[VIDEO] Bergoglio: Sento di dire un’eresia ma la dico lo stesso

[VIDEO] Bergoglio: Sento di dire un'eresia ma la dico lo stesso

di CdP Ricciotti

In questo video vi presentiamo un altro messaggio di Bergoglio.

Leggiamo la traduzione a cura di Cesare F.:

“Che la pace di Cristo sia con voi, Scusatemi se parlo in lingua spagnola, ma il mio inglese non e’ molto buono perché io mi possa esprimere in maniera appropriate. Io parlo in Ispahnolo ma soprattutto, io parlo con la lingua del cuore. Ho l’invito che mi avete mandato, per questa celebrazione dell’unita’ Cristiana in questo giorno di riconciliazione. Ed io desidero di stare con voi da qui. Padre, che si possa essere uno, (che si possa essere uniti) così che il mondo possa credere che tu mi hai mandato. Questo sia lo slogan, il tema dell’incontro: la preghiera di Cristo al Padre per la grazia dell’unita’. Oggi Sabato Maggio 23, dalle 9 del mattino fino alle 5 del pomeriggio io sarò con voi spiritualmente e con tutto il mio cuore. Noi cercheremo insieme, pregheremo insieme, per la grazia dell’unita’ (fra cristiani nota del traduttore). L’unita’ che sta germogliando tra noi, sia questa un’unita’ che inizia sotto il sigillo del battesimo che tutti noi abbiamo ricevuto. E’ questa l’unita’ che noi cerchiamo, lungo un percorso comune. E’ l’unita di preghiera per l’un l’altro. E’ l’unita’ del nostro comune lavoro, nel nome dei nostri fratelli e sorelle e di tutti quelli che credono nella sovranità di Cristo. Cari fratelli e sorelle la divisione e’ una ferita nel corpo della Chiesa di Cristo. E noi non vogliamo che questa ferita rimanga aperta. La divisione e’ il lavoro del Padre delle Bugie, del Padre della Discordia, di chi fa tutto il possibile per tenerci divisi. Insieme oggi, io qui in Roma e voi dove siete, noi chiederemo al Nostro Padre di inviarci lo Spirito di Gesù’, lo Spirito Santo di darci la grazia di essere uno, così che il mondo possa credere. Mi sento di dire qualcosa che può sembrare controversa o forse perfino eretica. Non so, ma c’e’ qualcuno che sa che anche con le nostre differenze, noi siamo UNO (uniti). E’ lui che ci sta perseguitando. E’ lui che sta perseguitando i Cristiani oggi, lui che ci unge con (il sangue) de martirio. Lui sa che i Cristiani sono discepoli di Cristo: che loro sono uno, che loro sono fratelli!


A Lui non importa se loro sono Evangelici, Ortodossi, Luterani, Cattolici o Apostolici…a lui non importa! Loro sono Cristiani. E questo sangue (del martirio) unisce! Oggi, cari fratelli e sorelle noi stiamo vivendo un ecumenismo di sangue! Questo ci deve incoraggiare di fare quello che stiamo facendo oggi: pregare e dialogare tra noi, per accorciare le distanze tra noi, per rafforzare i nostri legami di fratellanza. Sono convinto che non saranno i teologi che porteranno l’unita’ tra di noi. I teologi ci aiuteranno, la scienza dei teologi ci aiuterà, ma se speriamo che i teologi troveranno un accordo tra di loro, noi raggiungeremo l’unita’ il giorno dopo il giorno del Giudizio Universale. Che lo Spirito Santo ci porti l’unita’. I teologi possono essere utili ma l’utilità’ maggiore la troviamo nella buona volontà di tutti noi che siamo in questo viaggio con il nostro cuori aperti allo Spirito Santo! In tutta umiltà’ io mi unisco a voi come un altro partecipante in questo giorno di preghiera, di amicizia, vicinanza e riflessione. Nella certezza che noi abbiamo un solo Signore: Gesù e’ il nostro Signore. Nella certezza che questo Signore e’ vivo: Gesù e’ vivo, il Signore vive in ognuno di noi. Nella certezza che Lui ha mandato lo Spirito che ci ha promesso, così che questa armonia tra di noi Suoi discepoli, possa essere realizzata. Cari fratelli e sorelle vi salute caldamente con un abbraccio. Prego per voi, prego con voi e vi chiedo per piacere di pregare per me perché ho bisogno delle vostre preghiere per essere fedele a quello che il Signore vuole dal mio ministero. Il Signore vi benedica, che il Signore benedica tutti noi. Grazie”

Poste le premesse:

Le #Eresie del giorno. Come smontare in brevi mosse il bergoglismo;

Bergoglio al RNS: Dovete pregare CON eretici, apostati e scismatici. Cosa ci comanda invece la Chiesa?;

BERGOGLIO E CANTALAMESSA, GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» DELLA «CHIESA CONCILIARE».

E molte altre se ne potrebbero elencare, allora commentiamo semplicemente e brevemente.

