Reportage (antipatico) dal Sinodo [tra stampa internazionale e chiacchiere locali]

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di M.H.G.

A Radio Spada negli ultimi mesi sono arrivati tanti bastoni tra le ruote e la nostra assenza ne è stata testimone. Ma, con sommo dispiacere di alcuni, siamo tornati a raccontarvi (sì, anche a quelli a cui – più  o meno – piacciamo) ciò che non volete sentire. Dunque, dove eravamo rimasti? Forse al Sinodo o forse no. In ogni caso ripartiamo di lì. Panoramica breve e – speriamo – utile.

CONSERVATOR-MODERNISTI. Sono come il petrolio: son ogni giorno sul punto si sparire ma se ne scoprono sempre nuovi giacimenti e i loro fumi pervadono tutto l’etere. Ora si sono inventati la “collegialità conservatrice”. Cioè scrivono a Bergoglio perché… il Sinodo è troppo poco sinodale. VaticanInsider riferisce di una lettera di protesta (o di proposta?) di tredici card. cons. (cardinali conservatori):

«Le nuove procedure sinodali – si legge nella lettera – saranno viste in alcuni ambienti come mancanti d’apertura e di genuina collegialità». I cardinali non citano questi «ambienti» ai quali si riferiscono ma è evidente che queste perplessità sono le loro. «Nel passato, il processo di presentare proposizioni e di votarle serviva allo scopo prezioso di misurare gli orientamenti dei padri sinodali. L’assenza di proposizioni e delle relative discussioni e votazioni sembra scoraggiare un dibattito aperto e confinare la discussione ai circoli minori; quindi ci sembra urgente che la redazione di proposizioni da votare dall’intero sinodo dovrebbe essere ripristinata. Il voto su un documento finale arriva troppo tardi nel processo di completa revisione e di aggiustamento del testo»

“Apertura”, “collegialità”, “votazioni”. Non si capisce se sia don Gallo a parlare dall’oltretomba o chi altri. Questi conservatori hanno già digerito tutto il “progresso”: sincretismo interreligioso, libertà di coscienza, viaggi apostolici con falci, martelli e coppie arcobaleno. Vedremo se alle parole seguirà qualche fatto.

EL DIARIO. ElDiario.es è un quotidiano online spagnolo. Oggi l’ha sparata alta, ma non è detto che abbia tutti i torti. “Sínodo concuerda en buscar soluciones a divorciados que se han vuelto a casar”. Il Sinodo si orieneterebbe verso la ricerca di soluzioni per i divorziati risposati. Dice:

La mayoría de los participantes del Sínodo sobre la familia cree que es necesario encontrar soluciones sobre los sacramentos a los divorciados que se han vuelto a casar, explicaron hoy los encargados del Vaticano de resumir las intervenciones de los participantes.

Los 270 padres sinodales, cardenales, obispos y otros religiosos, que participan en esta asamblea han comenzado a debatir sobre la tercera parte del “Instrumentus Laboris” (el documento de base), que incluye el pecado de los divorciados que han contraído nuevo matrimonio y que les impide tomar la comunión según la doctrina católica.

Durante la rueda de prensa diaria sobre el Sínodo se explicó que los obispos vuelven a estar divididos sobre este tema, aunque la novedad es que la mayoría de la asamblea concordó en que “no hacer nada o cambiar todo no son posiciones muy representativas o realistas”.

In sintesi: sostengono che la maggioranza è più aperturista che “conservatrice” e riferiscono una previsione circa la fine “democristiana” (parole nostre) del Sinodo, in cui le due posizioni estreme si elideranno.

AG. ECCLESIA. Agência Ecclesia è portoghese ma conferma in buona parte la linea dei colleghi spagnoli.

“Nenhum destes extremos é uma opção”, disse o padre Thomas Rosica, um dos cinco porta-vozes que apresentou aos jornalistas os trabalhos das reuniões gerais de sábado e dos grupos linguísticos, esta manhã.

Em cima da mesa está a definição de “caminhos pastorais” para “possíveis soluções”, tendo em vista situações como a do possível acesso aos Sacramentos dos divorciados que voltaram a casar civilmente.

Anche qui gli “estremi si annullano a vicenda”. Insomma, siamo al vecchio principio modernista dei “piccoli passi” e delle mediazioni.

***

In conclusione una domanda: siamo sicuri che il vero problema siano gli approcci al Sinodo e non il Sinodo stesso, con le sue discussioni sull’indiscutibile? Forse la domanda è superflua.

 


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