Bergoglio. C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla. Cosa ci dice la Chiesa?

Bergoglio. C'è un solo modo per vincere una guerra: non farla. Cosa ci dice la Chiesa?

di CdP Ricciotti.

Partiamo con alcune riflessioni di Bergoglio:

«La guerra è proprio la scelta per le ricchezze: “Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse”. […] C’è una parola brutta del Signore: “Maledetti!”. Perché Lui ha detto: “Benedetti gli operatori di pace!”. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti» (RAI News).

«C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla […] Dobbiamo camminare insieme, è sempre meglio l’amicizia che la lotta, la pace che la guerra […] Camminare uniti ci aiuta a essere solidali» (TgCom24).

«La guerra porta distruzione e moltiplica le sofferenze delle popolazioni. Speranza e progresso vengono solo da scelte di pace» (Il Giornale).

«In questi casi, dove c’è un’aggressione ingiusta, posso soltanto dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo (???  come, con i fiori ???, NdA). I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo anche avere memoria! Quante volte, con questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista! Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata l’idea delle Nazioni Unite: là si deve discutere, dire: “E’ un aggressore ingiusto? Sembra di sì. Come lo fermiamo?”. Soltanto questo, niente di più» (Vatican.va).

«Davvero la guerra è la “madre di tutte le povertà”, la guerra impoverisce la famiglia, una grande predatrice di vite, di anime, e degli affetti più sacri e più cari» (Vatican.va).

«[…] in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello» (Vatican.va).

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Che cos’è il pacifismo? «Il pacifismo è una filosofia che incarna il rifiuto della guerra e diversi movimenti sociali che nel corso della storia hanno agito ed agiscono affinché tale filosofia venga messa in pratica. Il termine si riferisce a un ampio spettro di posizioni, che vanno dalla specifica condanna della guerra a un approccio totalmente nonviolento alla vita. In definitiva, il pacifismo può avere basi etiche (la convinzione che la guerra sia moralmente sbagliata) oppure pragmatiche (la convinzione che la guerra non sia mai efficace). Il pacifismo si esprime in un ampio ventaglio di posizioni, da quelle più moderate a quelle più estremiste. Esistono difatti specifiche concezioni di pacifismo fondate essenzialmente su credenze religiose (e quindi su basi fondamentalmente etiche), oppure su ideologie politiche (con combinazioni variabili di etica e pragmatismo)» (Wikipedia).

Cosa sappiamo dell’Anabattismo? «Movimento religioso di matrice cristiana nato in Europa nel XVI secolo, nell’ambito delle Riforma protestante […] Di fronte a un Movimento che predicava la netta separazione tra stato e chiesa, che rifiutava la chiesa obbligatoria e multitudinista in favore di una chiesa di professanti, nella quale si entrava con un battesimo consapevolmente richiesto (mettendo in soffitta la chiesa costantiniana), e che praticava un rigoroso e totale pacifismo tale da rifiutare di prendere le armi anche contro i Turchi, ormai alle porte dell’Impero, le autorità secolari e religiose, cattoliche e protestanti, decisero di mettere la parola fine sia sull’anabattismo che sugli anabattisti» (Wikipedia).

Per brevità ho usato solo Wikipedia, tuttavia il sito Eresie.it alla voce “Pacifismo” ci presenta una carrellata infinita di campioni dell’eresia (clicca qui).

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Cosa ci dice, invece, la Chiesa?

Quinto comandamento. 193. Che ci proibisce il quinto comandamento: Non ammazzare? «Il quinto comandamento – Non ammazzare – ci proibisce di recar danno alla vita sia naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l’omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo. II quinto comandamento impone l’amore del prossimo col rispetto al massimo bene nostro e altrui: la vita. Perciò proibisce di togliere la vita naturale a noi (suicidio) e agli altri (omicidio), di danneggiarla (percosse, ferimenti); proibisce inoltre tutto ciò che dispone a danneggiare o togliere la vita col suicidio o l’omicidio (duello, ingiurie, imprecazioni); infine proibisce tutto ciò che può togliere o danneggiare la vita soprannaturale (scandalo)» (Catechismo san Pio X).

