Bergoglio: la cultura dei cristiani è selettiva ed allontana. Poi la stoccata sul “gender”

bergoglio-montessori

di CdP Ricciotti.

Il Giornale titola: Il Papa boccia i più bravi a scuola – Francesco e la meritocrazia: “La scuola non deve selezionare i migliori, ma accogliere tutti”.

Il riferimento è al DISCORSO […] AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO MONDIALE PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA (DEGLI ISTITUTI DI STUDI), Aula Paolo VI, Sabato, 21 novembre 2015.

Dice Bergoglio: “E’ vero che non solo i vincoli educativi si sono rotti, ma l’educazione è diventata anche troppo selettiva ed elitaria. Sembra che abbiano diritto all’educazione soltanto i popoli o le persone che hanno un certo livello o una certa capacità; ma certamente non hanno diritto all’educazione tutti i bambini, tutti i giovani. Questa è una realtà mondiale che ci fa vergognare. E’ una realtà che ci porta verso una selettività umana, e che invece di avvicinare i popoli, li allontana; allontana anche i ricchi dai poveri; allontana una cultura dall’altra… “.

Cosa ci dice, invece, la Chiesa? 526 D. Che cosa è la grazia? R. La grazia di Dio è un dono interno, soprannaturale, che ci vien dato senza alcun merito nostro, ma per i meriti di Gesù Cristo in ordine alla vita eterna. 527 D. Come si distingue la grazia? R. La grazia si distingue in grazia santificante, che si chiama anche abituale, e in grazia attuale. 532 D. Che cosa è la grazia attuale? R. La grazia attuale è un dono soprannaturale, che illumina la nostra mente e muove e conforta la nostra volontà, affinché noi operiamo il bene e ci asteniamo dal male. 537. D. Che cos’è la grazia sacramentale? R. La grazia sacramentale consiste nel diritto che si acquista ricevendo un sacramento qualunque, di aver a tempo opportuno le grazie attuali necessarie per adempiere gli obblighi che derivano dal sacramento ricevuto. Così noi quando fummo battezzati, ricevemmo il diritto di avere le grazie per vivere cristianamente. 

864 D. Che cosa è la Fede? R. La Fede e una virtù soprannaturale, infusa da Dio nell’ anima nostra, per la quale noi, appoggiati all’autorità di Dio stesso, crediamo esser vero tutto quello che Egli ha rivelato, e che per mezzo della Chiesa ci propone a credere. 865 D. In quale maniera sappiamo noi le verità rivelate da Dio? R. Noi sappiamo le verità rivelate da Dio per mezzo della santa Chiesa che è infallibile; cioè, per mezzo del Papa, successore di san Pietro e per mezzo dei Vescovi successori degli Apostoli, i quali furono ammaestrati da Gesù Cristo medesimo. 866 D. Siamo noi sicuri di quelle cose che la santa Chiesa c’insegna? R. Di quelle cose che la santa Chiesa c’insegna, noi siamo sicurissimi, perché Gesù Cristo ha impegnato la sua parola, che la Chiesa non si sarebbe mai ingannata. 867 D. Con qual peccato si perde la Fede? R. La Fede si perde con negare o dubitare volontariamente anche di un solo articolo propostoci a credere. (Catechismo Maggiore)

I sei peccati contro lo Spirito Santo: Disperazione della salvezza; Presunzione di salvarsi senza merito; Impugnare la verità conosciuta; Invidia della grazia altruiOstinazione nei peccati; Impenitenza finale.

124. Chi è fuori della comunione dei santi? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati. 125. Chi sono gl’infedeli? Gl’infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl’idolatri e i maomettani. (Catechismo di san Pio X).

