Una testimonianza sugli esercizi di Sant’Ignazio

IL_De_Ribera

Arriva la prima testimonianza sugli esercizi spirituali di Sant’Ignazio. Vi invitiamo ad inviarci le vostre su radiospada (at) gmail.com! [RS]

Ho conosciuto gli esercizi spirituali ignaziani nel 2013, anche se mi convertii già nel 2010 ma prima d’ora non avevo mai e poi mai fatto esperienza di Dio come essere puramente spirituale, ma lo percepivo solo come un’entità che ti comunica tramite eventi che ti accadono nella vita come l’incontro con una certa persona oppure una frase detta in un certo momento della messa o della giornata. Ciò può accadere e nel percorso degli esercizi è chiaramente specificato, ma non è così comune come si pensa. Infatti, come cita la prima lettera ai Corinzi, il corpo è il tempio dello Spirito Santo (1 Cor 6,19), segno che comunque Dio ci parla e ci comunica direttamente dentro di noi tramite quelle che Sant’Ignazio chiamava “mozioni spirituali”; veri e propri moti interiori che possono assumere la forma di pensieri, idee, stati d’animo ed anche emozioni.

Li cominciai effettivamente ad ottobre 2014, con la formula degli EVO (esercizi nella vita ordinaria) della durata di due anni, nella casa di esercizi dei padri gesuiti di Galloro, un paese confinante con Ariccia nella zona dei castelli romani. Quando mi presentai nella casa di esercizi sapevo già che si trattava di un percorso di preghiera mirato al seguire una vita alla sequela di Gesù e nel rendermi autonomo nella preghiera personale quotidiana ma non sapevo che fosse uno strumento di salvezza eterna talmente potente e penetrante da poter permettere ad un comune peccatore come me di avere Dio come punto di riferimento tramite il consiglio e la sapienza dello Spirito Santo.

Prima di cominciare a raccontare il mio percorso fino a qui svolto, mi sento in dovere di specificare che gli esercizi di sant’Ignazio sono una vera e propria scuola di preghiera il cui fine ultimo è conciliare il rapporto personale con Dio avente come obiettivo principale la salvezza dell’anima (ovvero il raggiungere il paradiso dopo la morte corporale) e non il cercare glorie e piaceri puramente terreni. Il percorso comincia con degli esercizi di rilassamento molto importanti per fare in modo che la preghiera risulti limpida, sincera e di conseguenza non condizionata da stati d’animo propri. Infatti ho notato che se si prega mentre si è nervosi ed arrabbiati la preghiera risulta sfasata, annebbiata e ciò non permette allo Spirito Santo di interagire con la persona in maniera concreta ed onesta, ma anzi si rischia di “manipolare” la preghiera a proprio piacimento.

Solitamente la pedagogia ignaziana prevede una durata di minimo 30 minuti di preghiera fino ad arrivare anche ad un’ora consecutiva. La preghiera deve durare un intervallo di tempo tale perché bisogna permettere allo Spirito Santo di lavorare dentro di noi, infatti la mia esperienza mi rammenta che le mozioni spirituali si cominciano ad avvertire dal trentesimo minuto di preghiera in poi, anche se può capitare di sentire moti dell’anima anche appena si comincia a pregare e bisogna stare attenti a non cadere nell’inganno messo in atto dal diavolo che cerca di distoglierci dalla preghiera e dalle proprio emozioni che comunque continuano a lavorare dentro di noi anche se si è concentrati. Proprio come nell’attività fisica in cui bisogna abituarsi a correre per un periodo lungo di tempo, nella vita spirituale bisogna “allenarsi” a pregare 30-40 minuti, infatti la mia guida spirituale (che nel percorso degli esercizi spirituali è prevista ed è anche colui che da gli esercizi) mi ha consigliato di cominciare prima con 10 minuti, poi il giorno dopo con 20, poi con 30 e così via.

Dopo aver trovato il ritmo di preghiera, ho imparato a pregare in tre modi diversi (normale, metodo contemplativo ed a ritmo) per poi proseguire pregando sui 10 comandamenti, sulle facoltà dell’anima, sui cinque sensi del corpo poi sui peccati facendo l’esame generale di coscienza. Infine a maggio di quest’anno (2015) abbiamo cominciato il vero e proprio percorso di preghiera alla sequela di Gesù ed in ordine alla volontà di Dio partendo dal principio e fondamento. Inoltre, mentre facevo il mio percorso, grazie all’aver appreso come riconoscere gli spiriti che si muovevano dentro di me, ho avuto l’immensa grazia di aver scoperto la mia vocazione: il ricercatore nel campo psicosociale (psicologo quindi). Mai scorderò quel freddo giorno di febbraio, quando osservando il libro di psicologia dello sviluppo all’improvviso sentii una doccia spirituale molto intensa inondare il mio corpo ed arrivare al punto di interagire in maniera molto fitta in una zona sotto il cuore (più o meno nella parte posteriore al centro dei due ventricoli) stimolandola intensamente e facendomi così provare una sensazione di estrema gioia, un qualcosa che non avevo mai provato prima d’ora in nessuna situazione della mia vita. Quando capii che arrivò il momento di dire di si al Signore per quanto concerne la mia vita professionale scoprii con grande stupore che la sensazione di gioia, che solitamente si prova sempre dopo la preghiera e perdura per circa 24 ore, durò quella volta per ben 7 giorni consecutivi.

Gli esercizi di sant’Ignazio mi hanno cambiato la vita, mai avrei creduto che l’amore del Signore potesse arrivare fin qui, dopo averlo maledetto gratuitamente per circa 20 anni, è rimasto li ad aspettarmi, mi ha perdonato ed infine ha sistemato la mia vita, mettendola in ordine e togliendo tantissime della scorta di affezioni disordinate che fino al momento prima guidavano la mia vita, sia nella vita spirituale che nella vita terrena.

Matteo

3 Commenti a "Una testimonianza sugli esercizi di Sant’Ignazio"

  1. #giulia   18 agosto 2015 at 8:28 pm

    Scusami, ma ho veramente bisogno di capire… ti han svelato che dovresti fare lo psicologo? ma che lavoro fai tu ora, pensi di cambiarlo per diventare psicologo?
    Ho sempre sentito che gli esercizi Ignaziani servono per il discernimento vocazionale, ma per me è sempre rimasto un discorso un po’ vago… cosa si intende, quindi? ti dicono cosa dovresti fare nella vita? ma agli altri che facevano gli esercizi cos’han detto?!

  2. #Matteo   5 settembre 2015 at 9:37 pm

    Io ho avuto la vocazione come psicologo perché è la volontà di Dio su di me. Infatti la vocazione non è esclusivamente sacerdotale, ognuno ha la propria e di solito corrisponde ad un ruolo nella società al servizio degli altri. Gli esercizi ignaziani sono una scuola di preghiera dove ci si allena a cogliere la presenza del Signore dentro di sé (vedi mozioni spirituali). Il fine ultimo dell’uomo è raggiungere il paradiso dopo la morte (salvezza) e tramite gli esercizi si rimette in ordine la propria vita avendo la possibilità di discernere la volontà di Dio da quella del diavolo mettendo in pratica la prima, seguendo così solo la retta via.

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