Leggiamo il commento al Catechismo di san Pio X (ed. CLS, 2009, p. 299 ss.):

«I. Il quinto comandamento: Non ammazzare, ci proibisce… l’omicidio. – Dio è padrone della vita. Non è quindi lecito uccidere, eccetto in tre casi:

«1)  In guerra. – Quando la guerra è giusta (difensiva o anche offensiva) il soldato può uccidere il nemico senza peccato. Praticamente chi viene mobilitato non è tenuto a far ricerche per sapere se la guerra è giusta o ingiusta. E’ invece obbligato chi si arruola volontario;

«2) Per legittima difesa. – Quando non vi sia altro mezzo per difendere e salvare la nostra vita o quella dei nostri cari, o anche per difendere beni di grandissimo valore (virtù, beni necessari alla vita), è permesso uccidere l’aggressore, purché si faccia solo allo scopo di difendersi, e non per vendetta o per altro motivo. Se basta fuggire, chiamare aiuto per salvarsi, o immobilizzare, ferire l’assalitore, non è permesso uccidere;

«3) Dall’autorità competente. – L’autorità pubblica può infliggere la pena di morte ai malfattori che sono di grave danno e pericolo alla società, sia per eliminare il pericolo, sia per punire il reo e ammonire gli altri ad evitare simili delitti.

«Fuori di questi tre casi chi uccide si rende colpevole del gravissimo peccato di omicidio, anche se la vittima ha appena cominciato a vivere da pochi istanti nel seno materno, o è un vecchio invalido, o un infermo in agonia. Non è lecito, per nessun motivo abbreviare la vita, neppure di un minuto secondo».

Le Crociate furono indette per scopi sia difensivi che offensivi, contro l’avanzata e l’oppressione  dei predoni maomettani. I maomettani, come noto, generalmente favorivano metodi paragonabili a quelli dell’ISIS di oggi (ci sarebbe tanto da scrivere a tal proposito).

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Spiega san Tommaso nella Somma Th II-II q40: «Perché una guerra sia giusta si richiedono tre cose. Primo, l’autorità del principe, per ordine del quale deve essere proclamata. Infatti una persona privata non ha il potere di fare la guerra: poiché essa può difendere il proprio diritto ricorrendo al giudizio del suo superiore. E anche perché non appartiene ad una persona privata raccogliere la moltitudine, cosa che è indispensabile nelle guerre. E siccome la cura della cosa pubblica è riservata ai principi, spetta ad essi difendere lo stato della città, del regno o della provincia cui presiedono. E come lo difendono lecitamente con la spada contro i perturbatori interni, col punire i malfattori, secondo le parole dell’Apostolo: “Non porta la spada inutilmente: ché è ministro di Dio e vindice nell’ira divina per chi fa il male”; così spetta ad essi difendere lo stato dai nemici esterni con la spada di guerra. Ecco perché ai principi vien detto nei Salmi: “Salvate il poverello, e il mendico dalle mani dell’empio liberate”. E S. Agostino scrive: “L’ordine naturale, indicato per la pace dei mortali, esige che risieda presso i principi l’autorità e la deliberazione di ricorrere alla guerra”.

«Secondo, si richiede una causa giusta: e cioè una colpa da parte di coloro contro cui si fa la guerra. Scrive perciò S. Agostino: “Si sogliono definire giuste le guerre che vendicano delle ingiustizie: e cioè nel caso che si tratti di debellare un popolo, o una città, che han trascurato di punire le malefatte dei loro sudditi, o di rendere ciò che era stato tolto ingiustamente”.

«Terzo, si richiede che l’intenzione di chi combatte sia retta: e cioè che si miri a promuovere il bene e ad evitare il male. Ecco perciò quanto scrive S. Agostino: “Presso i veri adoratori di Dio son pacifiche anche le guerre, le quali non si fanno per cupidigia o per crudeltà, ma per amore della pace, ossia per reprimere i malvagi e per soccorrere i buoni”. Infatti può capitare che, pur essendo giusta la causa e legittima l’autorità di chi dichiara la guerra, tuttavia la guerra sia resa illecita da una cattiva intenzione. Dice perciò S. Agostino: “La brama di nuocere, la crudeltà nel vendicarsi, lo sdegno implacabile, la ferocia nel guerreggiare, la smania di sopraffare, e altre cose del genere sono giustamente riprovate nella guerra”».

