Il Giubileo della falsa misericordia

Foto LaPresse FOTO DI REPERTORIO 26/03/2013 Bergoglio ha deciso, non vivrà nell'appartamento papale ma rimarrà a Santa Marta Pope Francis greets faithful after celebrating his first Palm Sunday Mass, in St. Peter's Square, at the Vatican, Sunday, March 24, 2013. Pope Francis celebrated his first Palm Sunday Mass in St. Peter's Square, encouraging people to be humble and young at heart, as tens of thousands joyfully waved olive branches and palm fronds. The square overflowed with some 250,000 pilgrims, tourists and Romans eager to join the new pope at the start of solemn Holy Week ceremonies, which lead up to Easter, Christianity's most important day (AP Photo/Andrew Medichini)

 

Sembra proprio che Bergoglio voglia far diventare la Santa Chiesa, già ‘acciaccata’ dalla rivoluzione conciliare, soprattutto da Paolo VI in poi, un covo di protestanti che strizzano l’occhio alla sola fide. Non ci credete? Vediamo una frase presente nella bolla di indizione del Giubileo della misericordia.

 

misericordia
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“Non è l’osservanza della legge che salva, ma la fede in Gesù Cristo, che con la sua morte e resurrezione porta la salvezza con la misericordia che giustifica.”

Ci chiediamo come i suoi ultimi avvocati potranno ancora difenderlo dopo quest’espressione così gravemente erronea.

Il testo integrale della bolla è reperibile qui.

 

19 Commenti a "Il Giubileo della falsa misericordia"

  1. #Paolo   20 agosto 2015 at 12:34 pm

    Premetto che per me Bergoglio è il falso profeta, ma su questo caso nutro ancora dei dubbi, non sono ancora riuscito a fare chiarezza.
    Consiglio di rileggersi la lettera ai Galati 5

    • #Isidoro   20 agosto 2015 at 12:41 pm

      Il Magistero dice che non ci si salva per sola fide. Ad ogni modo, dalla Lettera ai Romani: “Che diremo dunque? Rimaniamo nel peccato perché abbondi la grazia? È assurdo! Noi, che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere in esso?”
      Mi raccomando: cerchiamo di essere preparati per fare un buon discernimento.

      Saluti

  2. #Paolo   20 agosto 2015 at 1:24 pm

    Si ma nella lettera hai romani, ho più l’impressione che si parli di peccato, mentre in quella ai Galati 5, si parla proprio della giustificazione tra legge e fede
    Questo è quello che mi sento di osservare

    • #Isidoro   20 agosto 2015 at 2:14 pm

      Il Magistero infallibile della Chiesa ha già osservato e il passo del Galati citato non giustifica comunque l’approccio “sola fide”

      • #Paolo   20 agosto 2015 at 3:01 pm

        Ti ringrazio, se potresti darmi qualche riferimento di lettura, in merito a quanto hai scritto ho provato a fare qualche ricerca, ma non trovo nulla.
        è un argomento che mi interessa approfondire, visto che la stessa notizia, era stata riportata nella pagina ufficiale facebook di Socci,
        la riportai in un forum, ma fui privo di argomenti a supporto

  3. #Paolo   20 agosto 2015 at 3:23 pm

    Trovato
    Se qualcuno afferma che la fede giustificante non è altro che la fiducia nella divina
    misericordia, che rimette i peccati a motivo del Cristo, o che questa fiducia sola giustifica:
    sia anàtema (Denz 1562)

    Quello che mi era sfuggito era proprio l’associazione tra Divina Misericordia e giustificazione

    • #Domenico   20 agosto 2015 at 11:10 pm

      Ma quanti anatemi si sta prendendo il Bergoglio dallo stesso Magistero della Chiesa? Mi pare già un bel po’!

  4. #Domenico   20 agosto 2015 at 11:06 pm

    Sola Fide indica la dottrina che la giustificazione (interpretata nella teologia protestante come: “essere dichiarati giusti da Dio”), la si riceve per fede, sulla base della fiducia nelle promesse dell’Evangelo che Cristo l’ha guadagnata per noi, affidandoci a Cristo: “la tua fede ti ha salvato” (Luca 18:42).

    Questo esclude che la giustificazione ed i benefici della salvezza possa essere ricevuti attraverso le opere o i meriti. Essi sono solo frutto delle opere giuste e dei meriti di Cristo a nostro favore accolti per fede. Il peccato, infatti contamina l’uomo al punto che qualunque opera per quanto buona sarebbe del tutto insufficiente ai fini della salvezza. Le buone opere sono, semmai, il risultato della salvezza, allorché lo Spirito Santo gradualmente renda conformi a Cristo.

    La dottrina del Sola fide è talvolta chiamata “la causa o principio materiale” della Riforma, perché per Martin Lutero ed i riformatori era una questione centrale della fede cristiana. Lutero la chiama: “l’articolo per il quale la chiesa si regge oppure cade” (in latino: articulus stantis vel cadentis ecclesiae).