Bergoglio scambia e/o confonde la verità con “i teologi”. Predica un’unità basata sul solo “amore” (pseudo-amore) senza la verità, perché i “teologi – dice – solo aiutano”, ma “se aspettiamo che saranno d’accordo”, avverrà “il giorno dopo il Giudizio universale”. In conclusione, pur di accelerare l’unità, lui predica un’unità “senza l’accordo dei teologi”, quindi senza avere un’unica e sola Dottrina (qui la vera dottrina cattolica sull’ecumenismo).

Contrariamente a quanto insegnano la Parola di Dio ovvero la Fede Cattolica (rivelata e definita): “Un solo Signore, un solo battesimo, una sola fede”.

Al contrario, l’eresiarca, dice: “Un solo Signore, diversi battesimi (poiché delle volte manca o materia; o forma; o intenzione idonee), diverse fedi”.

La Chiesa cosa insegna? Leggiamo la HUMANI GENERIS:

Per quanto riguarda la Teologia, certuni intendono ridurre al massimo il significato dei dogmi; liberare lo stesso dogma dal modo di esprimersi, già da tempo usato nella Chiesa, e dai concetti filosofici in vigore presso i dottori cattolici, per ritornare nell’esporre la dottrina cattolica, alle espressioni usate dalla Sacra Scrittura e dai Santi Padri. Essi così sperano che il dogma, spogliato degli elementi estrinseci, come essi dicono, alla divina rivelazione, possa venire con frutto paragonato alle opinioni dogmatiche di coloro che sono separati dalla Chiesa e in questo modo si possa pian piano arrivare all’assimilazione del dogma con le opinioni dei dissidenti. […] E perciò taluni, più audaci, sostengono che ciò possa, anzi debba farsi, perché i misteri della fede, essi affermano, non possono mai esprimersi con concetti adeguatamente veri, ma solo con concetti approssimativi e sempre mutevoli, con i quali la verità viene in un certo qual modo manifestata, ma necessariamente anche deformata. Perciò ritengono non assurdo, ma del tutto necessario che la teologia, in conformità ai vari sistemi filosofici di cui essa nel corso dei tempi si serve come strumenti, sostituisca nuovi concetti agli antichi; cosicché in modi diversi, e sotto certi aspetti anche opposti, ma come essi dicono equivalenti, esponga al modo umano le medesime verità divine. Aggiungono poi che la storia dei dogmi consiste nell’esporre le varie forme di cui si è rivestita successivamente la verità rivelata, secondo le diverse dottrine e le diverse opinioni che sono sorte nel corso dei secoli. […] Da quanto abbiamo detto è chiaro che queste tendenze non solo conducono al relativismo dogmatico, ma di fatto già lo contengono; questo relativismo e poi fin troppo favorito dal disprezzo verso la dottrina tradizionale e verso i termini con cui essa si esprime. […] Purtroppo questi amatori delle novità facilmente passano dal disprezzo della teologia scolastica allo spregio verso lo stesso Magistero della Chiesa che ha dato, con la sua autorità, una cosi notevole approvazione a quella teologia. Questo Magistero viene da costoro fatto apparire come un impedimento al progresso e un ostacolo per la scienza; da alcuni acattolici poi viene considerato come un freno, ormai ingiusto, con cui alcuni teologi più colti verrebbero trattenuti dal rinnovare la loro scienza. E benché questo sacro Magistero debba essere per qualsiasi teologo, in materia di fede e di costumi, la norma prossima e universale di verità (in quanto ad esso Cristo Signore ha affidato il deposito della fede – cioè la Sacra Scrittura e la Tradizione divina – per essere custodito, difeso ed interpretato, tuttavia viene alle volte ignorato, come se non esistesse, il dovere che hanno i fedeli di rifuggire pure da quegli errori che in maggiore o minore misura s’avvicinano all’eresia, e quindi “di osservare anche le costituzioni e i decreti. con cui queste false opinioni vengono dalla Santa Sede proscritte e proibite” (Corp. Jur. Can., can. 1324; Cfr. Conc. Vat. D. B. 1820, Cost. “De fide cath.”, cap. 4, De fide et ratione, post canones). […] Quanto viene esposto nelle Encicliche dei Sommi Pontefici circa il carattere e la costituzione della Chiesa, viene da certuni, di proposito e abitualmente, trascurato con lo scopo di far prevalere un concetto vago che essi dicono preso dagli antichi Padri, specialmente greci. I Pontefici infatti – essi vanno dicendo – non intendono dare un giudizio sulle questioni che sono oggetto di disputa tra i teologi; è quindi necessario ritornare alle fonti primitive, e con gli scritti degli antichi si devono spiegare le costituzioni e i decreti del Magistero. […] Queste affermazioni vengono fatte forse con eleganza di stile; però esse non mancano di falsità. Infatti è vero che generalmente i Pontefici lasciano liberi i teologi in quelle questioni che, in vario senso, sono soggette a discussioni fra i dotti di miglior fama; però la storia insegna che parecchie questioni, che prima erano oggetto di libera disputa, in seguito non potevano più essere discusse.

