La FSSPX risponde a Bergoglio ribadendo la propria posizione canonica

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Riprendiamo l’intervista a “Il Tempo” del Superiore del Distretto Italia della Fraternità San Pio X. [RS]

Don Pierpaolo Petrucci, cosa dice di questa disposizione di Papa Francesco?

«Noi siamo felicissimi e pieni di gratitudine verso il Sommo Pontefice che ha disposto che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati. Però noi è da sempre che amministriamo validamente e lecitamente i sacramenti in virtù delle norme generali del codice di diritto canonico a causa di questa crisi che travaglia la Clhiesa».

È stato il vescovo di Albano che vi aveva comunicato il divieto di dire messa, l’anno dopo il funerale di Priebke che lei celebrò, a darvi la notizia?

«No, diciamo che l’abbiamo saputo dalla stampa».

 È un bel passo indietro rispetto alla “sberla” che riceveste l’anno scorso..

«È importante che ci sia un riconoscimento giuridico da parte del Papa senza che ci sia richiesto una controparte. Da un certo punto di vista certamente, infatti, si riconosce la liceità del nostro ministero che era stata messa in discussione».

 Questa disposizione del Santo Padre è un segnale che la strada è spianata alle difficili trattative in corso tra il Vaticano e i capi della Fraternità per il ripristino di futuri rapporti sul piano ecclesiale e in totale obbedienza al Papa?

«Sì, anche se la nostra totale obbiedienza non è stata mai in discussione. Il punto è che quando questa autorità viene utilizzata contro la tradizione siamo obbligati a resistere perché bisognerebbe obbedire prima a Dio e poi agli uomini e non il contrario».

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34 Commenti a "La FSSPX risponde a Bergoglio ribadendo la propria posizione canonica"

  1. #Matteo   2 settembre 2015 at 12:56 pm

    Se i sacramenti amministrati sono sempre stati validi e leciti, tutto questo non serve a niente, se invece ha utilità ed effetto questo atto di Bergoglio allora al di fuori del giubileo la liceità e validità non c’è mai stata.

    A me pare che il gesto di Bergoglio affermi proprio questo: durante i tempi ordinari non c’è liceità e validità, ma in via eccezionale per il giubileo, la concedo io.

    In realtà non si tratta di un riconoscimento della liceità quanto piuttosto della sua negazione, la liceità è stata “concessa” da Bergoglio in via straordinaria (giubileo) e per breve lasso di tempo, quindi prima non c’era e dopo non ci sarà.

    • #Isidoro   2 settembre 2015 at 2:11 pm

      In realtà la Fraternità parla di stato di necessità, che rende validi e leciti tutti i loro sacramenti, i riferimenti al diritto canonico possono essere trovati sul loro sito web o essere chiesti direttamente a loro.
      Per Bergoglio invece va tutto bene, quindi per lui non sussiste lo stato di necessità e ritiene parzialmente invalidi o illegittimi alcuni sacramenti sotto il ministero della FSSPX.
      E’ una spiegazione breve, sicuramente chiedere ai diretti interessati è la via più opportuna per approfondire.

      • #matteo   2 settembre 2015 at 8:30 pm

        Se ammettiamo lo stato di necessità di cui parla la Fraternità, questo gesto non serve a nulla, se non lo ammettiamo, serve, ma attesta che i sacramenti fuori giurisdizione della Fraternità non sono validi e leciti furi dal giubileo, trovo in tal senso l’entusiasmo al riguardo del tutto infondato.

  2. #alessandro   2 settembre 2015 at 4:02 pm

    A me sembra semplicemente l’anticamera di un ricatto bello e buono! Ps: le osservazioni del sig.Matteo non fanno una piega! Su questa problematica dei Sacramenti chiedo, da ignorante, al sig. Isidoro che mi è parso informato: quindi la FSSPX, riconoscendo lo stato di necessità in cui versano i fedeli, ritiene validi anche tutti i Sacramenti conferiti in ottemperanza alle nuove disposizioni emanate da Montini dopo il Concilio??? Perché in caso contrario lo stato necessità varrebbe solo per coloro che frequentano la Fraternità stessa! Oltretutto davvero si pongono delle problematiche insuperabili qualora si riconosca un Pontefice legittimo e poi gli si resista non solo in ambiti circostanziati ma praticamente pretendendo di negargli qualsivoglia autorità! Che gran casino questa FSSPX.. onore allora alla coerenza granitica di don Floriano e don Ricossa pur non potendo ancora, personalmente, con certezza aderire alle loro posizioni!