Ancora l’Aquinate: «IIª-IIae q. 40 a. 1 ad 1 SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: Come dice S. Agostino; “prende la spada colui che si arma contro il sangue di qualcuno, senza il comando o il permesso di nessun potere legittimo e superiore”. Chi invece usa la spada con l’autorità del principe o del giudice, se è una persona privata, oppure per zelo della giustizia, e quindi con l’autorità di Dio, se è una persona pubblica, non prende da se stesso la spada, ma ne usa per incarico di altri. E quindi, non merita una pena. – Tuttavia anche quelli che usano la spada in modo peccaminoso non sempre sono uccisi di spada. Essi però periscono sempre con la loro spada; perché se non si pentono sono puniti del peccato di spada per tutta l’eternità.

«IIª-IIae q. 40 a. 1 ad 2. Come nota S. Agostino, tali precetti devono essere osservati sempre con le disposizioni interne: in modo cioè, che uno sia sempre disposto a non resistere, o a non difendersi, quando ciò fosse doveroso. Ma talora bisogna agire diversamente per il bene comune, e per il bene stesso di quelli contro cui si combatte. S. Agostino infatti scriveva: “Spesso bisogna adoperarsi non poco presso gli avversari per piegarli con benevola asprezza. Infatti per colui al quale viene tolta la libertà di peccare è un bene essere sconfitto: poiché niente è più infelice della felicità di chi pecca, la quale accresce un’iniquità degna di pena, mentre la cattiva volontà si rafforza come un nemico domestico”.

«IIª-IIae q. 40 a. 1 ad 3. Quelli che fanno delle guerre giuste hanno di mira la pace. Perciò essi sono contrari solo alla pace cattiva, che il Signore “non è venuto a portare sulla terra”, come dice il Vangelo. Scriveva S. Agostino a Bonifacio: “Non si cerca la pace per fare la guerra; ma si fa la guerra per avere la pace. Sii dunque pacifico nel guerreggiare, per indurre con la vittoria al bene della pace coloro che devi combattere”.

di CdP Ricciotti 

28 Commenti a "Bergoglio. C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla. Cosa ci dice la Chiesa?"

  1. #Alessio   1 dicembre 2015 at 5:30 am

    Una volta in più, un tradimento alla Tradizione ed ha chi nel corso dei secoli ha dato il sangue per la sua sopravvivenza.
    Se Bergoglio ha oggi la possibilità di blaterare le sue eresie lo deve anche, ed in buona parte, a chi dagli albori del Cristianesimo a tempi relativamente recenti (la Crociata di Liberazione Spagnola del ’36/’39?) ha strenuamente combattuto per la sopravvivenza della Fede e della Chiesa. Disconoscere tutti i nostri eroi e tutti i nostri combattenti militari e civili è un tradimento obbrobrioso, un vero peccato che grida vendetta al Cielo.
    Il concetto di pace fu mirabilmente espresso da Sant’Agostino, con la definizione “La tranquillità dell’ordine” : venendo a mancare l’ordine viene anche a mancare il presupposto essenziale della tranquillità, e si rende quindi necessaria un’azione per ristabilire il secondo così da poter riavere la prima. In altre parole, la pace significa non avere nemici, averli ma chiamarli vigliaccamente con un altro nome per avere così la scusa di non combatterli non è la pace ma la resa.
    Il modo per vincere una guerra è non farla? Bene, allora la guerra in difesa dei cristiani massacrati giornalmente la stiamo vincendo alla grandissima, visto che non si sta facendo assolutamente nulla, neppure chiedere pubblicamente preghiere (eh, no! Sarebbe offendere l’Islam! E mica si può offendere nessuno!) ; resta da chiedersi che curioso tipo di vittoria sia, con uomini, donne, bambini, anziani e malati atrocemente uccisi ogni volta che capitano nelle mani dei terroristi… forse si tratta del tipo di vittoria mediatica che il Grande Riformatore sembra cercare senza sosta nei rotocalchi liberali e sinistrosi, e se per mantenere la sua immagine politicamente stracorrettissima migliaia e migliaia di cristiani devono morire ignorati che muoiano pure… e chiamiamo tutto questo vittoria!
    Che infamia! Anche se purtroppo non ha più regnanti disposti ad appoggiarla, la Chiesa ha sempre degli incalcolabili capitali con in quali potrebbe assumere tutti i mercenari del mondo, supportati da eventuali volontari, ed avere così delle truppe sul campo per difendere le vittime della barbarie maomettana e possibilmente distruggere i terroristi. Ma di diritto alla vita per loro il Riformatore non parla, meglio limitarsi a parlare di diritto all’acqua e alle fogne nelle baraccopoli senza peraltro muovere un dito per farle avere a chi non le ha (possono sempre “sognarle con l’occhio di vetro”, come ha detto all’Avana).
    CHI SI TIRA INDIETRO DAVANTI AD UNA GIUSTA CONTESA L’HA PERSA, E L’HA PERSA NEL MODO PEGGIORE. Ed ancor di più se per colpa del suo tirarsi indietro sono altri a pagare un prezzo.