E su cosa la poggerebbe allora quell’unità? “Fratellanza”, dice, senza la verità? Dunque falsa carità, falso amore, poiché “La carità … si compiace della verità” (v. San Paolo, Inno alla carità). Ovvero filantropia della massoneria, etc… (qui maggiori informazioni e finalità note).

La materia grave nelle sue affermazioni c’è, gravissima, perché egli parla di oggetto materiale della fede, e si tratta di pascere le anime, su cosa gravissima.

Si include anche lo scandalo (peggiore dell’omicidio).

Pure la piena avvertenza c’è, eccome. Sia perché un soggetto non arriva ad occupare (neanche abusivamente) la sede di Pietro senza conoscere queste cose da Catechismo della prima elementare, e sia perché egli stesso dice: “potrebbe sembrare persino un’eresia quello che sto per dire“…. quindi lo sa bene!

Per di più c’è anche il deliberato consenso, poiché non siamo in presenza di una “cosetta” che è sfuggita senza accorgersene, ma egli spiega la sua eresia e, definendola tale (“potrei sembrare eretico e controverso”, dice) la ribadisce tante volte; che lui acconsenta (“foro interno”) a questo pensiero è chiarissimamente esternato, appunto in “foro esterno”.

Non si può parlare solo di materia grave poiché egli va esplicitamente contro la Fede Cattolica, la quale vieta di “pregare” in modo “misto tra diverse fedi”, come lui qui invece auspica e consiglia (qui invece la comanda).

La Chiesa nel Concilio di Firenze spiega, inoltre, che il sangue versato nel nome di Cristo non è martirio se è fatto fuori della Chiesa Cattolica.

Dunque: oltre al peccato mortale in diretta TV (partendo dal presupposto si possano escludere l’ignoranza invincibile, il non aver trascurato di informarsi, etc…), quindi oltre a perdere la Grazia, si configura anche il peccato di eresia, escludendolo, ovviamente, dalla Grazia e dal Corpo della Chiesa (qui la spiegazione).

Dato che egli induce tante anime a ciò, pretendendo di farlo come “pastore” e non solo per sé stesso, da eretico diventa eresiarca (questo ci insegna il Magistero della Chiesa, qui brevemente accennato – si approfondisca nei link indicati).

33 Commenti a "[VIDEO] Bergoglio: Sento di dire un’eresia ma la dico lo stesso"

  1. #Gianluca Cruccas   5 luglio 2015 at 12:19 pm

    Sbaglio o stai mutando la tua posizione rispetto la tesi detta di Cassiciacum?

    • #ricciotti   5 luglio 2015 at 1:40 pm

      Assolutamente no,
      come spiego in Apologia del Papato dettagliatamente,
      non vedo inconciliabilità.
      Nell’Ipotesi di Acerenza esprimo il mio punto di vista a riguardo.
      Inoltre, a fronte di tutti i problemi del mondo,
      le battaglie fra simpliciter e tesisti davvero le evito.
      😉
      buona e santa domenica.

    • #Carlo Di Pietro   5 luglio 2015 at 9:54 pm

      Gianluca mi sono accorto che il commento è tuo.
      Come stai?
      È molto che non ci vediamo.
      Un caro saluto.

  2. #Matteo   5 luglio 2015 at 10:02 pm

    Finalmente si parla chiaro usando le parole con precisione.

    1) Bergoglio è definito per quello che è: (fatto che egli stesso ammette pubblicamente come plausibile: “Mi sento di dire qualcosa che può sembrare controversa o forse perfino eretica”): Bergoglio è un ERETICO PUBBLICO E PERTINACE.

    2) Si evidenzia pure in via desuntiva l’urgenza di deporlo perchè oltre ad essere eretico pubblicamente (e quindi decaduto ipso facto) stà anche imponendo l’eresia che propunga come sana dottrina, come si conviene ad un falso pastore ed anticristo.

    3) Di ciò Bergoglio è cosciente e procede con pertinacia su questa
    via di eresia e di apostasia, trascinando con se le masse amorfe dei cattolici pro-forma e di quelli che senza colpa o con colpa parziale continuano a seguirlo come pastore anzichè fuggirlo come conviene a chi si trova davanti al lupo travestito da agnello.

  3. #Michele   6 luglio 2015 at 8:42 am

    “Le divisioni ci sono perché la Chiesa ha guardato troppo a se stessa” (J. M. Bergoglio, detto Francesco).

    • #ricciotti   6 luglio 2015 at 9:09 am

      Vuoi vedere che è colpa della Chiesa se gli altri hanno preferito scisma ed eresia?
      Le strade comode sono sempre piaciute ai deboli.