  3. #Domenico   2 settembre 2015 at 7:04 pm

    Scusate ma se sono validi i Sacramenti degli Scismatici Greco-Ortodossi non verso perche non debbano esserlo quelli della Fraternità San Pio X!

    • #Matteo   3 settembre 2015 at 9:04 am

      Qui si parla di validità e liceità, inoltre chi Le ha detto che sono validi scusi? E di quali sacramenti parla?

      E’ ovvio che il Battesimo è sempre valido (lo può amministrare anche un ateo o un musulmano ad esempio), ma qui si tratta di Confessione Sacramentale o se preferisce, Sacramento di Penitenza. Non si può ragionare su queste cose con superficialità.

  4. #Domenico   2 settembre 2015 at 7:08 pm

    (N.b. Ovviamente dopo il CVII tutto ha preso una piega diversa ovvero molto stropicciata)

  5. #sedevacante   2 settembre 2015 at 9:18 pm

    Vogliamo un papa vero…. perchè queste sono prese in giro. Non può essere papa Giuda , mai Gesù lo scelse per tale compito seppure lo sopportò come aapostolo e quanti apostoli sopporta ancora ora.

    • #bbruno   4 settembre 2015 at 3:59 pm

      e qui abbiamo di peggio che Giuda: almeno Giuda s’ accorse di quello che aveva fatto e andò a IMPICCARSI: questo no, se ne va giulivo, seppur barcollando (per troppa adipe ) per la Piazza e fuori della Piazza….: uno che nemmeno discepolo di Cristo è, nemmeno credente il Lui, un satana usurpatore del luogo di Pietro! E parla lo spudorato di rimissione dei peccati, lui, l’ anti-cristo!!!!

  6. #silvano maria   2 settembre 2015 at 10:00 pm

    Bene, con Benedetto XVI si è saputo con certezza che la S. Messa di sempre non è mai stata abrogata; ora per i timorosi nell’affidarsi alla Fraternità S. Pio X e per i molti che nemmeno la conoscono all’interno della stessa Chiesa conciliare, si ha l’opportunità di conoscerla e di poterne usufruire, senza timori, quanto se ne ha bisogno per la salvezza della propria Anima: questo è importante visti i tempi di grande confusione

    • #Matteo   3 settembre 2015 at 9:20 am

      Infatti ora con Francesco si è saputo con certezza che fuori dal giubileo i sacramenti fuori giurisdizione della Fraternità non sono né validi né leciti, secondo costui, a questo è servito il “gesto paterno” di Bergoglio e non vedo che ci sia da gioire.

      La Fraternità sostiene che i loro sacramenti (tutti) sono sempre stati validi, vista la situazione di “necessità” in cui versa la chiesa attuale.

      Bene, su questo presupposto mi chiedo: dove sta la “necessità” di andarsi a confessare da loro, magari ad Albano, visto che nella Diocesi di Albano, ci sono altre 77 parrocchie, 98 sacerdoti secolari e 89 regolari dove ci si può confessare in modo certamente lecito e valido sempre e a prescindere da giubilei e “gesti paterni”???

      Oppure secondo la Fraternità le confessioni che fanno loro sono valide per “necessità” mentre le altre potrebbero non esserlo per chissà quale principio intervenuto?

      Questo è l’ennesimo trucchetto da furbastro sudamericano.

      La chiesa conciliare non esiste, esiste la Chiesa Cattolica, o se ne è parte oppure no e non è una questione di giubilei o di “gesti paterni”.

      Qua l’unico su cui si possono avere i più ampi dubbi in termini di appartenenza alla Chiesa Cattolica, è proprio Bergoglio, e non tanto riguardo la validità della sua elezione quanto riguardo la sua eresia pubblica e pertinace più volte evidenziata, altro che Fraternità.

