[SECONDO QUINTO] Il suk di Piazza San Pietro

Set 007 Spectre 185

 

di Danilo Quinto

Proviene dai paesi musulmani la maggior parte delle centinaia di persone che in modo illegale – provviste di un tesserino di riconoscimento che nulla vale – fermano i turisti e i passanti in piazza San Pietro e nelle vie limitrofe per invogliarli a visitare la Basilica o i Musei Vaticani. Sono musulmani anche i titolari delle bancarelle che sostano nell’area antistante la piazza, muniti di regolari licenze del Comune di Roma, che da tempo peraltro dovrebbero essere riviste, ma Marino – si sa – ha solo la preoccupazione di unire in matrimonio le coppie omosessuali e lascia i suoi vigili con le “mani legate”. Cosi come sono ancora musulmani i titolari delle decine e decine di negozi di frutta, verdura, altri generi alimentari e ricordi della capitale, nelle vie attorno a San Pietro.
“Portate in Vaticano coloro che intendete accogliere”, diceva Matteo Salvini qualche giorno fa. Gli rispondeva il segretario della CEI: “Piazzisti da quattro soldi – tuonava – pur di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insensate”. Gli strali di Galantino – volgari e inusitati, perché egli, anche per il ruolo che occupa,  non ha diritto di offendere nessuna parte politica – per una colta dicono la verità e precedono l’invito di Salvini. Da tempo, infatti, il Vaticano ha scelto di accogliere tra le sue braccia le avanguardie dell’ISIS – cosi come ha fatto questa disgraziata e imbelle Europa, che nega le sue radici e la sua storia – in attesa che lo Stato Islamico, dopo aver sgozzato i cristiani nei territori che occupa, innalzi la sua bandiera sulla sommità di San Pietro, come ha dichiarato.
D’altra parte, se nelle tombe dei Papi, mesi fa si aggirava indisturbato Alì Agca, nonostante la nutrita presenza di personale di sicurezza, all’interno e all’esterno, ci si può meravigliare che prima o poi qualche musulmano ben addestrato non si lasci scoppiare fuori o all’interno della cupola con la complicità di chi ha il compito di preparargli il terreno?
Neanche ci si può turbare dal fatto che il sangue dei cristiani versato per salvare altri cristiani attraverso le Crociate o il sangue dei cristiani di oggi, sia sangue inutile per coloro che inneggiano al “volemose bene”, per coloro che affermano che “l’unico modo di vincere la guerra è non farla”. Del resto, non ci sentiamo di chiedere a Bergoglio – nè tanto meno a Galantino, ciascuno ha i suoi limiti, che si sceglie o che gli vengono assegnati dalla natura – se padroneggia o quanto meno conosca il concetto di “iustum bellum” di San Tommaso d’Aquino (che riprendeva il concetto di sant’ Agostino, secondo il quale coloro che fanno delle guerre giuste hanno di mira la pace. Perciò essi sono contrari solo alla pace cattiva, che il Signore non è venuto a portare sulla terra – Mt 10, 34. “La vera pace” – scrive San Tommaso – “non può trovarsi che nei buoni e nel bene, mentre la pace dei cattivi è una parte apparente e non vera”) o le espressioni infuocate e piene di fede del Santo crociato Bernardo di Chiaravalle, che incaricato da Papa Eugenio III di predicare la seconda crociata (1145-1149), disse: “Sapete, noi viviamo in un momento di tormento e di rovina: il nemico del genere umano ha diffuso ovunque il vento della corruzione; si vedono ovunque rapine impunite dalle leggi. Le leggi della Patria e della Religione non sono più abbastanza forti per fermare lo scandalo dei costumi ed il trionfo del male. Il demone dell’eresia si è seduto sulla cattedra della Verità. Dio ha dato la maledizione al suo santuario. A voi tutti che mi ascoltate! Fate in fretta per placare l’ira del Cielo e non implorate la sua misericordia con inutili lamenti; non indossate più il cilicio, ma i vostri scudi invincibili. Il rumore delle armi, i pericoli, i disagi della guerra, queste sono le penitenze che Dio vi impone. Andate ad espiare i vostri peccati con le vittorie contro gli infedeli, perché la liberazione dei luoghi santi è il nobile prezzo del pentimento”.
Caro San Bernardo, da lassù avrai sicuramente visto tempo fa il Papa dei cattolici che lavava i piedi ad una donna musulmana. Ci dispiace profondamente dello schiaffo che egli ha dato a te, a tutti i Santi e ai duemila anni di storia della Chiesa Cattolica. Così come siamo rattristati del fatto che vengano diffuse “lamentose invocazioni alla Misericordia” e non si agisca invece nel solco della Giustizia tracciato da Nostro Signore Gesù Cristo.
“Il tempo del tormento e della rovina” – quello che dovrebbe essere combattuto attraverso la “conversione ecologica” (ancora Bergoglio, che su questo punto insegna il falso, rispetto alla Dottrina, alla Tradizione e alla Sacra Scrittura) – ci assale nelle nostre povere e meschine ore.
Mi dispiace, cari signori normalisti, colti e suadenti – si fa per dire, naturalmente, considerato il pelo lungo due metri che avete sul vostro stomaco – ma ci sarà sempre qualcuno che, a costo dell’isolamento, dello scherno, delle calunnie e della persecuzione, sarà disposto a dire la verità, non solo per smascherare le vostre menzogne, le vostre ipocrisie e le vostre falsità, ma soprattutto per compiere il dovere che Dio ha assegnato ad ogni creatura, fatta a Sua immagine e somiglianza, che si voglia salvare inginocchiandosi davanti alla Croce di Suo Figlio.
A Piazza San Pietro, insieme ai musulmani, ci sono gli zingari, che chiedono l’elemosina usando in maniera disinvolta i loro bambini; i senza fissa dimora, che sostano e dormono sotto le colonne a destra e a sinistra di Via della Conciliazione; le bancarelline sprovviste di licenze, tollerate dalle autorità vaticane e italiane; gli ambulanti africani che vendono le borse griffate per strada. Poi ci sono i barboni che vanno a farsi barba e doccia due volte la settimana, rispondendo al richiamo demagogico e insensato di Bergoglio, che induce l’umanità a credere che Gesù sia venuto sulla terra per occuparsi della povertà materiale degli uomini – come voleva che fosse la blasfema Teologia della Liberazione – non della salvezza delle anime, come predicava lo stesso San Francesco. Per non parlare delle bande che all’interno della Piazza suonano musiche da balera o delle coppie di sposi che danzano il tango argentino.
Cosi hanno trasformato il tempio della cristianità, alla cui edificazione hanno lavorato – sui resti della Basilica costantiniana – migliaia di uomini di fede, insieme a decine e decine dei più grandi artisti dell’Europa una volta cristiana. L’hanno trasformato in un suk. In arabo, suk sta a significare mercato, luogo di mercato, bazar. Anche il tempio di Gerusalemme, ai tempi di Gesù, era stato trasformato in un suk. Sappiamo come andò a finire: “Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. E insegnava dicendo loro: ‘Non è scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti’? Ma voi ne avete fatto un covo di ladri’. I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perche’ tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento” (Mc 10, 15-18).
Le “guide spirituali” di oggi considerano il Vangelo poco più di una favoletta per bambini. Il resto sono orpelli, conseguenze della negazione della Verità, della Parola che si è fatta Verbo ed è venuta ad abitare in mezzo a noi. Intrise di quell’aberrante logica pastorale che deriva dal Concilio Vaticano II, le guide spirituali di oggi non intendono affatto inverare, come dovrebbe essere loro compito, gli insegnamenti contenuti nella Parola di Dio. Operano, anzi, in senso opposto. O perché non li conoscono o perché li disprezzano o perché li ritengono pericolosi per le esigenze della modernità, che vogliono comprendere e premiare, qualsiasi cosa essa produca.
Da una parte ci soccorre il monito contenuto nella Lettera di Giacomo (“O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio”, 4-4), dall’altra la certezza di quello che ci ha insegnato Gesù: fino alla fine dei tempi Egli stara’ accanto e proteggerà coloro  che amano Suo Padre e solo loro. Il destino degli altri è già segnato e nulla potranno fare gli uomini per cambiarlo. Nè Giubilei della Misericordia da celebrare nè piacevolezze e desideri del mondo da assecondare, potranno mutare quello che è già scritto.

