La strage del Bataclan come metafora dell’Europa. Ovvero tre considerazioni sugli attentati di Parigi

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di Martino Mora

 

1. Le lacrime di coccodrillo

Ora è giustamente il tempo del dolore per le vittime parigine dell’islamismo feroce. Ma tra coloro che si addolorano ci sono in prima fila i sostenitori del mondialismo, dell’immigrazionismo, del “meticciato”, delle frontiere spalancate, dello ius soli. Quelli che ancora sognano un mondo alla Benetton (united colors) e che praticano costantemente il terrorismo intellettuale, la caccia alle streghe, la polizia del pensiero verso chi la pensa diversamente. Quelli che hanno sempre in bocca, quasi sempre a sproposito, le parole “razzista”, “xenofobo”, “omofobo”, “islamofobo” e via dicendo. Sono i “politicamente corretti”. Sono gli intolleranti sostenitori della cosmopolis egualitaria. Sono gli adepti dell’ideologia dominante. Coloro che fanno dell'”antirazzismo” non più la giusta stigmatizzazione del disprezzo verso chi ha un colore diverso della pelle (in quel senso l'”antirazzismo” è un sentimento nobile e generoso), ma un’ ideologia irrazionale, rancorosa e paranoica, ostile all’identità, alle radici e alle tradizioni dei nostri popoli. Un ‘ideologia paracomunista e ultracapitalista al contempo. Ma tutti costoro non impareranno la lezione: continueranno come sempre nel loro folle sostegno all’immigrazione, al meticciato, al multiculturalismo, al melangismo, al mondialismo. Il mondo alla Benetton ha partorito il terrore per le strade di Parigi. Continueranno a negarlo. Le loro sono lacrime di coccodrillo.

 

2. Il nostro Nulla

Indovinate cosa si stava cantando al Bataclan quando le belve dell’Isis hanno fatto irruzione? Kiss the devil, Bacia il diavolo, del gruppo rock californiano Eagles of death metal, che civetta con un “satanismo soft” (ammesso che il satanismo possa essere soft). Il testo  continua: “Amerò il diavolo e la sua canzone”. Per il rispetto che si deve ai morti non dico cosa penso di chi assiste a concerti di questo tipo e del numero di neuroni che deve avere in testa. Mi limito a constatare che se questi sono i valori della “civiltà occidentale” che si oppone all’Islam dei tagliagole, i tagliagole hanno già vinto. Combattere il fanatismo feroce e assassino con il consumismo decerebrato è semplicemente assurdo. La verità è che l’americanismo senz’anima del consumismo folle, del Dio denaro, dell’ultimo modello di telefonino, del rock e del rap, dell’ american way of life, e proseguendo del “proibito proibire” di sessantottesca memoria, del gender e della sacralità assoluta del gay e della lesbica, del porno e della droga, dell'”utero è mio e me lo gestisco io”, della mentalità per cui nulla ha un valore e tutto ha un prezzo, ci ha uccisi dentro. I terroristi odiano e sono accecati dall’odio assassino. Ma sono qualcosa. Noi non siamo più nulla. Siamo i figli del Nulla che ci divora.

E la Chiesa? La Chiesa cattolica, si dirà. Già, la Chiesa: gli ultimi tre pontefici , compreso l’attuale, hanno pubblicamente pregato nelle moschee (e nelle sinagoghe, ma è un altro discorso). Il primo due volte nella grande moschea di Damasco, gli altri due nella grande moschea di Istanbul. Il primo dei tre, oggi canonizzato, ha addirittura baciato il Corano e benedetto l’Islam invocando pubblicamente la benedizione di San Giovanni il Battista sulla religione di Maometto.  Gli unici due alti prelati che precedentemente si erano opposti frontalmente a  questa ed altre derive, monsignor Lefebvre e monsignor de Castro Mayer, vennero addirittura scomunicati per violazione del diritto canonico. Può piacere o non piacere, ma questa è la triste realtà delle cose. Sono fatti e le chiacchiere stanno a zero.