  7. #Mah!   3 settembre 2015 at 11:17 am

    Matteo,non metta in bocca alla Fraternità cose che non ha mai sostenuto, cioè che le confessioni dei sacerdoti diocesani non siano valide. Al massimo, dico io, bisogna essere prudenti e segliersi un buon confessore in tutti i casi, ha me è capitato di andare da un confessore in cattedrale, che in realtà considerava la confessione una chiacchierata e non pensava fosse neccessario dare l’assoluzione, nè la penitenza. Dunque bisogna usare semplicemente il buon senso. Preferire un buon sacerdote che sappia la dottrina della Chiesa e conosca i 10 comandamenti per non rischiare di confessare peccati che il sacerdote crede essere virtù. La parola giusta è discernimeno.

    • #Gianmario   3 settembre 2015 at 7:22 pm

      La questione non sta nella validità dei sacramenti impartiti dalla fraternità di san Pio X ma piuttosto nella loro legalità. La fraternità infatti può amministrare sacramenti validi dopo la remissione della scomunica fatta dall’amato Benedetto XVI ma questi sacramenti sono invalidi perché invalide sono le loro ordinazioni diaconali, presbiterali ed episcopali. Papa Francesco ha concesso la grazia della loro validità nel periodo del giubileo come atto di vicinanza paterna e con l’auspicio di una loro riconciliazione.

      • #Gianmario   4 settembre 2015 at 12:00 am

        Ho sbagliato termine nel mio intervento. Le ordinazioni sono valide ma illecite. E quindi validi i sacramenti ma illeciti. Mi scuso del lapsus.

      • #bbruno   4 settembre 2015 at 8:36 am

        e invece sarebbero validi e leciti i sacramenti impartiti dalla nova chiesa che i sacramenri da “segni efficaci della grazia” li ha trasformati in simboli vani ??? Distrutto il Sacerdozio sacrificale e la Messa -1968/1969- che senso ha parlare di ‘sacramenti’???

  8. #bbruno   3 settembre 2015 at 8:56 pm

    “pieni di gratitudine verso il Sommo Pontefice”: siamo ancora qui, a riconoscerlo come “Sommo Pontefice”, pur “resistendogli”, quando la sua “autorità viene utilizzata contro la tradizione”, sempre, ovviamente in spirito di “totale obbedienza”! Ma questi della San Pio X, ci fanno o si sono??? E si richiamano a San Pio X, quello della Pascendi, che ha smascherato così bene i tipi alla Bergoglio (& C ): ma loro la Pascendi l’ hanno letta? povero san Pio X, e che ‘fratelli’ si deve sopportare!!!

  9. #Matteo   4 settembre 2015 at 9:48 am

    Mi spiace ma siete in errore. Se seguiamo i disposti del diritto canonico, del CIC del 1983 (su quello del 17 era lo stesso) il sacramento della Confessione o Penitenza non solo è illecito, ma anche invalido, se il sacerdote anche regolarmente ordinato ovvero sia lecitamente che validamente, non ha ricevuto formale concessione di ricevere le confessioni dall’ordinario del luogo, nel caso di Albano per esempio l’Ordinario del luogo non lo ha fatto e pertanto le Confessioni restano sia invalide che illecite fuori dal giubileo.

    Se un sacerdote ha ricevuto dall’ordinario del luogo in cui è incardinato la facoltà di ascoltare le confessioni, esso può farlo validamente e lecitamente ovunque (salvo divieti specifici da parte di specifici ordinari che hanno sempre facoltà di non concedere tale facoltà nelle proprie Diocesi). E’ evidente secondo quanto disposto dal Diritto Canonico che i sacerdoti della Fraternità non hanno in nessun luogo questa facoltà, perché nessun ordinario diocesano
    li può incardinare e pertanto per nessuno di essi (salvo che un domani qualche Ordinario conceda loro questa facoltà) vi è né la liceità né la validità delle confessioni, sempre ovviamente fuori dal giubileo.

