Bergoglio dai Luterani: nessuna condanna per chi non va a Messa. Dio punisce solo chi “fa muri”.

Bergoglio dai Luterani: nessuna condanna per chi non va a Messa. Dio punisce solo chi “fa muri”

di CdP Ricciotti.

Bergoglio recentemente ha reso omaggio ai Luterani a Roma (link 1 videolink 2 citazioni). Confrontiamo la sua fede con la Cattolica.

Dice Bergoglio: «[Nel giorno del Giudizio] non ti sarà chiesto se sei andato a Messa […] ma se la tua vita l’avrai usata per fare muri o per servire […] Tutti noi battezzati, luterani e cattolici, siamo in questa scelta: il servizio, l’essere servo»

Cosa dice, invece, la Chiesa?

125 D. Che cosa c’insegna il settimo articolo: Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti? R. «Il settimo, articolo del Credo c’insegna che alla fine del mondo Gesù Cristo pieno di gloria e maestà verrà dal cielo per giudicare tutti gli uomini, buoni e cattivi, e per dare a ciascuno il premio o la pena che avrà meritato». 867 D. Con qual peccato si perde la Fede? «R. La Fede si perde con negare o dubitare volontariamente anche di un solo articolo propostoci a credere». 909 D. Come si perde la Carità? «R. La Carità si perde con qualunque peccato mortale». 951 D. Qual è il peccato mortale? «R. Il peccato mortale è una trasgressione della divina legge, per la quale si manca gravemente ai doveri verso Dio, verso il prossimo, verso noi stessi». 469. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare? «Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa».  474. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa?  «I precetti della Chiesa sono cinque: Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate […]». 475. Che cosa ci ordina il primo precetto o comandamento della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate? «Il primo precetto della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate, ci ordina di assistere con divozione alla santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto». 472. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa? «Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale». (Catechismo Maggiore)

Ancora Bergoglio: «Ma noi luterani e cattolici, da che parte saremo, a destra o a sinistra? Ma ci sono stati tempi brutti eh fra noi – ha sottolineato – le persecuzioni tra noi, con lo stesso battesimo… ci siamo anche bruciati vivi, dobbiamo chiederci perdono per quello scandalo della divisione, perdono, tutti, luterani con cattolici».

Cosa dice, invece, la Chiesa?

«128. […] la grande eresia del Protestantesimo (sec. XVI), prodotta e divulgata principalmente da Lutero e da Calvino. Questi novatori, col respingere la Tradizione divina riducendo tutta la rivelazione alla S. Scrittura, e col sottrarre la S. Scrittura medesima al legittimo magistero della Chiesa, per darla insensatamente alla libera interpretazione dello spirito privato di ciascheduno, demolirono tutti i fondamenti della fede, esposero i Libri Santi alla profanazione della presunzione e dell’ignoranza, ed aprirono l’adito a tutti gli errori. 129. Il protestantesimo o religione riformata, come orgogliosamente la chiamarono i suoi fondatori, è la somma di tutte le eresie, che furono prima di esso, che sono state dopo, e che potranno nascere ancora a fare strage delle anime. 130. Con una lotta, che dura senza tregua da 20 secoli, la Chiesa cattolica non cessò di difendere il sacro deposito della verità che Iddio le ha affidato, e di proteggere i fedeli contro il veleno delle eretiche dottrine. 134. Lo spirito protestante tuttavia, cioè lo spirito di sconfinata libertà e di opposizione ad ogni autorità, non lasciò di diffondersi; e molti uomini sorsero che gonfiati da una scienza vana e superba, ovvero dominati dall’ambizione e dall’interesse non dubitarono di creare o dar favore a teorie sovvertitrici della fede, della morale, e di ogni autorità divina ed umana». (Catechismo Maggiore, Brevi cenni di storia ecclesiastica).

Bergoglio prosegue: quando «condividiamo la cena del Signore – ha osservato – ricordiamo e imitiamo il Signore Gesù. La cena del Signore ci sarà. Il banchetto finale della nuova Gerusalemme. Mi domando: condividere la cena del Signore è il fine di un cammino o il viatico per camminare insieme? In un certo senso condividere è dire che non ci sono differenze tra noi, che abbiamo la stessa dottrina. Mi domando: “Ma non abbiamo lo stesso battesimo?”. E se sì dobbiamo camminare insieme».

Cosa dice, invece, la Chiesa?

654. Che cosa è dunque la santa Messa? «La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino, in memoria del sacrificio della Croce». (Catechismo Maggiore). Cosa dicono Lutero ed i Luterani? «La messa non è un sacrificio, o l’azione del sacrificatore… Chiamiamola benedizione, eucarestia, mensa del Signore o memoriale del Signore. Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di sacrificio […] Quando la messa sarà distrutta, penso che avremo distrutto anche il papato […] Infatti il papato poggia sulla messa come su una roccia. Tutto questo crollerà necessariamente quando crollerà la loro abominevole e sacrilega messa». Bolla «Exsurge Domine», Condanna delle tesi di Martin Lutero, Papa Leone X: qui la bolla e l’elenco delle bestialità di Lutero e luterane.

Bergoglio ha esortato quindi a «pregare insieme, lavorare insieme per i poveri, amarci insieme, con vero amore di fratelli». E di fronte all’osservazione «“ma siamo diversi perchè i nostri libri dogmatici dicono una cosa e i vostri dicono un’altra” noi dobbiamo chiedere la grazia della diversità riconciliata nel Signore».

Cosa dice, invece, la Chiesa?

«La communicatio in sacris è formale quando un cattolico partecipa ad un rito acattolico (e/o prega CON) con la reale intenzione di dare un culto a Dio nel rito della falsa religione. La communicatio in sacris pregiudica l’unità della Chiesa o include formale adesione all’errore o pericolo di errare nella fede, è di scandalo e di indifferentismo, è proibita dalla legge divina» (in questo mio vecchio studio c’è la spiegazione ai sensi del CJC).«[…] non è lecito, neppure sotto il pretesto di rendere più agevole la concordia, dissimulare neanche un dogma solo; giacché, come ammonisce il patriarca alessandrino: “Desiderare la pace è certamente il più grande e il primo dei beni, ma però non si deve per siffatto motivo permettere che ne vada di mezzo la virtù della pietà in Cristo”. Perciò non conduce al desideratissimo ritorno dei figli erranti alla sincera e giusta unità in Cristo, quella teoria, che ponga a fondamento del concorde consenso dei fedeli solo quei capi di dottrina, sui quali o tutte o almeno la maggior parte delle comunità, che si gloriano del nome cristiano, si trovino d’accordo, ma bensì l’altra che, senza eccettuarne né sminuirne alcuna, integralmente accoglie qualsiasi verità da Dio rivelata» ( Orientalis Ecclesiae, Pio XII – in questo mio vecchio studio tutte le spiegazioni e la dottrina esposta dalla Chiesa).