      • #Matteo   6 luglio 2015 at 12:52 pm

        All’estensore di questo scritto chiedo lumi riguardo una sua citazione, ed in particolare questa:

        “Solo i cattolici possono essere cristiani (Papa Pio VI, Denzinger 1500);”

        E’ riportata in uno dei link di questo articolo che porta ad uno precedente sempre dello stesso autore.

        La citazione è lacunosa e mi risulta impossibile risalire alla fonte perché al n° 1500 del Denzingher si parla del potere del romano pontefice e non vi riscontro tale affermazione.

        E’ possibile avere maggiori dettagli riguardo questa citazione?

        Di quale versione del Denzigher si parla e quale è il riferimento preciso? Si tratta del DS Schönmetzer o del DH Denzinger-Hünermann… ???

        Grazie

        • #bbruno   6 luglio 2015 at 9:27 pm

          Per una verità che dice l’evidenza dell’essere cristiano: “Solo i cattolici possono essere cristiani”, di quale documentazione d’appoggio abbiamo bisogno? ma niente paura, se dio non è cattolico, perché il cristiano dovrebbe esserlo? Che non sia mai: dove sarebbe l’essere UNO dei cristiani???

      • #Carlo Di Pietro   6 luglio 2015 at 4:43 pm

        Gentile Matteo,
        dovrebbe commentare a fondo articolo dove è presente la citazione, così l’autore le potrà rispondere.
        Ora non ho le varie edizioni del Denzinger con me ma, “a naso”, credo puoi cercare su documenta Cath Omnia, magistero di Papa Pio VI

      • #Matteo   7 luglio 2015 at 12:44 pm

        Grazie per l’attenzione a Carlo Di Pietro, ho seguito il consiglio di postare sull’articolo iniziale, perché sul magistero di Papa Pio VI non sono riuscito a trovare questo passaggio. Spero di avere migliori dettagli anche riguardo al categoria della affermazione, la cui negazione potrebbe essere catalogata come eretica, o anche solo come scorretta, condannata e/o temeraria.

        Spero solo che non sia stata inserita in forma sintetica desuntiva a seguito di altra espressione forma estesa perché sarebbe di fatto una citazione erronea in termini teologici (seppure magari corretta nel contenuto logico).

        Attenderò con pazienza.

  4. #bbruno   6 luglio 2015 at 10:31 am

    “sento di dire un’ eresia , ma la dico lo stesso”… e quindi quest’ uomo impudente non ci fa, ma ci è: per la sua stessa parola!

    Ma eccoli i sofisti pronti a direa. ma sì, è polo per la scena, parla a braccio, mica parla ex cathedra!!! E se lo bevono!

  5. #bbruno   6 luglio 2015 at 10:55 am

    a un commentatore, tempo fa, non ricordo il nome, che si lamentava della “tanta rabbia “ nei confronti di questo detto papa , espressa in certi commenti – presumo che si riferisse anche ai miei…- proprio riferendomi a questo messaggio del Bergoglio, in arte papa francesco, così rispondevo – e mi pare qui il luogo appropriato per reinserire la mia risposta, che fa anche da commento a quanto sopra qui riportato:

    “Si ascolti – ultima ultima- le parole di questo suo papa francesco nel messaggio video rivolto a cattolici e protestanti riuniti in un meeting di preghiera (!) per l’unità dei cristiani (!), il 23 maggio scorso, con le quali affermava che sarebbe addiritura peggio che diabolico pensare che i cristiani siano divisi nella confessione della fede cristiana… che le varie denomonazioni cristiane non pregiudicano affatto l’unità cristiana… che essere “evangelici ortodossi luterani cattolici e… APOSTOLICI ( con una bella punta di irrisione ulteriore )”, non è egno di divisione, ma solo ricchezza folkloristica” – con ciò cassando 20 secoli di difesa della fede cristiana da parte della Chiesa Cattolica e Apostolica Romana…

    si ascolti queste parole, alle quali il detto suo papa come avvertenza premette, come per attenuarne sornionamente l’impatto,l’ avviso di dire ‘forse’ qualcosa di “insensato”, di “eretico”…

    si ascolti bene tutt il messaggio, rivolto con fare compunto mellifluo e … espressione cadaverica (questa sì appropriata!)….

    e poi la smetta di credere che gli ippopotami volano! Nermmeno lo Spirito Santo riesce fare tanto: far creder a simili portenti !

    E se lei vede tanta rabbia nei commenti, sì, è la ‘rabbia’ di quelli che insistono a tenersi fedeli alla fede cristiana cattolica romana, e non sopportano più di vedersi irrisi da questi Impostori, travesti da pastori della fede, ma in realtà lupi rapaci, che Dio li perdoni e per il nostro bene, ce ne liberi presto!

    Mi dispiace per lei, davvero, che confonde così pacchianamento il buon grano della fede cattolica con il loglio delle storpiature modernistiche!