 

3. La nostra sudditanza  

Dopo aver constatato che il massimo della genialità è suonare Imagine dopo la strage – dato che il testo di Imagine è proprio l’inno del mondialismo, cioè di quel mondo senza frontiere, radici e religione (cristiana) che ci ha reso vittime dell’islamismo assassino – bisogna trattare l’aspetto geopolitico, certo non secondario. E avere il coraggio di constatare tutti i fallimenti del meraviglioso Occidente. Innanzitutto il concetto di “occidente” oggi ha un significato  geopolitico e culturale che non corrisponde all’Europa (e meno che mai al suo nobile antecedente storico, la Christianitas) e che significa unione atlantica tra Europa e Stati Uniti d’America, con questi ultimi a fare la parte del leone dal punto di vista politico, militare (con le basi militari americane sul suolo europeo a ben 24 anni dalla fine della Guerra fredda!), economico e culturale. Se dal punto di vista spirituale assistiamo al trionfo dell’americanismo senz’anima e della massificazione edonista che si porta dietro, dal punto di vista militare e politico l’Europa è completamente subordinata a Washington e ai suoi interessi, che certo non sono i nostri, come dimostra anche lo scandaloso sostegno dei vassalli europei al colpo di Stato antirusso di Kiev nel 2014. Con le conseguenti sanzioni alla Russia che stanno danneggiando la nostra economia. Le “guerre umanitarie”, dalla Serbia nel 1999 alla Libia nel 2011, passando per l’Afghanistan nel 2001 e l’Iraq nel 2003, sono state decisive per distruggere l’equilibrio mondiale e tutte le forze di contenimento all’islamismo estremista, da Milosevic a Gheddafi passando per Saddam. Anche il tentativo di abbattere Assad sarebbe andato a buon fine e senza l’intervento di Putin (2013) la Nato avrebbe bombardato la Siria. Bombardato chi? Non l’Isis, ma Assad, nemico mortale dell’Isis!!
L’Europa si è allineata ogni volta agli Stati Uniti, a volte mettendoci del suo (le sciagurate iniziative di Sarkozy e Cameron in Libia) e favorendo così l’instabilità, la migrazione di massa e il rafforzamento dell’estremismo sunnita e wahabita. E noi siamo ancora qui a parlare di Occidente, di Nato e di atlantismo. Siamo nella morsa, altro che Occidente! Siamo nella morsa tra l’America, potenza del mare, del caos e della globalizzazione, e islamismo feroce.

Torniamo un attimo al Bataclan al momento dell’irruzione jhadista. C’è la band californiana, che canta: Amerò il diavolo e la sua canzone, Bacerò il diavolo e la sua lingua; c’è il pubblico parigino ed europeo, completamente decerebrato, che si accalca sulla pista da ballo; c’è il commando islamista che entra e inizia il massacro. Quell’attimo è la metafora perfetta della nostra situazione. Noi siamo quel pubblico. Noi come quel pubblico siamo colonizzati politicamente ed  economicamente, ma anche culturalmente, mentalmente, spiritualmente dalla più deteriore sottocultura anglosassone. E siamo incapaci – perché non lo vogliamo – di fermare l’immigrazione di massa e il terrorismo. La strage del Bataclan è la metafora dell’Europa.

 

Articolo comparso in contemporanea sul sito CCC

8 Commenti a "La strage del Bataclan come metafora dell’Europa. Ovvero tre considerazioni sugli attentati di Parigi"

  1. #massimo trevia   20 novembre 2015 at 3:22 am

    lo dico da anni:in nome dell’essere cristiani non si dovrebbe dare un centimetro quadrato a chi,facendoci sopra una moschea,nega e odia(ci maledicono una ventina di volte al giorno,pregando il minimo di preghiera giornaliera per un islamico.lo ha detto magdi cristiano allam)la presenza di Gesù Cristo!ma non amiamo più Gesù Cristo e in nome della”carità”diamo spazio per le moschee!permettiamo che a casa nostra,consacrata dalla scelta cristiana dei nostri avi ,ci sia chi odia colui che essi scelsero:Cristo! e idolatrando il valore cristiano invece che amare la presenza di Cristo che genera i valori,neghiamo Gesù!ormai,Cristo è il volersi (ma falsamente)bene!ecco dove nasce la nostra rovina!!!!! altro aspetto della cosa:vigliaccamente,ci sentiamo buoni perché invece di cacciare chi ci sta invadendo,lo guardiamo con amore….ma chi amiamo?siamo solo vigliacchi!io,però,siccome non sopporto il dire”siamo tutti così”,me ne frego di essere ritenuto superbo e dico:sono un peccatore,ma voglio reagire e reagisco! p.s.:fossi s.paolo direi”fatevi miei imitatori”…..ma è meglio qualcun’altro!comunque,svegliamoci! e cacciamo gli invasori!! è cristianamente giusto!!!!!!w la canzone del piave!!!!!(non perché ami la guerra….).

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    • #Alessio   20 novembre 2015 at 5:31 am

      Caro Massimo, sono con te al 100%! L’immondizia si butta fuori di casa, e meglio si manda all’inceneritore.

