Sinodo, sì al testo sul ‘discernimento’ per i divorziati risposati

Tutti i paragrafi del documento finale sono stati votati con i due terzi dei voti da parte dei padri sinodali. Per un soffio anche il numero 85 (placet di 178, non placet di 80 padri, 177 il quorum per la maggioranza qualificata). Ecco il testo della relazione finale del Sinodo che fa un passo verso i divorziati risposati: non ci sono regole generali o accessi incondizionati ai sacramenti, ma approfondendo la strada aperta da Papa Wojtyla con «Familiaris consortio» si apre al «discernimento» caso per caso.

 

04637c2617

 

 

Nessun cambiamento della dottrina, valorizzazione della famiglia e dell’insegnamento del Vangelo, ma anche un passo verso una maggiore comprensione per i divorziati risposati. È questo quanto emerge dalla relazione finale approvata dal Sinodo dei vescovi. Due paragrafi, in particolare, toccano il tema – dibattuto e controverso – dell’atteggiamento da tenere con i divorziati risposati e anche della possibilità che a determinate  condizioni e in certi casi possano accedere ai sacramenti.

La decisione di affidare al «discernimento» dei pastori la comunione per i divorziati risposati passa a maggioranza dei due terzi per 1 solo voto di scarto (178 sono i “sì” rispetto ai 177 che erano richiesti per la maggioranza qualificata). È quanto risulta dai voti sulla Relazione del Sinodo. I “no” sono stati 80. Sono tre i paragrafi della Relazione del Sinodo che hanno ricevuto consensi maggiori rispetto ai due terzi richiesti (177) ma di misura. Sono i paragrafi 84, 85 e 86.

Al numero 85 si cita come «criterio complessivo» questo passaggio dell’enciclica «Familiaris consortio» di Giovanni Paolo II: «Sappiano i pastori che, per amore della verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni. C’è infatti differenza tra quanti sinceramente si sono sforzati di salvare il primo matrimonio e sono stati abbandonati del tutto ingiustamente, e quanti per loro grave colpa hanno distrutto un matrimonio canonicamente valido. Ci sono infine coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido».

Sulla base di questi criteri, il documento approvato dal Sinodo afferma: «È quindi compito dei presbiteri accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio».

Dunque vengono offerti dei criteri per «discernere» le diverse situazioni, in relazione al precedente rapporto matrimoniale, ai figli, al rapporto con la comunità cristiana. Un ulteriore approfondimento riguarda il rapporto con il confessore: «Una sincera riflessione può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno. Inoltre, non si può negare che in alcune circostanze “l’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate” a causa di diversi condizionamenti». Si tratta di una citazione del Catechismo della Chiesa cattolica (1735).

«Di conseguenza – continua il documento – il giudizio su una situazione oggettiva non deve portare a un giudizio sulla “imputabilità soggettiva” (Pontificio Consiglio per i testi legislativi, Dichiarazione del 24 giugno 2000, 2a). In determinate circostanze le persone trovano grandi difficoltà ad agire in modo diverso. Perciò, pur sostenendo una norma generale, è necessario riconoscere che la responsabilità rispetto a determinate azioni o decisioni non è la medesima in tutti i casi. Il discernimento pastorale, pure tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni. Anche le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi». I padri sinodali, sulla base della dottrina tradizionale, ricordano dunque che oltre alla situazione oggettiva in cui vivono i divorziati risposati, bisogna prendere in considerazione anche le situazioni soggettive, che possono vedere notevolmente ridotta le responsabilità.

In questo, modo, si legge nel successivo paragrafo, il numero 86, «il percorso di accompagnamento e discernimento orienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio con il sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere». Questo discernimento, viene precisato, «non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa. Perché questo avvenga, vanno garantite le necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta più perfetta ad essa».

Insomma, i padri sinodali consegnano al Papa un testo che contiene una via di prudente apertura al valutare le situazioni caso per caso, lasciando a lui, e a un eventuale futuro documento, le decisioni da prendere.