    ( e se poi l’unità dei cristiani è cosa fatta, è nella sostanza delle cose, perché pregare tanto per essa?
    Si prega per ottenere qaulcosa, si è ridicoli se si prega di ottenere quello che c’ è già! O la preghiera è un bella parolina per fare passare il messaggio che il cristianesimo vero è quel maleodorante intruglio che vorrebbero farci passare la Loggia Illuminata e il Sor papa Francesco ( e che San Francseco lo perdoni per l’appropriazione assolutamente indebita del suo nome )

    che i cristiani siamo divisi tra loro sarà un pensiero ‘super-diabolico’: che però siano una sola cosa, con tutte le divergenze loro, esattamente come il Padre e il Figlio sono una sola cosa , con nessuna divergenza tra loro, questo è visione delle cose certamente diabolica: parola di papa (francesco)! Ah già, ma mica ha parlato ex cathedra, questo papa francesco, e quindi tutto è posssile, anche che un papa, dando i suoi messaggi a braccio televisivo, neppure sappia se sta dicendo eresie o … stupidaggini!”

    – E nello stesso thread, a riprova di quanto dicevo, inserivo già allora un (mia) traduzione completa del messaggio in questione…Mi complimento col RS che ha creduto opportuno portare l” evento’ ecumenico franciescale alla conoscenza di tutti…

  6. #Mazzarino   6 luglio 2015 at 2:48 pm

    Mai un vescovo ha guardato più a se stesso di J.M. Bergoglio che unico, primo ed ultimo sé dixit Franciscus.

  7. #Mardunolbo   6 luglio 2015 at 5:26 pm

    Quel che dice è una minestra-Bergoglion dalla finestra.
    Quando insiste con “l’unione” mente come Balanzone…

  8. #bbruno   6 luglio 2015 at 5:37 pm

    “il diavolo sa che i cristiani sono uno”… certo certo, il diavolo li ha ridotti così, ad essere un corpaccione senza identità, a disposizione di tutte le mode del mondo, sotto la guida di ‘pastori’ come i bergogli! Trionfo del risultato ottenuto!

  9. #Michele   6 luglio 2015 at 8:10 pm

    Ovviamente stanno già preparando il processo rapido di beatificazione… Stando alle parole di Martinez che ha detto che i calici di Bergoglio saranno reliquie.

  10. #Domenico   7 luglio 2015 at 12:50 am

    Mi fa pena, tanta pena il Bergoglio non più papa (ammesso che sia stato EFFETTIVAMENTE eletto) e neanche vescovo e sacerdote. Anzi dovrebbe essere sospeso a divinis viste le sue scandalose eresie.

    • #frank10   7 luglio 2015 at 12:01 pm

      Non c’è qualcuno che può dimettere o sospendere un papa: un papa caduto in eresia verrebbe a decadere per opera diretta di Gesù Cristo, unico effettivo superiore del papa stesso.
      Il compito della Chiesa rimasta fedele sarebbe solo quello di eleggere un nuovo vero papa non eretico, tramite un Concilio chiamato imperfetto, appunto perché mancante del Papa stesso.

      • #Matteo   7 luglio 2015 at 12:36 pm

        Non è Cristo che dimette un papa o lo sospende in caso di decadenza ipso facto per eresia è lo stesso eretico che scegliendo la strada dell’eresia pertinace e mettendosi fuori dalla Chiesa decade per sua scelta dal ministero petrino.

        La decadenza però per avere efficacia sostanziale e formale dovrebbe essere canonicamente proclamata vieppiù per procedere a nuova elezione e non necessariamente da un concilio, perché basterebbe anche un sinodo di vescovi appositamente indetto e/o la dichiarazione ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, (ex Santo Uffizio), che è al momento l’autorità della Chiesa Romana preposta ad individuare e reprimere le eresie e le eterodossie dottrinali.

        Per quanto riguarda invece la retta coscienza dei singoli, chiunque dopo attento, coerente e prudente esame delle affermazioni di Bergoglio, giungesse alla conclusione razionale e priva di dubbio, che costui è caduto in eresia (a prescindere se in ex-cathedra o meno, che è cosa irrilevante) e che in tale eresia permane con ostinazione, non solo può, ma DEVE rifiutare il magistero dell’eretico.

        L’obbedienza cieca a chiunque si presenti quale pastore, a prescindere da ciò che insegna non è comportamento cattolico e viola i precetti divini, pertanto, dove tale obbedienza acritica ed irrazionale ,anche verso un papa caduto in eresia avvenisse con consapevolezza, ciò comporterebbe peccato grave davanti a Dio.

        Ognuno si regoli secondo coscienza e secondo gli obblighi del proprio stato sia quando parla che quando magari tace per viltà e quieto vivere.

        • #bbruno   7 luglio 2015 at 1:45 pm

          il dogma bestemmiato è quello definito nel Concilio Vaticano I… San Roberto Bellarmino è vissuto qualche secolo prima del detto concilio, è un dottore rispettabilissimo, ma non è il papa…

          E poi c’è la Parola di Cristo offesa: “ho pregato per te perché la tua fede non venga meno”!

