Humanum genus: summa d’antimassoneria cattolica

-di Davide Consonni-

IMG_20151115_052337_787

I tipi delle edizioni Radio Spada non potevano non dedicare una delle loro pubblicazioni all’antimassonica enciclica Humanum Genus di Leone XIII. Il testo pubblicato dalla nostra casa editrice è giunto alle seconda ristampa, quindi pare doveroso ribadire l’importanza e l’attualità dei contenuti presenti nell’Humanum Genus e piú in generale le istanze avanzate dalla secolare battaglia antimassonica.  Il valore che tale enciclica rappresentó nella cattolica battaglia contro la perfida setta dei massoni é enorme e riconosciuto unanimamente dalle opposte fazioni. Tale epica pagina di magistero perenne rappresenta la summa apicale delle argomentazioni, avanzate da romani Pontefici, atte a motivare la scomunica vigente, fin dal 1738, per i settari. Per meglio rendere merito all’apostolica voce alzata contro le perfide sette ci asteniamo dal sintetizzarne i dettami e passiamo a citare direttamente alcuni passi dell’enciclica Humanum Genus del maggio 1884:

Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che larga mente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove. Imperocché senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a viso aperto a rovina della Santa Chiesa, con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da Gesù Cristo nostro Salvatore. […]

Imperocché da fatti giuridicamente accertati, da formali processi, da statuti, riti, giornali massonici pubblicati per le stampe, oltre alle non rare deposizioni dei complici stessi, essendosi venuto a chiaramente conoscere lo scopo e la natura della setta massonica, quest’Apostolica Sede alzò la voce, e denunziò al mondo, la setta dei Massoni, sorta contro ogni diritto umano e divino, essere non men funesta al Cristianesimo che allo Stato, e fece divieto di darvi il nome sotto le maggiori pene, onde la Chiesa suol punire i colpevoli. Di che irritati i settari e credendo di poter, parte col disprezzo, parte con calunniose menzogne sfuggire o scemare la forza di tali sentenze, accusarono d’ingiustizia o di esagerazione i Papi, che le avevano pronunziate. […]

Varie sono le sètte che, sebbene differenti di nome, di rito, di forma, d’origine, essendo per uguaglianza di proposito e per affinità de’ sommi principi strettamente collegate fra loro, convengono in sostanza con la setta dei Frammassoni, quasi centro comune, da cui muovono tutte e a cui tutte ritornano. Le quali, sebbene ora facciano sembianza di non voler nascondersi, e tengano alla luce del sole e sotto gli occhi dei cittadini le loro adunanze, e stampino effemeridi proprie, ciò nondimeno, chi guardi più addentro, ritengono il vero carattere di società segrete.

Imperocché la legge del segreto vi domina e molte sono le cose, che per inviolabile statuto debbonsi gelosamente tener celate, non solo agli estranei, ma ai più dei loro adepti: come, ad esempio, gli ultimi e veri loro intendimenti; i capi supremi e più influenti; certe conventicole più intime e segrete; le risoluzioni prese, e il modo ed i mezzi da eseguirle. A questo mira quel divario di diritti, cariche, offici tra’ soci; quella gerarchica distinzione di classi e di gradi, e la rigorosa disciplina che li governa.

Il candidato deve promettere, anzi, d’ordinario, giurare espressamente di non rivelar giammai e a nessun patto gli affiliati, i contrassegni, le dottrine della setta. Così, sotto mentite sembianze e con l’arte d’una continua simulazione, i Frammassoni studiansi a tutto potere di restare nascosti, e di non aver testimoni altro che i loro. Cercano destramente sotterfugi, pigliando sembianze accademiche e scientifiche: hanno sempre in bocca lo zelo della civiltà, l’amore della povera plebe: essere unico intento loro migliorare le condizioni del popolo, e i beni del civile consorzio accomunare il più ch’è possibile a molti. Le quali intenzioni, quando fossero vere, non sono che una parte dei loro disegni.

Debbono inoltre gli iscritti promettere ai loro capi e maestri cieca ed assoluta obbedienza: che ad un minimo cenno, ad un semplice motto, n’eseguiranno gli ordini; pronti, ove manchino, ad ogni più grave pena, e perfino alla morte. E di fatti non è caso raro, che atroci vendette piombino su chi sia creduto reo di aver tradito il segreto, o disubbidito al comando, e ciò con tanta audacia e destrezza, che spesso il sicario sfugge alle ricerche ed ai colpi della giustizia. […]

Si osservi ora il procedere della setta Massonica in fatto di religione, là specialmente dov’è più libera di fare a suo modo, e poi si giudichi, se ella non si mostri esecutrice fedele delle massime dei Naturalisti. Infatti con lungo ed ostinato proposito si procura che nella società non abbia alcuna influenza, né il magistero né l’autorità della Chiesa; e perciò si predica da per tutto e si sostiene la piena separazione della Chiesa dallo Stato. Così si sottraggono leggi e governo alla virtù divinamente salutare della religione cattolica, per conseguenza si vuole ad ogni costo ordinare in tutto e per tutto gli Stati indipendentemente dalle istituzioni e dalle dottrine della Chiesa.