Qui c’è la risposta cattolica al comportamento di Bergoglio.

di CdP Ricciotti

43 Commenti a "Bergoglio dai Luterani: nessuna condanna per chi non va a Messa. Dio punisce solo chi “fa muri”."

  1. #Valeria Acciaiuoli   17 novembre 2015 at 10:00 am

    Speriamo che non lo sentano i bambini del catechismo…

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    • #ricciotti   17 novembre 2015 at 3:11 pm

      Davvero. è peggio della teoria gender negli asili.

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  2. #Diego   17 novembre 2015 at 10:25 am

    Splendido articolo!
    Che dire di Bergoglio oltre al fatto che è schifosamente eretico?
    Mi viene in mente solo: “Quos Deus vult perdere, dementat prius”.
    E, a proposito di muri, non capisce il signor Bergoglio che ce ne sono di necessari?
    Faccio un esempio che può FORSE capire anche un cattocomunista: è peccato costruire muri contro la mafia? Contro l’usura? Contro la corruzione? E allora perché dovrebbe essere peccato costruire muri contro l’eresia, le bestemmie e la sodomia?

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    • #ricciotti   17 novembre 2015 at 1:03 pm

      Ottimi esempi

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  3. #Giuseppe Truglia   17 novembre 2015 at 12:10 pm

    se crediamo di avere la vera Fede che sprigiona il vero Amore, questo servira’ a sanare l’eresia.

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    • #ricciotti   17 novembre 2015 at 3:10 pm

      Dove lo hai letto?

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  4. #bbruno   17 novembre 2015 at 2:21 pm

    anche questa volta senza volerlo il detto papa ha detto una cosa giusta,seppure parziale: non è peccato non andare a messa ( a ‘questa’ messa infatti è PECCATO andarci…) Quanto ai MURI, pensi un po’ questo detto papa quante condanne dovrà subire per avere eretto tanti muri fra i cattolici, tra quelli cioè che a questo nome si richiamano… Senza volerlo ‘profetizza’ anche…

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    • #ricciotti   17 novembre 2015 at 3:11 pm

      dici bene.

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  5. #Gerry   17 novembre 2015 at 7:25 pm

    Ma dov’è il testo del Papa? Io trovo solo quello sul sito del vaticano, molto diverso da quello qua citato.

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    • #Gerry   17 novembre 2015 at 7:28 pm

      Che invito tutti a leggere. Quello qui riportato è solo il commento di un giornalista che esprime a parole sue quello che ha capito. Niente aggiungo io.

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    • #Gloria   17 novembre 2015 at 11:23 pm

      Certo che non lo trovi uguali, qui stanno solo cercando di infangare il nome del nostro Papa. In questo articolo e’ racchiusa tutta la’astuzia del demonio. Io sto con Papa Francesco!

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    • #Mirella   18 novembre 2015 at 8:52 am

      Alla fine quando hai letto quello sul sito del Vaticano clicca su PRECEDENTE

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  6. #lister   17 novembre 2015 at 7:34 pm

    …e c’è ancora chi lo crede “Papa di Santa Romana Chiesa”!

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  7. #Manuela   17 novembre 2015 at 8:13 pm

    Al peggio non c’è mai fine.
    Bergoglio a forza di abbattere muri sta demolendo definitivamente anche il suo, rivelandosi per cio’ che e’ : indegno e falso VdR.
    Che Dio ci liberi presto da questo eretico aguzzino.

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  8. #Valentina Arcidiacono   17 novembre 2015 at 8:59 pm

    No… no no no… ragazzi… non mettetevi contro il Papa…è satana che vuole che non si preghi più per la Chiesa e per il Papa… non fatevi ingannare dalle apparenze… e poi… l’avete sentito con le vostre orecchie? Tutto il discorso com’è andato? I giornali, (e ne ho le prove, in quanto l’ho constatato tante volte) hanno spesso cambiate le parole del Papa proprio per far mettere anche gli stessi credenti contro di lui… non credete a nulla, specialmente! gli articoli su internet…
    Il Papa è ok, non preoccupatevi.. l’unica cosa da fare è pregare per lui ogni giorno il Santo Rosario. E andrà tutto bene. Sapete che il Papa ha scritto un libro dal titolo “Questa economia uccide”?
    Ecco, leggetelo… cosi’ capirete CHI è Papa Bergoglio… ha scritto delle cose contro la teoria gender che sono formidabili…. questo è il Papa… non lasciatevi ingannare nemmeno per un attimo dai mass media massonici… sono al servizio di satana…. pregate, pregate e pregate… per il Papa e per i sacerdoti… se cadono loro, cadiamo anche noi.. e se si smette di pregare per loro, loro cadono e cadiamo anche noi… siamo tutti responsabili…aiutiamo il Papa, con la preghiera… non critichiamolo… ve ne scongiuro.. non cadete nel tranello di satana… che Dio illumini… Invocate lo Spirito Santo, fate il segno della croce.. concentratevi.. e poi chiedete allo spirito santo (“Possiamo fidarci del Papa?”……. ascoltate lo Spirito Santo…. non abbiate paura… siate forti e non fatevi ingannare dal principe di questo mondo…. (satana).

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  9. #Valentina Arcidiacono   17 novembre 2015 at 9:08 pm

    Inoltre, il Papa, se ha fatto un discorso del genere, intendeva sicuramente altro. Ci sono i Cattolici e ci sono i Protestanti (Luterani). Per noi Cristiani, sappiamo che non andare a Messa è peccato mortale. Ma , dato che il Papa si trovava davanti ai Luterani, magari, il senso (completo) del discorso (che qui manca) è che anche loro si possono salvare… come dire “Nel giorno del Giudizio non ti sarà chiesto se sei andato a Messa […] <—(NOTA dalla sotttoscritta: notate come mettono i puntini di sospensione di un discorso assai più vasto " […] " , ma 'stranamente' hanno tagliato tutto….

    Come spiegare anche a chi è fuori dal dogma, che anche loro possono in qualche modo salvarsi ? (sempre tramite la Chiesa Cattolica, che con le preghiere, arriva anche a coloro che stanno fuori dalla Chiesa)… ecco, Dio, nel caso dei Luterani, non potrà giudicarli solo in base al fatto che sono stati fuori dai Sacramenti o non sono andati sempre a Messa… se fosse cosi', andrebbero tutti all'inferno (non sto dicendo che quello che fanno è giusto, e preghiamo affinchè capiscano), MA , Dio giudicherà queste persone che vivono fuori dalla Chiesa, in base a come si sono comportati durante tutta la vita, e , soprattutto, vedrà e ascolterà le preghiere di noi Cristiani che abbian pregato per i peccatori… quindi, il giudizio sarà in base anche a tutte le preghiere….. quindi, in questo caso, si', "Nel giorno del Giudizio non ti sarà chiesto se sei andato a Messa […] "

    Attenzione, perchè tagliano tutto quando si mette in gioco il Papa… non credete ai mass media. Pregate per il Papa e fidatevi… abbiate fiducia in Dio. Satana tenta la vostra fiducia.. non fatevi fregare…

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  10. #frank10   17 novembre 2015 at 9:33 pm

    Benritrovato Carlo, era un pezzo che non ti si leggeva su RS 😉
    Oltre alle già citate frasi eretiche da te citate, c’è pure quest’altra:
    un vescovo episcopaliano[…] lui aveva questa inquietudine, la moglie cattolica, i figli cattolici, lui [lei (sic!)] vescovo, lui [lei (sic!)] accompagnava la Domenica sua moglie […] il Signore l’ha chiamato, un uomo giusto.