      • #frank10   7 luglio 2015 at 1:46 pm

        Sì, Matteo, quella è, tra le ipotesi presentate, quella più verosimile.
        Io cercavo di ricordare quello che ho letto nel libro di CdP, però in un punto dice: “E’ possibile perché il designato – in questo caso il nostro “usurpatore” – non essendo materia atta a ricevere l’Autorità, è privato della Potestà da Gesù” p.172
        In altra parte espone le varie ipotesi e sostiene la 4° che dice appunto del decadimento “ipso facto” p.388.
        Comunque è evidente che è lui stesso che si mette fuori della Chiesa nel momento che vuole essere eretico. In ogni caso penso però che l’Autorità viene sempre da un Superiore, per cui, nel momento in cui non è più in grado di poterla avere, è Gesù stesso che gli revoca l’Autorità che gli aveva data, appunto perché non può concederla a chi è fuori della stessa sua Chiesa per sua stessa scelta.
        Non ho detto comunque che decade dalla sua carica solo quando viene dichiarato eretico da altri della Chiesa e deposto da Gesù stesso.

        Ci tengo però a sottolineare in generale che dibattiamo sostanzialmente di *ipotesi*. A maggior ragione oggi che ci troviamo a dover affrontare questa situazione concreta come mai è accaduto nella storia della Chiesa, sarebbe bene essere pure convinti delle proprie posizioni e cercare di dimostrarle, ma rimanendo nel rispetto degli altri che magari ancora non ne sono pienamente convinti: a volte si usano toni assolutistici e disprezzatori, quando la certezza su questi temi mai accaduti prima, nessuno ce l’ha.
        Di certo ci sono solo gli errori eretici manifesti di queste persone al vertice attuale della Chiesa. E vanno combattuti; poi come uscirne, facciamo la nostra parte, ma affidiamoci a Gesù. Del resto non è accaduto diversamente nell’ora delle Tenebre per Lui, quando 11 apostoli su 12 hanno chi più chi meno tradito o sono scappati. Non vedo come potrebbe essere diverso anche per l’ora delle Tenebre della Chiesa.

        PS x CdP:
        Ottimo il tuo libro, ma mi permetto di dire in modo costruttivo che gli indici sono molto carenti.
        Dato che è un libro che andrebbe riconsultato per riprenderne varie citazioni o ricontrollare varie voci, sarebbe stato utile avere un indice dei nomi, magari anche degli argomenti. Inoltre manca un indice lineare dei capitoli e l’unico indice che è presente ha i riferimenti delle pagine sbagliate.
        Insomma da migliorare sotto questi aspetti, per il resto ottimo come già detto.

    • #bbruno   7 luglio 2015 at 12:49 pm

      “un papa caduto in eresia” …ma perché continuare a bestemmiare il dogma , o se volete, la parola di Cristo? un papa non cade in eresia, questo qui non è mai stato papa, e non so da quando nemmeno più cristiano ( e forse nemmeno credente in Dio…). Cristo non ha niente a che fare con questo suo preteso ‘sottoposto’! Cristo non prende di simili cantonate…Quello che dovrebbero fare i cattolici – se ne rimangono – è solo quello di non riconoscerlo come papa, costui, come effettivamente non lo è, papa, lasciarlo alle sue sceneggiate, in mezzo a coloro che lo applaudono perché nemico della Chiesa di Cristo : un papa nemico della Chiesa: che goduria, ce l’hanno fatta (per il momento )….

      • #frank10   7 luglio 2015 at 12:58 pm

        Al di là del caso specifico di Bergoglio, che sia caduto in eresia dopo oppure non sia mai stato papa perché eretico fin da prima, ho espresso quella che è l’ipotesi più accreditata dai teologi del passato e cioè che esiste l’eventualità della caduta in eresia di un vero papa che quindi si escluderebbe dalla cattolicità. Nel libro di CdP lo trovi spiegato coi vari documenti.
        Non c’è proprio nessuna bestemmia del dogma.

      • #Matteo   8 luglio 2015 at 12:33 pm

        Il dogma del Vaticano I non afferma (perché non può farlo) che un papa non possa cadere in eresia. Qualunque uomo può divenire eretico ed in qualunque momento della sua vita, compreso un papa che è e resta comunque un uomo.

        Si deve capire chiaramente un concetto:
        Il papa non è Dio.

        @frank10
        Non siamo a livello di semplici “ipotesi teologiche”, ma di fronte ad opinione teologica espressa e condivisa da quasi tutti i maggiori teologi e Dottori della Chiesa, la connotazione teologica specifica è quella di “Sentenza più probabile”, ovvero che teologicamente ha una sicura priorità sulle altre.
        Questo significa che propendere per opinioni teologiche differenti o comunque meno probabili o fondate è quantomeno poco prudente se non in alcuni casi temerario.

        Riflettiamo:
        Se un uomo dopo l’elezione a papa divenisse impossibilitato a cadere in eresia per conseguenza dell’elezione, si avrebbe l’aberrazione teologica della approvazione dell’eresia luterana del servo arbitrio nel caso proprio di chi è divenuto papa e questa si che sarebbe una bestemmia del dogma.