Ma contro l’Apostolica Sede e il Romano Pontefice arde più accesa la guerra. Prima di tutto egli fu sotto bugiardi pretesti spogliato del Principato civile, propugnacolo della sua libertà e de’ suoi diritti; poi fu ridotto ad una condizione iniqua, e per gli infiniti ostacoli intollerabile; finché si è giunti a quest’estremo, che i settari dicono aperto ciò che segretamente e lungamente avevano macchinato fra loro, doversi togliere di mezzo lo stesso spirituale potere dei Pontefici, e fare scomparire dal mondo la divina istituzione del Pontificato. Di che, ove altri argomenti mancassero, prova sufficiente sarebbe la testimonianza di parecchi di loro, che spesse volte in addietro, ed eziandio recentemente dichiararono, essere veramente scopo supremo dei Frammassoni perseguitare con odio implacabile il Cristianesimo, e che essi non si daranno mai pace, finché non vedano a terra tutte le istituzioni religiose fondate dai Papi. […]

Poi con aprir le porte a persone di qualsiasi religione si ottiene il vantaggio di persuadere col fatto il grand’errore moderno dell’indifferentismo religioso e della parità di tutti i culti: via opportunissima per annientare le religioni tutte, e segnatamente la cattolica che, unica vera, non può senz’enorme ingiustizia esser messa in un fascio con le altre.

[Enciclica Humanum Genus, Leone XIII, maggio 1884]

Di seguito, oltre indirizzare coloro che volessero acquistare il testo delle Radio Spada Edizioni intitolato “Humanum Genus: dissertazione su massoneria, sette segrete e cosmopolitismo”, proponiamo sia la conferenza che precedette il progetto della stesura del libro sia una recensione ad opera del buon Mattia Rossi apparsa su “Il Giornale”.

HUMANUM GENUS – CONFERENZA CONTRO LA MASSONERIA [VIDEO]: http://www.radiospada.org/2014/12/humanum-genus-conferenza-contro-la-massoneria-video/
Mattia Rossi recensisce ‘Humanum genus’ su ‘Il Giornale’: http://www.radiospada.org/2015/04/mattia-rossi-recensisce-humanum-genus-su-il-giornale-2/

2 Commenti a "Humanum genus: summa d’antimassoneria cattolica"

  1. #bbruno   17 novembre 2015 at 5:36 pm

    Leggendo queste righe dall’enciclica di LeoneXIII, mi pare di avere una esatta descrizione dell’opera nefasta dei sedicenti papi cattolici della NOVA CHIESA conciliare, con ciò dimostrandosi, ex ipsorum verbis et actis, che questa chiesa e questi papi sono animati dagli stessi pensieri e intendimenti della Società Massonica:

    -E infatti questi ‘papi plaudono al fatto che “Il Romano Pontefice sia stato “spogliato del Principato civile, propugnacolo della sua libertà e de’ suoi diritti”,sostenendo anzi la provvidenzialità di un simile spogliamento…

    -fino al punto che, con quest’ultimo ‘papa’ si è giunti, apertis verbis, alla negazione del Supremo Ufficio Apostolico, con ciò conseguendo, come auspicato nelle Logge, l’ultimo risultato: l’eliminazione dello “stesso potere spirituale dei Pontefici” (l’abbiamo sentito in questi giorni: gli piace fare il parrochetto, il carcerario, che schifo fare il Pontefice…E poi non dimentichiamo la tragica pagliacciata dei due papai…in attesa del terzo?, in contemporanea)

    .-Manifestano poi ogni giorno cordialità e “corrispondenza d’ amorosi sensi” con “persone di qualsiasi religione”, con ciò promovendo “il grande errore dell’ indifferentismo religioso e della parità dei culti”, che arreca (ben lieti di arrecare) “enorme ingiustizia alla religione cattolica che, unica vera,non può essere messa in un fascio con le altre” . Dio non è cattolico….

    – E nei confronti degli ordinamenti civili, sostengono, con la più grande naturalezza, “la piena separazione della Chiesa dallo Stato”, al quale riconoscono la piena legittimità di legiferare a suo piacimento, in piena autonomia, in aperto contrasto, anzi, con i dettami della Legge di Dio.

    – E, a sostegno del tutto, con perfetta tattica pubblicitaria, al fine di ingraziarsi il consenso, eccoli ad ogni momento esprimere “lo zelo della civiltà”[ il rispetto dei Diritti umani ]; “l’ amore della povera plebe” [la Chiesa dei poveri…], la loro volontà di “ migliorare lecondizioni del popolo” e l’auspicio dell’ “accumunare i beni del civile consorzio il più che possibile a molti”[la ridistribuzione della ricchezza, marxisticamente intesa…]

    —C’è ancora bisognodi cercare numeri di tessera con specificata indicazione della setta massonica di appartenenza???

  2. #frank10   17 novembre 2015 at 6:14 pm

    Tutto vero, bbruno; inoltre la tessera non è nemmeno necessaria: potrebbero benissimo non essere iscritti a nessuna Loggia ed essere ugualmente massoni nel cuore, nell’anima e nella mente.
    Sono totalmente infarciti delle dottrine massoniche e lavorano tutta la loro vita e con tutte le loro forze per diffondere senza sosta le predette ideologie. Più massoni di così…
    Del resto è quello che gli stessi si sono sempre auspicati:

    “un Papa secondo i nostri desideri, che non sia iscritto alla Setta, ma ne abbia lo spirito e faccia lui la Rivoluzione in cappa e tiara”

    PS: bellissimo anche questo libro.
    Aggiungo i miei complimenti a RadioSpada per gli ottimi libri a catalogo, sempre meglio. Bravi e grazie!