    Questa dottrina afferma, così, la totale esclusione, nella giustificazione del peccatore, di qualsiasi altra “giustizia” o meriti (propri o altrui) se non quelli conseguiti da Cristo soltanto. Essa è iustitia aliena, la giustizia “di un altro” (Cristo) accreditata al credente. Non quindi, le nostre opere o cerimonie religiose sono funzionali alla salvezza, ma solo la fede in Cristo, la nostra adesione incondizionata a Lui e la rinuncia a qualsiasi nostra pretesa o merito.

    ..Da notare la somiglianza tra la frase del J.M.B. e il Sola FIDE di stampo Luterano. Senza dimenticare ciò che Lutero a sua volta insegnava: pecca fortiter sed crede fortius (pecca forte, ma più forte credi).

  5. #frank10   21 agosto 2015 at 10:15 am

    Ottima la citazione di Paolo sulla misericordia: chiara e sintetica.
    Come sempre bisogna chiarire il significato delle parole, altrimenti si finisce nell’ambiguità, così tanto cara ai modernisti.
    Fede, opere, Legge, misericordia.
    E come sempre non si deve mai prendere un solo versetto ed estrapolarlo, senza collegare il tutto dandogli il giusto significato: a questo serve il Magistero e la Tradizione dei Padri.

    Le opere di cui parla San Paolo sono le opere legalistiche, esclusivamente esteriori e ritualistiche dell’Antico Testamento, la Legge appunto, le opere della carne (che NON è il Decalogo).
    Queste non possono dare la salvezza e sono state date in antichità come figura delle realtà che si sono avverate con Gesù.
    Quindi serve la Fede in Gesù e non *quel tipo* di opere che gli ebrei volevano (e vogliono) continuare a fare anche dopo la venuta di Gesù.
    Ma cos’è la Fede in Gesù? Quello che Lui stesso ha insegnato: non siate solo ascoltatori, ma coloro che mettono in pratica la Parola di Dio, chi fa la Volontà del Padre.
    Come spiega anche lo stesso San Paolo, proprio in Gal 5, 1-12, la Fede è in realtà una Fede operante: “vale la Fede operante per mezzo dell’amore”. Come altrettanto chiaramente insegna San Giacomo: “la Fede, se non ha le opere, è morta in se stessa”.
    Per cui bisogna scartare completamente la sola fide di Lutero che l’ha trasformata in un concetto astratto, addirittura che favorisce il peccare, e anche le opere esclusivamente ritualistiche ed esteriori.
    Si deve invece dare culto a Dio nel modo che Gesù stesso ha voluto tramite la Chiesa e i sacramenti che donano la Grazia per poter agire con le opere della vera Carità che vivifica la Fede.
    Agendo così si avrà la Salvezza, anche tramite la Misericordia di Dio per tutti quelli che la vogliono dopo aver peccato, nonostante la buona volontà di voler fare il bene.
    Cosa ovviamente tutta diversa da quello che ha detto Bergoglio che insinua che la Misericordia dia la giustificazione tramite la Fede senza dover osservare la Legge.
    1) osservanza della Legge, quale? Detta così sembra equiparare la vecchia Legge esteriore ebraica ad ogni tipo di osservanza della Legge, dai Comandamenti a quella della Chiesa coi suoi nuovi precetti.
    2) la Fede in Gesù senza osservanza della legge, la fa intendere come la sola fide di Lutero senza le opere della vera carità.
    3) la misericordia che giustifica e anche la frase più sotto “La giustizia di Dio è il suo perdono” sembra che Dio possa solo avere misericordia e usarla a chi ha la Fede. La giustizia che punisce i peccati è scomparsa.

    Io al posto di “Fede” userei sempre la “Fede operante” di San Paolo, a scanso di equivoci. E la misericordia che perdona la esalterei sempre assieme alla giustizia che punisce, dato che non esiste da sola. E la Legge la chiamerei Legge carnale, ritualistica.
    Ma oggi abbiamo solo chi vuole sguazzare volutamente nelle ambiguità e negli errori.

  6. #Anonymus   21 agosto 2015 at 5:09 pm

    La fede senza le opere è morta (“fammi vedere la tua fede senza le opere e io con le mie opere ti faro vedere la mia fede”, S. Giacomo ap.), e le opere senza la fede altro non sono che umanesimo laico, estraneo alla religione (onlus, ong), proprio quello che Bergoglio vuol are diventare la sua Chiesa 2.0 (il famoso ospedale da campo, pieno di eretici, scismatici, agnostici, atei, ma senza nessun vero cattolico). Questa sua chiesa di atei, non credenti, diversamente credenti, “cristiani adulti” (direi adulterati), antropocentrica ed immanentistia, se la può tenere, a me non interessa un fico secco; questo vale ovviamente anche per tutti i suoi coriferi

  7. #bbruno   22 agosto 2015 at 8:33 am

    Bergoglio non vuol proprio far diventare la “Santa Chiesa” un bel niente: Bergoglio dà solo gli ultimi tocchi a una chiesa che non è quella Santa, la Chiesa di Cristo, ma la chiesa nuova del vaticano 2, una nuova famiglia nella galassia protestantica (cfr. Card. Ottaviani: “una nuova messa per una nuova religione”) . Quello che lui fa di suo è togliere gli ultimi veli da questa creatura nuova, che avevano la funzione di mascherarne la vere forme in attesa che la gente fosse pronta a vederle.