    Riconosce che quell’episcopaliano è un “vescovo”… ed è pure morto da uomo giusto!

    Tra parentesi ho messo pure le parole originali, la gaffe che ha fatto identificandolo come una “lei”, per cui verrebbe fuori che il vescovo è una vescovessa che ha pure la moglie.
    ehehe, vabbè in clima gender ci sta pure questa…

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  11. #Valentina Arcidiacono   17 novembre 2015 at 10:03 pm

    altra considerazione… il Papa non sta dicendo che non andare a Messa non sia peccato mortale; sta facendo un altro discorso, dato che si sta rivolgendo ai Luterani…. lui sta dicendo una cosa importante… non tutti coloro che vanno a Messa sono con Dio, e non tutti coloro che non vanno a Messa, sono contro Dio. Il suo discorso è giusto: in ordine di comandamento, (i comandamenti sono in ordine di importanza, non sono buttati a caso), il primo comandamento dice che Egli è il Nostro Unico Dio, ed è questa la prima cosa che dobbiamo riconoscere…. il secondo ci dice ‘Ama il prossimo tuo come te stesso” (come Gesù Cristo ci ha insegnato), mentre andare a Messa è solo al quarto posto…. questo perchè, si può anche andare a Messa tutte le domeniche, ma non è quello che ti fa entrare nel regno di Dio… questo è il suo discorso… non sta dicendo che non è necessario andare in Chiesa, ma ai Luterani sta dicendo che gli altri vengono prima… non puoi costruirti un muro e credersi salvi, mentre tutti gli altri finiscono all’inferno…. Il Papa più che altro, sta cercando di far capire ai Luterani, che c’è speranza per tutti… ed infatti sta facendo coraggio… immaginate se invece andava li e cominciava a dire…’se non andate in chiesa, andrete all’inferno’… non è il giusto approccio. Prima si parla delle cose più facili da capire… se c’è accettazione, allora piano piano, anche loro capiranno anche le cose più complesse….

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    • #bbruno   17 novembre 2015 at 11:33 pm

      ma questo suo papa non potrebbe essere un po’ più chiaro quando parla? possibile che ci sia sempre bisogno di interpretarlo?che ogni volta abbia bisogno degli avvocati difensori? Che parla con scalfari e poi che qualcuno lo chiarisca… che dice chi sono io per giudicare e poi giù fiumi di parole ed esercizi acrobatici di ermeneutica per dare un senso ‘passabile’ a parole che tutti invece hanno colte per quello che dicono…? Mai una volta che sia lui stesso a precisare? Un papa è il giusto interprete della fede,non noi gl’ interpreti del papa.Io certo prego per il papa, che Dio, il Misericordioso, abbia pietà di noi, e ci ridia finalmente una Guida, un Pastore, il Sommo Pontefice,per la salvezza delle nostre anime.. Quest’uomo, che si crede e si è detto furbo, a forza di darci, sta ormai rivelando il suo volto: quello dell’ IMPOSTORE. Ilfumodisatana ha ormai intossicato anche questo Imbroglione!

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    • #Manuela   18 novembre 2015 at 1:12 am

      Cara Valentina, senza offesa ma il fumo di satana l’ha completamente accecata. Si risvegli quanto prima e tenga le orecchie bene aperte quando Bergoglio parla. Non servono i media e neppure essere dotti per capire dove sta conducendo il gregge……..
      Valentina, se mai l’ha fatto, le suggerisco vivamente di leggersi il catechismo (vero) di San Pio X. L’aiutera’ a schiarire le nubi che l’avvolgono e vedrà finalmente Bergoglio per ciò che è.

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    • #frank10   18 novembre 2015 at 9:26 am

      Valentina, i comandamenti sono 10 e i primi tre (fra cui il santificare le feste) riguardano Dio, gli altri riguardano il prossimo.
      Il “Ama il prossimo tuo come te stesso” invece non è affatto il secondo comandamento, ma fa parte del riassunto della Legge che comprende un blocco unico: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” E “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. La prima parte corrisponde ai 3 comandamenti e la seconda parte agli altri 7.
      Per cui l’assistere alla Messa (è il 3°, NON il 4°…) viene prima di quelli relativi al prossimo: non si può avere e dare Carità se prima non la si riceve da Dio. E soprattutto la Carità riguarda per prima cosa l’anima da salvare e poi anche il corpo. Non si ama qualcuno lasciandolo e confermandolo nel suo errore, ma all’opposto lo si odia e lo si porta alla perdizione!
      Il Signore è stato molto chiaro: ” Io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia. Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te“.
      “c’è speranza per tutti…” sì… per tutti quelli che si convertono, non per quelli che rimangono volontariamente nel loro errore dopo che gli viene insegnato pubblicamente che tanto è lo stesso vivere al modo luterano o a quello cattolico! Dire che abbiamo un solo Battesimo non vuol dire NULLA: NON abbiamo affatto la stessa Fede, come falsamente Bergoglio fa intendere.
      Non è necessario maledire o minacciare con stizza l’inferno, ma è obbligatorio non adulterare la verità,come fa Bergoglio; dirla invece con schiettezza e chiarezza in modo che ognuno sappia come stanno veramente le cose e possa poi scegliere liberamente da che parte mettersi!
      Non c’è nessuna unione nell’errore!