    Per inciso, viva la coraggiosa epoca dei duelli e della difesa dell’onore, rimpiazzata dalla quella vile delle denunce, delle querele e del far finta di niente.
    Insegnare ad un bambino non misurarsi a percosse, quando ci sia un giusto motivo, è una sorta di anticamera del “gender”, che potrebbe fare di lui uno smidollato nel futuro (come sono oggi la stragrande maggioranza dei ragazzini, e non solo, che si insultano su “facebook” invece di fare delle sane e formative zuffe come una volta). Un uomo che non sappia far rispettare sè stesso, i suoi cari o i suoi ideali anche con la forza se necessaria, come uomo vale piuttosto poco.
    Riguardo allo scappare se ci si può difendere, finchè lo fa un sacerdote va bene, ma in altri casi non mi sembra esattamente la scelta più onorevole ed efficace.
    Quanto alla legittima difesa in relazione all’attualità, i cittadini che recentemente hanno fatto secchi i ladri (albanesi) che hanno tentato di rapinarli hanno commesso un atto degnissimo e lodevole, per il quale stringo loro la mano affermando ogni volta -Uno di meno!-.

    “Si vis pacem para bellum” : è vero da migliaia di anni e vero rimane.

    Rispondi
    • #bbruno   1 dicembre 2015 at 4:48 pm

      penso sia opportuno, visto il legame che detto papa bergoglio ha voluto stabilire fra sé e il Santo di Assisi, ricordare quanto San Francesco diceva su misericordia perdono guerra, molto pertinente con la situazione attuale- leggendo questa pagina dalle Fonti Francescane,nr.2691 :

      “Il Sultano sottopose a Francesco D’Assisi un’altra questione:”II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuol togliervi la tonaca,dunque voi cristiani non dovreste imbracciare armi e combattere i vostri nemici”; rispose il beato Francesco:”Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Il perdono di cui Cristo parla non è un perdono folle, cieco, incondizionato, ma un perdono meritato. Gesù infatti ha detto: “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino”. Infatti il Signore ha voluto dirci che la misericordia va dispensata  a tutti, anche a chi non la merita, ma che almeno sia capace di comprenderla e farne frutto, e non a chi è disposto ad errare con la stessa tenacia e convinzione di prima.  Altrove, oltretutto, è detto: “Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te”.  E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi”.

      – E Bergoglio si è voluto paludare del nome di San Francesco! La vergogna quest’uomo la conosce???

      Rispondi
      • #iesse35   29 agosto 2016 at 5:15 pm

        carissimo #bbruno
        non so dove ha trovato un testo così falsato come quello che riporta nel suo commento, la verità è un’altra.

        xxxxxxxxxxxxxxxxxx

        Rispondi
        • #Isidoro   29 agosto 2016 at 5:23 pm

          Salve, su Radio Spada non permettiamo la diffusione di simili idiozie, come quella che San Francesco sia stato un pacifista. Grazie per la collaborazione.

        • #bbruno   29 agosto 2016 at 6:45 pm

          caro iesse35, la citazione è tratta dal ” numero 2691 delle Fonti Francescane.
          Può trovare tutto il contesto in TOSCANA.OGGI.it

          Certo, oggi la figura di un San Francesco ‘guerriero di Dio, dà tremendamente fastidio. Si è preferito, vista la popolarità indiscussa del Santo, trasformarlo in un mollusco insignificante, buono solo per trastullarselo come icona del buonismo tonto, del dialogo ad ogno costo e panzanate del genere, tanto che un detto-papa ha avuto l’ardire di prenderene il nome e coprire le sue malefatte criminali contro la Chiesa sotto il velame del nome santo. Blasfemo.

