Estate 2015: fuga dalla realtà

di Alessandro Pini

 

Un tempo il cristianesimo dovette lottare contro la natura: quella natura era tanto dura, tanto ermeticamente chiusa che la grazia durava fatica a intaccarla. Oggi dobbiamo lottare per la natura, al fine di salvare il minimo di salute terrena necessaria all’innesto del soprannaturale”  [Gustave Thibon, Ritorno al reale]

 

 

In questa calda, troppo calda estate italiana, emergono sempre nuove emergenze: alcune vere, altre false, donde vere e false situazioni da affrontare e risolvere.

Tra quest’ultime, certamente figura l’emergenza profughi. Circostanza pianificata anni addietro, quale grimaldello per scardinare un certo ordine sociale, nemico della piovra mondialista: ultramoderna Idra, che, con le sue numerose teste, assale l’intero pianeta per soggiogarlo a ben altra Bestia e a ben altro (dis)ordine.

Protagonisti (in negativo) di questa “​emergenza”​ sono alcuni (pseudo) membri della Chiesa Cattolica, la quale è Santa – giova sempre ricordarlo – perché Santo è il suo fondatore, pertanto, nessuno si scandalizzi più del dovuto, in quanto, simili elementi (paradossalmente) rappresentano i suoi più grandi apologeti, giacché ne evidenziano la natura divina: invincibile, nonostante gli attacchi ad intra e ad extra.

In un altro articolo abbiamo già indicato la vera Dottrina sociale della Chiesa in materia d’immigrazione, pertanto, stavolta non ripeteremo​ l’iniziativa, bensì​ ricordiamo – con San Tommaso d’Aquino – che è giusto opporsi a quanti, anche se vescovi,  manipolano la verità per seguire lo spirito del mondo, da sempre nemico di Cristo.  Infatti “‘Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7).

​E’ giusto ricordarlo, perché molti indicano ​la Sposa di Cristo quale nemica del popolo a causa delle affermazioni (surreali) di alcuni suoi importanti membri in materia d’immigrazione; ai più sfugge, invero, che simili individui non promuovono la vera Dottrina, piuttosto professano un cristianesimo naturalista ed agnostico (modernista), cosicché – in balìa della corrente progressista e mondialista, la quale promulga un nuove ordine da erigersi sulle rovine della civiltà cristiana, distrutta dall’immoralità e dalla perdita d’identità (amore per la patria, le tradizioni e la vera Religione) – più o meno consapevolmente, favoriscono l’avvento del Regno anticristico.

 

La vera emergenza

Contemporaneamente a questo fenomeno, tutt’altro che spontaneo ed inatteso, dobbiamo constatare una vera e più grave emergenza da affrontare: quella giovanile. Molte, infatti, sono le giovani vite perse in questa torrida estate, per lo più causate dalla moderna peste mietitrice di anime (droga).

E’ opportuno ricordare che, se le morti in questione sono relativamente poche, molti di più sono gli individui legati a questo triste fenomeno, e molto più vasto è il contagio. Infatti, laddove non uccide, rende la vittima simile ad uno zombie, un morto vivente che si aggira nelle nostre città, con diritto di voto pari ad un ricercatore universitario o a un virtuoso padre di famiglia. This is democracy.

In seconda analisi, giova focalizzare il centro della questione, che non è la droga in sé, piuttosto, essa rappresenta soltanto la conseguenza di un problema antecedente, il quale viene “risolto” con essa. Quello che i nostri giovani cercano è lo sballo: chiediamoci perché, diversamente ogni analisi e soluzione risulterà vana o addirittura nociva.

La risposta a simile quesito è abbastanza semplice e sotto gli occhi di tutti: alla nostra gioventù manca il fine, manca il perché, ergo tutto appare casuale, perfino la vita non ha senso e valore (nichilismo). Pertanto, perderla schiantandosi contro un palo o compiendo un atto eroico non fa più differenza, giacché tutto si risolverà in questa terra. Non più un’anima da salvare, non un corpo da rispettare. ”Il più inquietante fra tutti gli ospiti” (nichilismo) ha conquistato la nostra gioventù. Si vive e si muore come le bestie. Uguaglianza rivoluzionaria.