868 D. Come si riacquista la Fede perduta? R. La Fede perduta si riacquista con pentirsi del peccato commesso e con credere di nuovo tutto quello che crede la santa Chiesa. (Catechismo Maggiore)

145. Se il peccato mortale rende l’uomo incapace di meritare, è dunque inutile che il peccatore faccia opere buone? Non è inutile che il peccatore faccia opere buone, anzi deve farne, sia per non divenir peggiore omettendole e cadendo in nuovi peccati, sia per disporsi con esse, in qualche modo, alla conversione e al riacquisto della grazia di Dio. 146. Come si riacquista la grazia di Dio, perduta per il peccato mortale? La grazia di Dio, perduta per il peccato mortale, si riacquista con una buona confessione sacramentale, o col dolore perfetto che libera dai peccati sebbene resti l’obbligo di confessarli. 147. Insieme con la grazia, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale? Insieme con la grazia, per somma misericordia di Dio, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale. (Catechismo di san Pio X).

Conclusione: Dunque abbiamo capito che non è l’educazione che è diventata “troppo selettiva”; abbiamo capito che non è vero che hanno “diritto all’educazione soltanto i popoli o le persone che hanno un certo livello o una certa capacità”. Quella “capacità” di cui parla Bergoglio è direttamente proporzionale alla fede, dunque anche alle grazie attuali di Dio. La “selettività umana” che “fa vergognare” Bergoglio è, di conseguenza, la semplice differenza che ordinariamente c’era fra Nazioni cristiane e nazioni non cristiane. Dunque non è la cultura che “allontana”, ma è “l’infedeltà” a Dio che separa. Se aggiungiamo che la sedicente educazione post-sessantottina in realtà ordinariamente fornisce poco più che una mediocre infarinatura della buona cultura, un simulacro di cultura – e già fra sapienza e buona cultura c’è di mezzo la grazia di Dio; se consideriamo che merito e “marxismo culturale” sono agli antipodi … Ci rendiamo conto di quanto possa essere fallace (cattocomunista) la politica educativa – perché di sola politica stiamo parlando – auspicata da Bergoglio.

Siamo sempre alle solite, Bergoglio ed i vaticanosecondisti in generale sembrano non capire che c’è differenza fra fede cattolica e massonismo. C’è differenza fra dialogo e comunione, fra filantropia e carità; fra cultura e sapienza di Dio, fra saggezza secondo il mondo e saggezza presso Dio, fra benedizione e maledizione! Leone XIII in Humanum Genus ricorda: occorre togliere la maschera filantropica alla massoneria.

Salmi 114,13: Il Signore benedice quelli che lo temono, benedice i piccoli e i grandi..

Poi, però, a mio avviso, Bergoglio tira una stoccata contro la dittatura gender nelle scuole: “Ma questo accade anche nel piccolo: il patto educativo tra la famiglia e la scuola, è rotto! Si deve ri-cominciare. Anche il patto educativo tra la famiglia e lo Stato: è rotto. A meno che ci sia uno Stato ideologico che vuole approfittare dell’educazione per portare avanti la propria ideologia: come quelle dittature che noi abbiamo visto nel secolo scorso. E’ brutto. […] Il patto educativo è rotto”.

Secondo il mio punto di vista, la sua affermazione si ricollega all’Udienza 15 Aprile 2015 e, sempre politicamente, la approfondisce: “La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione delle differenze tra uomo e donna. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. […] Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione”. E’ solo una mia ipotesi!

Qui c’è la risposta cattolica al comportamento di Bergoglio.

