byzanteens

 

di Moreana

 

‘Ai nostri tempi ci sono molte battaglie, ma poche preghiere’ (un sacerdote prima del Concilio Vaticano II)

 

Una delle piaghe del cattolicesimo militante, almeno per quanto riguarda le convinzioni soggettive dei singoli aderenti è il filortodossismo. Di cosa si tratta?

Esso è quell’atteggiamento per il quale, sovente in foro interno, si subisce il fascino emanato dalle Chiese Ortodosse (che, in realtà, sono scismatiche, ma si ritengono nella ‘retta opinione’ < ortodossia). La bellezza delle liturgie, dei paramenti, la tenacia con cui gli orientali affrontano l’avanzare del modernismo teologico  – pur limitatamente conto tenuto degli occhiolini fatti all’ecumenismo – e degli esiti più beceri dell’era contemporanea produce in alcuni un acuto sentimento di sconfitta e di poca fiducia nei confronti della Chiesa Cattolica. Costoro si lasciano a poco a poco convincere dal fatto che vi sia stata una translatio religionis da Roma a Mosca – anche se, in realtà il mondo scismatico è multipolare e formato da comunità autocefale che, per lo più riconoscono un primato d’onore al patriarcato di Costantinopoli – e che, in conseguenza, di ciò la Chiesa Cattolica sia ormai in rotta verso un lento, ma inesorabile declino (sindrome da cui fu colpita anche la stessa Cristina Campo, profetessa del tradizionalismo…).

A convalida di questa tesi, vi sarebbe una presunta unzione divina che il Cielo avrebbe fatto ricadere sul presidente russo Vladimir Putin, che molto sta facendo – e a giusto titolo – in questo delicatissimo frangente storico. Ulteriore sostegno a queste vaghe teorie sarebbe l’esito imparziale, se non addirittura inesistente, della consacrazione della Russia che la Nostra Regina chiese a Fatima nel 1917, poco prima dell’avvento del bolscevismo: poichè il Suo accorato appello non fu accolto, costoro trovano una buona soluzione nel liquidare rapidamente le malefatte della gerarchia e nell’attribuire una nuova investitura divina alla Cristianità Orientale.

La croce proiettata dalla mitra del papòs sul capo del Presidente russo a testimonianza della sua presunta investitura, tra le immagini che più hanno ‘eccitato’ l’immaginario byzanteen.

La croce proiettata dalla mitra del papòs sul capo del Presidente russo a testimonianza della sua presunta investitura, tra le immagini che più hanno ‘eccitato’ l’immaginario byzanteen.

 

Insomma una sorta di seconda Rivelazione dopo la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo duemila anni fa. In fondo – pensano costoro – teologicamente parlando, non c’è tutta quella distanza che ci separa dai protestanti o dagli unitariani (i falsi cristiani pentecostali e americanisti che non credono nella Trinità), hanno tutti e sette i sacramenti validi – si, ma non legittimi! -, sono brave persone – non lo mettiamo in dubbio- hanno belle cerimonie, credono ancora nei veri valori – e ci credo non hanno avuto il Concilio Vaticano II – e poi hanno Putin! Il gagliardo presidente, che dà finalmente un senso alle nostre vite!

A nome del ‘tengo famiglia’ e del ‘lasciatemi in pace’, si dà sfogo alla lussuria e alla pigrizia spirituale: da un lato, infatti, ci si inclina al fascino orientale dei riti (validi, ma non legittimi) peccando di ‘lussuria spirituale’, ovvero cercando nel bello il soddisfacimento della sete di Verità che è propria della creatura umana, dall’altro si pecca di ‘pigrizia spirituale’, a causa dell’arrendevolezza con la quale si proclama la capitolazione della Chiesa Cattolica (ma non c’era una promessa di Nostro Signore a tal riguardo?). Un atteggiamento così gggiovane non può meritare per coloro che lo professano che un unico epiteto: Byzanteens, ovvero gli adolescenti di Bisanzio (l’antica Costantinopoli), coloro che credono di rifarsi una verginità spirituale passando attraverso le forche caudine del rito orientale!