In questo triste contesto, a malincuore, dobbiamo denunciare la grave deficienza della “Chiesa Cattolica” (post-conciliare), la quale ha tradito – da decenni – la missione affidatale da Dio stesso (salus animarum) per poter dialogare con il mondo, altresì lasciando campo libero a Satana, l’invidioso, il bugiardo e omicida sin dall’inizio, il quale ne ha approfittato per seminare la menzogna ovunque, predicando con gran zelo e mirando soprattutto alle nuove generazioni. Corrotti i giovani, infatti, il futuro è assicurato. Il disordine garantito. L’inferno gremito, per la gioia del Nemico e di tutti quei preti che non vi credono più.

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“Migranti dello spirito”

I prezzolati “uomini di Chiesa”, piuttosto che seguire i venti del mondo, dovrebbero ascoltare il Divin Maestro, e come il buon pastore andare sì nelle “periferie”, ma unicamente per portare Gesù Cristo: Via, Verità e Vita. Egli, infatti, è l’unico che può portare pace e serenità al mondo intero, ed in particolar modo ai nostri giovani, oltremodo oppressi dalle false libertà e dalla menzogna, spacciata in dosi superiori alle stesse droghe che tanto sviliscono la gioventù, fino al delirio o al livello animalesco.

La Chiesa accolga, piuttosto, i nostri giovani, “migranti dello spirito” giacché in fuga dalla realtà, divenuta insopportabile e simile a un deserto; luogo impervio ed ingannevole, ove è più facile perire che vivere. Sì, perché la (post)modernità ha trasformato le nostre città e finanche i piccoli paesi di campagna in aridi deserti, dove i nostri giovani – ignari di esserlo – sono le vittime principali di siffatto veleno, altresì pubblicizzato quale farmaco per la felicità.

“Tu ci hai fatti per Te Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”. Così Sant’Agostino sintetizza acutamente il problema di ogni uomo; altresì, in questa sentenza agostiniana possiamo individuare le ragioni per cui la gioventù contemporanea ama lo sballo e muore come le bestie: non ha Dio, pertanto cerca la felicità e la pace laddove non c’è che morte e falsità. Tutto qui. Semplice quanto drammatico.

Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita (Siracide): dal momento che noi, uomini “moderni ed evoluti”, abbiamo abbandonato il vero Dio, ed elevato il nostro Io sul trono della divinità, abbiamo altresì smarrito ogni timore, pertanto, ci è negata la vera pace del cuore e vaghiamo come migranti dello spirito, dispersi nel deserto del nulla quali sono diventate le nostre città: centri di anemia spirituale e solitudine infinita.

Solitudine da colmare e dimenticare con gli innumerevoli surrogati che la società libertaria offre: droga, sesso promiscuo, alcol, televisione, denaro, musica dionisiaca, ecc. Strumenti fondamentali per il moderno stato liberal-democratico, il quale per principio nega ogni differenza tra il bene e il male, incoraggiando contraddittoriamente ora l’uno ora l’altro pur di mantenere la tirannide sulla massa inerme.

In realtà, l’uomo è stato creato da Dio per conoscerLo, amarLo e adorarLo. A tal fine gli ha donato la ragione (ratio), tratto distintivo dell’essere umano e facoltà che lo distingue(va) dai bruti. “Ciò per cui l’uomo supera in eccellenza gli animali irragionevoli è la ragione, ovvero la mente o l’intelligenza o comunque la si chiami” (Agostino, De genesi ad litteram III, 20, 30).

Come insegna l’Aquinate, però, l’uomo può ripudiare tale potere, in quanto è fallibile la ragione che è la guida della volontà, ed è soggetto a errore la volontà stessa in quanto si lascia influenzare dalle passioni, e –  soprattutto ai giorni nostri – dalla propaganda (anticristiana); voce indiscreta che suggerisce all’uomo l’antico grido luciferino e pervade ogni ambito della nostra società con il veleno della menzogna elevata a scienza.

Dal momento che nello spirito umano c’è una naturale sete d’infinito (“impressio divini luminis in nobis”), che nulla di limitato può saziare, l’uomo contemporaneo – rifiutando a priori la possibilità di Dio – rincorre una preda (pace del cuore-felicità) che non raggiungerà mai, al contrario, siffatta corsa risulterà spossante ed allucinante, poiché la sete resta ma la sorgente sembra irraggiungibile.