          “Quanto è diffìcile – cito da Il Timone – addirittura sorprendente, credere che san Francesco di Assisi fu un difensore della Crociata. In effetti, egli accompagnò la V crociata, iniziando in prima persona la missione francescana presso i musulmani. Non risponde a verità la convinzione che san Francesco accompagnò i Crociati senza condividere la necessità di armarsi e di combattere per liberare i Luoghi Santi. 
 C’è un episodio di Francesco alla Crociata molto significativo che ci viene abitualmente taciuto: dopo essere scampato per miracolo alla morte e avere subito dai musulmani percosse sanguinose, Francesco riesce a raggiungere il sultano Malil-Al-Kamil. Con lui c’era un altro frate, di nome Illuminato, che ci riporta il dialogo intercorso tra il poverello di Assisi e il Sultano. 
 Sentiamo la testimonianza di Frate Illuminato… appunto quella qui riferita.:.

          PS- certo sappiamo, ora la verità è un’altra…

        • #iesse35   30 agosto 2016 at 5:54 pm

          Carissimi #isidoro e #bbruno eppure avete pubblicato un testo falsato giudicate da voi, andate a consultare il testo originale anzicchè copiare idiozie come quella pubblicata, con tutto il rispetto …

          QUESTO E’ IL TESTO VERO:
          Il Sultano gli sottopose anche un’altra questione: “II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vi vuol togliere la tonaca, ecc. Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre, ecc.” Rispose il beato Francesco: “Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove infatti è detto: “Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te”. E, con questo ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti a separarlo, ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tenta di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia,quando invadono le vostre terre e vi combattono perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi”. (Numero 2691 delle Fonti Francescane pag. 2161 – 2162 )
          [ questo è il testo integrale corretto come è scritto compresi gli “ecc.” riportato senza modifiche]
          _________________
          CONCLUSIONE
          Ci pare che non sia corretto contraffare le parole di san Francesco e scriverle come citazione quando non lo sono affatto.
          Concordo che le Crociate condotte qualche secolo fa, furono sacrosante ma non ritengo che ci siano oggi seri motivi per avviarne altre. Le guerre che sono state portate dagli Usa e dagli Inglesi nei secoli scorsi non erano sotto l’egida delle crociate bensì erano solo per motivi di potere economico. Riteniamo che l’ISIS vada combattuto là dove si trova, perché il vespaio va distrutto nell’alveare e non dove le vespe si posano. Inoltre auspichiamo non si debba cadere nella trappola di una guerra di religione, come vorrebbero invece i califfati che sostengono e alimentano l’ISIS. .

        • #iesse35   30 agosto 2016 at 6:09 pm

          Carissimo #bbruno ho controllato su Toscana oggi c’è il testo corretto, che non corrisponde con quello da lei pubblicato.
          Infatti ecco le differenze tra il testo in Toscana oggi (esatto) e quello da lei pubblicato (non esatto):
          ***
          Infatti il testo riportato non è corretto non corrisponde al Numero 2691 delle Fonti Francescane citato al piede .
          ***
          E’ STATO AGGIUNTO:
          Il perdono di cui Cristo parla non è un perdono folle, cieco, incondizionato, ma un perdono meritato. Gesù infatti ha detto: “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino”. Infatti il Signore ha voluto dirci che la misericordia va dispensata a tutti, anche a chi non la merita, ma che almeno sia capace di comprenderla e farne frutto, e non a chi è disposto ad errare con la stessa tenacia e convinzione di prima. Altrove, oltretutto, è detto
          ***
          INVECE DI :
          “quando invadono le vostre terre e vi combattono”
          E’ SCRITTO :
          ” vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani”
          ***
          E’ STATO AGGIUNTO:
          o magari solo rispettare
          ***
          E’ STATO AGGIUNTO:
          e lasciare in pace i cristiani, allora essi
          ***

        • #iesse35   31 agosto 2016 at 8:33 am

          Signor #bbruno gentilmente mi darebbe il link, non riesco a trovare la citazione da lei fatta nel sito de “Il Timone”.
          Grazie.

