Cantalamessa: i protestanti non credono nella Madonna per colpa del preconcilio, sentimentalista e di vana credulità

di CdP Ricciotti.

Raniero Cantalamessa, predicatore modernista alla corte dei sedenti vaticanosecondisti, in perenne competizione con altri “francescani” in una gara su chi ama di più il lontano, il “diverso”, ha dedicato una sua recente omelia alla Vergine Maria. Si dice che colui il quale ama troppo il lontano, è perché odia il vicino.

È possibile leggere o ascoltare il “comizio” sul sito ufficiale del Vaticano, RadioVaticana.

Dopo l’immancabile apologia alla “mariologia” del vaticanosecondo, perché per certa gente la Chiesa anni 33 – 1958 ha sempre e solo sbagliato, è su determinati presupposti (secondo lui solo conciliari), specie di Maria “Madre dei credenti”, “esempio di benedizione e salvezza” e anche “causa”, mediatrice, di salvezza per tutto il genere umano, che può avvenire, spiega Cantalamessa, un riavvicinamento tra Cattolici e protestanti nell’ambito della devozione alla Vergine, per secoli “terreno delicato e controverso”.

Ma attraverso quale via? Sono forse i protestanti a dover rigettare le loro eresie ed accettare la Vergine Maria come la Chiesa La onora da sempre, così come prevede il vero ecumenismo della carità?

Neanche per idea.

Leggiamo: «Tale via passa per un sincero riconoscimento da parte di noi cattolici del fatto che spesso, specialmente negli ultimi secoli, abbiamo contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti, onorandola in modo talvolta esagerato e sconsiderato e soprattutto non collocando tale devozione dentro un quadro biblico ben chiaro che ne facesse vedere il ruolo subordinato rispetto alla Parola di Dio, allo Spirito Santo e a Gesù stesso».

Secondo Cantalamessa, dunque, i protestanti non credono nella Vergine Maria come dovrebbero poiché la Chiesa preconciliare avrebbe «contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti, onorandola in modo talvolta esagerato e sconsiderato». La soluzione che propone il sedicente predicatore sarebbe quella della “misericordia”: «Ella infatti non è solo canale e mediatrice della misericordia di Dio; ne è anche l’oggetto e la prima destinataria. Non è soltanto colei che ci ottiene misericordia, ma anche colei che ha ottenuto, per prima e più di tutti, misericordia».

Corrispondono al vero le affermazioni di Cantalamessa che, per di più, definisce la mariologia preconciliare «di sentimentalismo e vana credulità»? Assolutamente no. Come al solito.

Basti pensare che Cantalamessa è quello che ha affermato le tremende eresie che: «[…] tutti i poveri del mondo, siano essi battezzati o meno, appartengono alla Chiesa»; che: «[…] povertà e sofferenza è il loro battesimo di sangue (dei non cristiani)» (qui confutazioni); che accettando il nuovo criterio di verità del vaticanosecondo non c’è più posto per l’antimarxismo dei Tradizionalisti alla Mons. Lefebvre (qui fonte non “di prima mano”); in piena eresia panteista, naturalista e di razionalismo assoluto, che: «Terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio» (qui confutazione).

Cantalamessa, oltre che sedicente predicatore è anche presunto “carismatista”, si è per di più fatto imporre le mani e “benedire” da un “pastore” protestante, poiché «il nostro contributo all’unità è l’amore reciproco», se alcuni vogliono costruire l’unità a partire dalle verità di fede, «noi vogliamo farlo partendo dal cuore» (qui foto varie e confutazione).

Ma la mariologia della Chiesa prima del fatidico vaticanosecondo era davvero «di sentimentalismo e vana credulità», come sostiene Cantalamessa?

Assolutamente no, difatti nel Denzinger ai numeri 3900-3904 (assunzione di Maria in cielo in corpo ed anima); 748 (lasciò la vita senza corruzione); 547 (Sovrana dei credenti); 1400, 3902, 3913-3917 (Regina); 1823, 2187, 2236, 2532, 2671 (venerata con immagini appropriate); 3632 (condannate le immagini che presentano Maria in abiti sacerdotali), etc etc., non ci sembra affatto che la mariologia preconciliare sia «di sentimentalismo e vana credulità […] talvolta esagerato e sconsiderato e soprattutto non collocando tale devozione dentro un quadro biblico ben chiaro che ne facesse vedere il ruolo subordinato rispetto alla Parola di Dio, allo Spirito Santo e a Gesù stesso».

La devozione è, al contrario, scrupolosamente regolamentata ed inserita in un quadro biblico lapalissiano. La dottrina di Cantalamessa, oltre ad essere una impostura, è, come abbiamo dimostrato in passato, “teologia del sentimentalismo” (se alcuni vogliono costruire l’unità a partire dalle verità di fede, «noi vogliamo farlo partendo dal cuore» qui confutazione).

Non so dove si documenti Cantalamessa, ma certamente non studiando il Magistero della Chiesa che, d’altronde, egli rinnega appena l’occasione lo rende possibile.

Preghiamo insieme un’Ave Maria per riparare alle abominevoli affermazioni del predicatore:

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

di CdP Ricciotti