In un precedente paragrafo, il numero 84, si afferma che «i battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale», perché «non soltanto sappiano che appartengono» alla Chiesa, ma «ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, lo Spirito Santo riversa in loro doni e carismi per il bene di tutti». A proposito delle forme di partecipazione bisogna «discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate» – come ad esempio l’impossibilità di fare i padrini e madrine, o di insegnare catechismo o di leggere in Chiesa – possano «essere superate». I divorziati risposati «non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre». Per la comunità cristiana, «prendersi cura di queste persone non è un indebolimento della propria fede e della testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale: anzi, la Chiesa esprime proprio in questa cura la sua carità».

Infine, un «discernimento pastorale» è richiesto anche per le situazioni che «riguardano l’accesso al battesimo di persone che si trovano in una condizione matrimoniale complessa», cioè di chi si è sposato civilmente e soltanto dopo la incontrato la fede e chiede il battesimo.

 

Fonte

19 Commenti a "Sinodo, sì al testo sul ‘discernimento’ per i divorziati risposati"

  1. #Diego   24 ottobre 2015 at 10:57 pm

    Hanno “vinto” gli apostati…comunque il Diritto Divino non cambia di una virgola…peccato per chi li ascolterà!

    Rispondi
  2. #bbruno   24 ottobre 2015 at 11:23 pm

    “Nessun cambiamento della dottrina” ….

    E infatti:

    “Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio”. (Mt 19)

    “Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie”. 1Cor 7,10-11)

    La “valorizzazione del Vangelo” ha raggiunto il suo apice: la condanna del divorzio risulta solo da una lettura rozza del Vangelo ( o di San Paolo) , che è smentita dal gran senso di comprensione che in essa si avverte – per intelligenze attente ai bisogni dell’ uomo – nei confronti dei poveri divorziati, che più che della ” durezza” del cuor loro soffrono dello strazio della loro situazione, che bisogna lenire con una quotidiana comunione……

    Rispondi
  3. #Diego   25 ottobre 2015 at 12:13 am

    Il super-eretico Bergoglio si è permesso di dire:” … i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite…”

    Parlava di San Giovanni il Battista o di San Tommaso Moro?

    O parlava delle sue stesse critiche alla mafia e quindi alle famiglie mafiose? La misericordina selettiva è incredibilmente stupida, oltre che completamente eretica!

    Rispondi
  4. #m.i.   25 ottobre 2015 at 12:41 am

    Oggi come allora hanno rimesso ai voti Gesù…..chi volete seguire il bene o il male …ancora una volta vince il peccatore…..ma è una vittoria di Pirro….

    Rispondi
  5. #massimo trevia   25 ottobre 2015 at 2:42 am

    se io,che non sono sposato,cercassi e vivessi”avventure sentimentali”non solo platoniche,peccherei perché sarebbe fuori dal progetto di Dio:il matrimonio,che rende l’amore non solo un gioco,pechè richiede di dare la vita fino alla morte,portando a volte anche una croce.invece,chi già sposato vive un altro rapporto,quindi fuori anche lui dal(suo)matrimonio,di fatto ora,discernendo il suo caso,può.ma allora ci sono due tipi di modo di peccare?credo che la ragione stia nel modernismo:cioè il sacramento ridotto non ad un dono di grazia di Cristo,che crea e sostiene il vincolo nuziale,mai venendo meno alla sua alleanza con “quella”coppia di sposi,ma il sacramento come simbolo soltanto,che ispira qualcosa che peò in fondo creano gli stessi sposi.perciò che male c’è a creare più di una unione?basta l’amore…..!quindi,il vincolo(scioglibile)lo creano gli stessi sposi e poi possono crearne altri,,,,a volontà!prepariamoci,comunque:attaccheranno anche gli altri sacramenti.la confessione,credo,è attaccata già attaccando l’eucarestia!!!!già ora!infine,sarà un caso che il papa parli domani,il 25?fra due 25 sarà Natale!