Ma leggiamo un attimo la questione alla luce del Magistero petrino (infallibile), poichè costoro, malgrado tutto, si professano cattolici. Prestino, dunque, benevolmente attenzione a queste notarelle, poichè lo scopo di questo scritto è anzittutto ironico e dissacratorio. Per un solido e serio approfondimento rimando, invece, ai contributi di Carlo Di Pietro e di Gaetano Masciullo qui su Radio Spada:

http://www.radiospada.org/2015/07/lo-scisma-doriente-gli-eretici-scismatici-ortodossi-ed-orientali/

http://www.radiospada.org/2014/01/sugli-errori-degli-scismatici-ortodossi-e-sulla-verita-assoluta-del-cattolicesimo-romano/

 

Partiamo dai fondamentali, attraverso il catechismo di San Pio X, quindi non dalle idee proprie dell’estensore dell’articolo.

 

  • 6. – Di coloro che sono fuori della Chiesa.

224 D. Chi sotto quelli che non appartengono alla comunione dei santi?

  1. Non appartengono alla comunione dei santi nell’altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa.

225 D. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?

  1. Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

230 D. Chi sono gli scismatici?

  1. Gli scismatici sono i cristiani che, non negando esplicitamente alcun domma, si separano volontariamente dalla Chiesa di Gesù Cristo, ossia dai legittimi pastori.

234 D. Possiamo noi giovare in qualche modo agli scomunicati?

  1. Noi possiamo giovare in qualche modo agli scomunicati e a tutti gli altri che sono fuori della vera Chiesa, con salutari avvisi, colle orazioni e colle buone opere, supplicando Iddio che per sua misericordia conceda loro la grazia di convertirsi alla fede e di entrare nella comunione dei Santi.

 

Gli scismatici, come si può ben vedere, non godono della Comunione dei Santi. Il catechismo di San Pio X ribadisce, dunque, il pronunciamento infallibile del Concilio di Firenze del 1439 (Eugenio IV regnante). Bisogna, però, anche sottolineare l’uso dell’avverbio ‘volontariamente’ (‘i cristiani che, non negando esplicitamente alcun domma, si separano volontariamente dalla Chiesa di Gesù Cristo’): la proposizione del Papa nel Suo catechismo condanna oggettivamente lo scisma e chi vi aderisce in piena consapevolezza; mentre in foro interno solo Dio può giudicare dell’anima e delle sue rette intenzioni. Non si intende in quest’articolo condannare i milioni di ortodossi in sede soggettiva, poichè è un giudizio che spetta solo a Dio. Anzi, è dovere dei cattolici pregare sempre affinchè essi tornino in comunione con Roma.

I secoli non annullano la dottrina. I Byzanteens, questa categoria dello spirito umano così amena, invece, sono persuasi che essendo ormai la situazione storica cambiata ed essendo il nemico troppo potente, sia necessario fare retromarcia su queste quisquilie che, tutt’al più, interesserebbero solo Alberto Magno e Anselmo d’Aosta quando non sono impegnati a recitare l’Ufficio Divino. Ma, poi, questo papa – pensa il Byzanteen fra sè e sè “con quello che ci propinano da qualche decennio a questa parte vuoi vedere che veramente abbiamo bisogno di un papa con primato di onore e giurisdizione? Se abbiamo cattivi papi, ciò avviene perchè Dio ci vuole mostrare che essi non servono”. Un’altra caratteristica dei Byzanteens è infatti quella di captare l’antenna dello Spirito Santo, che da duemila anni a questa parte avrebbe deciso solo ora di farsi sentire attraverso il loro insindacabile giudizio. Tuttavia, non vogliamo estendere ulteriormente la terribile questione della processione dello Spirito Santo che fu tra le cause dello scisma: la Chiesa Cattolica ha già espresso la Sua autorevole posizione.

Più interessante, invece, e poco conosciuta è la posizione teologica degli Ortodossi sulla Regina degli Angeli. I Byzanteens , soggiogati dal fascino delle meravigliose e superbe iconostàsi orientali e dalle raffigurazioni della Vergine, non ne approfondiscono i criteri teologici. Eppure, che divergenza!

