La Lucania si mobilita con ProVita per “fermare l’aggressione Gender alle famiglie”. Comitati cittadini per vigilare anche nelle scuole

La Lucania si mobilita con ProVita per “fermare l’aggressione Gender alle famiglie”. Comitati cittadini per vigilare anche nelle scuole

di CdP Ricciotti

La Basilicata è stata la prima Regione ad approvare in Consiglio una mozione – la “Mozione Pace” redatta anche con la consulenza di ProVitaRadio SpadaChristus Rex ed altre Associazioni – che vieta esplicitamente l’insegnamento della “Teoria Gender” nelle scuole e che, nel contempo, si prefigge di verificare scrupolosamente che “venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012)”.

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Qui una breve rassegna informativa: – Presentata in Consiglio regionale una mozione “No Gender in Basilicata”; – Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”; – Teoria del Gender, Pace, Mollica e Napoli replicano al segretario del PD.

Purtroppo la vicenda NON ha avuto una grossa eco sui media più noti, che evidentemente hanno preferito adottare una “censura cautelativa” per evitare eventuali “emulazioni extra-lucane”, tuttavia il web, che generalmente offre canali d’informazione indipendenti e svincolati dalle principali lobbies governative o para-governative, ha dato ampio risalto alla notizia (qui centinaia di link indicizzati da Google).

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Anche ProVita vi ha dedicato due articoli: – Gender a scuola: in Basilicata vincono famiglia e buon senso; – Gender: la Basilicata dice no, trasversalmente (anche con voti PD).

La “testata” indipendente Radio Spada (voce della omonima Casa Editrice) ha pubblicato tempestivamente un piccolo dossier –  La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole – che ha ottenuto quasi 5.000 condivisioni Facebook nelle prime 48/72 ore. Notizia rilanciata da decine di siti e portali (es. Informare per Resistere che conta ben 733.000 followers su Facebook).

Una marea di persone sono state dunque informate per “resistere all’aggressione del Gender alle Famiglie”.

Poco dopo il sito di Radio Spada è stato vittima di attacchi hacker e non è stato più possibile condividere la notizia su Facebook, come è accaduto anche al sito del Consigliere di Basilicata Aurelio Pace, primo firmatario della “Mozione contro il Gender”.

Nel dossier è possibile visionare anche l’intervento del Consigliere Pace poco prima della votazione favorevole della sua mozione in Consiglio: https://youtu.be/9ou65W2-q2s.

Nel silenzio generale del mainstream, il passaparola web ha comunque ottenuto i primi risultati positivi.

Nel mese di Ottobre 2015 anche la Regione Lombardia ha approvato una “mozione anti-Gender” (Fonte Ansa). Titola Il Fatto Quotidiano: “Regione Lombardia, ok a mozione anti-gender nelle scuole: “Via i libri dalle aule, teoria è un pericolo per i bambini”.

Come è accaduto pochi giorni fa in Liguria, dove sono state presentate ed approvate due mozioni, una “contro l’insegnamento della Teoria Gender nelle scuole” ed una “contro la Teoria del Gender” (Fonte). Il 29 Ottobre 2015 il Secolo d’Italia rilancia la notizia: “La Liguria guidata da Toti dice no al gender. E la sinistra va su tutte le furie”.

Dunque è ormai assodato che la cosiddetta “Teoria del Gender” esiste e che, finalmente, la Politica si sta occupando della questione con decisione e competenza, nella chiara intenzione di far rispettare la legge e di tutelare Famiglia e Bambini da una vera “aggressione” che sembra pianificata a tavolino, nel silenzio generale e senza alcuna formazione/informazione preventiva.

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È giunto il tempo di correre ai ripari”, sostiene Pace da Potenza, che ha deciso di organizzare una serie di incontri formativi ed informativi. Slogan delle iniziative GENDER O NON GENDER. EVOLUZIONE O INVOLUZIONE.

Per troppo tempo la politica è stata esclusa dal dibattito sul Gender. Come pure le famiglie sono state tenute all’oscuro di tutto – prosegue Pace – pertanto è necessario formare ed informare in ogni Regione, non è possibile vivere passivamente questa aggressione alle famiglie”.

Al mantra omosessualista: “la Teoria Gender non esiste”, i Consiglieri regionali replicano: “se la Teoria Gender non esiste, ma noi stiamo dimostrando che esiste e che va fermata, tutte queste minoritarie Associazioni di contestatori perché si preoccupano? Che paura hanno? Ci lascino pure fare una brutta figura, ci lascino combattere contro i mulini a vento”.

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Nel mese di Settembre in Basilicata sono stati organizzati i seguenti momenti informativi e formativi: – Montalbano Jonico. Convegno su famiglia e gender; – Matera: città della cultura anche quando si interroga su scuola, famiglia, gender; – Melfi (PZ). Incontro su famiglie e gender. Grazie a Mons. Todisco.

Sono seguiti altri interventi sulla stampa locale: – Rafforzare la consapevolezza del ruolo della famiglia e MOLTO IMPORTANTEIl Ministro Giannini costretto a precisare: la “Teoria del Gender” è contro le norme vigenti nel mondo della scuola.

Anche i campani iniziano a mobilitarsi, difatti all’inizio di Ottobre è stato organizzato un primo incontro in provincia di Avellino: A Montemarano (AV), a parlare di Scuola, famiglia e gender con le mamme.