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  12. #Valentina   18 novembre 2015 at 9:42 am

    Tu nemmeno hai capito chi é satana. Le tue parole lo dimostrano. Hai bisogni di capire che sei in errore. Conosco molto bene il catechismo di Pio X .Ma non vuoi capire cosa ha voluto fare il papa con il suo intervento.
    Per Grazia divina, quell incontro con i Luterani, é stato un seminare…tanti si convertiranno grazie al papa che non gli ha messo un muro. Non ha detto che é giusto quello che credono loro, ha solo indirettamente invitato loro ad una riflessione. Se fosse andato contro non l avrebbero nemmeno ascoltato… se fossi andato tu, ad esempio…con tutto questo accanimento con cui hai scritto l articolo, avresti seminato molto male. Il fumo si trova negli occhi di coloro che continuano intestarditi ad andare contro il Papa, accecati dalla loro fede vissuta esattamente come dai farisei.
    Lo spirito Santo evidentemente non é in queste persone, cosí attaccate alla dottrina da non capire veramente cosa intende la dottrina. Si tratta di ignoranza.
    Ti consiglio di laurearti in teologia dogmatica e di pregare di piú, invece di pesare ogni parola del papa ed andarci contro a priori, cercando ed interpretando a modo tuo ogni sua parola…
    Mi sa che le parabole di Gesú non le avresti capite se fossi stato tu al posto degli apostoli.
    Questo é il dramma di oggi. I sapientoni farisei che puntano il dito addosso al papa stanno al servizio di satana. La Madonna in fondo ci aveva avvisati…. Pregate per il papa perché é duro il suo cammino…

    Ti consiglio di resettare tutto il tuo modo in cui ti sei messo di fronte la Chiesa e farti una buona dose di sana informazione, in modo da non ingannare il prossimo.
    Su youtube, cerca “Don Leonardo Maria Pompei ” storia della Chiesa e iscriviti al suo canale.
    Cosí capirai cosa sta succedendo….
    E prega pure tu per il papa, invece di lamentarti…..sarebbe molto piú lodevole…

    Rispondi
  13. #Valentina   18 novembre 2015 at 9:50 am

    X frank10 e Manuela:
    Mi dispiace, troppa teoria senza conversione non serve a nulla. Sapete solo bene i passaggi e le regole, ma a pappagallo. Non avete la vera conversione, per questo parlate cosí…
    Quando la Grazia scenderá anche in voi, allora capirete…

    Rispondi
  14. #Valentina   18 novembre 2015 at 9:57 am

    Ma voi, perché non pregate per il papa, invece di giudicarlo? Se avete difficoltá a capire il suo modo di esprimersi é perché non pregate col cuore. Pregate Dio affinché vi faccia scendere lo Spirito Santo per capire che il papa non é un demonio.
    E se non vi piace che sia cosí generico solo per far avvicinare anche gli altri che sono lontani dalla Veritá, pregate per lui come fanno tutti coloro che pregano il Rosario…. Si prega per il papa. Supporto, e preghiera, non critiche da farisei…
    Pregate la Madonna che vi dia piú una preghiera fatta col cuore…

    Rispondi
    • #Giuseppe   7 dicembre 2015 at 10:53 am

      15 giugno 2013
      “E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non è che diciamo il peccato e Dio ci perdona. Noi troviamo Gesù Cristo e gli diciamo: questo è tuo e io ti faccio peccato un’altra volta. E a lui piace, perché è stata la sua missione: farsi peccato per noi, per liberarci. Cristo si è fatto peccato per me e i peccati sono là, nel suo corpo, nel suo animo. Questo è da pazzi, ma è bello: è la verità. Questo lo scandalo della croce”.

      Ora, leggo e rileggo ma, perdonatemi, non riesco assolutamente ad essere daccordo, poiché, Cristo non si è mai fatto peccato! S. Paolo, nella sua lettera, scrive: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2 Cor 5,21 CEI). L’apostolo quindi non ha mai detto che Cristo si è fatto peccato. Leggendo Isaia cap. 53, ci viene spiegato bene che il Cristo non diventa peccato, ma lo prende su di se, per trasformarlo in riparazione e lode a Dio Padre, con il suo totale sacrificio del corpo. Nel Figlio di Dio non v’è peccato, e infatti l’autore sacro della lettera agli Ebrei (4,15) dice: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato”. E S. Giovanni, invece, scrive nella sua prima lettera: “Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v’è peccato” (1 Gv 3,5). Ora, in entrambi i contesti dei versetti che ho citato, come in tutta la Scrittura, non v’è nulla che possa contraddire questo, e cioè che “in Cristo non v’è peccato”, ma questo è ovvio, giacché è impossibile che in lui possa esservi il peccato! In tutta la Scrittura non trovo nulla che mi faccia essere d’accordo con le parole: “Cristo si è fatto peccato”, e, “i peccati sono nel suo corpo e nel suo animo”. Nella sua epistola, S. Pietro, scrive: “Egli [Gesù] portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia, dalle sue piaghe siete stati guariti” (1 Pt 2,24-25). Ma “portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce” non è = a “si è fatto peccato per me e i peccati sono nel suo corpo e nel suo animo”. V’è una differenza sostanziale tra le due cose! Il Figlio di Dio non si è mai fatto peccato, poiché ciò sarebbe impossibile. Il Figlio di Dio è venuto come uomo nella carne ma con un eccezione: È nato senza peccato, e pertanto, era incapace di commetterne anche uno solo. E se non ne ha commesso uno solo, allora come si può dire che i peccati siano, addirittura “nel suo animo”? Non voglio sembrare antipatico (anche se questo per me ha poca importanza), ma mettevi nei miei panni: come posso non essere perplesso d’innanzi a tali affermazioni?

      4 Settembre 2014
      Vengono attribuite a S. Paolo, testuali parole:

      “Io soltanto mi vanto dei miei peccati”.

      Trovo sconcertante questo! L’apostolo usa la parola “astheneia”, che si traduce “debolezza”, e non “hamartia”, che invece si traduce “peccato”. Perché dopo essersi sbagliato non si è nemmeno corretto, precisando che l’apostolo parla di “debolezza”, non di “peccato”? S. Paolo infatti non avrebbe mai potuto vantarsi dei propri peccati, nessun buon cristiano potrebbe vantarsi dei propri peccati, poiché, come afferma S. Tommaso d’Aquino: “È peccato mortale vantarsi di cose che offendono la gloria di Dio”. No, non posso essere d’accordo con il “vantarmi dei miei peccati”. I cristiani non possono vantarsi dei propri peccati, poiché sarebbe una gravissima offesa contro il Signore Dio! Perciò, come avrebbe potuto mai dire S. Paolo le parole “mi vanto dei miei peccati”? E soprattutto, come possono stare i peccati nel corpo e nell’animo del Figlio di Dio?!

      14 settembre 2015
      Ancora viene detto che Gesù si è fatto peccato:

      “Lui [Gesù] è venuto per prendere su di sé tutti i nostri peccati e Lui è diventato il più grande peccatore senza averne fatto alcuno. E Paolo ci dice: “Lui si è fatto peccato per noi”, riprendendo la figura “Lui si è fatto serpente”. È brutto! Lui si è fatto peccato per salvarci, questo significa il messaggio della liturgia della parola di oggi, il percorso di Gesù”.