E’ poco noto, infatti, che sebbene gli orientali scismatici credano nella Verginità perpetua di Maria, essi ritengano dottrina eretica la dichiarazione della Sua Immacolata Concezione. Conseguentemente, anche l’Assunzione non è accettabile per il mondo ortodosso: si parla per lo più di ‘dormizione’. Inoltre, benché essi affermino che Maria è Theotokos (Madre di Dio), ciò non li induce a ritenere che Ella fu Immacolata sin dal Suo concepimento. La Vergine si sarebbe purificata solo al momento dell’Incarnazione, in cui lo Spirito Santo discendendo su di Lei, diede luogo al mistero dell’Uomo.Dio. Ricordiamo, allora, ai Byzanteens, sottolineandolo, che il dogma dell’Immacolata proclamato nel 1854 da papa Pio IX e confermato dal Cielo a Lourdes è dottrina eretica per gli ‘ortodossi’, insieme col dogma dell’infallibilità pontificia proclamato sempre da Pio IX nel 1870. Ma c’è qualcosa che non torna: Pio IX non può essere minimamente tacciato di essere stato un cattivo pontefice; come possono, allora, i Byzanteens che in fondo si dicono cattolici, ma che sono disgustati dal fatto che ‘la Chiesa abbia tradito se stessa’, appoggiare e ritenere più che cristiana un’unione di Chiese scismatiche che ha condannato come eretica la dottrina di un Papa che più cattolico non si può? No, ragazzi – anzi, cari teens- qui c’è da ragionare e da riflettere! Rendiamoci soprattutto conto di un’altra cosa: i teologi scismatici privano Colei a cui tutto noi dobbiamo dei più alti privilegi!

Tra le ulteriori divergenze teologiche tra Chiesa Cattolica e Scisma orientale distinguiamo inoltre:

 

  1. L’assenza del purgatorio: il giusto dopo la morte si purifica progressivamente secondo delle tappe ‘iniziatiche’, che nulla hanno a che vedere col concetto di ‘pena temporale’ cattolico. In tal merito, è anche interessante notare che il sacramento della confessione per gli scismatici, pur sussistendo, non prevede i concetti di peccato-pena; il sacerdote non ‘assolve’, ma invoca il perdono divino.

 

  1. L’inferno: esso è inteso in quanto stato dell’anima che respinge Dio. Non è un vero luogo fisico e spirituale, come per la teologia cattolica, ma una condizione dell’anima che a causa dei suoi peccati resiste definitivamente a Dio e, come unico danno, ne subisce l’assenza (che è origine di tormenti)

 

  1. La poca attenzione alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo: lo Scisma orientale, da particolare rilievo alla Resurrezione piuttosto che alla Passione. Le sofferenze di Gesù sono viste, come una tappa obbligatoria che Egli ha dovuto subire per riscattare l’Umanità. Si noti bene, infatti, che l’iconografia ortodossa è povera in rappresentazioni della Passione. Evidentemente ai ‘padri orientali’, faceva più comodo sapere che Gesù non avesse sofferto: con un po’ di audacia si potrebbe dire che ciò inficia profondamente la dottrina della umanità di Cristo, la Sua sensibilità al dolore che è superiore a quella di qualsiasi altro uomo….che dire…puzza un po’ di influenza gnostica? Che ne dite cari Byzanteens? A regà così vi perdete tutto il culto del Sacro Cuore, delle devozioni francescane, della Via Crucis, ma vi conviene?

 

Un’ultima esortazione è rivolta ad una sottocategoria del gruppo Byzanteens, che pratica il più audace modernismo teologico: si tratta di coloro che vedono nelle apparizioni di Fatima e nella piaga bolscevica una purificazione storica dell’Ortodossia orientale, da cui avrebbe avuto origine la translatio religionis di cui sopra. Secondo costoro, quando la Vergine Santa chiese la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, ciò sarebbe accaduto unicamente  in vista dell’avvento del bolscevismo (il che ha il Suo fondamento di verità poichè siamo nel 1917). Tuttavia, essi sbagliano nel ritenere che se in tempi più antichi la dinastia imperiale si fosse convertita, non ci sarebbero stati cambiamente decisivi. Uomini di poca fede! Credete voi che Nostro Signore non soffra di una così profonda ferita inferta alla Sua Chiesa?