Simile malattia è da attribuire all’orgoglio umano, foraggiato dai veleni di una contro-filosofia ormai datata ma ancora attiva, la quale istiga l’uomo alla fuga dalla realtà, quindi dalla Verità, in quanto non disposto ad accettare i propri limiti creaturali (ente, giacché ‘esiste’ avendo ricevuto l’‘essere’) o viceversa le proprie capacità conoscitive (agnosticismo). Entrambe le soluzioni appena citate conducono all’avvilimento, alla perenne insoddisfazione e infine alla ribellione verso l’autorità, qualsiasi essa sia: statale, familiare, scolastica e finanche religiosa.

I nostri giovani, pertanto, rappresentano l’ultimo tipo di uomo: quello post-moderno. Inteso quale esito nichilistico del moderno, sua variante debole ma interna ad esso (G. Morra). Angosciato e disilluso dalle (vane) ideologie del precedente secolo, senza più speranza – oramai fallita la (gnostica) promessa di un paradiso da realizzare sulla terra (mito del progresso) – adesso ritiene giusto vivere rapidamente e senza freni la propria vita, giacché “ne abbiamo una soltanto e bisogna godercela fino in fondo”…

Questa è la “filosofia” contemporanea (cocktail micidiale di vitalismo, personalismo e nichilismo); triste parodia della vera filosofia, la quale conduce inevitabilmente alla Verità e quindi alla felicità (ETERNA).

Pertanto, se abbandonassimo la via dell’orgoglio per quella dell’umiltà, dalla realtà risaliremmo con assoluta certezza all’esistenza di Dio – Ente per essenza – cosicché, da simile “evidenza”, risulterebbe totalmente razionale la Rivelazione divina, infine – mossi dalla grazia – piegheremmo il capo all’unico Re: il nostro Redentore Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto per la nostra FELICITA’ senza fine.

Occorre, a tal proposito, prendere atto che le terre di missione non sono più da ricercare nel mappamondo, bensì dietro l’angolo delle nostre chiese, delle nostre case, delle nostre scuole, dove milioni di anime attendono la verità salvifica, e nel frattempo annegano il dolore provocato dal “vuoto di Dio” nella droga, “sacramento” di Satana e tragica scimmiottatura dell’Ostia divina: autentica fonte di Vita e Pace infinita.

Questa è la verità, questa è la vera urgenza che la Chiesa deve affrontare e risolvere con le armi che Le sono state fornite dal Fondatore, Dio stesso, il quale non farà mancare la propria Misericordia a quanti lo cercano con fedeltà e sincero pentimento. Donde abbiamo bisogno di veri pastori, assetati di anime da salvare per estendere il Regno di Dio.

La gioventù è momento privilegiato per la ricerca e l’incontro con la verità; questa legge, seppur offuscata, non perirà mai, pertanto, esorto tutti i giovani ad intraprendere questa splendida salita. A tal proposito suggerisco di meditare questo florilegio di citazioni (raccolte in questi anni di studio, quali tracce della mia ricerca della Verità):

Cerca la verità mentre sei giovane, perché se non lo farai, poi ti scapperà dalle mani. (Platone)

Con Marco Aurelio suggeriamo di

cerca(re) infatti la verità, dalla quale mai nessuno è stato danneggiato, mentre chi è danneggiato è colui che piuttosto persevera nel proprio errore e nella propria ignoranza.

Che cos’è la verità? Risponde per noi Santa Teresa Benedetta della Croce:

Dio è verità e chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no.

Perché cercare la verità?

A questa fondamentale domanda risponde Nostro Signore:

Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi (Giovanni 8:32).

Vangelo contro la (falsa) filosofia moderna.

In opposizione a quest’ultima, che fa della libertà l’essenza stessa dell’uomo, la sana filosofia classica ha sempre indicato la libertà quale mezzo per realizzare l’uomo e renderlo oggettivamente tale. La Rivelazione, e con essa il più grande Atto d’amore avvenuto sulla Terra (Sacrificio di Gesù sulla croce), ha realmente liberato l’uomo, tuttavia egli può sempre usare la libertà pro o contro Dio. Da questa decisiva scelta dipenderà tutta la nostra vita: nel tempo e nell’eternità. Paradiso o Inferno, gioia eterna o disperazione senza tempo.