      È una gravissima bestemmia dire che Gesù (VERO DIO E VERO UOMO) si è fatto peccato! Gesù non può essersi fatto peccato, poiché questo sarebbe impossibile. Egli è nato senza peccato e perciò non poteva commetterne uno solo! Il percorso di Gesù non è stato quello di farsi peccato, ma di venire a prendere su di sé i nostri peccati, di farsi carico delle nostre colpe, per trasformarle in riparazione e lode a Dio Padre. Qual’è la differenza tra “farsi peccato” e “prendere su di sé i nostri peccati”? Immaginate due ragazzi che scalciano un pallone, ed uno dei due, con violenza e di proposito, scaglia il pallone contro la finestra di una abitazione e ne manda in frantumi il vetro. Quel ragazzo diviene colpevole dell’azione fatta, e cioè “del vetro rotto”. Il proprietario della casa esce per punire il colpevole, ma l’altro ragazzo, quello innocente, buono e coraggioso, di fronte al timore, alla paura per l’azione irresponsabile del suo amico, se ne prende tutta la colpa. Lui paga per l’altro, ma tuttavia non è il colpevole, ed espia la colpa per il suo amico. Il ragazzo che ha scagliato il pallone contro la finestra dell’abitazione, rompendone il vetro, non paga per la sua colpa, ma tuttavia ne resta colpevole. Credo che con questo esempio si possa capire qual’è la differenza tra “farsi peccato” e “prendere su di sé i peccati degli altri”. Gesù, come quel ragazzo innocente, si è preso le nostre colpe, si è fatto carico dei nostri peccati, per salvarci, ma non si è fatto lui stesso “peccato”, POICHÉ QUESTO SAREBBE IMPOSSIBILE!

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      • #bbruno   7 dicembre 2015 at 7:08 pm

        hai detto bene Giuseppe: questi qui sanno solo ‘fregarti’ citando la Scrittura travisandola per fare apparire fondato il loro discorso : ma sappiamo leggere anche noi i testi sacri.Questa è pura vigliaccheria per turlupinare gli sprovveduti : e io non prego per chi mente sapendo di mentire. Prego invece che Dio ci liberi presto da questa sciagura di falsa chiesa e di falsi pastori.
        Ma forse Valentina non ci vede bene: confonde appunto astenia con amarthia, tanto chi va a controllare: al popolo cattolico bue va benissimo, se il suo pastore gli liscia per bene il pelo, e gli fa dimenticare la rogna che ha addosso! Pensate un po’: San Paolo che si gloria d bestemmiare Dio con le sue azioni! Non ha detto lui stesso: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” :

        PERCHE’ NOI DIVENTASSIMO GIUSTIZIA DI DIO: capito??? No, ma n fregola di dialogo e di amicizia, questo pervertito ti riesuma, nel luogo adatto, il detto luterno: PECCA FORTITER SED CREDE FIRMIUS!

        VA BENE DIRE DELLE CASTRONERIE TEOLIGICHE: MA DELLE ASSURDITA’ NO! ( e questo Bergoglio se non sa farsi capire, cambi mestiere….ma lui è troppo furbo, lo ha detto lui stesso, e si diverte in questo gioco delle turlupinatura…Ma attento sia, non c’è rimedio per chi pecca contro la Verità..,Non sente il numero degli anni e il ‘redde rationem’ avvicinarsi??? Non creda costui di entrare in Paradiso con il mazzo delle Chiavi false: San Pietro non lo raggira di certo!

        Rispondi
      • #Giuseppe   8 dicembre 2015 at 2:08 pm

        È già Bruno, per me questo non è papa, giacché “chi si macchia del delitto di eresia” non può essere papa, ma è l’antipapa delle profezie di Fatima e S. Francesco di Assisi!
        Infatti la SANTA DOTTRINA CATTOLICA dice che “viene scomunicato IPSO FACTO colui che si macchia del delitto di eresia” [can. 1364]. Pertanto, per evidenti eresie, dette pubblicamente ed esplicitamente, da Jorge Mario Bergoglio, io non posso considerarlo papa ne pastore!

        Ma io trovo sconcertanti anche le parole che ha detto durante la sua omelia del 15 novembre 2015, nella quale, Bergoglio ha affermato che “nel giorno del Giudizio non ci sarà chiesto se sei andato a Messa, no! Ma solo se la tua vita l’avrai usata per fare muri o per servire”. Letteralmente, dice:
        “E QUALI SARANNO LE DOMANDE CHE IL SIGNORE CI FARÀ QUEL GIORNO: “SEI ANDATO A MESSA? HAI FATTO UNA BUONA CATECHESI?” NO, LE DOMANDE SONO SUI POVERI, PERCHÉ LA POVERTÀ È AL CENTRO DEL VANGELO”. [Fonte: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151115_chiesa-evangelica-luterana.html%5D