    Rispondi
  6. #Diego   25 ottobre 2015 at 3:44 am

    Il modernismo è irrazionale, assolutamente irragionevole: se è permesso l’adulterio perché non dovrebbe essere permessa la fornicazione? E perché non anche tutti gli altri peccati?
    I peccati o restano TUTTI o crollano TUTTI e lo stesso dicasi per il Cattolicesimo: o resta intatto o è un’altra, inutile, religione!
    Con la Comunione agli adulteri si ridicolizzano il 6° e il 9° Comandamento e in parte anche il 5° (per il peccato di scandalo) e si danneggiano quattro Sacramenti: il Matrimonio, la Comunione, la Confessione e il Sacerdozio (i preti saranno obbligati a commettere sacrilegi e tutti coloro che usciranno dai seminari dovranno essere pronti a profanare il Santissimo Corpo di Cristo…chi fosse contrario a questa pratica demoniaca non riuscirebbe a diventare sacerdote, i seminari diventerebbero delle fabbriche di modernisti profanatori).

    Rispondi
  7. #frank10   25 ottobre 2015 at 8:06 am

    “ad amarvi e a onorarvi l’un l’altro per tutta la vita[…] siamo disposti, con la grazia di Dio, ad amarci e sostenerci l’un l’altro per tutti i giorni della vita. […] Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.[…] vuoi unire la tua vita alla mia, nel Signore che ci ha creati e redenti? […] Noi promettiamo di amarci fedelmente, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di sostenerci l’un l’altro tutti i giorni della nostra vita. […] L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce.
    Possibile che non si veda che non si parla solo di unione sessuale? Vogliamo ridurre il sacramento del Matrimonio al solo atto coniugale? E’ molto di più: un’unione dei cuori e delle menti, un sostegno nelle prove e nelle sofferenze, un’unione di due vite in una sola, fino alla morte, un giuramento di fedeltà davanti al Signore, un segno dell’unione di Dio con la Chiesa.
    Ma poi, esisterà pure una differenza tra adulterio e divorzio?
    L’adulterio di per sè è un peccato sessuale, ma rimane aperto alla confessione e alla riconciliazione dei coniugi proprio perché è un atto singolo isolato.
    Ma se si passa al divorzio, si esprime la volontà di rifiutare definitivamente il coniuge col quale si era sposati davanti a Dio e si accetta il fatto che si vuole una nuova unione di vita, di sentimenti, di protezione e sostegno con un coniuge diverso da quello per il quale si erano proclamate solennemente le stesse cose. Per cui, anche a prescindere dagli ovvi peccati sessuali di adulterio insiti nella nuova unione (e alle occasioni costanti di peccato future che impediscono guarda caso la confessione), rimane comunque la rottura del patto di Matrimonio che non riguarda solo l’atto sessuale!
    Per l’infinita comprensione che questi più ‘buoni’ di Gesù vorrebbero dare a tutti gli uomini moderni, basterebbe ricordare il Vangelo:
    “Chi ama il padre e la madre [o il nuovo marito o moglie etc] più di me, non è degno di Me”.

    Rispondi
  8. #Nicòla   25 ottobre 2015 at 8:08 am

    Scegliendo di affidare al “caso per caso”, si è scelto di dare alla Chiesa una struttura tale che è, se non proprio scimmiottatura dell’autocefalismo bizantino, una sorta (come ha detto qualcuno) di “federalismo”. Il federalismo, in materia religiosa non funziona, e, comunque, contro la volontà di Dio. PAROLA DI FEDERALISTA.

    Rispondi
  9. #Mari   25 ottobre 2015 at 8:24 am

    Posso dire la mia? E un bel pezzo che i cattolici fanno quel che vogliono con tanti saluti all’ insegnamento della Chiesa in merito alla famiglia : da almeno 40 anni! Be’, non proprio tutti, ma la stragrande maggioranza sì. Come faccio a dirlo? Insegno e la “materia prima” per la mia professione è andata via via scemando.
    Tutti con gravi motivi di salute o a rischio di miseria nera se fosse arrivato un altro pupo oltre al 1°- 2°? Ma per piacere!
    Lo so, sono acida, lo ammetto, ma tutto questo squarciarsi le vesti per la comunionione ai divorziati mi fa un po’ ridere: ci si scandalizza tanto perchè la loro condotta è “manifesta” ma non vediamo forse intorno a noi il risultato di un’ altra condotta disonesta nei confronti della legge di Dio… e quanti guai ci sta già portando e ci porterà ancora lo scopriremo nel prossimo futuro.