    Questo la Fraternità lo sa benissimo ed infatti invoca lo stato di “necessità” che ripeto è tutta da dimostrare.

    Io non metto nulla in bocca a nessuno, mi chiedo solo dove debba essere la inesorabile “necessità” di confessarsi presso la Fraternità magari in Albano quando nella Diocesi ci sono ripeto 77 parrocchie, 98 sacerdoti secolari e 89 regolari, senza contare che da Albano a Roma centro ci sono meno di 20 km…. certo se sono moribondo
    e stò morendo proprio ad Albano e l’unico sacerdote disponibile per chissà quale contingenza è della Fraternità, bè ci può stare…. ma sinceramente mi sembrano “casi limite”.

    I Sacerdoti della Fraternità sanno benissimo che è sicuramente più probabile che sia valida e lecita una confessione con un qualunque diocesano che con uno di loro.

    Al signor @Mah! dico: Non è affatto vero che per essere valida la confessione debba essere fatta da un Sacerdote di ottima competenza dottrinale, perché si può essere teologi eccelsi e non avere la facoltà di confessare, si può essere invece molto ignoranti
    e confessare validamente e lecitamente. Se si incontrano sedicenti sacerdoti che invece di confessare chiacchierano essi non confessano per difetto della loro volontà e non per mancanza di facoltà, ma se si incontrano sacerdoti di sana dottrina privi della facoltà di confessare essi non confessano “a prescindere” dalla loro volontà. L’invito al discernimento lo condivido ma per discernere correttamente bisogna valutare tutti gli aspetti in campo e non solo
    la questione della preparazione dottrinale che se vogliamo è abbastanza inconferente nello specifico.

    Allora è più coerente la posizione sedevancantista che può ben esporre i presupposti di “necessità” ed eccezionalità, ritenendo invalide le stesse ordinazioni della probabile totalità dei sacerdoti diocesani.

    Questo tenere il piede in due staffe della Fraternità purtroppo presenta moltissime incoerenze e criticità sia in ambito sacramentale che canonico, io comprendo che la loro incoerenza di fondo è anche un fattore di sopravvivenza, ma nei confronti dei fedeli debbono essere onesti e se ritengono a differenza dei sedevacantisti, che Bergoglio ed i suoi predecessori sono validi papi, allora debbono pure prendere atto che le loro confessioni (ripeto giubileo a parte) non sono ne valide e ne lecite perché non vi è alcuna emergenza o necessità che li giustifica riguardo la confessione, a preferirli rispetto a qualunque altro sacerdote diocesano e quindi dovrebbero invitare loro stessi (tranne casi rarissimi e provatamente eccezionali) i loro fedeli a confessarsi altrove presso sacerdoti diocesani.

  10. #Matteo   4 settembre 2015 at 9:58 am

    Aggiungo pure che nel caso di sacerdoti che da Diocesani sono passati alla Fraternità (qualche raro caso c’è) nel caso non vi siano impedimenti degli ordinari diocesani locali o revoche dell’ordinario
    dove erano stati inizialmente incardinati ed autorizzati a ricevere le confessioni, allora in quel caso le confessioni sarebbero sempre e ovunque valide anche fuori dal giubileo, ma anche qua siamo in una situazione di oggettiva sporadicità ed ipoteticità.

    • #Isidoro   4 settembre 2015 at 12:54 pm

      Caro Matteo, attenzione al legalismo, grande errore e tentazione frequente per chi mastica un minimo di norme canoniche 😉
      Scrivo sotto questo post, ma mi riferisco un po’ a tutti i tuoi discorsi

      • #Matteo   14 settembre 2015 at 10:49 am

        Gentile Isidoro, il legalismo (come qualunque altro “ismo”) è ideologico e quindi non cattolico, ringrazio per l’avviso, ma la mia trattazione è una trattazione affatto “legalistica”, quanto piuttosto oggettiva. Come bisogna fuggire il legalismo (da cui Cristo stesso ci mette in guardia ammonendo i farisei) altrettanto dobbiamo però evitare di cedere al sentimental-“ismo”. I Sacramenti sono una cosa seria e proprio per questo, quando si chiedono o ricevono, tutti i soggetti coinvolti debbono sapere cosa stanno facendo.