        Ora, “chi mai ha conosciuto il pensiero di Dio, così da poterlo dirigere?” (cfr. 1 Cor 2,16). Chi è mai costui per poter affermare riguardo a “QUEL GIORNO”, cosa il Signore ci domanderà e cosa no? Dio non è parziale (At 10,34), e noi gli renderemo conto di ognuna delle nostre azioni, grandi e piccole, buone e cattive, e non di alcune soltanto! Dio, ci domanderà e come se siamo andati a Messa, e infatti il Terzo dei Dieci Comandamenti scritti direttamente da Dio sulle due tavole dell’Alleanza (Dt 4,13; 5,22; 9,10), dice: “Ricordati di santificare le feste”. E fu proprio Gesù che, nel suo discorso nella Sinagoga di Cafarnao, al cap. 6 di S. Giovanni, disse: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”? Le parole di Gesù sono una chiara e solenne promessa a cui sarà dato compimento solo in seguito. Egli infatti non dice: “il pane che vi do”, ma: “il pane che vi darò”. Inoltre, Gesù specifica chiaramente che “QUESTO CIBO E QUESTA BEVANDA SONO NECESSARIE PER LA SALVEZZA, PER AVERE LA VITA”, e i Giudei hanno bene inteso le parole di Gesù, sul mangiare e bere davvero la sua carne e il suo sangue, tant’è che ne rimasero scandalizzati e mormoravano tra di loro, ritenendo la cosa assurda, così che molti di loro si allontanarono. Vedendo ciò, Gesù non attenua le sue parole, ma le conferma: «In verità, in verità vi dico: SE NON MANGIATE LA CARNE DEL FIGLIO DELL’UOMO E NON BEVETE IL SUO SANGUE, NON AVRETE IN VOI LA VITA. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE DIMORA IN ME E IO IN LUI. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. CHI MANGIA QUESTO PANE VIVRÀ IN ETERNO”. Andare a Messa è davvero importante! E il Signore ci domanderà e come se vi siamo andati o no! Non dimetichiamo che – come afferma S. Paolo – “ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice, noi annunziamo la morte del Signore finché egli venga” (cfr. 1 Cor 11,26). E Gesù che ci comanda: “FATE QUESTO…” (Lc 22,19; 1 Cor 11,25). Ora, “[7]Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel sacrificio della messa, sia nella persona del ministro, essendo egli stesso che, offerto si una volta sulla croce, offre ancora se stesso tramite il ministero dei sacerdoti, sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. È presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro» (Mt 18,20). Effettivamente per il compimento di quest’opera così grande, con la quale viene resa a Dio una gloria perfetta e gli uomini vengono santificati, Cristo associa sempre a sé la Chiesa, sua sposa amatissima, la quale l’invoca come suo Signore e per mezzo di lui rende il culto all’eterno Padre. Giustamente perciò la liturgia è considerata come l’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo. In essa, la santificazione dell’uomo è significata per mezzo di segni sensibili e realizzata in modo proprio a ciascuno di essi, in essa il culto pubblico integrale è esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal capo e dalle sue membra. Perciò ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado. [8]Nella liturgia terrena noi partecipiamo per anticipazione alla liturgia celeste che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio quale ministro del santuario e del vero tabernacolo, insieme con tutte le schiere delle milizie celesti cantiamo al Signore l’inno di gloria; ricordando con venerazione i santi, speriamo di aver parte con essi, aspettiamo come Salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, fino a quando egli comparirà, egli che è la nostra vita, e noi saremo manifestati con lui nella gloria.” [Costituzione Sacrosanctum Concilium n. 7-8]. Il primo dei cinque precetti della Chiesa, dice: «Parteciperai alla Messa la domenica e alle altre feste comandate» (ved. Catechismo 2041-2043). Ma vediamo ancora il Catechismo: “2176 La celebrazione della domenica attua la prescrizione morale naturalmente iscritta nel cuore dell’uomo « di rendere a Dio un culto esteriore, visibile, pubblico e regolare nel ricordo della sua benevolenza universale verso gli uomini ». 116 Il culto domenicale è il compimento del precetto morale dell’Antica Alleanza, di cui riprende il ritmo e lo spirito celebrando ogni settimana il Creatore e il Redentore del suo popolo. 2177 La celebrazione domenicale del giorno e dell’Eucaristia del Signore sta al centro della vita della Chiesa. « Il giorno di domenica in cui si celebra il mistero pasquale, per la Tradizione apostolica deve essere osservato in tutta la Chiesa come il primordiale giorno festivo di precetto ». « Ugualmente devono essere osservati i giorni del Natale del Signore nostro Gesù Cristo, dell’Epifania, dell’Ascensione e del santissimo Corpo e Sangue di Cristo, della santa Madre di Dio Maria, della sua Immacolata Concezione e Assunzione, di san Giuseppe, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, e infine di tutti i Santi ». 2178 Questa pratica dell’assemblea cristiana risale agli inizi dell’età apostolica. 119 La lettera agli Ebrei ricorda: « Non disertando le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda » (Eb 10,25). La Tradizione conserva il ricordo di una esortazione sempre attuale: « Affrettarsi verso la chiesa, avvicinarsi al Signore e confessare i propri peccati, pentirsi durante la preghiera. Assistere alla santa e divina liturgia, terminare la propria preghiera e non uscirne prima del congedo. L’abbiamo spesso ripetuto: questo giorno vi è concesso per la preghiera e il riposo. È il giorno fatto dal Signore. In esso rallegriamoci ed esultiamo ». 2179 « La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell’ambito di una Chiesa particolare e la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore ». 121 È il luogo in cui tutti i fedeli possono essere convocati per la celebrazione domenicale dell’Eucaristia. La parrocchia inizia il popolo cristiano all’espressione ordinaria della vita liturgica, lo raduna in questa celebrazione; insegna la dottrina salvifica di Cristo; pratica la carità del Signore in opere buone e fraterne: « Tu non puoi pregare in casa come in chiesa, dove c’è il popolo di Dio raccolto, dove il grido è elevato a Dio con un cuore solo. Là c’è qualcosa di più, l’unisono degli spiriti, l’accordo delle anime, il legame della carità, le preghiere dei sacerdoti ». 2180 Il precetto della Chiesa definisce e precisa la Legge del Signore: « La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa ». « Soddisfa il precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente ». 2181 L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti) o ne siano dispensati dal loro parroco. Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave. 2182 La partecipazione alla celebrazione comunitaria dell’Eucaristia domenicale è una testimonianza di appartenenza e di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. In questo modo i fedeli attestano la loro comunione nella fede e nella carità. Essi testimoniano al tempo stesso la santità di Dio e la loro speranza nella salvezza. Si rafforzano vicendevolmente sotto l’assistenza dello Spirito Santo.” [CCC 2176-2182]. Pertanto, non è assolutamente vero che “il Signore non ci domanderà se siamo andati a Messa”. Nessuno può fare una simile affermazione! La Messa è importantissima per il Cristiano. L’auto perché continui a percorrere chilometri ha bisogno di benzina, tutti i giorni. In egual modo, anche l’uomo per continuare il suo pellegrinaggio sulla terra, fino alla nostra vera patria “che è nei cieli” (Fil 3,20), ha bisogno del sostegno dell’Eucaristia, tutti i giorni, e quindi andando a Messa. Nella Sacra Scrittura abbiamo un episodio molto significativo: “Elia, il profeta del Signore, viene aiutato dal Signore, che manda il suo angelo in aiuto al profeta, per preparargli ogni giorno una focaccia, perché gli desse il sostegno necessario durante il suo cammino verso l’oreb, il monte del Signore” (cfr. 1 Re 19,5-8). Chiaro, no? Abbiamo bisogno tutti i giorni del sostegno che ci vien dato sacramento eucaristico, durante il nostro cammino di fede. Il Signore ci ha donato i Sacerdoti, perché questi nutrano i fedeli con il CORPO SANTISSIMO DEL SIGNORE. Un altro episodio significativo, è quello del pellegrinaggio del popolo d’Israele, nel deserto, fino alla terra promessa: Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorava per la fame, e allora il Signore disse a Mosè: “Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne OGNI GIORNO la razione di un giorno” (cfr. Es 16,2-4). Grazie al sostegno che ricevevano da quel pane, il popolo d’Israele poté continuare il suo cammino. Sulla Messa, S. Francesco d’Assisi diceva: “L’uomo deve tremare, il mondo deve fremere, il cielo intero deve essere commosso, quando sull’Altare, tra le mani del Sacerdote, appare il Figlio di Dio”. E S. Pio da Petralcina, invece, alla domanda fattagli: “Padre, spiegateci la Santa Messa”, egli rispose: “Figli miei, come posso spiegarvela? La Messa è infinita, come Gesù. Chiedete ad un Angelo cosa sia una Messa ed egli vi risponderà, con verità: “Capisco che è e perché si fa, ma non comprendo, però, quanto valore abbia. Un Angelo, mille Angeli, tutto il Cielo sa questo e così pensano”. E ancora, Santa Teresa di Gesù diceva alle sue figlie: “Senza la Santa Messa che cosa sarebbe di noi? Tutto perirebbe quaggiù, perché soltanto essa può fermare il braccio di Dio”. E S. Tommaso d’Aquino, scrisse: “Tanto vale la Celebrazione della Santa Messa, quanto vale la Morte di Gesù in Croce”. Il Cristiano deve essere consapevole che la Messa è davvero importante, e che Dio in quel giorno ci domanderà e come se vi siamo andati. Ricordiamo le parole di S. Giacomo, il quale c’insegna l’importanza delle opere (GC 2,14-26), e quelle di nostro Signore Cristo Gesù, che ci dice: “Non chiunque mi dice, Signore, Signore…” (Mt 7,31). Egli infatti è molto chiaro riguardo alle buone opere, alla loro importanza (Mt 25,34-46). Tuttavia, la Sacra Scrittura non va letta in maniera parziale, ma la si deve leggere in maniera integrale! La dove si parla dell’importanza delle opere, infatti, si parla pure dell’importanza della fede (ved. Rm 4,1-12; Ef 2,8; Tt 3,3-7 etc.)! E sappiamo che “la fede viene da l’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio” (Rm 10,17), che noi ascoltiamo durante la Messa, quando ci runiamo per spezzare il pane e pregare, in comunione con tutta la comunità, – perché “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro” (Mt 18,20) – e invocando il nome il nome del Signore, perché “chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato” (Rm 10,13). Nella Sacra Scrittura vediamo che molti discepoli “erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At 2,42). Il sacrificio della croce ha salvato tutti gli uomini! La Messa è reale sacrificio, ripresentazione incruenta del cruento sacrificio sulla croce. Malachia profetizza la fine del sacrificio levitico e dell’antica Legge, per dar luogo ad’un nuovo sacrificio che li avrebbe sostituiti (Ml 1,10-11), e questo nuovo sacrificio è quello compiuti da Gesù sulla croce, sacrificio che viene rinnovato in modo non violento ogni volta che la Chiesa celebra l’Eucarestia. Solo il sacrificio della croce vien celebrato in ogni luogo, dal sorgere del sole fino al suo tramonto. Possiamo vedere, però, che il sacrificio sulla croce di duemila anni fa, fu offerto in un’ora determinata, e non “dal sorgere del sole al suo tramonto”, e ovviamente solo sul monte Golgota, e non “in ogni luogo della terra”. Quindi Malachia profetava proprio della “Messa” celebrata dalla Chiesa Cattolica, Messa celebrata in luoghi e tempi diversi, e con lo stesso sacrificio, usando attentamente le parole dette da Gesù quando istituì l’Eucaristia durante la cena. Pertanto, nessuno, nemmeno Bergoglio può affermare che Dio non ci domanderà se siamo andati a Messa!