    Padre Pio ricordava ai sacerdoti che l’essere “indulgenti” in confessionale circa l’evitare la procreazione li avrebbe chiamati nell’aldila a dover render conto del Sangue di Nostro Signore: in quel giorno non vorrei essere nei panni di tanti confessori “moderni”.
    Certo l’ ignoranza ha lavorato tanto e chi non si è adeguato all’ andazzo è stato considerato un po’ fuori di testa… ma ringrazia ogni giorno il Signore di avergli fatto incontrare coraggiosi uomini di Chiesa (che purtroppo erano, e sono, rari) che gli hanno fatto scoprire il senso della cooperazione della coppia di sposi con Dio per dargli altri uomini da amare e portare, si spera sempre, in Paradiso, per far “fruttare” sempre più il suo Preziosissimo Sangue versato per il genere umano.

    “I peccati o restano TUTTI o crollano TUTTI e lo stesso dicasi per il Cattolicesimo: o resta intatto o è un’altra, inutile, religione!
    Con la Comunione agli adulteri si ridicolizzano il 6° e il 9° Comandamento e in parte anche il 5° (per il peccato di scandalo) e si danneggiano quattro Sacramenti: il Matrimonio, la Comunione, la Confessione e il Sacerdozio (i preti saranno obbligati a commettere sacrilegi e tutti coloro che usciranno dai seminari dovranno essere pronti a profanare il Santissimo Corpo di Cristo…chi fosse contrario a questa pratica demoniaca non riuscirebbe a diventare sacerdote, i seminari diventerebbero delle fabbriche di modernisti profanatori).”

    Verissimo! e lo era anche quando la profanazione del Matrimonio è cominciata ma, siccome lo “scandalo” era apparentemente meno manifesto e “la Chiesa non doveva mettere il naso fra le lenzuola delle persone” ognuno si arrangiava “secondo coscienza” ( ma una coscienza che NON andava bene perchè non cristianamente informata) … e così i seminari da tanti anni sono effettivamente diventati delle fabbriche di profanatori modernisti, anche se la produzione è scarsa (e le rare eccezioni, cioè bravi sacerdoti secondo il cuore di Gesù, confermano la mia fede nei miracoli che solo Dio può operare)

    Rispondi
    • #bbruno   25 ottobre 2015 at 10:22 am

      ma la diano a chi vogliono questa loro comunione, la diano anche ai cani se gli tira…Che c’entra il Santissimo Corpo di Cristo??? Falsi sono come le loro cerimonie e come quel pane che si passano da una mano all’altra come fosse un gingillo da giocarci …Ma volete che Nostro Signore sopporterebbe una simile profanazione istituzionalizzata del suo Corpo? Come fa una chiesa falsa, la chiesa ‘strana’ che ha visto la ven.Emmerich, a compiere validamente i riti della vera Chiesa???

      Rispondi
  10. #bbruno   25 ottobre 2015 at 8:30 am

    tutto in nome della immutabilità della dottrina, solo da interpretare alla luce dell’ ermeneutica della continuità! Con questi lestofanti non merita discutere, significherebbe dare loro peso: sono dei ciechi che amano accecare, e tutto in nome della misericordia : la parola galeotta… E la chiamano Chiesa di Cristo, dove a legiferare non è più Cristo, ma dove Cristo deve ora battere in rititirata, e democraticamente accettare il verdetto della maggioranza…E ci sono babbei che continuano a crederla chiesa vera e il suo presidente vero papa, a cui ovviamente bisogna ‘resistere’, tentando di richiamarlo sulla retta via!

    Rispondi
  11. #gianfranco   25 ottobre 2015 at 9:29 am

    …già nel 2003,ai funerali di Don Gallo Luxuria fa la comunione:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ai-funerali-don-gallo-luxuria-fa-comunione-920722.html ; quella santa e pia donna di mia moglie, alla notizia, mi ha detto: ” per forza, i divorziati sono così tanti che….” addio alla Chiesa come è sempre stata. Tra pochi anni, diventerà solo un ricordo.