In questa grande avventura, è assolutamente necessario e vitale l’intervento della Chiesa Cattolica Romana, depositaria e unica custode della Verità. Imprescindibile, quindi, è il ritorno del clero alla dottrina pura, alla Tradizione e alla sana filosofia dell’essere; in breve, al Magistero infallibile, la cui suprema legge è la cura delle anime.
Conclusione

Giunti al termine, mi concedo un ultimo appello ai giovani che leggeranno questo scritto.

Vi hanno raccontato a scuola e attraverso la televisione che credere in Dio è contrario alla ragione e soprattutto alla libertà; sappiate che simile operazione è semplicemente un capovolgimento della realtà, un’opposizione ad essa in nome di un’ideologia preconfezionata, lontana anni luce dalla verità.

Prendetevi un giorno di libertà ed alzate gli occhi al cielo, oppure osservate il mare, un tramonto, finanche il più piccolo insetto; osserverete in essi una certa perfezione, ma ancor prima noterete che essi esistono, ed essi esistono perchè Qualcuno E’ prima di loro, ed è loro causa in quanto “ciò che non esiste comincia a esistere soltanto grazie a qualcosa che è” (Terza Via di San Tommaso d’Aquino).

In conclusione ricordiamo ancora una volta che Dio ci ha donato il libero arbitrio, pertanto, la nostra libertà può condurre la ragione alla negazione di Dio e con essa al fallimento dell’una e dell’altra.

Siamo ben consci che a questi giovani occorre una grande dose di coraggio per cambiare rotta e fuggire dal mare del nulla, tuttavia, con Aristotele affermiamo che questo è possibile; compiendo via via atti di coraggio, infatti, essi diventeranno coraggiosi, e diventandolo avranno la forza necessaria per cercare la verità e abbandonare l’errore (droga, alcool, violenza, sesso, contro-filosofia, ecc.), per poter “fare il bene e fuggire il male”. Questo è l’uomo, il resto è spudorata menzogna.

Senonché dopo il terremoto causato dal peccato, la ripresa del controllo di se stessi e il dominio della volontà sulle passioni, risulta di fatto impossibile. Per questo c’è bisogno della grazia: questa non solo santifica l’anima, ma potenzia anche tutte le sue facoltà, in modo particolare la volontà, la aiuta a riprendere il controllo delle passioni, ad acquisire le virtù cardinali e a perseguire con decisione, fermezza e costanza, il fine ultimo, il bene supremo, che è la partecipazione alla vita divina [Battista Mondin]

Chiediamo la grazia per mezzo della Madonna Santissima, Madre della Sapienza incarnata, la quale ci è stata donata come madre dal nostro Salvatore per fuggire le tentazioni, camminare nella Verità, agire secondo la volontà di Dio, infine, per amarLo ed imitarLo. Raccomandiamo, in particolar modo, tutti i nostri giovani, vittime predilette dell’orgoglio umano, fautore di false dottrine e vere trappole mortali.

 

 

P.S. Mentre scrivevo questo articolo ho conosciuto un giovane diciannovenne, innamorato di Cristo, e – a Dio piacendo – presto  suo sacerdote. Cosicché potrà avvicinarsi all’altare di Dio, al Dio che rende allegra la giovinezza (ad Deum qui laetificat juventutem meam).

Dio non muore, egli è Colui che è! Anche oggi, in mezzo alle tenebre, opera e conquista giovani e valorosi cuori, basta non opporre il nostro Io corrotto e questo può avvenire a tutti noi, Egli è morto e risorto per questo, per renderci felici oltremodo e in eterno.

 

 

 

 

3 Commenti a "Estate 2015: fuga dalla realtà"

  1. #Domenico   19 agosto 2015 at 1:48 am

    Scusate la divagazione, ma sapevate…… è vero che Bergoglio ha venduto una chiesa ai Musulmani? Vedi link http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=18117

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  3. #Arco   21 agosto 2015 at 10:55 pm

    A proposito di estate 2015.Il 2 agosto è scomparso nel nulla a Medjugorje un missionario pescarese,padre Luciano Ciciarelli, divulgatore della spiritualità mariana di San Luigi di Montfort. In Italia ne parlano solo i quotidiani abruzzesi (in rete è possibile trovare notizie).Perchè i media nazionali non ne parlano? Cui prodest?

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