        Alla p. 172 citata si fa immagino riferimento alla elezione di un eretico, ovvero alla elezione di qualcuno che era già eretico al momento della elezione. Tale presupposto è molto difficile da provare perché dovrebbe essere attinente al foro esterno affinché vi fosse una reale “riconoscibilità” di questa eresia.

        Il Bellarmino infatti insegna che un eretico non manifesto che pure covi in foro interno l’eresia resterebbe comunque papa, a meno che l’eresia non divenisse poi pubblica e manifesta e ovviamente perdurante ovvero pertinace.

        Ad ogni modo anche la questione riguardante l’elezione di un eretico non è affatto una ipotesi teologica, qui abbiamo una specifica bolla papale che esprime quindi una sentenza di magistero ordinario del pontefice, trattasi della Cum ex Apostolatus, paragrafo 6 di Sua Santità Paolo IV già in periodo di contro-riforma: “nec per susceptionem muneris, consecrationis, aut subsecutam regiminis, et administrationis possessionem, seu quasi, vel ipsius Romani Pontificis inthronizationem, aut adorationem, seu ei praestitam ab omnibus obedientiam, et cuiusvis temporis in praemissis cursum, convaluisse dici, aut convalescere possit, nec pro legitima in aliqua sui parte habeatur” , ovvero elezione nulla a cui non può supplire né il possesso della carica, né il riconoscimento universale.

        Non è affatto impossibile (seppure improbabile) che un eretico possa essere eletto in conclave al Soglio, come pure non è affatto impossibile che un papa validamente eletto cada in eresia, cosa poi che pure alcuni sedevacantisti anche tesisti sostengono affermando che Giovanni XIII al secolo Roncalli, divenne antipapa lui che porta pure il nome di un precedente antipapa al secolo Baldassarre Cossa.

        Altri pure sostengono che Paolo VI non fu più papa al momento della approvazione dei documenti conciliari… qui si che siamo nell’ambito delle opinioni.

        Al riguardo comunque le dirimenze del Vaticano I non sono affatto pertinenti e non riguardano il caso in questione. Il dogma dell’infallibilità infatti non affronta la questione del papa decaduto ipso facto per eresia, afferma invece che il papa in quanto tale, ovvero legittimo e regnante gode a certe specifiche condizioni e con certi presupposti, della infallibilità nel suo magistero e questo è quanto.

        Oggi invece mi pare vada esaminato con maggiore precisione proprio il caso di papa validamente eletto che cade in eresia, questo a prescindere dalla eventuale validità o nullità della elezione di Bergoglio, su cui si possono nutrire fondati dubbi riguardo la validità della elezione, ma su cui si può pure avere ampia sicurezza riguardo il suo agire, scrivere, parlare e pensare da eretico.

        Non trovo stringente dirimere se sia o mano possibile l’elezione di un eretico a papa, (la cosa mi pare più che chiara e ben determinata teologicamente), trovo invece assai più urgente esporre e rappresentare con completezza l’evidente eresia materiale e formale del Sig. Bergoglio e la conseguente sollecitazione delle autorità romane alla repentina e necessaria dichiarazione di decadenza dell’impostore eretico, previo necessario richiamo che rimanesse inevaso con pertinacia dal sudamericano oriundo biancovestito.

        • #bbruno   8 luglio 2015 at 12:38 pm

          e vabbene, il vaticano I dice che anche un bergoglio è papa, e che come un dio, fasullo, può cambiare la dottrina come gli pare. Diciamo, per usare un termine caro agli amici dei bergogli, che dio può “abrogare” quello e quando vuole. AUGURI e pace!

    • #frank10   7 luglio 2015 at 1:49 pm

      “E poi c’è la Parola di Cristo offesa: “ho pregato per te perché la tua fede non venga meno”!”
      Quindi il Bellarmino che la conosceva bene, ha bestemmiato la Parola di Cristo, e quindi non è affatto un dottore rispettabilissimo come affermi contraddicendoti, ma anzi un teologo da disprezzare per come si sarebbe permesso di bestemmiare.

      • #bbruno   8 luglio 2015 at 11:52 am

        frank10,

        san Bellarmino può benissimo avere espresso la sua idea per absurdum: un papa che cade in eresia non è più papa…ma un papa è garantito nella sua dottrina dalla parola di Cristo, quindi non cadrà mai in eresia, quindi resterà papa per sempre. …. …Rimane che il vaticano I ha parlato: Roma locuta est causa finita est…Insistere ancora a discutere sul punto, è arrabattarsi per niente. ( Di qui si vede il significato del dogma: mettere in chiaro , a fuoco, una situazione dottrinale che fino ad allora può avere dato adito a qualche fraintendimento…San Roberto Bellarmino resta quel rispettabilissimo Dottore della Chiesa che è…

      • #Matteo   8 luglio 2015 at 12:47 pm

        Lei @bbruno continua a voler far dire a Roma, ovvero ai decreti del Vaticano I, quello che non dicono.