  8. Pingback: Idolatria del versetto, sola scriptura e dintorni - Radio Spada

  9. #Mardunolbo   27 agosto 2015 at 6:12 pm

    Madonna del Buon Successo, a Quito, chiarì per bene quel che sarebbe successo alla chiesa ed al mondo !
    http://www.lamadredellachiesa.it/nostra-signora-del-buon-successo-regina-del-cielo-e-della-terra-le-profezie-si-stanno-avverando/

  10. #jeannedarc   7 settembre 2015 at 12:56 pm

    La Chiesa è perfetta, se il mondo preferisce andare allo sbaraglio non è certo colpa della Chiesa e soprattutto non è certo sbragandosi maldestramente per risultare “accattivante” che la Chiesa può risolvere i problemi della modernità. Oggi si preferisce scientemente l’inferno alla salvezza, liberissimi, basta poi non venire a piangere. Bergoglio dimostra quanto più possibile di pensarla come lei, ed essendo lei non credente – e si vede, perché del cattolicesimo non sa e non ha capito nulla – la cosa è indubbiamente curiosa e inquietante.

  11. #bbruno   7 settembre 2015 at 2:01 pm

    “lunga vita a papa francesco“ da uno che nemmeno credente in Cristo ti ammira proprio perché non hai niente di Cristo! E papa francesco, papa della chiesa dei non-credenti, esulta!

  12. #Mardunolbo   7 settembre 2015 at 2:51 pm

    Bbruno non credente in Cristo ? Suona strano molto, ma tutto è possibile…, ma di certo coerente ed analitico.
    Bbruno, chiarisci-mi e comunque il mio rispetto per le tue invettive giuste !

    • #bbruno   7 settembre 2015 at 3:05 pm

      caro Mardunolbo, rispondevo a un commento, che qui non appare, ma solo nella mia posta elettrinica, a firma di un tale che da “non credente” si proclama grande ammiratore di ‘papa’ francesco! E gli augura, al suo papa, papa dei non credenti, “pieno successo nel suo grande progetto”, quello appunto di distruggere la Chiesa di Cristo, a gloria di tutti i non-credenti, gli Scalfari, i Pannella, le Bonino, le Pardi (quella di “Piccolo Uovo”), i suoi giudei e i suoi muslimaini, per finire a questo commentatore ultimo….

  13. #bbruno   8 novembre 2015 at 12:36 pm

    Come ben guardarsi dall ‘ offa che ti getta il Misericordioso Giubilare e non essere avvelenato da essa, sembrandoti essa tenero pane che ti esimerebbe dall’ingoiare l’amara pietra del pentimento, che dà la vita:

    “ Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà. … Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia… se cammina nei miei decreti e osserva le mie leggi agendo con fedeltà, egli è giusto, ed egli vivrà, parola del Signore Dio…Se invece commette azioni abominevoli, costui morirà e dovrà a se stesso la propria morte.

    “Se uno desiste dall’iniquità …osserva i miei decreti, cammina secondo le mie leggi, costui non morirà , ma certo vivrà.

    ” Infatti, forse che io ho piacere della morte del malvagio – dice il Signore Dio – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

    “Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, popolo mio?

    “Io non godo della morte di chi muore. Parola del Signore Dio. Convertitevi e vivrete”. (Ez18)

    -Vita e morte, a seconda di come si agisce, nel rispetto o nel disprezzo della Legge di Dio…non un unico esito per tutti, a prescindere da come ognuno si rapporta a Dio…Vita o morte: due esiti contrari.

    E non basta essere accolti nell’ “ospedale da campo” per avere la vita: bisogna trovarvi i medici competenti che ti facciano la giusta diagnosi e ti somministrino la giusta cura, che porta alla CONVERSIONE …Ché altrimenti anche quei medici saranno destinati alla stessa morte dei loro pazienti che, blandendoli, hanno ingannati..

    “Se tu non parli e non avverti il malvagio, perché egli desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. ..Se tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato … ma della morte di lui domanderò conto a te. (Ez.3)

  14. #bbruno   8 novembre 2015 at 3:41 pm

    …ma queste osservazioni sono del tutto fuori posto, dalmomento che il Misericordioso ha cambiato la stessa Legge di Dio: chi potrà mai dire che lui trascura di richiamare sulla retta via i traviati, se nessuno ora travia più?”