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        • #bbruno   8 dicembre 2015 at 9:06 pm

          e il bello è che questo detto papa nemmeno ha letto – finge di non avere letto – tutta la pagina in questione. Alla domanda: ma quando mai ti abbiamo visto affamato…e ti abbiamo dato da mangiare, la risposta del Giudice è: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” E i suoi fratelli sono sono coloro che fanno la volontà del Padre suo che è nei cieli (Mt12).E la volontà del Padre suo è che è che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna (Gv6). Non parla quindi di chi arriva sui barconi, che noi dobbiamo accogliere senza fiatare…L’interpretazione socialistoide del vangelo è una boiata… colossale… Già, i poveri del mondo usati come pretesto per i propri disegni infami, mentre ci si caracolla dentro i siti del vaticano, mica una bidonville……

  15. #Manuela   18 novembre 2015 at 10:26 am

    Valentina si calmi e stia serena.
    Alle mie preghiere quotidiane aggiungero’ un’intenzione anche per lei.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO.

    Rispondi
  16. #frank10   18 novembre 2015 at 11:00 am

    Dal link ufficale, in modo che tutti possono leggersi il discorso per intero:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151115_chiesa-evangelica-luterana.html

    “se non vi piace che sia cosí generico”: non è affatto generico, è chiarissimo nell’insegnare l’errore già dichiarato tale dalla stessa Chiesa Cattolica! Non è che non piace a NOI, il suo comportamento e i suoi argomenti sono già stati condannati dalla CHIESA!! Magari studiare un po’ di più, eh? Tanto per sapere di che cosa si parla?

    In soli 20 minuti Bergoglio è riuscito a dire tutte queste eresie:

    1) si condivide la Cena (non il Sacrificio)
    2) un “papa” che non sa rispondere a domande di Fede, anzi preferisce prendersi i dubbi anche per sé
    3) da peccatori andare direttamente davanti al Signore o confessarsi dal prete sono entrambi rimedi validi per mantenere vivo il Battesimo
    4) insegnare chi è Gesù, perché è venuto Gesù, cosa ci ha fatto Gesù, come luterani o come cattolici, è lo stesso
    5) i vescovi episcopaliani sono accettati come veri vescovi
    6) ognuno deve rispondersi da sè (con la propria coscienza) in questi problemi di Fede
    7) si può quindi tranquillamente pregare insieme la Cena fra luterani e cattolici
    8) credere che il Signore “è presente” nella Cena o nella transustanziazione del pane e del vino non fa differenza, perché la vita è più grande delle interpretazioni
    9) essere stati entrambi battezzati equivale ad avere pure la stessa Fede
    10) un “papa” non osa definire ufficialmente questi problemi di Fede perché non è sua competenza
    11) la torre di Babele è un mito
    12) un cattolico non deve costruire muri che separano, escludono
    13) un luterano è un “fratello Pastore”
    14) al Giudizio non conterà se siamo andati a Messa, ma se abbiamo servito i poveri
    15) luterani e cattolici devono chiedere scusa entrambi per lo scandalo della divisione, in quanto colpevoli entrambi
    16) elogio di eretico luterano che insegna che ci si deve riconciliare mantenendosi nella diversità: falsa unione nell’errore
    Inoltre, dal discorso scritto preparato che, anche se non letto, viene considerato come se lo fosse:
    17) bisogna ritrovare la ricchezza della preghiera comune e delle varie forme di culto
    18) è fondamentale che la Chiesa rivaluti attentamente e onestamente le intenzioni della Riforma e della figura di Lutero, portando la Chiesa ad essere riformata al modo luterano “Ecclesia semper reformanda”

    Ricordo solo che basta rifiutare anche UNA SOLA verità che la Chiesa ci propone a credere come rivelata per essere un eretico, fuori della Chiesa Cattolica.
    Tradire il Deposito della Fede, vuol dire insegnare qualcosa di diverso da quello che Gesù stesso ha insegnato, adulterare la Verità che Lui ci ha consegnato e quindi voltargli le spalle e preferire rimanere nelle nostre idee erronee che ci conducono dalla parte opposta a quella che Lui vuole: in una parola, andare nella Perdizione.
    Non serve a nulla citare tutte le cose positive che uno può fare o dire se poi sparge il veleno anche di una sola! (E qui ne abbiamo una valanga, non una sola).
    Per avvelenare un intero pozzo basta una sola goccia di veleno!
    Se tu preferisci seguire il tuo “papa” che vuole unire le persone lasciandole nei loro errori, insegnando l’opposto del Vangelo, accomodati pure verso la perdizione. Basta che ti ricordi San Paolo: “se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” Eh, oggi si è di bocca buona, ci si accontenta pure di un eretico pagliaccio, altro che angelo dal cielo!