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    • #Lucius   21 novembre 2015 at 12:13 am

      Hai ragione,Massimo T.sembra che dappertutto non ci sia piu’posto per la Verità’,persino nella chiesa conciliare in cui regna confusione;si preferisce la menzogna a quella.La verita’e’ che non c’è’ piu’Fede,infatti,come dice la Parola di Dio,invano ci affatichiamo a costruire la casa se il Signore non ce la costruisce.Bisogna scegliere presto o con Lui o contro di Lui non c’e’la via di mezzo.A noi la scelta e occorre fare presto prima che sia troppo tardi!!!

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  2. #Alessio   20 novembre 2015 at 5:29 am

    Che dire… meraviglioso articolo ed anche ottimo commento da parte di Massimo Trevia. Certo che se invece di cantare sul Piave avessimo cantato sulla Marna sarebbe stato mille volte meglio!
    Riguardo al bellissimo articolo, solo due appunti anche se di poca rilevanza :

    1) Occhio con i sentimenti di antirazzismo “nobili e generosi”, perchè i cari negretti, specialmente africani, non li condividono affatto ed una buona parte di loro vedono il bianco solo come il pollo da spennare ; in parecchi casi, se si dà loro la mano dopo bisogna contarsi le dita e tenere l’altra mano sul portafoglio. Non è giusto disprezzare qualcuno SOLO per la pelle scura ma ancor meno è giusto dire la differenza sia SOLO questa. Quindi non disprezziamo ma neppure idealizziamo.

    2) I terroristi dell’ISIS fanno le belve solo ed esclusivamente perchè sono ben consapevoli di avere ormai a che fare sono con dei poveri mentecatti, e tutta la loro pericolosità così come la loro esistenza stessa non è dovuta alla loro forza ma alla nauseabonda debolezza dell’ Europa attuale. Ce li immaginiamo compiere un attentato nella Germania degli anni ’30? I nostri vecchi alleati non avrebbero impiegato sette ore a stanarli dalla casa nella quale si erano rifugiati, e successivamente non avrebbero perso mesi in decine di stupidi incontri politici internazionali per decidere il da farsi nè si sarebbero limitati a buttare bombe da lontano. Ad una settimana dall’attentato sarebbero sbarcati in Medio Oriente con le loro gloriosissime e inarrivabili truppe (piaccia o no, il miglior esercito dell’Era Moderna con ampio margine su tutti gli altri, nonchè uno dei migliori della Storia) e da quel momento non solo per l’ISIS ma per l’intero ISLAM sarebbe iniziato un rapido conto alla rovescia.
    Quindi niente “belve”, solo degli assassini che se la prendono con dei subnormali, vigliaccheria da entrambe le parti.

    Non c’è altro da aggiungere, a parte augurare agli idioti presenti nel “Bataclan” al momento dell’assalto di non essere finiti davvero a sentire i baci del Diavolo… a furia di chiamarlo arriva!
    Speriamo che anche Putin non finisca col tradirci, ma che inizi invece a prendere delle contromisure un po’ più consistenti di quelle sino ad ora adottate.

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  3. #GR   20 novembre 2015 at 8:25 pm

    Non fa paura chi uccide il corpo e poi null’altro; fa paura, invece, chi uccide anche l’anima. L’occidente, purtroppo, non è solo un ricovero per poveri mentecatti; ma un mondo ferocemente determinato a trascinare tutti all’inferno.

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  4. #bbruno   21 novembre 2015 at 11:37 pm

    “se questi sono i valori della ‘civiltà occidentale’ che si oppone all’Islam dei tagliagole, i tagliagole hanno già vinto.”

    -no, di più, se questi sono i valori della moderna ‘civiltà occidentale’ ,e si insiste a volerli difendere (“vogliamo non cedere alla paura e vivere come ci piace ”- il piacere essendo il criterio fondante del vivere moderno…) , allora è l’ ira di Dio che si manifesta nei tagliagola, questa “peggior gente” di cui parla Ezechiele, da Dio mandata a punire Gerusalemme, ora la Cristianità, per la loro apostasia.

    “E la Chiesa? La Chiesa cattolica, si dirà. Già, la Chiesa…”

    -Chiesa?!? Quella che si accuccia su tutti i poteri di questo mondo? La grande meretrice, la Sinagoga di Satana, che bestemmia il nome di Dio e pretende di parlare in Suo nome?Quella nata da quell’ empio concilio, che la malvagità degli uni ha voluto e perfidamente elaborato, e la vigliaccheria degli altri ha lasciato che si svolgesse, senza quella aperta sconfessione che la difesa della fede imponeva???…

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  5. #Mardunolbo   22 novembre 2015 at 5:53 pm

    ottimo articolo e coerenti, decisi, commenti che condivido !

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  6. #Diego   24 novembre 2015 at 11:15 am

    Ottimo articolo e ottimi commenti!

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