5 Commenti a "[SECONDO QUINTO] Il suk di Piazza San Pietro"

  1. #Mardunolbo   12 agosto 2015 at 6:19 pm

    Ahi,ahi,ahi, quante parole vere !
    Ma dopo le staffilate di Gesù sono arrivati i Romani a far crollare pietra su pietra del Tempio.
    Prima, forse,si insedierà l’Anticristo, come predetto, se non vi sarà invece “l’abominio della desolazione” prima, dove poi vi sarà una devastazione che mai vi fu prima sulla Terra.
    Boh ! Comunque o in un modo o nell’altro ci sarà da piangere ancor più di adesso.

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  2. #Mah!   13 agosto 2015 at 1:31 pm

    L’abominio della desolazione c’è già, non so se è di questo abominio che parlano le Sacre Scritture o se ce ne sarà uno peggio, certo ormai dentro le teste della maggioranza dei prelati fino in cima c’è il deserto, l’aridità del cuore e della ragionevolezza.Non amano più nè Dio e tanto meno le anime. Ci hanno abbandonati, io mi sento desolata guardando il Papa e chi gli gira attorno, pertanto non so se Dio dileterà ancora il tempo prima di un sonoro castigo, certo è tempo di non perdersi più in filosofie e cercare di salvare la fede e fare ogni opera buona che ci è possibile, per ripristinare il Vero, il Buono ed il Bello tra le anime, che nel vortice di questo mondo frenetico e ridancione stanno morendo di desolazione.

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  3. #Massimo Micaletti   16 agosto 2015 at 5:59 pm

    Caro Danilo,

    come sempre, metti il dito nelle piaghe (e sono piaghe che non redimono affatto) con carità e coraggio.

    Restiamo uniti nella preghiera, tutto questo passerà.

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  4. #massimo trevia   20 agosto 2015 at 10:45 pm

    un saluto a voi!io la penso esattamente come eugenio terzo.forse perché(è vero,non scherzo….),la mamma della mia nonna materna si chiamava,come cognome,paganelli come eugenio terzo;infatti era discendente di ……eugenio terzo! comunque,non credo nella reincarnazione……

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