danni maggiori, rappresenta non una vittoria di cui andare fieri, e nemmeno un argine temporaneo al dilagare del male, ma piuttosto un arretramento, una sconfitta, che rinvigorisce il nemico ed alla quale farà seguito, al momento opportuno, un attacco ancora più arrogante e virulento.

Mi pare dunque che Danilo Quinto, al di là delle valutazioni personali e sicuramente opinabili che esprime su questo o quel personaggio, abbia ben compreso la dinamica rivoluzionaria in corso e, se ascoltato, in quest’epoca di confusione, possa aiutare a non compiere passi falsi.

Un commento a "#IoStoConDanilo: adesione dell’Avv. Monfeli"

  1. #danilo   23 dicembre 2015 at 9:10 pm

    io bannato da FB per una foto di donna nuda già peraltro passata indenne l’anno scorso STO CON DANILO