        • #bbruno   31 agosto 2016 at 9:39 am

          iesse 35, lo puoi trovare qui il testo della conversazione che Giampaolo Barra, direttore del Timone, tenne a radio maria il 22/04/1999:

          http://www.lamadredellachiesa.it/le-ragioni-della-crociata/

  2. Pingback: Bergoglio. C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla. Cosa ci dice la Chiesa? « www.agerecontra.it

  3. #Piero Laporta   1 dicembre 2015 at 2:50 pm

    […] La violenza, come ogni altro elemento umano, è un dono di Dio; la bontà o malvagità a essa correlate sono determinate unicamente dal fine per il quale la violenza è esercitata. D’altronde così è per la guerra.
    Come vi ho detto, Solgenitsin fu lapidario: «Il contrario della pace non è la guerra ma la violenza». La guerra infatti è l’esito d’una molteplicità di violenze, perfettamente giuste e morali quelle di chi difende il suo diritto naturale, sataniche quelle che tale diritto negano.
    La violenza, esercitata dal potere sul singolo uomo, si manifesta attraverso le leggi, spesso in nome della libertà, sempre in nome del diritto, nascondendo che le leggi sono la foglia di fico del presunto “diritto di dominare” del potere. Nessuno può negare che la messa al bando degli ebrei da parte del fascismo fosse legale. Fu infatti una legge a realizzare quell’esito. Allo stesso modo il potere si autolegittima proprio quando processa chi viola le sue leggi ingiuste, immorali, liberticide, assassine […]
    da
    http://www.pierolaporta.it/lultima-omelia-di-don-giorgio/

    Rispondi
    • #Alessio   2 dicembre 2015 at 1:21 pm

      Non è chiaro questo riferimento al Fascismo. Al di là del citare un fatto storico a cosa mira precisamente questo esempio così specifico?

      Rispondi
  4. #Piero Laporta   1 dicembre 2015 at 2:52 pm

    […]Il diavolo, diceva mio nonno, s’accuccia sotto l’acqua benedetta. I nemici della Chiesa sanno bene che noi siamo così subordinati all’autorità papale da sentirci in difficoltà se la legge di Cristo è violata da chi è preposto a difenderla, il papa; il nostro Credo rende impossibile resistere alla parola del papa. D’altronde non avremmo altra Chiesa dove andare.
    In realtà, cari fratelli, se il papa violasse la parola di Cristo non sarebbe più il papa e non gli dovremmo più alcuna obbedienza.
    La parola di Cristo non appartiene neppure a Cristo: è di Dio padre; chi la tocca pecca contro lo Spirito Santo ed è morto davanti a Lui.[…]
    da
    http://www.pierolaporta.it/lultima-omelia-di-don-giorgio/

    Rispondi
  5. #bbruno   1 dicembre 2015 at 4:03 pm

    E lo sappiamo bene che tu non combatti. Anzi non vedi nemmeno un aggressore in giro – ubi est hinimicus, Bergoglie???- e quindi nessuno da fermare (fermare poi un aggressore senza combattere è un’ idea fantastica, degna solo di chi non vede nessun bisogno di combattere).
    Non sarà che Bergoglio sarà ricordato come il “Il più grande condottiero” della storia, lui che crede di “vincere senza nemmeno combattere”? Lui infatti i ‘nemici’- che non ci sono – li ha già fulminati con la sua maledizione ( ché quell’ Altro, che lui nemmeno si degna di nominare- per non urtare?- intendeva ben altra cosa per ‘pace’ quando ne benediceva gli “operatori”. Per Pace, quel LUI, Gesù, intendeva Se stesso, e quindi benedetti sono quelli che operano per portarLo tra la gente.E quindi maledetto è chi opera per nasconderLo, per tema di crear del permale tra chi chi Lo nega, per i esempio i suoi fratellissimi i giudei e i musulmani…E allora MALEDETTO SIA!

    Rispondi
  6. #massimo trtevia   2 dicembre 2015 at 2:02 pm

    a parte questa ultima vigliaccheria,ve ne ricordo alcune altre.1)in un filmato e altre volte dice che allah e Dio è lo stesso.2)l’altro giorno,sui profilattici,ha detto che la Chiesa deve scegliere fra v e vi comandamento…….cosa mai detta in 2000.ah,ma come lui dice,:OGGI LA CHIESA…..cioè:all’improvviso siamo in tempi nuovi.certo,così,leggendo “i tempi”attuali,lo si dice se li si legge secondo un’ottica MODERNISTA!!!!!! ma che si aspetta a riconoscerlo e denunciarlo?lo scandalo non è riconoscerlo.è non riconoscerlo.SVEGLIAMOCI!!!!!!!anche la gerarchia…..tanto credo che bergoglio,furbamente,eviterà(forse non scriverà la esortazione post-sinodale,credo non sia obbligatoria….)di prendere più nettamente,non scrivendo documenti,posizione!!!!esempio:ma non doveva esprimersi(dissero)definitivamente su medjugorje?…….