        Quindi ribadisco: se ammettiamo che Francesco I è papa, come fa ad esempio la Fraternità, allora le confessioni della Fraternità sono invalide ed illecite fuori dal giubileo perché non sussiste (fatta salva prova evidente ed oggettiva in casi limite) il principio di necessità riguardo la Confessione.

  11. #Simone Petrus Basileus   5 settembre 2015 at 12:49 am

    Io penso che qui ci si improvvisi teologi senza esserlo. La validità del sacramento della Confessione è sempre valida perché data dal valido potere dell’ordine, mentre la liceità è data dalla giurisdizione. Il code iuris canonici che citate è valido e riferito solo ai casi di REGOLARITA’. Chi dice che per DIO è valida e per la Chiesa no, dice un’eresia poiché DIO nn può fare nulla contro la Chiesa e viceversa. Ergo PaPa Francesco ha concesso per questo anno e nn solo, la liceità del sacramento a coloro che oggettivamente (almeno a livello giuridico o visivo) appaiono, badate bene, ho scritto appaiono, fuori dalla comunione ecclesiale. Prego quindi i sig.ri soprastanti di non rispondere citando a caso cose che spettano solo ai Sacerdoti o al Clero, altrimenti rischiano di confodere i fedeli. Se invece tra loro vi fossero sacerdoti, prego ignorare codesto commento. Se nn ritenete valide le parole di questo scritto, potete chiedere a chiunque abbia studiato un minimo di th presso qualsiasi seminario. P.S, per i sedeprivazionisti: sapendo che l’IMBC ha chiesto in un comunicato di astenersi da RS, sarebbe bene che nn commentassero, poiché, de facto, essi sarebbero, pur senza esserlo, l’attuale autorità cui obbedire.

    • #bbruno   6 settembre 2015 at 9:29 pm

      e come potrebbe poi una chiesa falsa avere sacramenti veri? Lex orandi lex credendi, e viceversa….

    • #Matteo   14 settembre 2015 at 11:08 am

      Se un sacerdote riceve l’ordine sacro, ma non riceve dal Vescovo la facoltà di confessare la sua confessione non è solo illecita ma anche invalida. Non basta quindi ricevere il sacramento dell’Ordine Sacro dal Vescovo, ma è necessario anche, per la Confessione, ricevere la facoltà di confessare. Se manca questa facoltà, le confessioni (fatto salvo l’articulo mortis) restano sia illecite che invalide.

      Questo vale per tutti i sacerdoti, sia quelli della Fraternità sia qualunque secolare o regolare, incardinato e non.

      Se poi andiamo a ragionare ad esempio sulla Sacramentum Ordinis e più ampiamente sulla questione di giurisdizione la questione si complica molto, ed usciamo dall’argomento del post.

      Restando alla questione, quindi ribadisco: Se per la Fraternità Francesco I è papa, è giocoforza che fuori dal giubileo le loro confessioni sono invalide ed illecite.

      La posizione sedevacantista al riguardo e differente e rimane formalmente più coerente riguardo la confessione, ma non è questo l’oggetto specifico di questa discussione.

      • #Isidoro   14 settembre 2015 at 11:17 am

        La posizione sedevacantista, o sedeprivazionista, è totalmente incoerente se parliamo di giurisdizione, dal momento che ancora non chiaro da chi ricevano una qualsivoglia autorità non essendo in comunione con la Chiesa.
        Se invece consideriamo la legge ecclesiastica una emanazione della legge di Dio (cosa che la FSSPX fa, ma non i sedevacantisti), allora entrambe le confessioni sono valide come sacramento, ma invalide dal punto di vista ecclesiastico.
        Cito un santo sacerdote: “chi mette la legge ecclesiastica prima della legge di Dio, non ha capito un tubo della religione cattolica”. Evitiamo i teo-onanismi, ci allontanano molto da Dio.
        Saluti

      • #bbruno   14 settembre 2015 at 12:46 pm

        allora Isidoro dire che un papa deve avere, come condititio sine qua non, o condizione necessaria seppure non sufficiente, la fede cattolica, e se non ce l’ha, dimostra che non è papa, ma una simulazione ingannevole di papa, è “posizione totalmente incoerente”!!! La coerenza sarebbe quella di vedere in chi ha sconfessato Cristo Signore, il Vicario dello stesso Cristo Signore!!! E capirebbero tutto della fede cattolica coloro che mostrano tale cristallina coerenza!

