Sinodo & Crisi della Chiesa. Chi promuove ‘Aleteia’?

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In molti conoscono “Aleteia”, voluminosa pagina che tratta di temi ecclesiali. Curiosa in verità per mescolare cose condivisibili a errori dottrinali – in alcuni casi marchiani – notizie di cronaca a post progressisti e sentimentali, spunti di apologetica a gocce di veleno teologico.

Insomma uno spazio web che condensa elogi a Pio XII ad attacchi frontali alla Chiesa “pre-conciliare”che ebbe in Pio XII uno dei Suoi Sommi Pontefici. Parla di Concilio, salvo lasciar spazio ad un duro critico di Ratzinger, il “vaticanista” Svidercoschi.

Ad uno sguardo molto superficiale può apparire una pagina pseudocattolica, ad uno malizioso un minestrone-cerca-like, ad uno disilluso una poco riuscita macedonia di corbellerie.

Insomma un mix confuso, ma forse chiarissimo.

Risulta singolare che “Aleteia” si presenti come un gruppo di “cercatori della verità”. Eppure un cattolico la Via, la Verità, la Vita dovrebbe già sapere dove sta: l’espressione non è negativa in senso assoluto ma, dato il contesto, i dubbi sorgono. Attenzione: la cosa è scritta in modo chiaro da loro stessi (grassetti nostri):

Quali requisiti sono richiesti per diventare Partner? Per poter diventare Partner di Aleteia è necessario:

che tu sia una delle seguenti realtà: un’organizzazione, un’associazione, una società, istituzione, un sito web, un blogger, un media;

che sia interessato a un dialogo rispettoso e fecondo con il mondo cattolico, nel rispetto del Magistero della Chiesa cattolica;

che tu voglia far parte e contribuire, con i contenuti che riterrai opportuno condividere, di un network cattolico mondiale di cercatori della verità.

Il titolare del portale Aleteia.org è “Aleteia Italia Srl”, una società a responsabilità limitata con sede in Milano.

Ma chi promuove “Aleteia”? Prima ancora, cos’è? Citiamo dal loro sito:

Un network cattolico mondiale di informazione, approfondimento e condivisione di risorse, su questioni di fede, vita e società. Aleteia è un’iniziativa di evangelizzazione nel mondo digitale, lanciata nell’autunno 2011 a Roma.

Aleteia non dipende da alcun movimento in particolare, ed è promossa dalla Fondazione per l’Evangelizzazione attraverso i Media (fem-roma.org), realtà nata con l’obiettivo di dinamizzare la presenza dei cristiani nei mezzi di comunicazione.”

La Fondazione per l’Evangelizzazione attraverso i Media, dunque.  Ma, a sua volta, di cosa si tratta? Leggiamo sul sito di questa Fondazione:

The Foundation for Evangelization through the Media (FEM) was created in Rome in 2010, under the auspices of the Pontifical Council for Social Communications.

In parole povere: la FEM è nata sotto gli auspici del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. Quindi un’espressione del Vaticano. Ma andiamo oltre. La FEM ha un’Assemblea Generale formata da 19 membri, 10 fondatori e 9 regolari, tra questi ultimi ci sono i rappresentanti di realtà di rilievo:

The 9 regular members:

The Dominican Order, represented by Fr. Eric Salobir
The Order of Malta, represented by Dominique de La Rochefoucauld
The Shrine of Our Lady of Guadalupe, represented by Mons. Enrique Glennie
Heiligenkreuz Abbey, respresented by Fr. Killian & Fr. Johannes Paul (Austria)
Canal 21, represented by Julio Rimoldi (Argentina)
Fondation Ramon Pane, represented by Ricardo Grzona (Honduras)
Timothée Berthon (Exultet)
Daniel Facérias  (Diakonia of Beauty)
Jean-Louis Falcoz, General Secretary
Marco Frattini (AdEthic)
Pierre-Marie Morel (Emmanuel Community), President of the Supervisory Board
Father Paolo Padrini (IBreviary)

In sintesi: Aleteia è promossa dalla FEM che a sua volta è sorta sotto gli auspici vaticani. Nella foto dell’assemblea della FEM si vede in prima fila il Portavoce di Bergoglio, Padre Federico Lombardi.

Quindi ora, se leggerete attacchi alla “Chiesa pre-conciliare”, alla Tradizione Cattolica, ai principii evangelici, sapete di quale filiera si tratta.

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