di CdP Ricciotti

12 Commenti a "Bergoglio: la cultura dei cristiani è selettiva ed allontana. Poi la stoccata sul “gender”"

  1. #ale   22 novembre 2015 at 4:47 pm

    Mi permetto di far notare che se il sistema educativo(scuole, Università ect) è sostanzialmente in mano alla Massoneria, o comunque a non cattolici, e lo è, occorre dunque ammettere che il discorso cambia anche riguardo ai cosiddetti criteri di merito! Inoltre è abbastanza pacifico che essere “bravi” a scuola non sia direttamente ascrivibile all’aver meritato e ricevuto delle Grazie attuali e perciò non può nemmeno trattarsi di una conseguenza derivata dal fatto di averle fatte fruttare. E gli esempi al riguardo si sprecano! Così come essere ricchi non significa necessariamente esserselo meritato, ad esempio nel caso specifico in cui le ricchezze distolgono l’individuo da Dio e lo portano ad accumulare demeriti su demeriti, si tratta piuttosto di una punizione per i peccati commessi e non già di un premio che, sempre nel caso specifico appena proposto, dovrebbe invece consistere nell’occasione, data da Dio, di perderle! Faccio questa precisazione perché ogni qual volta sento “ilGiornale” parlare di “merito” non posso fare a meno di considerarlo, per usare un eufemismo, un tantino miope nel farlo. Mi si corregga se sbaglio o se ho mal inteso quanto scritto nell’articolo! Detto questo, il discorso di Bergolgio è, come i triti e ritriti sermoni postconciliari sull’educazione, infarcito di pestifero donmilanismo.

    Rispondi
    • #ricciotti   22 novembre 2015 at 4:52 pm

      Salve.
      Grazie per il suo commento.
      Preciso:
      – ” Inoltre è abbastanza pacifico che essere “bravi” a scuola non sia direttamente ascrivibile all’aver meritato e ricevuto delle Grazie attuali e perciò non può nemmeno trattarsi di una conseguenza derivata dal fatto di averle fatte fruttare” -> difatti il discorso di mondialismo pan-marxista riguardava l’educazione nel globo e non semplicemente in Italia.
      – “Così come essere ricchi non significa necessariamente esserselo meritato, ad esempio nel caso specifico in cui le ricchezze distolgono l’individuo da Dio e lo portano ad accumulare demeriti su demeriti, si tratta piuttosto di una punizione per i peccati commessi e non già di un premio che, sempre nel caso specifico appena proposto, dovrebbe invece consistere nell’occasione, data da Dio, di perderle!” -> Difatti il discorso non intendeva minimamente toccare l’argomento. Anzi, per noi non c’è differenza fra ricco e povero, ma secondo la dottrina della fede cattolica, non secondo il populismo da strada.
      – “Faccio questa precisazione perché ogni qual volta sento “ilGiornale” parlare di “merito” non posso fare a meno di considerarlo, per usare un eufemismo, un tantino miope nel farlo. Mi si corregga se sbaglio o se ho mal inteso quanto scritto nell’articolo! ” -> ha inteso male o forse sono stato io poco chiaro. Adesso preciso!
      AmDg

      Rispondi
      • #ale   22 novembre 2015 at 6:39 pm

        Mi scuso io! Scrivendo “mi permetto di far notare”, non intendevo rivolgermi a lei nello specifico ma solo fare una considerazione generale in senso assoluto. Così come nel chiederle di essere corretto nel caso avessi sbagliato o frainteso, intendevo farlo in relazione alle mie affermazioni(con riferimento alla Dottrina, mi chiedevo se quanto ho detto fosse giusto o sbagliato). Mi scuso per la mancata chiarezza e le stravaganti pretese di ricevere un chiarimento da lei su qualcosa che non ha scritto! Ribadisco la mia era una oltretutto banalissima critica a “ilGiornale” diretta non tanto all’articolo del giornalista Marchese Ragona(in quanto mera cronaca scevra di giudizi) ma alla linea editoriale tenuta in merito ai temi dell’educazione, alla luce del suo contributo sul blog di RadioSpada! Mi perdoni, può essere stata la stanchezza!

        Rispondi
  2. #bbruno   22 novembre 2015 at 5:03 pm

    certo che boccia i più bravi e promuove gli asini:come avrebbe fatto lui a diventare ‘papa’?Che altro commento si può fare! A ogni giorno,la sua …boiata papale.

    Rispondi
    • #Alessio   22 novembre 2015 at 8:51 pm

      Ben detto.