        • #Isidoro   14 settembre 2015 at 1:19 pm

          Non mi pare che la FSSPX obbedisca alle eresie, ma al contempo rimane dentro la Chiesa, che è una, santa, cattolica e apostolica. Non ci sono altre chiese e la sede vacante potrebbe essere una “soluzione” in tempi così difficili, ma non LA soluzione, come la quasi totalità dei sedevacantisti che conosco afferma.
          Saluti

        • #bbruno   14 settembre 2015 at 3:38 pm

          sì, Isidoro
          (ora provo di rispondere a pezzetti), lei rimane dentro una chiesa che ha celebrato un concilio , come carta sua fondante, che la stessa Società di S. Pio X respinge come cattolicamente in molte parti inaccettabile.. Si può mai stare in una chiesa, tanto più se la si riconosce come la Chiesa di Cristo, l’ Una Santa Cattolica Apostolica, accettandone quello ci piace, come se quello che non ci piace non bastasse a squalificarla interamente? ….

        • #bbruno   14 settembre 2015 at 3:41 pm

          2
          Ricordiamoci: “Bonum ex integra causa, malum ex QUOCUMQUE defectu”, e qui di ‘defectus’ voi stessi dire che ce ne sono parecchi…
          Quindi, la Società FSSPX chiarisca: non può accettare come vera Chiesa una chiesa alla quale rimprovera una così buona dose ( e ne basterebbe una…)..

        • #bbruno   14 settembre 2015 at 3:43 pm

          3-Le acrobazie serevono solo a mascherare le INCOERENZE logiche e a offendere il buon senso…

          Si leggessero quelli della Società che si richiama a S. Pio X, la Pascendi di San Pio X, e la Lamentabili, o si decidessero a cambiare riferimento… Che c’ entra San Pio X con quella Società???

        • #bbruno   14 settembre 2015 at 3:44 pm

          4-
          Non pare che questo Pontefice riconoscesse comunque veri cattolici i cattolici modernisti, o che con questi cercasse una intesa…con questi scarichi della SENTINA massima di tutte le eresie…

  12. #Bruno Bonazzi   5 settembre 2015 at 5:55 pm

    ” confessione valida se data dal valido potere dell’ ordine…” detto bene, appunto se data dal ‘valido’ potere dell’ Ordine. Ma è appunto questa ‘validità’ che è in questione. Il Pontificalis Romani di Paolo vi, del 18 giugno 1968, intervenendo sulla materia ad appena, ripeto ‘appena’, 21 anni dalla sistemazione data da Pio XII nel 30 Novembre 1947 nella Costituzione “Sacramentum Ordinis” – che nella volontà del suo autore doveva essere definitiva … – ha ridotto il sacramento dell ‘ordine ad una semplice realtà amministrativa, sul tipo di quella in vigore presso gli anglicani….Questo, un anno prima della promulgazione del Novus Ordo Missae, come a volere dichiarare, prima della soppressione della Messa Cattolica (cfr Breve Esame del Novus Ordo ), la morte del sacerdozio sacrificale, e quindi l’impossibilità anche ex parte agentis, della stessa messa cattolica. Davvero geniale operazione di quel satana di papa … Ma inesistente il sacerdozio cattolico, è inesistente ogni Sacramento, la Confessione ovviamente compresa ( al di fuori, certo, del Battesimo, se chi lo conferisce intende poi fare quello che intende fare la (vera) Chiesa ….)

  13. #bbruno   14 settembre 2015 at 2:12 pm

    Isidoro, il sistema mi impedisce di risponderti…

  14. #bbruno   14 settembre 2015 at 2:14 pm

    sì, Isidoro, rimane dentro una chiesa che ha …

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