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Con le spalle muro, un’Associazione pro-gay lucana ha pensato, con la collaborazione di Vladimiro Guadagno (alias Vladimir Luxuria), di organizzare una manifestazione “Tutti i sessi nei Sassi” (v. Sassi di Matera). I firmatari della Mozione contro il Gender e pro-Famiglia hanno prontamente replicato manifestando l’intenzione di organizzare nello stesso giorno e sempre a Matera il Family-Day, per dimostrare chiaramente che Politica e Popolo non hanno più intenzione di subire passivamente diktat anti-scientifici ed imposizioni ideologizzanti. “Che facciano il Gay pride nei Sassi – affermano gli organizzatori – noi risponderemo con il Family day. Scenderemo in piazza, come a san Giovanni, con migliaia di famiglie; dimostreremo ancora una volta che il Popolo non vuole Gender e non vuole indottrinamento anti-scientifico ai bambini”.

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Il 24 Ottobre a Potenza, in un Teatro Stabile stracolmo in ogni ordine di posto, per circa 2 ore si è parlato di Gender in compagnia del noto giornalista Mario Adinolfi (La Croce Quotidiano), di alcuni Consiglieri firmatari della Mozione, del vescovo Superbo, del Sindaco della Città Dario De Luca, della Pastorale Giovanile, dell’Associazione Stampa Cattolica (U.C.S.I.) e di altre Associazioni, soprattutto di giovani – Es. Spina nel Fianco (link e galleria fotografica – locandina – evento Facebook).

Anche in questo caso la stampa locale, soprattutto la Rai, ha preferito idealizzare un sedicente “confronto” fra pro-Gender e no-Gender, dando risalto non tanto all’appuntamento del Teatro Stabile, scelto dalla quasi totalità della cittadinanza ivi rappresentata (era presente anche il Garante regionale per l’Infanzia), ma alla contestazione organizzata all’esterno del Teatro da una ventina di militanti gay e/o pro-gay (qui il servizio TG3 RAI – qui parte dell’incontro informativo in Teatro).

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La Basilicata dice no”, così i Consiglieri firmatari della Mozione hanno pensato di non fermarsi e di non lasciarsi demoralizzare.

Il 30 Ottobre 2015 è stata quindi indetta una Conferenza Stampa (qui foto ed info – qui video di presentazione), questa volta non boicottata dai media, con la presenza di Toni Brandi (Presidente ProVita) e Federico Iadicicco (Responsabile Nazionale Famiglia di FdI). Ha dichiarato Toni Brandi alla presenza di tutta la Stampa locale: “La vostra mozione è stata meravigliosa, è qualcosa di eccezionale visto che la Basilicata, grazie al lavoro di voi Consiglieri Regionali che l’avete sottoscritta, ha dato una grande lezione al resto della nostra Italia” (qui l’articolo ProVita).

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È seguita una generale Rassegna stampa consultabile sull’evento Facebook. Carta stampata qui e Siti internet qui.

Alcuni articoli tratti dal web: – Ansa. ‘Aggressione a famiglia’: ciclo incontri;  «Gay pride a Matera? Faremo il family day». Ciclo di incontri contro la teoria gender; Mozione su Gender, il plauso di Brandi a Pace e MollicaSassilive. L’aggressione del Gender alle nostre famiglieSassiland. L’aggressione del Gender alle nostre famiglieLaSiritide. Nella CS dei Consiglieri Aurelio Pace e Franco Mollica le lodi di Toni Brandi.

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Numerosi gli appuntamenti informativi e formativi in programma che si sono svolti fra il 30 e 31 Ottobre 2015, alla presenza di Famiglie ed Istituzioni. Quasi tutte le aree della Basilicata sono state coperte per gruppi, da Moliterno a Potenza (info e foto 1 e 2); da Melfi a Matera (info e foto 1 e 2).

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Sono state inoltre realizzate due dirette radiofoniche: Radio Tour (https://youtu.be/pAZ2ZnidJk4) e Radio Kolbe (https://youtu.be/xZRSOJfvNqo).

Anche i TG hanno diffuso l’informazione: – Rai Tg3 (https://youtu.be/1rq21_p4lbs); – TRM (https://youtu.be/V2YfC-ghjtY) e LaNuovaTV (https://youtu.be/3_YOT7RkocE).

Politica, Famiglie ed Associazioni hanno dimostrato ancora una volta che, insieme, è possibile avere la giusta visibilità e vincere ogni battaglia, anche quelle che apparentemente sembrano più ostiche e che, solitamente, scoraggiano.

La serie di incontri GENDER O NON GENDER. EVOLUZIONE O INVOLUZIONE non termina qui e, con l’aiuto di Dio, saranno organizzati numerosi altri appuntamenti.

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In Basilicata si stanno inoltre creando dei gruppi locali che dovranno supervisionare nelle scuole al fine di segnalare tempestivamente qualsiasi violazione della mozione regionale che ormai vieta l’indottrinamento gender nelle scuole.

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La Mozione lucana contro il Gender e pro-Famiglia sarà presentata anche a Roma il 28 Novembre 2015 nel conteso del Convegno DAL DIVORZIO AL GENDER. FAMIGLIE CENTRIFUGATE E IDENTITA’ LIQUIDA: UNA DISSOLUZIONE DALLE ORIGINI REMOTE.

Ad maiorem Dei gloriam.

2 Commenti a "La Lucania si mobilita con ProVita per “fermare l’aggressione Gender alle famiglie”. Comitati cittadini per vigilare anche nelle scuole"

  1. #Lucius   3 novembre 2015 at 12:24 am

    Se Dio e’con noi,chi puo’essere contro di noi?Si combattiamo per difendere le Sue Sante Leggi,costi quello che costi.Forza forza forza ce la dobbiamo fare.Dio vi benedica tanto.

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