    Rispondi
    • #frank10   2 dicembre 2015 at 11:11 pm

      Non c’è da aspettarsi nulla neppure su Medj: ha detto a una persona che lui, parlando della Madonna che non fa la postina, non intendeva riferirsi a Medj, ma ad altre 2 presunte apparizioni in Argentina e Irlanda. Per cui si può ritenere che invece per Medj sia favorevole (guarda un po’), basterebbe sostituire la gestione dai francescani ai carismatici, come ha già detto tempo fa.

      Rispondi
  7. #massimo trevia   2 dicembre 2015 at 2:04 pm

    p.s.:non sono slavo,e mi chiamo trevia.

    Rispondi
  8. #lister   2 dicembre 2015 at 6:01 pm

    Per scrivere di tutte le bergoglionerie non basta neanche il libro di Danilo Quinto.
    Una su tutte: CREDO IN DIO MA NON NEL DIO CATTOLICO.
    E lo considerano ancora il “Pontefice Massimo”, il “Capo della Chiesa CATTOLICA Apostolica Romana”, il “Vicario di Cristo in Terra”…
    Ma per favore!…

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    • #Alessio   2 dicembre 2015 at 7:57 pm

      Questa mi mancava… “grazie”, per così dire.
      All’inizio mi domandavo se non fosse cattolico, poi se fosse un pazzo, adesso credo che sia un pazzo non cattolico. O così o un vero nemico della Chiesa, un nuovo Lutero.

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  9. #matteo   3 dicembre 2015 at 11:36 am

    Le eresie del sudamericano spaziano su svariati fronti, questa è solo una delle tante.

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    • #Alessio   3 dicembre 2015 at 7:54 pm

      Non ne dubito, non le ho collezionate tutte ma tanto mi basta. Ha di “buono” (come si sono ridotte le pretese!) che essendo così totalmente sfacciato forse, lentamente, qualcuno inizia ad aprire gli occhi a forza.

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  10. #bbruno   3 dicembre 2015 at 9:15 pm

    questo qui il papa Furbiesco ha traghettato la cattolicita’ dentro il tempio della Loggia, e i cattolici fanno ancora fatica ad accorgersene! Che razza di beoti! Col suo mons. Cipolla ci ha detto l’ altro giorno che i cattolici non devono creare tensioni co le loro storie di natali e crocifissi… A quando una scomunica a Gesu’ Cristo che si e’ permesso, l ‘ -insolente
    – di portare in terra non la pace ma la spada????i

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  11. #bbruno   30 agosto 2016 at 10:25 pm

    caro iesse 35, metto qui la risposta, non riuscendo diversamente.

    sì, ammetto di essermi fidato delle citazioni fatte da terzi, tra questi anche da gloria.TV, non avendo io avuto la possibilità di vedere direttamente la fonte. Confesso anche che il passo che comincia con le parole”il perdono di Cristo…”, mi sembra con tutta evidenza un commento esplicativo in aggiunta… ma detto questo la sostanza del discorso non cambia, mi pare, non si è fatta nessuna contraffazione: la contraffazione la fanno quelli che vogliono e insistono a dire che San Francesco fu un dialogante per amore del dialogo, un pacifista amico dei nemici della cristianità, un bambolotto che si trastullava coi fiori… san Francesco non è il pacifista che si vuol far credere, difende il diritto alla guerra giusta, partecipa alla crociata, cerca il dialogo, se così piace, col sultano, non per amore del dialogo in se stesso, ma ai fini della conversione, e il dialogo abbandona quando vede che non porta al suo fine. San Francesco è un sostenitore del proselitismo, un apostolo che vuol portare le anime a Cristo, nemico della libertà di religione, del Dio uguale secondo tutti, e il ‘papa che condanna il proselitismo, che seguita a promuovere lo spirito di assisi, con riferimento diretto al santo che da lìproviene, ha avuto la faccia di assumerne il nome! Costui è il Sommo Contraffatore, e quelli che gli credono!