Non è un caso se Maria chiese la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, poichè questo culto è sotteso dal dogma dell’Immacolata Concezione che è, appunto definito dottrina eretica dai patriarcati scismatici. Il dogma era stato proclamato circa sessant’anni prima i fatti di Fatima e subito rifiutato. Il comunismo, dunque, non era l’unica preoccupazione della Madre di Dio; Ella voleva soprattutto che si professasse la Fede in modo integrale.

Maria quel che è di Maria! Il privilegio della Concezione Immacolata negato dal patriarcato di Mosca e dai suoi aderenti.

A Maria quel che è di Maria! Il privilegio della Concezione Immacolata negato dal patriarcato di Mosca e dai suoi aderenti.

Senza volere entrare nei piani divini, si può tuttavia affermare che  se lo zar, ben prima del bolscevismo, si fosse convertito al Cattolicesimo, e con lui l’intera Russia, le cose sarebbero andate quantomeno in modo diverso. Le apparizioni del Sacro Cuore in Francia – la cui richiesta di consacrazione rimase inascoltata- ne sono una prova. D’altronde quando la Vergine chiese la Consacrazione della Russia, volle che questo atto – mai compiuto – fosse emanazione della Chiesa Cattolica Romana. La conversione della Russia sarebbe stata un ritorno al Cattolicesimo. Il che sottintende implicitamente un’ostilità celeste verso la Chiesa scismatica. Si ricordi, inoltre, la lunga sequela di anatemi pronunciati dai patriarcati scismatici nel corso della storia (non ultimo quello del Monte Athos dopo il ritiro della scomunica da parte di Paolo VI….l’asino che dice al cavallo che ha le orecchie lunghe….). Lo scisma, come l’eresia, è un grave scandalo ed un grave peccato, di cui Nostro Signore ha abbondantemente patito nella Sua dolorosa passione. Che poi il Signore abbia voluto umiliare l’occidente apostata, che tanto ha disprezzato la sede petrina, attribuendo alla Russia scismatica un ruolo fondamentale in questi grandi tempi, non sta a noi giudicarlo. Già durante la campagna di Russia, Dio aveva permesso che questa nazione ponesse un freno all’avanzare della Rivoluzione, il che è segno di un continuo incitamento alla conversione di questa immensa nazione.

Tuttavia, Putin resta pur sempre il capo di uno stato multiconfessionale – ma non laicista in senso radicale – il cui interesse è, anzitutto, la coesione nazionale. Si dimentica, spesso, infatti che il territorio russo ospita una molteplicità di etnie e religioni che rivendicano in egual misura la loro appartenenza alla Russia. Nulla a che vedere con le fantasmagorie di alcuni Byzanteens che vedono in lui il nuovo Goffredo di Buglione.

Come Assad, Vladimir Putin è a capo di uno stato multiconfessionale e laico, che ha a cuore, anzitutto, l’unità e la pacifica convivenza della nazione.

Come Assad, Vladimir Putin è a capo di uno stato multiconfessionale e laico, che ha a cuore, anzitutto, l’unità e la pacifica convivenza della nazione.

In conclusione di questo scritto, aggiungiamo inoltre che quando Nostro Signore era in croce, nessuno credette alla Sua vittoria sul peccato e sulla morte se non la Sua Santa Madre, che nel sangue e nell’acqua del costato vide nascere l’unica Chiesa e i sacramenti di cui Essa è depositaria. Un byzanteen  è dunque  un disfattista ed uno scoraggiato. Egli, in fondo non crede nella potenza della preghiera. Vuole tutto e subito e se ne va coi papòs. É talmente indolente dal punto di vista spirituale, che invece di recitarsi un rosario (arma con la quale si risolvono tutti, ma proprio tutti i problemi come disse la Madonna a Fatima) si mette a rimuginare sulla presunta eccellenza di Mosca e Costantinopoli. Costui dimentica che non già dalle grandi gesta e dalle battaglie – seppur giuste, vittoriose e condotte con premuroso zelo – verrà il trionfo sul male, ma dall’adesione sincera da parte di ciascuno di noi della Verità rivelata da Gesù e custodita nell’alveo Chiesa.

 

O tu posseduto dalla smania adolescenziale bizantina, ridestati! Se hai letto queste parole e le hai meditate sarai più consapevole delle tue posizioni intellettuali e del tuo destino eterno!