        Questa sua insistenza nell’errore richiede correzione ovvero insegnamento ed anche ammonimento quale opere di carità spirituale.

        Le ripeto con carità ma anche fermezza che il Vaticano I non tratta affatto il caso di un papa che cade in eresia, né in alcuno dei suoi decreti afferma che tale evenienza sia impossibile; premessa questa palese evidenza da tutti verificabile la esorto a ritenere le sentenze del Bellarmino e degli altri teologi e Dottori della Chiesa come certamente più affidabili e degne di fede di altre più improbabili e persino temerarie, esortazione che le rivolgo sempre in profonda carità.

        La questione sollevata ed affrontata dal Bellarmino è assolutamente attuale e non ha nulla a che vedere in termini di circostanze col dogma del Vaticano I, aggiungo anche a Sua utilità che lo stesso Bellarmino era convinto sostenintore della infallibilità papale alle previste condizioni, nonostante il dogma non fosse ancora stato proclamato.

        • #bbruno   8 luglio 2015 at 1:47 pm

          e quindi poi dire che Cristo stesso garantisce per la fede dei suoi Vicari , per la fede della Chiesa, inalterata nei secoli e tramessa fedelmente – Veritas mea manet in aeternum – , garanzia data attraverso la sua preghera, che non può non essere assolutamente efficace, è dire che il papa stesso è Dio? Dire e definire che il papa, nell’esercizio del suo magistero, non può cadere in errore- come da vaticano I – perché verità affermata nella parola di Dio e trasmessa nella Chiesa – è dire che un papa può cadere in errore? Ma che modo di ragionare è questo? Provi lei Matteo ad ammonirsi un po’, un consiglio …

  11. #Cattolico 1.0   7 luglio 2015 at 10:18 pm

    La strada è sempre la stessa, anzi le due strade: una è ampia e scorrevole, lastricata di (sole) buone intenzioni, dove si corre all’impazzata, ma però conduce dritti dritti all’abisso infernale; l’altra è stretta, impervia, infestata di rovi spinosi e di sassi aguzzi e taglienti, apparentemente interminabile, percorrerla costa sofferenze e sacrifici, ma alla fine conduce alle porte del Paradiso.
    Da alcuni decenni a questa parte, però, agenti del nemico, infiltratisi nella Chiesa di Cristo e presone possesso, hanno invertito i cartelli indicatori, predicando una nuova dottrina, maldestramente mascherata da aggiornamento pastorale, cercando di confondere la mente ed cuore dei fedeli con astruserie cervellotiche, cosicché oggi chi crede di andare alla destra di Nostro Signore finisce invece alla sua sinistra, dove si sentirà dire “non vi conosco, andate lontani da Me, nel fuoco eterno, operatori di iniquità”. L’inganno si fa sempre più subdolo, sottile, difficilmente riconoscibile, quasi non si riesce a scorgerlo, a smascherarlo, anche perché coloro che lo attuano si nascondono dietro le loro alte cariche ecclesiastiche, richiamando i fedeli ad una falsa obbedienza: l’obbedienza alla menzogna, anziché alla Verità, l’obbedienza a dittatori arroganti ed intolleranti, anziché al Salvatore del mondo. Ricordiamo, perciò, che è la Verità che ci rende liberi, non la menzogna, che invece ci lascia nella schiavitù del peccato e del principe di questo mondo. Pace e bene

  12. #bbruno   8 luglio 2015 at 6:23 pm

    allora se il papa può cadere in errore e insegnare corbellerie, dato che “tale evenienza” non è considerata impossibile” nemmeno per “i decreti”di quel Vaticano I che ha definito l’infallibilità pontificia, ex post e ex ante, allora tale evenienza non è impossibile nemmeno per gli altri papi: tutti dal primo all’ultimo possono essere incorsi in tale “evenienza”: mica sono dio! . E allora scusate, che stiamo a ragionare e cosa stiamo a credere? La chiesa coi suoi papi è uno dei tanti baracconi di istituzione umana, e in più privo di qualsiasi senso, pretendendo essa addirittura si essere di istituzione divina e come tale al di fuori di tutte le regole cui le istituzioni umane sono sottoposte, almeno formalmente. Avere in vaticano un doppione del segretario generale dell ‘ONU, o un super segretario della confederazione mondiale dei sindacati, può andare bene solo a chi ha intenzione di ciurlare nel manico di una certa superstiziosa creduloneria popolare. e

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  14. #Silvio Aprato   5 novembre 2016 at 10:57 am

    bbruno: complimenti, la tua pertinacia ti fa onore, però, se vuoi un consiglio, non ti dannare, sempre, a spiegare, con ricchezza di argomenti, la limpidezza del tuo pensiero a quelli che hanno la mente obnubilata e schiava del pensiero più alla moda…Fatica inutile!