    Che non sia pià tempo di crociate, purtroppo è vero: è sparita la cristianità e quindi subiamo e togliamoci di mezzo. Ma chi ha osato chiedere perdono per le crociate, squalificarle definendole un malinteso cristiano, così offendendo la memoria di quegli eroi cristiani che hanno permesso all’ Europa di godere i frutti della civiltà cristiana ( si vede bene che il mondo ‘disperato’ non va a cercare rifugio nei paesi dell’islam…), sono delle bestie senza pudore alcune, che vomitano sui piatti dove mangiano abbondantemente. Ma sta per finire, la cuccagna e l’insolenza blasfema…

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    • #iesse35   2 settembre 2016 at 10:03 am

      Carissimo #bbruno,
      condivido interamente il testo riportato nel link da lei citato :
      http://www.lamadredellachiesa.it/le-ragioni-della-crociata/

      … però mi preme sottolineare che le aggiunte fatte al testo proposto come reale, pur non stravolgendo il contenuto, insinuano in chi legge l’idea che l’Islam voglia conquistare l’Europa e che voglia uccidere tutti i cristiani che incontra.
      Questo è ciò che oltre ad essere falso è anche pericoloso! E’ vero che san Francesco giustificava le Crociate ,del suo tempo ma certamente non approverebbe quelle che oggi si vorrebbero suggerire, come è stato fatto, alterando il testo.
      Non si deve identificare ISIS con l’Islam, non si può identificare un esercito al soldo del Califfato e sostenuto da potenze che conosciamo bene e che hanno avuto interesse a farlo senza per altro essere islamiche.
      Da dove arrivano le armi modernissime e potenti che abbiamo visto avanzare sui territori della Siria sventolando la bandiera dell’ISIS ? Non mi risulta che ci siano fabbriche di armi da quelle parti.
      Non è una guerra di religione quella che sta conducendo ISIS e lo dimostra il fatto che ora, visto che le potenze che lo sostenevano fino a ieri con fini politici oltre che economici non ne ravvisano più l’obbiettivo che si erano prefissato, stanno addirittura combattendolo. E’ un mio pensiero ma ho l’impressione che dell’ISIS oltre a non rappresentare il miliardo di Islamici che popolano il mondo non ne resterà neppure la traccia entro un paio d’anni.
      Il Papa ha valore per chi come noi ha ancora Fede ma per i potenti della terra adoratori del dio Mammona ho l’impressione che non gliene importi gran che.
      E la guerra che decideranno di fare o non fare non sarà certo per decisione del Papa che al tempo d’oggi viene considerato un leader che non ha nemmeno credito presso i propri fedeli.

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  12. #iesse35   3 settembre 2016 at 7:26 pm

    Da non pubblicare.
    Mi fate sapere gentilmente se la mia risposta a #lister è stata bannata oppure se è ancora in revisione? Grazie della risposta qualunque decisione abbiate preso.
    Saluti e Dio(sempre benedetto) vi benedica.

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    • #lister   4 settembre 2016 at 11:36 am

      Bah! Riscrivila: sono curioso.

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  13. #bbruno   3 settembre 2016 at 7:56 pm

    il generale cinese Sunzi disse invece che c’ è un solo modo di essere un grande condottiero: vincere senza combattere. E difatti il condottiero ‘maometto’ è il più grande di tutti perché lui sta vincendo senza combattere, avendo indotto noi a costruire la nostra disfatta con le nostre mani, anzi con il fior fore delle nostre navi che a ritmo continuo scaricano con tutte le comodità i suoi uomini nei nostri porti, consentendo ai trafficanti l’incasso di quei denari ch servono alla loro causa.

    – Cito da AnalisiDifesa:

    “Non si era mai vista una parata navale più penosa di quella che nelle ultime ore ha raggiunto i porti dell’Italia Meridionale. Portaerei, fregate lanciamissili, corvette e pattugliatori dal costo di diverse centinaia di milioni di euro ognuna e il cui impiego costa decine di migliaia di euro al giorno impiegate in massa come traghetti per portare in Europa oltre 13mila clandestini che, a una media di 2.400 euro a «posto barca», hanno fatto incassare oltre 31 milioni ai trafficanti in soli tre giorni.

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    • #lister   4 settembre 2016 at 11:48 am

      .. quando basterebbe una sola portaerei all’ancora al limite delle acque territoriali per farne un CIE.
      Identificare lì tutti i mambruchi.
      Quelli con documenti validi e diritto di asilo: in Italia/Europa; quelli senza documenti o senza diritto di asilo: a casa loro!!!
      Il tutto in poche ore.
      Quanto scommettiamo che, nel giro di una settimana, finirà questa invasione?

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