    E ti ricordo pure quel fanatico costruttore di muri che escludono, uno che conosceva solo la lettera delle Scritture e non pregava abbastanza lo Spirito Santo per capire come comportarsi con chi sbagliava, uno che non aveva capito abbastanza che basta solo servire i poveri per salvarsi, un tale di nome Gesù: “Se il tuo fratello commette colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
    “Se qualcuno non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri calzari. In verità vi dico, nel giorno del giudizio, il paese di Sodoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città”
    “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna[…]Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?[…]Volete andarvene anche voi?”

    PS:
    “Conosco molto bene il catechismo di Pio X.”
    Eh si vede proprio, una che pontifica che il santificare le feste è il 4° comandamento e che amare il prossimo è il secondo che viene prima!
    Valentina, te lo dico fraternamente, ma sai cos’è l’UMILTA’? Non ti passa per la testa che il voler parlare di cose che non si conoscono per nulla, è superbia e arroganza?
    Non ti accorgi che TU stai giudicando la Chiesa stessa che ha già espresso il Suo giudizio su questi argomenti, NON NOI, in quanto ti abbiamo riferito le condanne già fatte da papi cattolici, NON da noi?

    Rispondi
  17. #Anna Boaretto   18 novembre 2015 at 11:09 am

    Se vogliamo seguire i comandamenti il terzo dice Ricorda di santificare le feste! E allora? La prima cosa da fare è la S. MESSA che è il sacrificio di Dio per tutti noi che si voglia o no è così .

    Rispondi
  18. #bbruno   18 novembre 2015 at 12:57 pm

    Allora questi luterani…quelli che si sollazzano con le immagini a firma di Cranach e commento di Lutero loro padre, dove il papa è presentato come la Bestia e l’Iniquo e l’Empio, che il soffio della bocca di Cristo distruggerà ed annienterà per sempre…le sue insegne divenute ricettacolo di umana defecazioone, la sua tiara ricolma sulla cima di sterco umano…creatura orrenda nata da una diavolessa…il papa un asino (vedi ‘Antitesi illustrata’1521,’Il papa Asino’1523, ‘Contro il Papato di Roma fondato dal Diavolo’1545….). Chissà, avranno anche parlato di questo,si saranno chiariti… perché i muri si abbattono quando si arriva ad una intesa, a una condivisione, altrimenti si abbatte un muro per condividere il muro dell’altro. Non dice niente che questi moderni papi si premurino così tanto di blandire questi negatori della fede cattolica, che siano accolti con tanto onore da questi, così da potere impartire loro con plauso l’ecumenica catechesi??? Papi della Chiesa cattolica, no, ma Pagliacci della fede, sì! I commenti illustrati di Lutero si possono bene applicare a questi novi papi! Il soffio della bocca del Signore li annienterà, non praevalebunt!!

    Rispondi
  19. #Diego   18 novembre 2015 at 2:14 pm

    Valentina e Gloria, ma non vi vergognate ad insultare chi difende la Fede da uno come Bergoglio?
    Dare dei farisei ai CATTOLICI è roba da modernisti degli anni ’70…purtroppo molti di loro hanno conservato questo vizio!
    Concordo con Frank 10: Valentina dovrebbe fare un bel bagno di umiltà prima di criticare il prossimo che neppure conosce e di parlare a vanvera di mancate conversioni altrui!
    Su questo sito NON si critica a caso: le critiche a Bergoglio (e a tutti gli altri) sono TUTTE supportate dalla Sacra Scrittura e/o dal Magistero Infallibile della Chiesa Cattolica…se Bergoglio si diverte a dire eresie, PER FORTUNA, ci sarà SEMPRE chi lo confuterà!

    Rispondi
  20. #Alessio   19 novembre 2015 at 1:11 am

    Se Dio punisce solo “chi fà muri” (solo…!), come giudicherà Bergoglio che contro tutto ciò che rappresenta quel che resta del vero Cattolicesimo ha eretto una specie di Muraglia Cinese?
    Forse che è per questo che di muri non ne costruisce più contro nessuno : ha esaurito i mattoni contro i Cattolici.
    Pregare per lui… ma chiedendo cosa? Una conversione totale o una “prematura chiamata al Cielo”? Qualunque delle due, purchè questo scempio abbia fine!

    Rispondi
  21. #bbruno   24 novembre 2015 at 9:47 pm

    è proprio vero che un orologio guasto segna l’ora giusta due volte il giorno. Anche questa volta a questa specie di papa capita di dire una cosa giusta , senza volerlo: non condanna chi non va a messa: te lo credo, a questa sua messa è già molto che non sia condannato chi ci va. Perché ‘questa’ non è la messa cattolica: lo dice il detto papa stesso: lui ha pregato perché la diversità fosse riconciliata: e quale maggiore riconciliazione che intendere ormai la stessa cosa per messa o cena, come si voglia dire? Il malinteso nasceva dai libri dogmatici, ma questi si fa presto a buttarli nel pattume (almeno i propri). La stessa cosa diceva più finemente (ipocritamente) l’altro papa ora suo dirimpettaio, l’ emerito: messa di San Pio V e messa di Bugnini: “due forme dello stesso rito”. E l’ultima, piacendo ai luterani, che non vi trovano nessuna “macchia di sacrificio”, significa che esclude quell’altra, che, intesa come sacrificio, è “peggiore di ogni abominio” (sempre Lutero), e quindi da starsene alla larga.

    “Non ci sono proprio differenze” oggi tra cattolici del nuovo conio e luterani: questi, come per magia, rispuntati tra gli scranni delle assise conciliari col nome di …cattolici maturi! (voglio vedere che argomenti ha ora il mio ‘amico’ prete per convincermi che la nova messa è come l’antica…

    Rispondi
  22. #STELLA   26 novembre 2015 at 3:04 pm

    LUPO!!! Questo uomo…Ber-GOG-lio non è un
    Prete…lui è un…LUPO!!

    Il…LUPO-BERGGY!!!!… 👹.úúúú..úúúúú..😈!!!!

    Rispondi
  23. #ricciotti   8 dicembre 2015 at 5:16 pm

    Grazie a tutti per i commenti.

    Rispondi
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