Il Crocifisso miracoloso esposto solo otto giorni all’anno

crocifisso svelato in tabernacolo

 

Nella chiesa del Carmine di Napoli viene esposto un famoso Crocifisso miracoloso, visitabile dai fedeli fino al 2 gennaio 2016.

Il miracolo del Crocifisso è legato alla lotta, nel secolo XV, tra gli Angioini e gli Aragonesi, per il dominio di Napoli. Già dominava in Napoli Renato d’Angiò, il quale aveva collocato le sue artiglierie sul campanile del Carmine, trasformandolo in una vera fortezza, quando Alfonso V d’Aragona assediò la città, ponendo l’accampamento sulle rive del Sebeto, nelle vicinanze dell’attuale borgo Loreto.

Secondo la tradizione il 17 ottobre 1439, l’infante Pietro di Aragona fece dar fuoco a una grossa Bombarda detta la Messinese, la cui grossissima palla (ancora conservata nella cripta della chiesa), sfondò l’abside della chiesa e andò in direzione del capo del crocifisso che, per evitare il colpo, abbassò la testa sulla spalla destra, senza subire alcuna frattura. Il giorno seguente, mentre l’infante Pietro dava di nuovo ordine di azionare la Messinese, un colpo partito dal campanile, dalla bombarda chiamata la Pazza, gli troncò il capo.

Re Alfonso tolse allora l’assedio, ma quando, ritornato all’assalto nel 1442, il 2 giugno entrò trionfalmente in città, il suo primo pensiero fu di recarsi al Carmine per venerare il crocifisso e, per riparare l’atto insano del defunto fratello, fece costruire un sontuoso tabernacolo. Questo però, compiuto dopo la morte del re, accolse la miracolosa immagine il 26 dicembre del 1459. Da allora, l’immagine viene svelata il 26 dicembre di ogni anno e resta visibile al gran concorso di fedeli per otto giorni, fino al 2 gennaio. La stessa cerimonia si ripete nel primo sabato di quaresima per ricordare l’avvenimento del 1676, in cui Napoli fu risparmiata da una terribile tempesta, sedata dall’intercessione del crocifisso svelato in via eccezionale per l’occasione nefasta.

 

Fonte identitainsorgenti.com

 

 

2 Commenti a "Il Crocifisso miracoloso esposto solo otto giorni all’anno"

  1. #Marco Martone   27 dicembre 2015 at 11:25 pm

    I modernisti non hanno ancora distrutto la religiosità popolare. Speriamo di ripartire da qui.

    • #Lucius   28 dicembre 2015 at 8:51 am

      Giusta l’osservazione di Marco,ma temo che la sua speranza sia solo ottativa ,perché’ come disse Nostro Signore,neanche se qualcuno risuscitasse dai morti,potrebbe convertirli.