      Rispondi
  3. #ale   22 novembre 2015 at 6:49 pm

    Mi rendo conto di aver mosso una critica a “ilGiornale” sul blog di Radio Spada, alla luce di quanto letto nel contributo del sig. DiPietro. In poche parole ho scritto un’assurdità che non avrebbe avuto un senso compiuto tanto in questa sede quanto sul blog del Giornale! Ahahah, ho bisogno di riposare!

    Rispondi
    • #ricciotti   22 novembre 2015 at 7:01 pm

      😉 nessun problema.

      Rispondi
  4. #ale   22 novembre 2015 at 7:07 pm

    Grazie della comprensione! Buona serata e buona settimana!

    Rispondi
  5. #Vincenzo   23 novembre 2015 at 6:08 am

    Il problema è il delirio socialista per cui “tutti possono fare tutto”, mentre ogni singolo a causa di limiti umani ha, per dono di Dio, capacità determinate che, se opportunamente sviluppate dal sistema scolastico, et gratia Dei adiuvante, possono portare all’eccellenza in un ben determinato campo, che spetterebbe ai formatori individuare; tutto ciò a prescindere dallo “stato” (cioé dal ceto di partenza, alto medio o basso che sia) della famiglia dell’individuo da formare. L’eclettismo, ammesso che esista, è riservato a rarissime personalità eccezionali che, all’interno della civiltà cattolica, sono destinate a compiti eccezionali a vantaggio di tutti quanti i fedeli, e non a proprio esclusivo vantaggio. Dunque a me pare che la possibilità di un’istruzione di base o primaria, credo ormai necessaria, debba essere fornita a tutti, ma in questa fase sarebbe essenziale un’efficace ricerca delle reali potenzialità del singolo allo scopo di svilupparle e portarle al massimo dell’espressione: e qui è dove lo Stato massonico è davvero carente. In sintesi: chi ha la capacità di diventare un ottimo agricoltore non dovrebbe essere formato per fare il medico, ed ovviamente viceversa; altrimenti, dal punto di vista esclusivamente “tecnico” e senza parlare del livello morale dei singoli, avremo mediocri agricoltori, mediocri falegnami, mediocri amministratori pubblici, mediocri medici ecc. ecc., come infatti per lo più sta avvenendo.
    Il principio errato “tutti possono fare tutto” conduce la società allo sfascio; senza dire che i suddetti “mediocri” (mediocri quando va bene, altrimenti pessimi), mancando di capacità, allo scopo di eccellere assumono spesso una “mentalità mafiosa” (termine con cui indico il sistema delle raccomandazioni (purtroppo a modello italiano) che prescinde dalle effettive capacità del raccomandato (altrimenti potrebbe essere solo mecenatismo) ma che invece genera obblighi “mafiosi” nel raccomandato stesso nei confronti del raccomandante): lo Stato massonico è una vera schifezza.

    Rispondi
  6. #massimo trevia   25 novembre 2015 at 3:07 pm

    a parte il fatto che prima accolgo ,dando giustamente la possibilità a tutti di studiare….ma dove finisce la questione della parabola dei talenti?e se uno si rivelasse un genio,superiore in qualche capacità?non ha diritto ad essere “accolto”diversamente”dagli altri?se il suo cervello”corre”,non ha il diritto di farlo?ora,io obbligandolo ad adeguarsi a chi genio non è,non lo accolgo!

    Rispondi
  7. #massimo trevia   25 novembre 2015 at 3:09 pm

    p.s.:frase incompleta:prima accolgo e poi seleziono.

    Rispondi
  8. #Lucius   22 settembre 2016 at 11:18 am

    Purtroppo quando si leggono o si ascoltano i suoi discorsi( di F1,)occorre la figura di un interprete oppure un traduttore per farseli tradurre il lingua ITALIANA,per noi almeno.Ogni volta che parla o scrive ,genera confusione e sofferenza negli uditori.Ma la Verità’ non e’semplice?Si al si è no al no,il resto viene dal maligno,ci ricorda N.Signore!

    Rispondi

Rispondi