    Rispondi
    • #bbruno   25 ottobre 2015 at 12:21 pm

      la Chiesa che è sempre stata, è e sarà: quella vera, ovviamente. Seppure eclissata. Questa profanazione di chiesa – quella dell’ infame Imbroglio, finirà, nel delirio dei suoi creatori e promotori, e nel ridicolo. Almeno avessero la dignità di dichiarare pubblicamente la lorodiversità, facessero OUTING, e la smettessero di camuffarsi sotto le sembianze della vera Chiesa. Ma come farebbero ad IMBROGLIARE tanta gente?

      Rispondi
  12. #gianfranco   25 ottobre 2015 at 10:02 am

    Monsignor Bruno Forte, è stato il Segretario del Sinodo ed ha rilasciato questa intervista:http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/25/news/monsignor_bruno_forte_questa_intesa_non_e_al_ribasso_ora_la_chiesa_accoglie_tutti_-125836103/ ;

    ricordavo di aver letto qualcosa sulla sua figura. Sono andato a ripescare il tutto. Potete leggere le sue eresie, nel documento pubblicato su Chiesaviva al n° 435 ( da Google : Chiesa viva Monsignor Bruno Forte ) il profilo del nostro è scritto dal di Mons. Brunero Gherardini;

    Ecco il titolo : MONS. GHERARDINI STRONCA LA CRISTOLOGIA LIBERALE E LA TEOLOGIA DI MONS. BRUNO FORTE.

    Di seguito uno degli affondi: “La sua concezione del Dio non più personale ne mette in
    evidenza i tratti hegeliani, quelli d’un Dio dichiarato, anzi definito “storia”: un Dio che diviene, si pone e si rinnova nell’ondiflua immanenza mondana. L’immutabilità e l’impassibilità di Dio son pertanto superate di slancio: ferri vecchi e del tutto inutilizzabili dai moderni laboratori di teologia dogmatica.
    teologia dogmatica. La derivazione hegeliana di questo “pezzo da novanta” si rivela nell’aver egli confuso cristologia e soteriologia in un impalpabile pancristismo, grazie al quale il Signore
    Gesù dovr’ebbesser al centro della realtà, tutta in lui ricapitolata (cfr Ef. 1,10), ed è invece la ragione e la molla di quel divenire dialettico che, con Feuerbach, porta alle conseguenze estreme la dialettica hegeliana, trasformando la teologia in pura e semplice antropologia. La pseudoteologia di
    questo Ecc.mo personaggio, al quale la CEI affida le sorti della dottrina cattolica, del suo annunzio e
    della sua catechesi, e quindi della nostra Fede oltre che della nostra salvezza, è tutt’un coacervo di posizioni decisamente erronee ed insostenibili. Il suo punto di partenza – la teologia dal basso – lo pone a braccetto con i massimi responsabili dell’odierna miopia teologica: attraverso Rahner e la
    pletora dei soliti ripetitori risale a Heidegger, Husserl, Hegel, non senza strizzatine d’occhi en passant a Barth,Bultmann, Moltinann, Schillebeeckx, Block, né senza sintomatiche reminiscenze di Gioacchino Fiore, di Vico,di Croce, di Spinoza e del suo emulo moderno Teilhard de Chardin.”

    Rispondi
  13. #bbruno   25 ottobre 2015 at 12:14 pm

    ma, a quello che ho letto, il Mons. Gherardini anche lui, nonostante lasua precisa diagnosi, è un illustre rappresentante dellasquadra “Resisti e Riconosci”. Con quale logica devo ancora CAPIRE…

    Rispondi
  14. #algophagitis   25 ottobre 2015 at 6:11 pm

    Per me le ‘sorprese’ devono ancora arrivare. Non è questo il risultato che si aspettavano. Non si accontenteranno di aperture alle eccezioni che comunque possono essere facilmente estese a dismisura.
    Inoltre devono ancora far ingoiare ai fedeli conservatori la bontà delle unioni civili.

    Rispondi
  15. Pingback: A proposito del comunicato sul documento finale del Sinodo - Radio Spada

  16. Pingback: TUTTO SINODO [Speciale di RS con le peggiori notizie e le migliori riflessioni] - Radio Spada

  17. #piero nicola   28 ottobre 2015 at 7:11 pm

    tutto il documento è scandaloso ed eretico

    Rispondi

Rispondi